Archivio Seborga

Ai Seborghini, alle Dame e ai Cavalieri

Allocuzione del Maestro Generale in occasione del 20 Agosto, anniversario della morte di San Bernard de Clairvaux.

Ai Seborghini, alle Dame e ai Cavalieri

Cav.Diego Beltrutti

Cav.Diego Beltrutti

Carissimi,

in questa calda estate a Seborga ci sono stati molti eventi che hanno fatto ribollire gli animi. Sappiamo che tra questi c’è il venir meno del nostro sostegno a Marcello Menegatto sedicente Marcello I.

Si è parlato addirittura di colpo di stato ma ovviamente questi termini sono inappropriati e non corretti in relazione a ciò che è realmente avvenuto e soprattutto al fatto che Seborga non è (ancora) uno stato.

Quindi, dopo avere ribadito che non si è trattato di un colpo di stato, ci sentiamo di affermare che in realtà l’Ordine ha effettuato una scelta ponderata e meditata a sostegno di un sistema amministrativo più efficace ed efficiente come quello messo in atto “pro tempore” dal  Principe Nicolas.

Come è facile constatare, in questa nostra decisione, non c’è  e  non c’è stato nulla di personale verso la famiglia Menegatto.

Il fatto è che il Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri, ordine Templare, ordine che appartiene alla storia plurisecolare di Seborga, ordine costituito per difendere la Cristianità, Ordine composto da soggetti difensori del vero e del giusto, non poteva restare indifferente dinnanzi all’abbandono dei valori centrali e fondanti il Principato.

E’ vero che in data 27 marzo 2010 il Consiglio dei Priori annunciava l’accettazione della candidatura del sig. Menegatto, ma è altrettanto vero che si è trattato di una decisione improvvida. Ciò in quanto l’elettorato allora non è stato messo al corrente di alcuni particolari della storia personale del candidato Marcello Menegatto i quali avrebbero sicuramente modificato l’esito delle votazioni qualora fossero stati conosciuti dall’elettorato.

Perché il Consiglio dei Priori abbia taciuto ai Seborghini ed ai Cavalieri non si sa anche se si fanno alcune ipotesi. Certo è che alcuni di essi sono stati prontamente inseriti dal neo eletto come “ministri”.

Nonostante questo vizio, il 25 aprile 2010 il Sig. Menegatto era eletto dalla popolazione votante (composta dai Seborghini e dai Cavalieri) assumendo il nome di Marcello I.

Dal momento che i votanti sono stati 156, che i voti contrari , composti in prevalenza da Cavalieri non residenti sono stati 67, possiamo dedurre che Marcello Menegatto è stato eletto da una piccola porzione della popolazione di circa 400 abitanti.

Credo che il Sig. Menegatto condivida con noi il fatto che non sia necessario entrare nei dettagli, che peraltro sono rintracciabili su internet, e si ricordi bene di cosa sia successo quel giorno a Sainte Agnes.

Noi riteniamo che il Consiglio dei Priori, nel momento in cui non ha fatto menzione e in buona sostanza ha tenuto nascosto all’elettorato e in particolare ai Cavalieri (che compongono da sempre, assieme ai residenti, la base elettorale del Principato) una vicenda giudiziaria non marginale che ha visto il sig. Menegatto come protagonista, ha determinato l’illegittimità dell’elezione del suddetto sig. Menegatto e ci consente di affermare oggi che la posizione di Principe di Seborga è vacante.

L’Ordine dei Cavalieri Bianchi (VOSS) ritiene che i candidati del Principato di Seborga debbano avere un passato limpido e tenere un comportamento trasparente e lineare. Va ricordato che coloro che si candidano alla carica di Principe di Seborga , da quel preciso momento, hanno giustamente addosso molti occhi e ciò che prima poteva essere un fatto privato diventa giocoforza un fatto pubblico. Non è certo facoltà dei Priori tenere nascosti fatti che riguardino i candidati. Non è questione di privacy.

Seborga: la cappella di Saint Bernard de Clairvaux

Seborga: la cappella di Saint Bernard de Clairvaux

Un altro fatto per noi inopportuno e inaccettabile è che Marcello I, il quale si definisce Principe di uno stato sovrano (sebbene ancora non riconosciuto come tale) paladino da secoli della Cristianità, culla della Povera Milizia di Cristo che ha avuto in Saint Bernard de Clairvaux il suo mentore, abbia preso residenza nella Penisola Araba, e precisamente a Dubai, uno degli Emirati Arabi Uniti.

L’Ordine non ha nulla contro l’Islam e condivide totalmente il pensiero di Papa Francesco quando afferma «Non è giusto dire che l’Islam sia terrorista, a me non piace parlare di violenza islamica».  Condividiamo anche quanto ha detto recentemente la sceicca del Qatar, Mozah bint Nasser al Missned, quando afferma “L’ulivo cresce sia nel mondo arabo sia in Occidente“.

Noi del VOSS siamo assolutamente consapevoli che l’Islam non è Daesh.

Resta tuttavia il fatto che in Europa non ci sono casi come quello di Asia Bibi, la madre da sette anni in carcere con una condanna a morte per essere cristiana. Diciamolo pure, la residenza a Dubai del sig. Marcello Menegatto imprenditore è accettabile; quella del Principe di Seborga è assolutamente inopportuna e inaccettabile.

Ritornando a Seborga, voglio ricordare un’altra vicenda, quella del 44enne ungherese che svolge la funzione di Consigliere per la Motorizzazione e l’Anagrafe nel Consiglio della Corona di Seborga. In virtù dello stile sobrio dei Cavalieri del VOSS non scenderemo in particolari ma certamente noi abbiamo ritenuto non solo inopportuno ma totalmente errato e inaccettabile che il Principe che rappresenta uno stato da sempre baluardo dei valori Cristiani affidi un’importante carica governativa a questo signore dal passato di pornoattore.

La domanda che molti si sono posti, domanda legittima,  è stata: ma Marcello non aveva nessun altro candidato da potere nominare su quella carica?

Non sono queste le scelte che l’Ordine si aspettava da chi porta le insegne di Principe di Seborga.

Molto bene ha fatto Nicolas, che noi riconosciamo come persona seria e sicuramente capace di riportare Seborga a quel ruolo che la Storia le ha conferito, a ribadire che Seborga è un Principato Cristiano.

Ci pare che in questi lunghi sei anni molti lo abbiano scordato.  Io capisco, conoscendo bene molti Seborghini a causa della lunga frequentazione con quel territorio ridente e mite, che la popolazione è oggi disorientata e disamorata. E’ evidente che vi è uno scollamento tra la popolazione, il Consiglio dei Priori e il sedicente Principe Marcello.

A causa di decisioni improvvide miranti a blindare “il palazzo”, a garantirsi la rielezione facile facile e a escludere eventuali voci fuori dal coro, sono stati adottati provvedimenti che ci limitiamo a definire antistorici (a quanto mi risulta provvedimenti sempre avvallati da un Consiglio dei Priori che pare avere perso il ruolo originario di garante della legittimità degli atti e dei diritti della popolazione Seborghina) .

Sei anni sono trascorsi dalla cosiddetta elezione e la gestione Menegatto non ha concluso nulla di rilevante in relazione agli interessi generali della comunità seborghina. Basta prendere il programma elettorale del sig. Menegatto e leggerlo. Non è un segreto: il golf course non è stato fatto, gli hotel non ci sono, i turisti non vengono più a Seborga come un tempo, i ristoranti hanno i tavoli vuoti e soprattutto non si è più parlato di indipendenza.

Recentemente abbiamo sentito fare riferimento alla figura di Giorgio e all’elezione del Principe come elemento specifico e di alta democrazia del Principato.  Questo era sicuramente valido all’epoca di SAS Giorgio.

Il fatto è che, come ricordato più sopra, le manovre condotte dal  sedicente Principe di Seborga Marcello negli ultimi anni hanno letteralmente stravolto lo spirito originario del Principato, culla della cavalleria del Tempio, dove per ben 15 volte la sedia di Principe nei secoli è stata occupata da un Maestro dell’Ordine.

Non tutti sanno che il sig. Menegatto, adducendo futili motivi e con l’avvallo del Consiglio dei Priori (immaginiamo dopo avere preso atto che il VOSS è sempre stato critico sul suo operato scarsamente caratterizzato da momenti di spiritualità e molto da sagre paesane) ha promulgato l’editto di estromissione dei Cavalieri dalle prossime votazioni per la carica di Principe.

Di fronte a questi provvedimenti meschini, antistorici e protezionistici che snaturano la tradizione Seborghina, l’Ordine, garante da sempre del diritto e della sacralità di questo territorio ha dovuto intervenire.

Come ricordato, molti i motivi per cui l’Ordine ha deciso di non appoggiare più il governo del Sig.  Menegatto.

SAS Nicolas e fra Diego

SAS Nicolas di Seborga e fra Diego

L’Ordine ha deciso di appoggiare il Sig. Nicolas Mutte che ben si merita il titolo di SAS Nicolas I, Principe di Seborga, per quanto è riuscito a fare ed ottenere in favore della comunità di Seborga in pochi mesi.

Il titolo di Principe se l’è guadagnato sul campo, con un duro e impegnativo lavoro di tessitura a livello politico, diplomatico, finanziario internazionale.

In altre parole in poco tempo Nicolas ha fatto per Seborga molto di più di quanto il sig. Menegatto ha fatto in sei anni.

Ricordo a chi lo avesse dimenticato, che dal loro venire a Seborga, i cavalieri del VOSS non hanno mai tratto vantaggi o benefici.  I nostri Cavalieri vengono a Seborga perché amano Seborga. Non vengono per ottenere licenze edilizie, o vantaggi economici o di altra natura. Tutt’al più essi portano un po’ di lavoro nei ristoranti e nei B&B.

Ciò che l’Ordine fa con maggiore passione è portare il nome di Seborga e di Giorgio Carbone (il nostro amato Principe Giorgio) in giro per l’Italia e per l’Europa.  Per questa ragione siamo conosciuti e stimati.   Se nelle librerie si trovano i libri del Principe Giorgio, è perché l’Ordine li ha editati e realizzati.

Negli anni abbiamo avuto anche noi detrattori e denigratori. Personaggetti che ci hanno anche diffamato. Sempre succede quando si combatte contro le prevaricazioni, le ingiustizie e le falsità; ma questi tentativi meschini di ostacolarci sono stati vani.

Voglio concludere questa mia allocuzione in occasione dell’anniversario della morte di Saint Bernard de Clairvaux, giorno speciale per l’Ordine e per Seborga, dicendo che  Seborga merita di più. E’ l’ora che si passi da un finto Stato, gestito come un condominio di periferia, da un principato folkloristico che fino ad oggi è riuscito a trovare il momento più alto e significativo nelle sagre della salciccia o delle cozze, a uno Stato vero, il Principaute de Seborga/Principato di Seborga.

I tempi delle “ordinanze di Menegatto”, delle “leggi” fatte “ad usum delfini” è finito. Questa pseudo democrazia portata avanti dal sig. Menegatto che serve solo a lasciare le cose come sono e che permette a qualcuno in paese di pavoneggiarsi con il titolo di “ministro” senza avere le competenze culturali, accademiche, lavorative utili e necessarie per tali cariche di alto rilievo non solo deve finire ma… è già finita, travolta dagli eventi.

A Seborga c’era bisogno di aria nuova, di persone competenti, soggetti che si occupino realmente dei bisogni della popolazione residente in difficoltà. Finalmente abbiamo chi si preoccupa davvero del calo dei redditi e in alcuni casi anche dell’azione opprimente del fisco italiano.

A Seborga c’è bisogno di soggetti limpidi, uomini di fede, non chiacchierati, di alto profilo morale e che non abbiano scheletri nell’armadio. Quelli che un tempo venivano chiamati “i galantuomini”.

Quando abbiamo avuto modo di conoscere il valore e lo spessore di questo “governo ombra” abbiamo deciso senza esitazione di appoggiarlo. E’ bene che i Seborghini lo sappiano. Quello che abbiamo sostenuto è un Governo vero, fatto di Ministri competenti con “curricula vitae” seri; c’era bisogno di un’amministrazione compatta, di soggetti preparati in diritto internazionale in grado di interloquire con capi di stato e di Governo a livello europeo come globale.

Seborga ha le carte in regola per essere Stato indipendente, neutrale e riconosciuto. E’ per questo motivo che abbiamo deciso di appoggiare l’amministrazione di Nicolas.

Recentemente ho sentito dire da alcuni Seborghini: “ma il Principe Nicolas parla solo francese….” . Questo è un falso problema e ciò per varie ragioni: innanzitutto ricordo che nell’amministrazione ci sono diversi soggetti di lingua e cultura italiana.  Inoltre, cari Seborghini, illustri Cavalieri e gentili Dame, ricordo che il Principe Giorgio ha sempre parlato di Seborga come di una regione bilingue, italiano e francese.

Noi che come Ordine abbiamo le radici storiche in Francia non siamo minimamente preoccupati;  sappiamo che per secoli in Piemonte e parti della Liguria si è parlato la lingua francese. San Bernard era francese… anche i Savoia parlavano francese. Tutto ciò non ci deve spaventare. Anche a Monaco si parla francese e nessuno si scandalizza.

Pertanto se Nicolas attualmente preferisce parlare in francese…. vuol dire che sarà nostro compito incitarlo ad incrementare il suo italiano… ma vuole anche dire che per reciprocità di rapporti molti di noi dovranno migliorare il loro francese.

 

Un saluto fraterno a tutti i nostri concittadini Seborghini, ai Cavalieri e alle Dame, nel nome del nostro Comandante Gesù Cristo,

 

Cav. fra Diego Beltrutti

Maestro generale dell’Ordine, Comandante della Confederazione Templare Internazionale “Bernard de Claivaux”, Cavaliere di San Silvestro Papa.

 

Dal Quartier Generale del VOSS – Busca 17 Agosto 2016

pagina 1

pagina 1

pagina 2

pagina 2

pagina 3

pagina 3

pagina 4

pagina 4

pagina 5

pagina 5

pagina 6

pagina 6

pagina 7

pagina 7

pagina 8

pagina 8

pagina 9

pagina 9

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Confederazione_Templare_Bernard-de-Clairvaux

Prega con noi!

Questa sera, prima di dormire, ricordati di pregare per tutti i nostri fratelli e sorelle in Cristo e soprattutto per i bambini che in Siria, nel Medio Oriente ed un po’ dovunque da mesi sono uccisi a causa della loro fede.

bambini-cristiani1

Quando ci si avvicina alla materia degli Ordini ci si rende conto della complessità e delle difficoltà di ordine tassonomico connesse agli stessi.

Ordini al Merito: si tratta degli Ordini “non cavallereschi”. Questi Ordini traggono il loro fondamento giuridico nella sovranità dello Stato che gli ha istituiti. Tali Ordini sono di nascita alquanto recente (la maggior parte nasce nell’Ottocento ). Nascono con la finalità di riconoscere meriti speciali sia nel campo civile che militare a cittadini che si siano distinti in modo eccezionale in campi specifici. In Italia ricordiamo ad esempio i Cavalieri del Lavoro. I titoli o i gradi concessi da questi Ordini non sono onorificenze ma decorazioni.

Gli Ordini possono essere catalogati come:

  • Ordini di Stato o Statuali,
  • Ordini Dinastico-Statuali,
  • Ordini Dinastici o Dinastico-familiari,
  • Ordini Equestri Pontifici,
  • Ordini Equestri  Magistrali.

I titoli od i gradi possono essere attribuiti a militari, a religiosi, a nobili od a civili. Il titolo di Cavaliere può essere concesso in forma ereditaria oppure no. Può essere attribuito dalla autorità religiosa della Santa Sede, da Monarchi in carica o decaduti, oppure da Ordini Magistrali. In questo ultimo caso si presuppone la professione di voti e l’adesione ad una regola di vita (Ordini monastico/cavallereschi).

Tali categorie degli ordini cavallereschi sono basate sull’esistenza di una potestà cioè di un potere sovrano: il Sovrano in carica od in esilio, il Sommo Pontefice. Negli ordini Magistrali il potere sovrano è esercitato dal Gran Maestro o dal Gran Priore. Negli Ordini al merito (non cavallereschi, non Pontifici) la sovranità è quella del Presidente della Repubblica.

Con queste prerogative si è ovviamente nell’ambito del diritto pubblico. Quando si esce da questo ambito, non si può più parlare di Ordini Cavallereschi ma di associazioni o organizzazioni di ispirazione cavalleresca.

Ordine Cavalleresco o Equestre:  con questo termine ci si riferisce a strutture organizzate create per azione di un Sommo Pontefice o di un Regnante cattolico con l’autorizzazione Papale e/o sotto la protezione di questi. Le prerogative degli ordini cavallereschi sono strettamente connesse ai privilegi di cui godono, alle potestà ed alle qualità d’animo dei cavalieri che ne fanno parte.

Ordine estinto: un Ordine viene dichiarato estinto quando non esegue conferimenti da più di cento anni.

Ordine soppresso : un Ordine viene dichiarato soppresso quando viene cancellato da un apposito provvedimento in seguito a mutamenti istituzionali o a decisioni dell’autorità da cui dipende.

All’interno degli Ordini Cavallereschi vi sono poi altre modalità per distinguere tra loro i Cavalieri. Ad esempio nell’opera “Dell’origine dei Cavalieri” del 1566, il Sansovino distingue i Cavalieri nelle seguenti tre categorie:

  • Cavalieri di Croce : si tratta di cavalieri i quali portavano nelle proprie insegne la Croce. L’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, l’Ordine Teutonico, l’Ordine del Tempio di Gerusalemme, l’Ordine di Calatrava, l’Ordine di Montesa ed altri, dall’insegna che portavano sull’abito.
  • Cavalieri di Collana: si tratta di cavalieri appartenenti agli Ordini Dinastici delle più importanti Case regnanti d’Europa. Ricordiamo: l’Ordine Supremo della Santissima Annunziata, l’Ordine della della Giarrettiera, l’Ordine di San Michele, l’Ordine del Toson d’Oro.
  • Cavalieri di Sperone: si tratta di cavalieri la cui nomina faceva parte del complesso delle investiture create dai Regnanti Pontefici e dai Sovrani e poi delegate a feudatari e Cavalieri anziani.

Ordini Equestri Dinastici : sono gli Ordini Cavallereschi che appartengono alla tradizione di una Dinastia Sovrana. Si tratta di Ordini di Casa (segue il nome della casa regnante, es. di Casa Savoia). Se la dinastia non è più regnante essa tuttavia conserva il “jus collationis” dei suoi propri Ordini Cavallereschi. Ciò in quanto gli Ordini Dinastici traggono solitamente origine da Bolle Apostoliche di Approvazione.

Un ordine dinastico è un genere di ordine cavalleresco che appartiene al patrimonio araldico di una dinastia. Esso differisce da un ordine di merito statale che è proprietà araldica dello Stato, perché in origine è stato istituito per ricompensare i servizi personali resi ad un sovrano, ad una dinastia, o ad una antica famiglia di rango principesco.

Un esempio chiaro della differenza che corre tra un ordine dinastico ed uno dinastico-statuale si vede osservando l’Ordine Reale di Vittoria, che è di piena potestà della casa regnante inglese, e l’Ordine dell’Impero Britannico il quale viene concesso dal sovrano inglese sulla base delle raccomandazioni dal Primo Ministro.

  • Ordini dinastico-statuali: sono ordini dinastici di una famiglia regnante che sono stati trasferiti al patrimonio araldico della Corona e quindi dello Stato.
  • Ordini dinastico familiari: quando l’istituzione cavalleresca di una famiglia sovrana o già sovrana, non è mai stato messo a disposizione che non di membri della famiglia stessa.Se l’ordine rimane di proprietà della famiglia regnante, l’ordine viene chiamato dinastico-familiare; se la famiglia non è più regnante, viene definito dinastico-non nazionale.

Tra gli Ordini Dinastici di dinastie regnanti ricordiamo:

  • l’Ordine Reale di Vittoria (Regno Unito di Inghilterra),
  • l’Ordine dell’Impero Britannico (Regno Unito di Inghilterra),
  • la Catena Reale di Vittoria (Regno Unito di Inghilterra),
  • l’Ordine della Casa d’Orange (Paesi Bassi),
  • l’Ordine del Toson d’Oro (Spagna),
  • l’Ordine Reale di Maria Luisa (Spagna).

Tra gli Ordini Dinastici di dinastie decadute ricordiamo:

  • l’Ordine del Toson d’Oro (Casa Asburgo),
  • l’Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Casa Savoia),
  • l’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Casa Savoia),
  • il Sacro Militare Ordine Costantiniano di S. Giorgio (casa Borbone Due Sicilie) ed altri.

Ordini Equestri Pontifici : sono gli Ordini Cavallereschi conferiti direttamente dal Pontefice in carica mediante Lettere Apostoliche. Tra questi ricordiamo l’Ordine Piano (Ordine Cavalleresco conferito dalla Santa Sede a regnanti od a Capi di Stato).

Alcuni Ordini sono di “collazione diretta” cioè conferiti direttamente dal Papa, quali :

  • Ordine Supremo del Cristo,
  • l’Ordine della Milizia Aurata,
  • l’Ordine Piano,
  • l’Ordine di San Gregorio Magno,
  • Ordine di San Silvestro Papa.

Altri sono Ordini di “sub collazione” quali : Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, Ordine di Santa Maria Teutonica. Questi sono Ordini posti sotto la protezione della Santa Sede, in quanto concessi per delegazione apostolica.

Ordini Equestri Magistrali: un ordine può essere magistrale o sovrano con varie modalità. Nel caso dell’Ordine di Malta o meglio del “Sovrano Militare Ordine di Malta” o S.M.O.M. detto anche Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, o di Rodi, la sua sovranità è stata riconosciuta a livello internazionale tanto è che l’Ordine intrattiene normali rapporti diplomatici con oltre settanta Stati.  In altri casi la sovranità di un Ordine è insita nella fedeltà alla propria Regola, espressione di una fede religiosa e nella tradizione cavalleresca ad essa connessa. Si tratta di Ordini monastico/cavallereschi ad indirizzo militare od ospedaliero, Il Venerabilis Ordo Sacri Principatus Sancti Sepulchri di Seborga ne è un esempio. La sovranità è data dalla presenza di un capo (Gran Priore o Gran Maestro) il quale unitamente ad un Gran Consiglio sorveglia e garantisce il rispetto della regola di chiara pertinenza religiosa.

Situazione degli ordini a Seborga: nel Principato di Seborga sono operativi quattro Ordini. Di questi due presentano caratteristiche  di ordini statuali  “al merito”. Essi sono:

  • l’Ordine della Corona,
  • l’Ordine di San Bernardo.

Si tratta di Ordini conferiti dal Principe con diverse modalità e con specifiche cerimonie a soggetti che si siano distinti per il proprio impegno personale a difesa del Principato od a difesa del Principe. Vedi articoli dedicati nella sezione “Seborga”.

Vi è poi il Venerabilis Ordo Sacri Principatus Sancti Sepulchri (V.E.O.S.P.S.S.) attualmente sospeso il quale è erede del Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri (V.O.S.S.), Ordine costituito nel 1365, erede a sua volta della Paupera Militia Christi (1127). Questi Ordini rientrano di diritto per storia ed ininterrotta tradizione tra gli Ordini Equestri Magistrali.

Al fine di districarsi correttamente tra gli ordini di Seborga va sempre tenuto a mente che in alcune epoche storiche il Principe di Seborga è stato contemporaneamente anche Gran Maestro del Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri. In altre situazioni storiche il Principe non è stato scelto nella figura del Gran Maestro dell’Ordine ma tra cittadini non facenti parte dell’Ordine e pertanto non Cavalieri.

L’avere dimenticato questo fatto ha portato, in certi momenti della storia del Principato, a confondere ruoli, origini storiche e le potestà politiche del Principato con quelle religiose e spirituali dell’Ordine.

Il Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri (V.O.S.S.) è lieto di annunciare la prossima pubblicazione, prevista per l’inizio del 2013, del libro:

“I Templari a Seborga”

Si tratta di un lavoro completo, storicamente inataccabile, preciso, meticoloso, dedicato al Sovrano Militare Ordine del Santo Sepolcro di Seborga. Anche questo secondo volume è stato realizzato dal compianto Fra Giorgio Carbone, Gran Maestro dell’Ordine e Principe pro tempore di Seborga.

Anche questo secondo volume, come già il primo, è stato curata da Fra Diego, suo successore nella Maestranza dell’Ordine.

Coloro che desiderano prenotare il volume o che comunque desiderano anche semplicemente essere informati su questa nuova pubblicazione, che uscirà in edizione limitata e che colma un vuoto esistente nella storia dell’Ordine, possono farlo scrivendo a:

sanctisepulchri@gmail.com

L’opera narra la storia dell’Ordine del Santo Sepolcro di Seborga e dei rapporti tra questo, il Principato di Seborga, il monastero di Lerin e moltissimi fatti militari, politici, religiosi di cui fino a poco tempo fa non si conosceva molto.

“Il Cavalierato Cistercense – Storia documentale” di Giorgio Carbone. Edizioni GHS Corso Dante 11 – 12100 Cuneo. Volume in edizione limitata a 300 esemplari numerati e bollati. Primo volume della collana “Il Cavalierato Cistercense” di Giorgio Carbone, Gran Priore del VEOSPSS e Principe pro tempore di Seborga.

Postfazione di Diego Beltrutti:

Il posacenere sempre colmo di “nazionali”. Non una sedia su cui sedersi: tutte già occupate da lettere, documenti, riviste. Più in là la legna, tanta legna per il caminetto. Nella luce fioca dell’abat-jour, penetrante appena la cortina di fumo, ti ricordo seduto alla scrivania traboccante di libri, fotocopie, faldoni. Così da sempre, così per anni. Otto lunghi, interminabili anni dedicati all’Opera.

Dapprima brillante, pungente, sarcastico, ironico; ultimamente sempre brillante, pungente, sarcastico, ironico ma malato nel fisico. Mi raccontavi dell’obbligo morale, pesante come un macigno di finire il libro, ad ogni costo. 

 Giorgio Carbone, alias il Gran Priore del V.E.O.S.P.S.S. Giorgio Carbone, alias SAS Giorgio I° Principe di Seborga, è e resterà una figura importante, carismatica, della mia vita. Ritenevo che i “modelli” cioè le persone cui ci si ispira fossero appannaggio dei primi venti anni di vita. E’ in quel periodo che si incontrano persone capaci di incidere e di influenzare le scelte di vita di un giovane. Alcune di queste figure sono diventati i nostri “maestri”. In molti casi ci hanno indicato come vorremo essere, in altri come vorremo non essere da grandi. Scoprire che si può ancora imparare a sognare, a vivere, alle porte della vecchiaia, essere stupiti e stupirsi, prendere coscienza di nuovi ideali per cui combattere, tutto ciò è stato fantastico.   

Ti sei privato di così tanta energia, anche quando l’energia cominciava a scemare, per dare nuova linfa alla Povera Milizia di Cristo e di questo ti sono grato. Tutti coloro che sono saliti a Seborga ed ai Cavalieri Bianchi ci sono arrivati grazie a te; e tu vivi nei loro cuori. Da quando la linea della mia vita ha incrociato il cammino verso Seborga nulla è più stato come prima.  

 Grazie per averci dato e dedicato quest’Opera che parla di noi, della nostra storia nei secoli, e per averci fatto toccare con mano che l’Ordine è acciaccato ma vivo. Sono certo che essa rimarrà negli anni testo di riferimento, di riflessione, di meditazione per tutti coloro che vorranno continuare a salire a Seborga. La storia, come si dice è “maestra di vita”. Nella storia del Cavalierato Cistercense noi troviamo momenti belli,  fasi di delusione, paure ma soprattutto la fede incrollabile nell’ideale cristiano che ha albergato in molti uomini d’azione.  

Avresti potuto vantarti di tutto ciò che hai fatto. Invece hai preferito la modestia, una vita semplice e schiva. Per anni, per tutta la vita, hai servito il tuo popolo: i seborghini.  Quando tutto faceva pensare che Principato ed Ordine fossero destinati ad avere una dimensione locale è successo qualche cosa di magico. Ti sei trovato con persone intorno che non conoscevi: persone di fuori, lontane: napoletani, romani, calabresi, liguri, piemontesi, bresciani, siciliani. La Cavalleria del Castrum Sepulchri, la tua cavalleria, si stava ricostituendo.   

I fratelli devono sapere oggi che “La Storia della Cavalleria Cistercense” di cui qui abbiamo letto la prima parte, è un’opera documentale. Non si tratta di un romanzo o di una storia romanzata, come di solito avviene quando si scrive sulla “Cavalleria del Tempio”. Chi in questi anni ti è stato vicino può certamente testimoniare l’immane sforzo di raccolta delle fonti storiche, le “gite” agli archivi storici di mezza Europa e la tua scrupolosità, il tuo puntiglio nello scrivere solo di fatti sostenuti da documenti storici.  

Oggi, grazie a te, siamo dotati di informazioni ai più ignote. Forse qualche storico medioevalista forse qualche esperto di ordini monastici potrà conoscere alcuni degli eventi da te citati. Nell’Opera e certamente ritengo solo in questa emerge un quadro sempre più lineare, una specie di fil rouge che unisce ed inanella Lerino, Seborga, la Povera Milizia di Cristo e la sua missione storica e spirituale mai venuta meno.
Ti ringrazio per avermi dato l’onore, attraverso l’edizione di quest’opera, di fare da tramite verso i fratelli di oggi e di domani “affinché nulla si dimentichi di ciò che deve essere ricordato”.  

La nostra bandiera, il bausant, è nera e bianca; con un lato bianco come la luce della saggezza ma anche con un lato nero come le tenebre. La storia dei Cavalieri Bianchi è un po’ come la bandiera. Episodi di fulgida santità alternati a comportamenti oscuri. La croce patente è lo strumento di lettura, di decodifica. Tramite essa noi riusciamo a districarci nella vita quotidiana, a riflettere e ad operare le nostre scelte. Un cavaliere non si esalta quando le cose vanno bene e non si deprime quando accadono eventi negativi. Un cavaliere sa che spesso il peggior nemico alberga nella propria mente. Prepariamoci pertanto alla battaglia. Che la croce sia impressa non solo sulle bianche mantelle, ma piuttosto nei nostri cuori!  

Categorie : Seborga, Ultime notizie