Archivio Seborga

Gentile dott.sa Lorenza Rapini,

Lettera a La Stampa - pagina 1

Lettera a La Stampa – pagina 1

La ringrazio e mi complimento per il suo pezzo “spiritoso” sulle elezioni del cosiddetto “Principato di Seborga”.  Dai toni che ha usato traspare chiaramente il fatto che anche Lei si rapporta alla “favola” del “trono” e del “Principe Menegatto” con simpatica e garbata ironia.

In un altro passo Lei usa il termine “incoronazione” di Marcello mentre per la sua consorte (signora Nina) Lei usa il termine “principessa”; ciò sta ad indicare che anche Lei coglie in queste “elezioni” l’aspetto folkloristico e ridanciano di un Principe la cui “utilità” pare essere quella di cercare di fare affluire più turisti alle sagre in programma.

Come Lei ci anticipa la ”incoronazione di Marcello” avrà i toni di una rievocazione storica in costume e la partecipazione dei cittadini “sudditi” dovrebbe consentire di attirare per quel giorno tanti visitatori.

Fin qui tutto bene.

Si è però dimenticata di dire che precedentemente a questo “principato” folkloristico ce ne è stato un altro. Parlo di quello storico, quello vero, che è andato avanti per secoli sotto la guida degli Abati di Lérins o dei Gran Maestri dell’Ordine dei Cavalieri Bianchi.  Quello non era un Principato folkloristico.

Lettera a La Stampa - pagina 2

Lettera a La Stampa – pagina 2

Ormai da molto tempo, in assenza di un monaco Abate, il Principato è retto “ad interim” dal Gran Maestro dell’Ordine  secondo la tradizione che vuole che sia il GM del Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri a reggere le sorti del territorio in assenza di un monaco Abate. Questo è valso anche per Giorgio Carbone, Principe di Seborga.

Un’ultima precisazione: noi non abbiamo principesse e non ci occupiamo di folklore ma di spiritualità Cristiana e della difesa di quei valori che hanno reso grande Seborga al di là delle sagre paesane.

+ Diego Beltrutti di San Biagio

Gran Maestro del Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri e Principe di Seborga

Principato di Seborga: lasciamo parlare solo i competenti!

Cav Diego BeltruttiCommento all’articolo del 14 Gennaio 2017 uscito sul giornale “La Stampa Imperia Sanremo” a firma di Daniela Borghi e dal titolo: “PRINCIPATO DI SEBORGA, TUTTO E’ COMINCIATO CON GIORGIO I CUSTODE DELLA STORIA E PRIMO SOVRANO. Come è nato il piccolo regno «da cartolina»”.

Mi permetto di intervenire in qualità di Gran Maestro del Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri, ordine equestre fondato nel 1365 dal monaco/cavaliere e abate Pons Lance e giunto fino ai giorni nostri.

Lasciando perdere le cose “da cartolina”, devo puntualizzare che il principato non è iniziato nel 1963 con fra Giorgio Carbone ma svariati secoli prima. L’affidamento del feudo di Seborga ai monaci di Saint Honorat è antico e qui aggiungerò solo che essi esercitarono a lungo il loro diritto feudale sul territorio e sulla popolazione del Castrum de Sepulchro.

E’ vero che il Cav. Giorgio Carbone nel 1963 decise di farsi votare dai suoi concittadini, anche se ciò non era necessario dal momento che (come i documenti storici giunti fino a noi testimoniano chiaramente) la carica di Principe “pro tempore” ricadeva sul Maestro dell’Ordine o su un suo fiduciario.

Ci tengo a precisare che quando si parla di Ordine Equestre del Principato di Seborga non ci si riferisce a quelle associazioni cavalleresche che spuntano come funghi (e che dal 1951 l’Italia definisce illegittime e illegali) ma al vero e unico ordine cavalleresco di Seborga, quello che ho l’onore di presiedere.

Oggi noi abbiamo un “principato – tutt’altra cosa”. Da un lato il sedicente Principe Marcello parla di sacralità del Principato e delle nobili tradizioni di Seborga e dall’altro è evidente a tutti come ci sia un tentativo in atto di trasformare un Principato Abbaziale in un Principato “da cartolina” con tanto di “principessina”, di “corona”, di “cocchio”, di “elezioni”, di sagra della porchetta, ecc. Ma quando mai!?

Le sorprendenti e vulcaniche “teste d’uovo” del sedicente “principe Marcello”, quelle che confidano nella “autodeterminazione del Principato di Seborga”, sono recentemente giunte a definire le peculiarità del “candidato principe”. Pensate un po’! Come volano in alto! Cercano un soggetto “che parli italiano, che non abbia avuto condanne penali alle spalle e che “viva” in Seborga”. Nessun riferimento a qualità morali, o alla difesa della Cristianità.

I Cavalieri, da lontano, osservano divertiti anche se non amano le farse. Una cosa è certa: l’Ordine andrà avanti. Noi tireremo dritto lungo la nostra via con uomini valorosi e virtuosi, testimoni e difensori del messaggio di Gesù Cristo.

L’Ordine e lo scrivente saranno contenti se in futuro il Principato di Seborga vedrà un incremento del turismo ma voglio ricordare, a chi se ne fosse scordato, che il feudo di Seborga è stato costituito e si è mantenuto nei secoli per difendere la Cristianità e con una missione ben precisa. Ciò è quanto continueremo a fare.

Fra Diego Beltrutti di S. Biagio

Da sinistra a destra :il  Cav. Diego Beltrutti, l’Arcivescovo Ortododdo Armeno Datev Hagopian e il Cav. Gheorghe Petrescu.

Da sinistra a destra: il Cav. Diego Beltrutti, l’Arcivescovo Ortodosso Armeno Datev Hagopian e il Cav. Gheorghe Petrescu.

Il V.O.S.S. incontra la Chiesa Ortodossa Armena.   In data 16 Settembre 2016 il Cav. Diego Beltrutti, Maestro Generale del Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri, Ordine Cavalleresco di Seborga, conosciuto anche come l’Ordine dei Cavalieri Bianchi di Seborga, accompagnato dal Cav. Gheorghe Petrescu, Console onorario del Principato di Seborga in Romania e da alcuni cavalieri, ha incontrato nella Cattedrale Ortodossa Armena di Bucarest S.E. l’Arcivescovo Datev Hapogian che dal 2010 è la guida spirituale dell’Eparchia Armena in Romania.Nell’incontro avvenuto all’insegna di una grande fraternità ecumenica, la delegazione del V.O.S.S., che comprendeva alcuni cavalieri del V.O.S.S. oltre ad altri Cavalieri  Rumeni, ha affrontato il tema della situazione dei Cristiani in Armenia e più in generale dei Cristiani in Medio Oriente. Vi è stata ampia unità di vedute sulle cause del genocidio Armeno e sui rischi che situazioni come quella del 1915 si possano ripetere ad un secolo di distanza.

La delegazione del Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri è stata molto colpita dal carisma, dalla disponibilità e dall’accoglienza di Sua Eccellenza l’Arcivescovo Hagopian il quale non solo ha messo a disposizione dei Cavalieri un Salone per tenere successivamente un Capito Cavalleresco ma ha voluto prendervi parte.

Cattedrale Ortodossa Armena di Bucarest: le torri sono una copia della cattedrale nella città armena di Ecmiazin.

Cattedrale Ortodossa Armena di Bucarest: le torri sono una copia della cattedrale nella città armena di Ecmiazin.

Ai Seborghini, alle Dame e ai Cavalieri

Allocuzione del Maestro Generale in occasione del 20 Agosto, anniversario della morte di San Bernard de Clairvaux.

Ai Seborghini, alle Dame e ai Cavalieri

Cav.Diego Beltrutti

Cav.Diego Beltrutti

Carissimi,

in questa calda estate a Seborga ci sono stati molti eventi che hanno fatto ribollire gli animi. Sappiamo che tra questi c’è il venir meno del nostro sostegno a Marcello Menegatto sedicente Marcello I.

Si è parlato addirittura di colpo di stato ma ovviamente questi termini sono inappropriati e non corretti in relazione a ciò che è realmente avvenuto e soprattutto al fatto che Seborga non è (ancora) uno stato.

Quindi, dopo avere ribadito che non si è trattato di un colpo di stato, ci sentiamo di affermare che in realtà l’Ordine ha effettuato una scelta ponderata e meditata a sostegno di un sistema amministrativo più efficace ed efficiente come quello messo in atto “pro tempore” dal  Principe Nicolas.

Come è facile constatare, in questa nostra decisione, non c’è  e  non c’è stato nulla di personale verso la famiglia Menegatto.

Il fatto è che il Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri, ordine Templare, ordine che appartiene alla storia plurisecolare di Seborga, ordine costituito per difendere la Cristianità, Ordine composto da soggetti difensori del vero e del giusto, non poteva restare indifferente dinnanzi all’abbandono dei valori centrali e fondanti il Principato.

E’ vero che in data 27 marzo 2010 il Consiglio dei Priori annunciava l’accettazione della candidatura del sig. Menegatto, ma è altrettanto vero che si è trattato di una decisione improvvida. Ciò in quanto l’elettorato allora non è stato messo al corrente di alcuni particolari della storia personale del candidato Marcello Menegatto i quali avrebbero sicuramente modificato l’esito delle votazioni qualora fossero stati conosciuti dall’elettorato.

Perché il Consiglio dei Priori abbia taciuto ai Seborghini ed ai Cavalieri non si sa anche se si fanno alcune ipotesi. Certo è che alcuni di essi sono stati prontamente inseriti dal neo eletto come “ministri”.

Nonostante questo vizio, il 25 aprile 2010 il Sig. Menegatto era eletto dalla popolazione votante (composta dai Seborghini e dai Cavalieri) assumendo il nome di Marcello I.

Dal momento che i votanti sono stati 156, che i voti contrari , composti in prevalenza da Cavalieri non residenti sono stati 67, possiamo dedurre che Marcello Menegatto è stato eletto da una piccola porzione della popolazione di circa 400 abitanti.

Credo che il Sig. Menegatto condivida con noi il fatto che non sia necessario entrare nei dettagli, che peraltro sono rintracciabili su internet, e si ricordi bene di cosa sia successo quel giorno a Sainte Agnes.

Noi riteniamo che il Consiglio dei Priori, nel momento in cui non ha fatto menzione e in buona sostanza ha tenuto nascosto all’elettorato e in particolare ai Cavalieri (che compongono da sempre, assieme ai residenti, la base elettorale del Principato) una vicenda giudiziaria non marginale che ha visto il sig. Menegatto come protagonista, ha determinato l’illegittimità dell’elezione del suddetto sig. Menegatto e ci consente di affermare oggi che la posizione di Principe di Seborga è vacante.

L’Ordine dei Cavalieri Bianchi (VOSS) ritiene che i candidati del Principato di Seborga debbano avere un passato limpido e tenere un comportamento trasparente e lineare. Va ricordato che coloro che si candidano alla carica di Principe di Seborga , da quel preciso momento, hanno giustamente addosso molti occhi e ciò che prima poteva essere un fatto privato diventa giocoforza un fatto pubblico. Non è certo facoltà dei Priori tenere nascosti fatti che riguardino i candidati. Non è questione di privacy.

Seborga: la cappella di Saint Bernard de Clairvaux

Seborga: la cappella di Saint Bernard de Clairvaux

Un altro fatto per noi inopportuno e inaccettabile è che Marcello I, il quale si definisce Principe di uno stato sovrano (sebbene ancora non riconosciuto come tale) paladino da secoli della Cristianità, culla della Povera Milizia di Cristo che ha avuto in Saint Bernard de Clairvaux il suo mentore, abbia preso residenza nella Penisola Araba, e precisamente a Dubai, uno degli Emirati Arabi Uniti.

L’Ordine non ha nulla contro l’Islam e condivide totalmente il pensiero di Papa Francesco quando afferma «Non è giusto dire che l’Islam sia terrorista, a me non piace parlare di violenza islamica».  Condividiamo anche quanto ha detto recentemente la sceicca del Qatar, Mozah bint Nasser al Missned, quando afferma “L’ulivo cresce sia nel mondo arabo sia in Occidente“.

Noi del VOSS siamo assolutamente consapevoli che l’Islam non è Daesh.

Resta tuttavia il fatto che in Europa non ci sono casi come quello di Asia Bibi, la madre da sette anni in carcere con una condanna a morte per essere cristiana. Diciamolo pure, la residenza a Dubai del sig. Marcello Menegatto imprenditore è accettabile; quella del Principe di Seborga è assolutamente inopportuna e inaccettabile.

Ritornando a Seborga, voglio ricordare un’altra vicenda, quella del 44enne ungherese che svolge la funzione di Consigliere per la Motorizzazione e l’Anagrafe nel Consiglio della Corona di Seborga. In virtù dello stile sobrio dei Cavalieri del VOSS non scenderemo in particolari ma certamente noi abbiamo ritenuto non solo inopportuno ma totalmente errato e inaccettabile che il Principe che rappresenta uno stato da sempre baluardo dei valori Cristiani affidi un’importante carica governativa a questo signore dal passato di pornoattore.

La domanda che molti si sono posti, domanda legittima,  è stata: ma Marcello non aveva nessun altro candidato da potere nominare su quella carica?

Non sono queste le scelte che l’Ordine si aspettava da chi porta le insegne di Principe di Seborga.

Molto bene ha fatto Nicolas, che noi riconosciamo come persona seria e sicuramente capace di riportare Seborga a quel ruolo che la Storia le ha conferito, a ribadire che Seborga è un Principato Cristiano.

Ci pare che in questi lunghi sei anni molti lo abbiano scordato.  Io capisco, conoscendo bene molti Seborghini a causa della lunga frequentazione con quel territorio ridente e mite, che la popolazione è oggi disorientata e disamorata. E’ evidente che vi è uno scollamento tra la popolazione, il Consiglio dei Priori e il sedicente Principe Marcello.

A causa di decisioni improvvide miranti a blindare “il palazzo”, a garantirsi la rielezione facile facile e a escludere eventuali voci fuori dal coro, sono stati adottati provvedimenti che ci limitiamo a definire antistorici (a quanto mi risulta provvedimenti sempre avvallati da un Consiglio dei Priori che pare avere perso il ruolo originario di garante della legittimità degli atti e dei diritti della popolazione Seborghina) .

Sei anni sono trascorsi dalla cosiddetta elezione e la gestione Menegatto non ha concluso nulla di rilevante in relazione agli interessi generali della comunità seborghina. Basta prendere il programma elettorale del sig. Menegatto e leggerlo. Non è un segreto: il golf course non è stato fatto, gli hotel non ci sono, i turisti non vengono più a Seborga come un tempo, i ristoranti hanno i tavoli vuoti e soprattutto non si è più parlato di indipendenza.

Recentemente abbiamo sentito fare riferimento alla figura di Giorgio e all’elezione del Principe come elemento specifico e di alta democrazia del Principato.  Questo era sicuramente valido all’epoca di SAS Giorgio.

Il fatto è che, come ricordato più sopra, le manovre condotte dal  sedicente Principe di Seborga Marcello negli ultimi anni hanno letteralmente stravolto lo spirito originario del Principato, culla della cavalleria del Tempio, dove per ben 15 volte la sedia di Principe nei secoli è stata occupata da un Maestro dell’Ordine.

Non tutti sanno che il sig. Menegatto, adducendo futili motivi e con l’avvallo del Consiglio dei Priori (immaginiamo dopo avere preso atto che il VOSS è sempre stato critico sul suo operato scarsamente caratterizzato da momenti di spiritualità e molto da sagre paesane) ha promulgato l’editto di estromissione dei Cavalieri dalle prossime votazioni per la carica di Principe.

Di fronte a questi provvedimenti meschini, antistorici e protezionistici che snaturano la tradizione Seborghina, l’Ordine, garante da sempre del diritto e della sacralità di questo territorio ha dovuto intervenire.

Come ricordato, molti i motivi per cui l’Ordine ha deciso di non appoggiare più il governo del Sig.  Menegatto.

SAS Nicolas e fra Diego

SAS Nicolas di Seborga e fra Diego

L’Ordine ha deciso di appoggiare il Sig. Nicolas Mutte che ben si merita il titolo di SAS Nicolas I, Principe di Seborga, per quanto è riuscito a fare ed ottenere in favore della comunità di Seborga in pochi mesi.

Il titolo di Principe se l’è guadagnato sul campo, con un duro e impegnativo lavoro di tessitura a livello politico, diplomatico, finanziario internazionale.

In altre parole in poco tempo Nicolas ha fatto per Seborga molto di più di quanto il sig. Menegatto ha fatto in sei anni.

Ricordo a chi lo avesse dimenticato, che dal loro venire a Seborga, i cavalieri del VOSS non hanno mai tratto vantaggi o benefici.  I nostri Cavalieri vengono a Seborga perché amano Seborga. Non vengono per ottenere licenze edilizie, o vantaggi economici o di altra natura. Tutt’al più essi portano un po’ di lavoro nei ristoranti e nei B&B.

Ciò che l’Ordine fa con maggiore passione è portare il nome di Seborga e di Giorgio Carbone (il nostro amato Principe Giorgio) in giro per l’Italia e per l’Europa.  Per questa ragione siamo conosciuti e stimati.   Se nelle librerie si trovano i libri del Principe Giorgio, è perché l’Ordine li ha editati e realizzati.

Negli anni abbiamo avuto anche noi detrattori e denigratori. Personaggetti che ci hanno anche diffamato. Sempre succede quando si combatte contro le prevaricazioni, le ingiustizie e le falsità; ma questi tentativi meschini di ostacolarci sono stati vani.

Voglio concludere questa mia allocuzione in occasione dell’anniversario della morte di Saint Bernard de Clairvaux, giorno speciale per l’Ordine e per Seborga, dicendo che  Seborga merita di più. E’ l’ora che si passi da un finto Stato, gestito come un condominio di periferia, da un principato folkloristico che fino ad oggi è riuscito a trovare il momento più alto e significativo nelle sagre della salciccia o delle cozze, a uno Stato vero, il Principaute de Seborga/Principato di Seborga.

I tempi delle “ordinanze di Menegatto”, delle “leggi” fatte “ad usum delfini” è finito. Questa pseudo democrazia portata avanti dal sig. Menegatto che serve solo a lasciare le cose come sono e che permette a qualcuno in paese di pavoneggiarsi con il titolo di “ministro” senza avere le competenze culturali, accademiche, lavorative utili e necessarie per tali cariche di alto rilievo non solo deve finire ma… è già finita, travolta dagli eventi.

A Seborga c’era bisogno di aria nuova, di persone competenti, soggetti che si occupino realmente dei bisogni della popolazione residente in difficoltà. Finalmente abbiamo chi si preoccupa davvero del calo dei redditi e in alcuni casi anche dell’azione opprimente del fisco italiano.

A Seborga c’è bisogno di soggetti limpidi, uomini di fede, non chiacchierati, di alto profilo morale e che non abbiano scheletri nell’armadio. Quelli che un tempo venivano chiamati “i galantuomini”.

Quando abbiamo avuto modo di conoscere il valore e lo spessore di questo “governo ombra” abbiamo deciso senza esitazione di appoggiarlo. E’ bene che i Seborghini lo sappiano. Quello che abbiamo sostenuto è un Governo vero, fatto di Ministri competenti con “curricula vitae” seri; c’era bisogno di un’amministrazione compatta, di soggetti preparati in diritto internazionale in grado di interloquire con capi di stato e di Governo a livello europeo come globale.

Seborga ha le carte in regola per essere Stato indipendente, neutrale e riconosciuto. E’ per questo motivo che abbiamo deciso di appoggiare l’amministrazione di Nicolas.

Recentemente ho sentito dire da alcuni Seborghini: “ma il Principe Nicolas parla solo francese….” . Questo è un falso problema e ciò per varie ragioni: innanzitutto ricordo che nell’amministrazione ci sono diversi soggetti di lingua e cultura italiana.  Inoltre, cari Seborghini, illustri Cavalieri e gentili Dame, ricordo che il Principe Giorgio ha sempre parlato di Seborga come di una regione bilingue, italiano e francese.

Noi che come Ordine abbiamo le radici storiche in Francia non siamo minimamente preoccupati;  sappiamo che per secoli in Piemonte e parti della Liguria si è parlato la lingua francese. San Bernard era francese… anche i Savoia parlavano francese. Tutto ciò non ci deve spaventare. Anche a Monaco si parla francese e nessuno si scandalizza.

Pertanto se Nicolas attualmente preferisce parlare in francese…. vuol dire che sarà nostro compito incitarlo ad incrementare il suo italiano… ma vuole anche dire che per reciprocità di rapporti molti di noi dovranno migliorare il loro francese.

 

Un saluto fraterno a tutti i nostri concittadini Seborghini, ai Cavalieri e alle Dame, nel nome del nostro Comandante Gesù Cristo,

 

Cav. fra Diego Beltrutti

Maestro generale dell’Ordine, Comandante della Confederazione Templare Internazionale “Bernard de Claivaux”, Cavaliere di San Silvestro Papa.

 

Dal Quartier Generale del VOSS – Busca 17 Agosto 2016

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Confederazione_Templare_Bernard-de-Clairvaux

Prega con noi!

Questa sera, prima di dormire, ricordati di pregare per tutti i nostri fratelli e sorelle in Cristo e soprattutto per i bambini che in Siria, nel Medio Oriente ed un po’ dovunque da mesi sono uccisi a causa della loro fede.

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