Archivio Seborga

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Pray with us!

This evening, before bed, remember to pray for all our brothers and sisters in Christ, and especially for children that in Syria, the Middle East and a bit anywhere, from months, are killed because of their faith.bambini-cristiani1

 

Quando ci si avvicina alla materia degli Ordini ci si rende conto della complessità e delle difficoltà di ordine tassonomico connesse agli stessi.

Ordini al Merito: si tratta degli Ordini “non cavallereschi”. Questi Ordini traggono il loro fondamento giuridico nella sovranità dello Stato che gli ha istituiti. Tali Ordini sono di nascita alquanto recente (la maggior parte nasce nell’Ottocento ). Nascono con la finalità di riconoscere meriti speciali sia nel campo civile che militare a cittadini che si siano distinti in modo eccezionale in campi specifici. In Italia ricordiamo ad esempio i Cavalieri del Lavoro. I titoli o i gradi concessi da questi Ordini non sono onorificenze ma decorazioni.

Gli Ordini possono essere catalogati come:

  • Ordini di Stato o Statuali,
  • Ordini Dinastico-Statuali,
  • Ordini Dinastici o Dinastico-familiari,
  • Ordini Equestri Pontifici,
  • Ordini Equestri  Magistrali.

I titoli od i gradi possono essere attribuiti a militari, a religiosi, a nobili od a civili. Il titolo di Cavaliere può essere concesso in forma ereditaria oppure no. Può essere attribuito dalla autorità religiosa della Santa Sede, da Monarchi in carica o decaduti, oppure da Ordini Magistrali. In questo ultimo caso si presuppone la professione di voti e l’adesione ad una regola di vita (Ordini monastico/cavallereschi).

Tali categorie degli ordini cavallereschi sono basate sull’esistenza di una potestà cioè di un potere sovrano: il Sovrano in carica od in esilio, il Sommo Pontefice. Negli ordini Magistrali il potere sovrano è esercitato dal Gran Maestro o dal Gran Priore. Negli Ordini al merito (non cavallereschi, non Pontifici) la sovranità è quella del Presidente della Repubblica.

Con queste prerogative si è ovviamente nell’ambito del diritto pubblico. Quando si esce da questo ambito, non si può più parlare di Ordini Cavallereschi ma di associazioni o organizzazioni di ispirazione cavalleresca.

Ordine Cavalleresco o Equestre:  con questo termine ci si riferisce a strutture organizzate create per azione di un Sommo Pontefice o di un Regnante cattolico con l’autorizzazione Papale e/o sotto la protezione di questi. Le prerogative degli ordini cavallereschi sono strettamente connesse ai privilegi di cui godono, alle potestà ed alle qualità d’animo dei cavalieri che ne fanno parte.

Ordine estinto: un Ordine viene dichiarato estinto quando non esegue conferimenti da più di cento anni.

Ordine soppresso : un Ordine viene dichiarato soppresso quando viene cancellato da un apposito provvedimento in seguito a mutamenti istituzionali o a decisioni dell’autorità da cui dipende.

All’interno degli Ordini Cavallereschi vi sono poi altre modalità per distinguere tra loro i Cavalieri. Ad esempio nell’opera “Dell’origine dei Cavalieri” del 1566, il Sansovino distingue i Cavalieri nelle seguenti tre categorie:

  • Cavalieri di Croce : si tratta di cavalieri i quali portavano nelle proprie insegne la Croce. L’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, l’Ordine Teutonico, l’Ordine del Tempio di Gerusalemme, l’Ordine di Calatrava, l’Ordine di Montesa ed altri, dall’insegna che portavano sull’abito.
  • Cavalieri di Collana: si tratta di cavalieri appartenenti agli Ordini Dinastici delle più importanti Case regnanti d’Europa. Ricordiamo: l’Ordine Supremo della Santissima Annunziata, l’Ordine della della Giarrettiera, l’Ordine di San Michele, l’Ordine del Toson d’Oro.
  • Cavalieri di Sperone: si tratta di cavalieri la cui nomina faceva parte del complesso delle investiture create dai Regnanti Pontefici e dai Sovrani e poi delegate a feudatari e Cavalieri anziani.

Ordini Equestri Dinastici : sono gli Ordini Cavallereschi che appartengono alla tradizione di una Dinastia Sovrana. Si tratta di Ordini di Casa (segue il nome della casa regnante, es. di Casa Savoia). Se la dinastia non è più regnante essa tuttavia conserva il “jus collationis” dei suoi propri Ordini Cavallereschi. Ciò in quanto gli Ordini Dinastici traggono solitamente origine da Bolle Apostoliche di Approvazione.

Un ordine dinastico è un genere di ordine cavalleresco che appartiene al patrimonio araldico di una dinastia. Esso differisce da un ordine di merito statale che è proprietà araldica dello Stato, perché in origine è stato istituito per ricompensare i servizi personali resi ad un sovrano, ad una dinastia, o ad una antica famiglia di rango principesco.

Un esempio chiaro della differenza che corre tra un ordine dinastico ed uno dinastico-statuale si vede osservando l’Ordine Reale di Vittoria, che è di piena potestà della casa regnante inglese, e l’Ordine dell’Impero Britannico il quale viene concesso dal sovrano inglese sulla base delle raccomandazioni dal Primo Ministro.

  • Ordini dinastico-statuali: sono ordini dinastici di una famiglia regnante che sono stati trasferiti al patrimonio araldico della Corona e quindi dello Stato.
  • Ordini dinastico familiari: quando l’istituzione cavalleresca di una famiglia sovrana o già sovrana, non è mai stato messo a disposizione che non di membri della famiglia stessa.Se l’ordine rimane di proprietà della famiglia regnante, l’ordine viene chiamato dinastico-familiare; se la famiglia non è più regnante, viene definito dinastico-non nazionale.

Tra gli Ordini Dinastici di dinastie regnanti ricordiamo:

  • l’Ordine Reale di Vittoria (Regno Unito di Inghilterra),
  • l’Ordine dell’Impero Britannico (Regno Unito di Inghilterra),
  • la Catena Reale di Vittoria (Regno Unito di Inghilterra),
  • l’Ordine della Casa d’Orange (Paesi Bassi),
  • l’Ordine del Toson d’Oro (Spagna),
  • l’Ordine Reale di Maria Luisa (Spagna).

Tra gli Ordini Dinastici di dinastie decadute ricordiamo:

  • l’Ordine del Toson d’Oro (Casa Asburgo),
  • l’Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Casa Savoia),
  • l’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Casa Savoia),
  • il Sacro Militare Ordine Costantiniano di S. Giorgio (casa Borbone Due Sicilie) ed altri.

Ordini Equestri Pontifici : sono gli Ordini Cavallereschi conferiti direttamente dal Pontefice in carica mediante Lettere Apostoliche. Tra questi ricordiamo l’Ordine Piano (Ordine Cavalleresco conferito dalla Santa Sede a regnanti od a Capi di Stato).

Alcuni Ordini sono di “collazione diretta” cioè conferiti direttamente dal Papa, quali :

  • Ordine Supremo del Cristo,
  • l’Ordine della Milizia Aurata,
  • l’Ordine Piano,
  • l’Ordine di San Gregorio Magno,
  • Ordine di San Silvestro Papa.

Altri sono Ordini di “sub collazione” quali : Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, Ordine di Santa Maria Teutonica. Questi sono Ordini posti sotto la protezione della Santa Sede, in quanto concessi per delegazione apostolica.

Ordini Equestri Magistrali: un ordine può essere magistrale o sovrano con varie modalità. Nel caso dell’Ordine di Malta o meglio del “Sovrano Militare Ordine di Malta” o S.M.O.M. detto anche Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, o di Rodi, la sua sovranità è stata riconosciuta a livello internazionale tanto è che l’Ordine intrattiene normali rapporti diplomatici con oltre settanta Stati.  In altri casi la sovranità di un Ordine è insita nella fedeltà alla propria Regola, espressione di una fede religiosa e nella tradizione cavalleresca ad essa connessa. Si tratta di Ordini monastico/cavallereschi ad indirizzo militare od ospedaliero, Il Venerabilis Ordo Sacri Principatus Sancti Sepulchri di Seborga ne è un esempio. La sovranità è data dalla presenza di un capo (Gran Priore o Gran Maestro) il quale unitamente ad un Gran Consiglio sorveglia e garantisce il rispetto della regola di chiara pertinenza religiosa.

Situazione degli ordini a Seborga: nel Principato di Seborga sono operativi quattro Ordini. Di questi due presentano caratteristiche  di ordini statuali  “al merito”. Essi sono:

  • l’Ordine della Corona,
  • l’Ordine di San Bernardo.

Si tratta di Ordini conferiti dal Principe con diverse modalità e con specifiche cerimonie a soggetti che si siano distinti per il proprio impegno personale a difesa del Principato od a difesa del Principe. Vedi articoli dedicati nella sezione “Seborga”.

Vi è poi il Venerabilis Ordo Sacri Principatus Sancti Sepulchri (V.E.O.S.P.S.S.) attualmente sospeso il quale è erede del Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri (V.O.S.S.), Ordine costituito nel 1365, erede a sua volta della Paupera Militia Christi (1127). Questi Ordini rientrano di diritto per storia ed ininterrotta tradizione tra gli Ordini Equestri Magistrali.

Al fine di districarsi correttamente tra gli ordini di Seborga va sempre tenuto a mente che in alcune epoche storiche il Principe di Seborga è stato contemporaneamente anche Gran Maestro del Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri. In altre situazioni storiche il Principe non è stato scelto nella figura del Gran Maestro dell’Ordine ma tra cittadini non facenti parte dell’Ordine e pertanto non Cavalieri.

L’avere dimenticato questo fatto ha portato, in certi momenti della storia del Principato, a confondere ruoli, origini storiche e le potestà politiche del Principato con quelle religiose e spirituali dell’Ordine.

Il Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri (V.O.S.S.) è lieto di annunciare la prossima pubblicazione, prevista per l’inizio del 2013, del libro:

“I Templari a Seborga”

Si tratta di un lavoro completo, storicamente inataccabile, preciso, meticoloso, dedicato al Sovrano Militare Ordine del Santo Sepolcro di Seborga. Anche questo secondo volume è stato realizzato dal compianto Fra Giorgio Carbone, Gran Maestro dell’Ordine e Principe pro tempore di Seborga.

Anche questo secondo volume, come già il primo, è stato curata da Fra Diego, suo successore nella Maestranza dell’Ordine.

Coloro che desiderano prenotare il volume o che comunque desiderano anche semplicemente essere informati su questa nuova pubblicazione, che uscirà in edizione limitata e che colma un vuoto esistente nella storia dell’Ordine, possono farlo scrivendo a:

sanctisepulchri@gmail.com

L’opera narra la storia dell’Ordine del Santo Sepolcro di Seborga e dei rapporti tra questo, il Principato di Seborga, il monastero di Lerin e moltissimi fatti militari, politici, religiosi di cui fino a poco tempo fa non si conosceva molto.

“Il Cavalierato Cistercense – Storia documentale” di Giorgio Carbone. Edizioni GHS Corso Dante 11 – 12100 Cuneo. Volume in edizione limitata a 300 esemplari numerati e bollati. Primo volume della collana “Il Cavalierato Cistercense” di Giorgio Carbone, Gran Priore del VEOSPSS e Principe pro tempore di Seborga.

Postfazione di Diego Beltrutti:

Il posacenere sempre colmo di “nazionali”. Non una sedia su cui sedersi: tutte già occupate da lettere, documenti, riviste. Più in là la legna, tanta legna per il caminetto. Nella luce fioca dell’abat-jour, penetrante appena la cortina di fumo, ti ricordo seduto alla scrivania traboccante di libri, fotocopie, faldoni. Così da sempre, così per anni. Otto lunghi, interminabili anni dedicati all’Opera.

Dapprima brillante, pungente, sarcastico, ironico; ultimamente sempre brillante, pungente, sarcastico, ironico ma malato nel fisico. Mi raccontavi dell’obbligo morale, pesante come un macigno di finire il libro, ad ogni costo. 

 Giorgio Carbone, alias il Gran Priore del V.E.O.S.P.S.S. Giorgio Carbone, alias SAS Giorgio I° Principe di Seborga, è e resterà una figura importante, carismatica, della mia vita. Ritenevo che i “modelli” cioè le persone cui ci si ispira fossero appannaggio dei primi venti anni di vita. E’ in quel periodo che si incontrano persone capaci di incidere e di influenzare le scelte di vita di un giovane. Alcune di queste figure sono diventati i nostri “maestri”. In molti casi ci hanno indicato come vorremo essere, in altri come vorremo non essere da grandi. Scoprire che si può ancora imparare a sognare, a vivere, alle porte della vecchiaia, essere stupiti e stupirsi, prendere coscienza di nuovi ideali per cui combattere, tutto ciò è stato fantastico.   

Ti sei privato di così tanta energia, anche quando l’energia cominciava a scemare, per dare nuova linfa alla Povera Milizia di Cristo e di questo ti sono grato. Tutti coloro che sono saliti a Seborga ed ai Cavalieri Bianchi ci sono arrivati grazie a te; e tu vivi nei loro cuori. Da quando la linea della mia vita ha incrociato il cammino verso Seborga nulla è più stato come prima.  

 Grazie per averci dato e dedicato quest’Opera che parla di noi, della nostra storia nei secoli, e per averci fatto toccare con mano che l’Ordine è acciaccato ma vivo. Sono certo che essa rimarrà negli anni testo di riferimento, di riflessione, di meditazione per tutti coloro che vorranno continuare a salire a Seborga. La storia, come si dice è “maestra di vita”. Nella storia del Cavalierato Cistercense noi troviamo momenti belli,  fasi di delusione, paure ma soprattutto la fede incrollabile nell’ideale cristiano che ha albergato in molti uomini d’azione.  

Avresti potuto vantarti di tutto ciò che hai fatto. Invece hai preferito la modestia, una vita semplice e schiva. Per anni, per tutta la vita, hai servito il tuo popolo: i seborghini.  Quando tutto faceva pensare che Principato ed Ordine fossero destinati ad avere una dimensione locale è successo qualche cosa di magico. Ti sei trovato con persone intorno che non conoscevi: persone di fuori, lontane: napoletani, romani, calabresi, liguri, piemontesi, bresciani, siciliani. La Cavalleria del Castrum Sepulchri, la tua cavalleria, si stava ricostituendo.   

I fratelli devono sapere oggi che “La Storia della Cavalleria Cistercense” di cui qui abbiamo letto la prima parte, è un’opera documentale. Non si tratta di un romanzo o di una storia romanzata, come di solito avviene quando si scrive sulla “Cavalleria del Tempio”. Chi in questi anni ti è stato vicino può certamente testimoniare l’immane sforzo di raccolta delle fonti storiche, le “gite” agli archivi storici di mezza Europa e la tua scrupolosità, il tuo puntiglio nello scrivere solo di fatti sostenuti da documenti storici.  

Oggi, grazie a te, siamo dotati di informazioni ai più ignote. Forse qualche storico medioevalista forse qualche esperto di ordini monastici potrà conoscere alcuni degli eventi da te citati. Nell’Opera e certamente ritengo solo in questa emerge un quadro sempre più lineare, una specie di fil rouge che unisce ed inanella Lerino, Seborga, la Povera Milizia di Cristo e la sua missione storica e spirituale mai venuta meno.
Ti ringrazio per avermi dato l’onore, attraverso l’edizione di quest’opera, di fare da tramite verso i fratelli di oggi e di domani “affinché nulla si dimentichi di ciò che deve essere ricordato”.  

La nostra bandiera, il bausant, è nera e bianca; con un lato bianco come la luce della saggezza ma anche con un lato nero come le tenebre. La storia dei Cavalieri Bianchi è un po’ come la bandiera. Episodi di fulgida santità alternati a comportamenti oscuri. La croce patente è lo strumento di lettura, di decodifica. Tramite essa noi riusciamo a districarci nella vita quotidiana, a riflettere e ad operare le nostre scelte. Un cavaliere non si esalta quando le cose vanno bene e non si deprime quando accadono eventi negativi. Un cavaliere sa che spesso il peggior nemico alberga nella propria mente. Prepariamoci pertanto alla battaglia. Che la croce sia impressa non solo sulle bianche mantelle, ma piuttosto nei nostri cuori!  

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