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Nicolas Mutte non è più Principe “pro tempore” di Seborga

COMUNICATO STAMPA DEL VENERABILIS ORDO SANCTI SEPULCHRI datato 08-08-2017 AD

Verso la fine del 2015,AD a Seborga la situazione “politica” era complessa. Alcuni Seborghini che avevano appoggiato il Sig. Menegatto nelle precedenti votazioni ci dicevano in privato di essere scontenti e delusi. A Seborga nulla di quanto promesso in campagna elettorale dal sig. Menegatto era stato realizzato. Solo chiacchere.

I turisti calavano, i ristoranti chiudevano o erano in difficoltà. Seborga non era più la Seborga che eravamo abituati a conoscere.

Anche Marcel Mentil, grande amico e sostenitore di Giorgio, persona seria e scrupolosa, da sempre colonna portante del Principato, dopo un periodo di avvicinamento a Marcello sembrava allontanarsene a causa della politica ritenuta sconclusionata di quest’ultimo.

Di fronte a questa situazione tragica, deprimente e fastidiosa, il MG del V.O.S.S. incontrava a Seborga il Sig. Marcel Mentil, i fratelli Mutte e altri soggetti francesi che dimostravano un interesse apparentemente sincero per le vicende storiche di Seborga e grande ammirazione per l’opera svolta da Giorgio Carbone.

Fu così che il Maestro Generale, in piena autonomia, pensò di suggerire al Capitolo la possibilità di incaricare il Sig. Nicolas Mutte come responsabile del governo di Seborga con la qualifica di “Principe pro tempore”.

La storia ci ricorda che con la chiusura del Monastero di Lèrins avvenuta a metà del XVIII secolo, il potere di nomina del Principe di Seborga era passato al Maestro Generale.

Questa ci sembrò subito una via corretta, onesta e storicamente percorribile. Si sarebbero superati così tutti i problemi connessi alla “elezione popolare”del Principe, che aveva fatto arricciare il naso agli esperti di diritto nobiliare e di storia feudale e che aveva trasformato secoli di storia in una parodia da operetta.

I Mutte ci apparivano come soggetti competenti, seri e capaci di un forte impegno civile. Fu così che l’Ordine prese la decisione di affidare al Sig. Nicolas Mutte il titolo di Principe “pro tempore” di Seborga, in piena antitesi con il Sig. Marcello Menegatto al quale l’Ordine non riconosce alcun titolo. In quell’occasione alcuni giornali, con un’analisi alquanto superficiale, parlarono addirittura di “colpo di stato Seborga” senza cogliere il profondo valore storico e la volontà di ritornare alla tradizione.

I Mutte realizzavano in poco tempo una serie di siti ben aggiornati, di facile consultazione, ricchi di materiale giuridico, economico. Ben presto emerse tuttavia un problema: loro non parlavano l’Italiano e i siti erano solo in Francese.

Seguirono mesi di grande fervore e entusiasmo; tra l’altro partirono una serie di attività diplomatiche che hanno visto alcuni cavalieri prendere parte a missioni internazionali.

Il fatto che i Mutte curassero particolarmente e soprattutto i rapporti diplomatici con la Repubblica del Togo ci apparve alquanto curioso ma ciò non ci turbava.

Piano piano tuttavia ci accorgemmo che i Mutte così come alcuni membri del Governo del Principato si occupavano solo quasi esclusivamente dei loro viaggi di affari economici internazionali mentre la situazione a Seborga restava stagnante.

La mancata volontà di acquisire un immobile significativo per il passato di Seborga fu per noi la goccia che fa traboccare il vaso! Se c’erano capitali disponibili, perché non acquisire il Palazzo? Perché spendere tanti soldi in viaggi e non intervenire con un progetto concreto su Seborga? Cominciò ad entrare nelle nostre teste l’idea che l’interesse centrale di Nicolas Mutte non fosse il bene di Seborga ma il bene personale. Fu così che i rapporti da tiepidi divennero freddi fino a giungere alla presente totale rottura.

In data 17 Giugno c.a. il Capitolo Generale del V.O.S.S. dopo ampio dibattito prendeva la decisione di revocare al sig. Nicolas Mutte l’incarico di Principe “pro tempore” per non avere realizzato nel territorio seborghino alcun obiettivo. In data 29 Luglio il Capitolo autorizzava la Cancelleria a diffondere sulla stampa locale, su Seborga TV e sui siti e pagine a disposizione dell’Ordine questo comunicato.

A fare tempo dalla stessa data il sig. Nicolas Mutte è diffidato dall’operare con la qualifica di Principe di Seborga.

Analoga informativa sarà inviata a quelle strutture diplomatiche con le quali il Principato di Seborga (Principauté de Seborga) ha intrattenuto rapporti. Da questo momento nessun membro del V.O.S.S. potrà avere rapporti con i fratelli MUTTE, con altri personaggi “governativi”.

Con questo atto pubblico il V.O.S.S., nella persona del suo Maestro Generale Conte Diego Beltrutti di San Biagio, assume su di se “pro tempore” la responsabilità di guida del Principato di Seborga in attesa di una approfondita analisi della situazione politica ed economica.

Il Cancelliere del V.O.S.S.

Dr. Giacomo Tommaso Beltrutti di San Biagio.

 

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Seborga. Fra Diego continua.

Su alcuni quotidiani online sono apparse nei giorni passati notizie relative ai risultati delle elezioni della associazione denominata V.E.O.S.P.S.S. ed operante a Seborga.

Al fine di fare chiarezza in tema, la Cancelleria del V.O.S.S. comunica che a differenza delle associazioni a sfondo cavalleresco operanti a Seborga, il Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri essendo un Ordine Sovrano, segue l’antica Regola per cui il Maestro Generale, chiamato anche Gran Maestro, ricopre la carica a vita, a meno che questioni di salute o altri motivi gravi non richiedano la sua sostituzione.

Cav. Diego Beltrutti di San Biagio

Cav. Diego Beltrutti di San Biagio

Attualmente la carica di Maestro Generale è ricoperta dal Cav. Diego Beltrutti di San Biagio, medico chirurgo, scrittore.

 

 

 

 

 

 

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Ai Confratelli e Amici di Lingua Russa dedichiamo questa breve nota sull’Ordine.

“Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri” является Суверенный Военный Орден Конноспортивного княжества Себорга. Орден, который имеет более чем 650-летную историю, был сформирован в Lérins (F) в 1365 году аббатом Pons Lance, является одним из старейших  рыцарских орденов, действующих в Европе.

Орден “Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri” – исторический, так как он является наследником “Paupera Ополчения Christi”, цистерцианской монашеской  кавалерии решительно поддерживавшей  Сенбернара де Клерво и  был признан Советом Труа в 1128 году.

Орден, который до сих пор продолжает быть действующим  Commanderie, Precettorie и Baglivati, прекрасно укладывается в христианской традиции. Он управляется Великим Мастером, который поддерживает власть на протяжении всего существования. Орден является главой и,  выполняет  роль главного консультанта.

На протяжении многих столетий цели остаются неизменными: защищать и обеспечивать свободный доступ верующих к святым местам христианства, отстаивая интересы христиан, где бы они ни были, и защищать особенно  жителей Среднего Востока, которые придерживаются восточного вероисповедания, католического  или православного.

“Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri” не следует путать с иными   некоммерческими или негосударственными организациями, недавно созданными.

Un caro saluto a tutti i Confratelli di Russia.

Ai Seborghini, alle Dame e ai Cavalieri

Allocuzione del Maestro Generale in occasione del 20 Agosto, anniversario della morte di San Bernard de Clairvaux.

Ai Seborghini, alle Dame e ai Cavalieri

Cav.Diego Beltrutti

Cav.Diego Beltrutti

Carissimi,

in questa calda estate a Seborga ci sono stati molti eventi che hanno fatto ribollire gli animi. Sappiamo che tra questi c’è il venir meno del nostro sostegno a Marcello Menegatto sedicente Marcello I.

Si è parlato addirittura di colpo di stato ma ovviamente questi termini sono inappropriati e non corretti in relazione a ciò che è realmente avvenuto e soprattutto al fatto che Seborga non è (ancora) uno stato.

Quindi, dopo avere ribadito che non si è trattato di un colpo di stato, ci sentiamo di affermare che in realtà l’Ordine ha effettuato una scelta ponderata e meditata a sostegno di un sistema amministrativo più efficace ed efficiente come quello messo in atto “pro tempore” dal  Principe Nicolas.

Come è facile constatare, in questa nostra decisione, non c’è  e  non c’è stato nulla di personale verso la famiglia Menegatto.

Il fatto è che il Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri, ordine Templare, ordine che appartiene alla storia plurisecolare di Seborga, ordine costituito per difendere la Cristianità, Ordine composto da soggetti difensori del vero e del giusto, non poteva restare indifferente dinnanzi all’abbandono dei valori centrali e fondanti il Principato.

E’ vero che in data 27 marzo 2010 il Consiglio dei Priori annunciava l’accettazione della candidatura del sig. Menegatto, ma è altrettanto vero che si è trattato di una decisione improvvida. Ciò in quanto l’elettorato allora non è stato messo al corrente di alcuni particolari della storia personale del candidato Marcello Menegatto i quali avrebbero sicuramente modificato l’esito delle votazioni qualora fossero stati conosciuti dall’elettorato.

Perché il Consiglio dei Priori abbia taciuto ai Seborghini ed ai Cavalieri non si sa anche se si fanno alcune ipotesi. Certo è che alcuni di essi sono stati prontamente inseriti dal neo eletto come “ministri”.

Nonostante questo vizio, il 25 aprile 2010 il Sig. Menegatto era eletto dalla popolazione votante (composta dai Seborghini e dai Cavalieri) assumendo il nome di Marcello I.

Dal momento che i votanti sono stati 156, che i voti contrari , composti in prevalenza da Cavalieri non residenti sono stati 67, possiamo dedurre che Marcello Menegatto è stato eletto da una piccola porzione della popolazione di circa 400 abitanti.

Credo che il Sig. Menegatto condivida con noi il fatto che non sia necessario entrare nei dettagli, che peraltro sono rintracciabili su internet, e si ricordi bene di cosa sia successo quel giorno a Sainte Agnes.

Noi riteniamo che il Consiglio dei Priori, nel momento in cui non ha fatto menzione e in buona sostanza ha tenuto nascosto all’elettorato e in particolare ai Cavalieri (che compongono da sempre, assieme ai residenti, la base elettorale del Principato) una vicenda giudiziaria non marginale che ha visto il sig. Menegatto come protagonista, ha determinato l’illegittimità dell’elezione del suddetto sig. Menegatto e ci consente di affermare oggi che la posizione di Principe di Seborga è vacante.

L’Ordine dei Cavalieri Bianchi (VOSS) ritiene che i candidati del Principato di Seborga debbano avere un passato limpido e tenere un comportamento trasparente e lineare. Va ricordato che coloro che si candidano alla carica di Principe di Seborga , da quel preciso momento, hanno giustamente addosso molti occhi e ciò che prima poteva essere un fatto privato diventa giocoforza un fatto pubblico. Non è certo facoltà dei Priori tenere nascosti fatti che riguardino i candidati. Non è questione di privacy.

Seborga: la cappella di Saint Bernard de Clairvaux

Seborga: la cappella di Saint Bernard de Clairvaux

Un altro fatto per noi inopportuno e inaccettabile è che Marcello I, il quale si definisce Principe di uno stato sovrano (sebbene ancora non riconosciuto come tale) paladino da secoli della Cristianità, culla della Povera Milizia di Cristo che ha avuto in Saint Bernard de Clairvaux il suo mentore, abbia preso residenza nella Penisola Araba, e precisamente a Dubai, uno degli Emirati Arabi Uniti.

L’Ordine non ha nulla contro l’Islam e condivide totalmente il pensiero di Papa Francesco quando afferma «Non è giusto dire che l’Islam sia terrorista, a me non piace parlare di violenza islamica».  Condividiamo anche quanto ha detto recentemente la sceicca del Qatar, Mozah bint Nasser al Missned, quando afferma “L’ulivo cresce sia nel mondo arabo sia in Occidente“.

Noi del VOSS siamo assolutamente consapevoli che l’Islam non è Daesh.

Resta tuttavia il fatto che in Europa non ci sono casi come quello di Asia Bibi, la madre da sette anni in carcere con una condanna a morte per essere cristiana. Diciamolo pure, la residenza a Dubai del sig. Marcello Menegatto imprenditore è accettabile; quella del Principe di Seborga è assolutamente inopportuna e inaccettabile.

Ritornando a Seborga, voglio ricordare un’altra vicenda, quella del 44enne ungherese che svolge la funzione di Consigliere per la Motorizzazione e l’Anagrafe nel Consiglio della Corona di Seborga. In virtù dello stile sobrio dei Cavalieri del VOSS non scenderemo in particolari ma certamente noi abbiamo ritenuto non solo inopportuno ma totalmente errato e inaccettabile che il Principe che rappresenta uno stato da sempre baluardo dei valori Cristiani affidi un’importante carica governativa a questo signore dal passato di pornoattore.

La domanda che molti si sono posti, domanda legittima,  è stata: ma Marcello non aveva nessun altro candidato da potere nominare su quella carica?

Non sono queste le scelte che l’Ordine si aspettava da chi porta le insegne di Principe di Seborga.

Molto bene ha fatto Nicolas, che noi riconosciamo come persona seria e sicuramente capace di riportare Seborga a quel ruolo che la Storia le ha conferito, a ribadire che Seborga è un Principato Cristiano.

Ci pare che in questi lunghi sei anni molti lo abbiano scordato.  Io capisco, conoscendo bene molti Seborghini a causa della lunga frequentazione con quel territorio ridente e mite, che la popolazione è oggi disorientata e disamorata. E’ evidente che vi è uno scollamento tra la popolazione, il Consiglio dei Priori e il sedicente Principe Marcello.

A causa di decisioni improvvide miranti a blindare “il palazzo”, a garantirsi la rielezione facile facile e a escludere eventuali voci fuori dal coro, sono stati adottati provvedimenti che ci limitiamo a definire antistorici (a quanto mi risulta provvedimenti sempre avvallati da un Consiglio dei Priori che pare avere perso il ruolo originario di garante della legittimità degli atti e dei diritti della popolazione Seborghina) .

Sei anni sono trascorsi dalla cosiddetta elezione e la gestione Menegatto non ha concluso nulla di rilevante in relazione agli interessi generali della comunità seborghina. Basta prendere il programma elettorale del sig. Menegatto e leggerlo. Non è un segreto: il golf course non è stato fatto, gli hotel non ci sono, i turisti non vengono più a Seborga come un tempo, i ristoranti hanno i tavoli vuoti e soprattutto non si è più parlato di indipendenza.

Recentemente abbiamo sentito fare riferimento alla figura di Giorgio e all’elezione del Principe come elemento specifico e di alta democrazia del Principato.  Questo era sicuramente valido all’epoca di SAS Giorgio.

Il fatto è che, come ricordato più sopra, le manovre condotte dal  sedicente Principe di Seborga Marcello negli ultimi anni hanno letteralmente stravolto lo spirito originario del Principato, culla della cavalleria del Tempio, dove per ben 15 volte la sedia di Principe nei secoli è stata occupata da un Maestro dell’Ordine.

Non tutti sanno che il sig. Menegatto, adducendo futili motivi e con l’avvallo del Consiglio dei Priori (immaginiamo dopo avere preso atto che il VOSS è sempre stato critico sul suo operato scarsamente caratterizzato da momenti di spiritualità e molto da sagre paesane) ha promulgato l’editto di estromissione dei Cavalieri dalle prossime votazioni per la carica di Principe.

Di fronte a questi provvedimenti meschini, antistorici e protezionistici che snaturano la tradizione Seborghina, l’Ordine, garante da sempre del diritto e della sacralità di questo territorio ha dovuto intervenire.

Come ricordato, molti i motivi per cui l’Ordine ha deciso di non appoggiare più il governo del Sig.  Menegatto.

SAS Nicolas e fra Diego

SAS Nicolas di Seborga e fra Diego

L’Ordine ha deciso di appoggiare il Sig. Nicolas Mutte che ben si merita il titolo di SAS Nicolas I, Principe di Seborga, per quanto è riuscito a fare ed ottenere in favore della comunità di Seborga in pochi mesi.

Il titolo di Principe se l’è guadagnato sul campo, con un duro e impegnativo lavoro di tessitura a livello politico, diplomatico, finanziario internazionale.

In altre parole in poco tempo Nicolas ha fatto per Seborga molto di più di quanto il sig. Menegatto ha fatto in sei anni.

Ricordo a chi lo avesse dimenticato, che dal loro venire a Seborga, i cavalieri del VOSS non hanno mai tratto vantaggi o benefici.  I nostri Cavalieri vengono a Seborga perché amano Seborga. Non vengono per ottenere licenze edilizie, o vantaggi economici o di altra natura. Tutt’al più essi portano un po’ di lavoro nei ristoranti e nei B&B.

Ciò che l’Ordine fa con maggiore passione è portare il nome di Seborga e di Giorgio Carbone (il nostro amato Principe Giorgio) in giro per l’Italia e per l’Europa.  Per questa ragione siamo conosciuti e stimati.   Se nelle librerie si trovano i libri del Principe Giorgio, è perché l’Ordine li ha editati e realizzati.

Negli anni abbiamo avuto anche noi detrattori e denigratori. Personaggetti che ci hanno anche diffamato. Sempre succede quando si combatte contro le prevaricazioni, le ingiustizie e le falsità; ma questi tentativi meschini di ostacolarci sono stati vani.

Voglio concludere questa mia allocuzione in occasione dell’anniversario della morte di Saint Bernard de Clairvaux, giorno speciale per l’Ordine e per Seborga, dicendo che  Seborga merita di più. E’ l’ora che si passi da un finto Stato, gestito come un condominio di periferia, da un principato folkloristico che fino ad oggi è riuscito a trovare il momento più alto e significativo nelle sagre della salciccia o delle cozze, a uno Stato vero, il Principaute de Seborga/Principato di Seborga.

I tempi delle “ordinanze di Menegatto”, delle “leggi” fatte “ad usum delfini” è finito. Questa pseudo democrazia portata avanti dal sig. Menegatto che serve solo a lasciare le cose come sono e che permette a qualcuno in paese di pavoneggiarsi con il titolo di “ministro” senza avere le competenze culturali, accademiche, lavorative utili e necessarie per tali cariche di alto rilievo non solo deve finire ma… è già finita, travolta dagli eventi.

A Seborga c’era bisogno di aria nuova, di persone competenti, soggetti che si occupino realmente dei bisogni della popolazione residente in difficoltà. Finalmente abbiamo chi si preoccupa davvero del calo dei redditi e in alcuni casi anche dell’azione opprimente del fisco italiano.

A Seborga c’è bisogno di soggetti limpidi, uomini di fede, non chiacchierati, di alto profilo morale e che non abbiano scheletri nell’armadio. Quelli che un tempo venivano chiamati “i galantuomini”.

Quando abbiamo avuto modo di conoscere il valore e lo spessore di questo “governo ombra” abbiamo deciso senza esitazione di appoggiarlo. E’ bene che i Seborghini lo sappiano. Quello che abbiamo sostenuto è un Governo vero, fatto di Ministri competenti con “curricula vitae” seri; c’era bisogno di un’amministrazione compatta, di soggetti preparati in diritto internazionale in grado di interloquire con capi di stato e di Governo a livello europeo come globale.

Seborga ha le carte in regola per essere Stato indipendente, neutrale e riconosciuto. E’ per questo motivo che abbiamo deciso di appoggiare l’amministrazione di Nicolas.

Recentemente ho sentito dire da alcuni Seborghini: “ma il Principe Nicolas parla solo francese….” . Questo è un falso problema e ciò per varie ragioni: innanzitutto ricordo che nell’amministrazione ci sono diversi soggetti di lingua e cultura italiana.  Inoltre, cari Seborghini, illustri Cavalieri e gentili Dame, ricordo che il Principe Giorgio ha sempre parlato di Seborga come di una regione bilingue, italiano e francese.

Noi che come Ordine abbiamo le radici storiche in Francia non siamo minimamente preoccupati;  sappiamo che per secoli in Piemonte e parti della Liguria si è parlato la lingua francese. San Bernard era francese… anche i Savoia parlavano francese. Tutto ciò non ci deve spaventare. Anche a Monaco si parla francese e nessuno si scandalizza.

Pertanto se Nicolas attualmente preferisce parlare in francese…. vuol dire che sarà nostro compito incitarlo ad incrementare il suo italiano… ma vuole anche dire che per reciprocità di rapporti molti di noi dovranno migliorare il loro francese.

 

Un saluto fraterno a tutti i nostri concittadini Seborghini, ai Cavalieri e alle Dame, nel nome del nostro Comandante Gesù Cristo,

 

Cav. fra Diego Beltrutti

Maestro generale dell’Ordine, Comandante della Confederazione Templare Internazionale “Bernard de Claivaux”, Cavaliere di San Silvestro Papa.

 

Dal Quartier Generale del VOSS – Busca 17 Agosto 2016

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C.T.I. Comunicato Stampa – Comunicato Stampa della Confederazione Templare Internazionale “Bernard de Clairvaux”.

Comunicato Stampa "L'Italia è vicina al popolo Siriano" della Confederazione Templare Internazionale "Bernard de Clairvaux". Roma 28 febbraio 2016.

Comunicato Stampa “L’Italia è vicina al popolo Siriano” della Confederazione Templare Internazionale “Bernard de Clairvaux”. Roma 28 febbraio 2016. Pag. I.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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COMUNICATO STAMPA

L’Italia è vicina al popolo Siriano.

Domenica 28 febbraio si é svolto a Roma un intenso incontro tra l’Archimandrita della Chiesa Cattolica d’Oriente in Italia, Mons. Mtanios Hadad, e una folta delegazione  della C.T.I. “San Bernardo di Chiaravalle” guidata dal prof. Diego Beltrutti, l’imprenditore Davide Nanni, il regista Massimo Civale , l’avv. Antonino Aloi e il patron del film festival Ephizefiri Renato Mollica.

Toccante e profondo il discordo di Mons. Mtanios Hadad il quale ha affrontato temi scottanti del Medio Oriente  a due giorni dalla tregua. Sono state stigmatizzate le grani responsabilità degli Stati Uniti d’America e della Arabia Saudita nella guerra in Siria. «Questa è la guerra del mondo arabo, ma gli interessi sono stranieri. Il mondo avrebbe dovuto aiutare la Siria invece è rimasto immobile e continua a osservarci mentre sprofondiamo in un bagno di sangue».

Questa non è una guerra siriana ma una guerra che stranieri combattono in Siria per interessi sovranazionali.

Le armi che uccidono migliaia di bambini, poveri, inermi, islamici e cristiani sono armi prodotte principalmente negli USA, in Europa. Si tratta di armi pagate dall’Arabia  Saudita e dal Qatar, giunte in loco con i terroristi grazie all’attiva collaborazione dei Turchi.

Chi ha organizzato il Daesh? Chi fornisce la tecnologia militare e gli istruttori? Chi recluta e paga mensilmente i mercenari Daesh vale a dire le migliaia di ceceni, europei, indonesiani, turchi, ecc.?

Mentre l’Europa vigliaccamente tace, rendendosi  complice di un genocidio che bussa comunque alle sue porte attraverso un massiccio esodo di profughi, la Turchia che non si dimostra certo paese dalla vocazione europea, fa mercimonio inverecondo.

La solidarietà attiva promessa dagli italiani presenti all’incontro si è manifestata con apporto concreto di finanziamenti per gli asili e le strutture distrutte, con un sostegno sociale e culturale agli esuli e con una ferma posizione di difesa delle popolazioni mediorientali e della Chiesa Cattolica in Siria.

Noi non potremo mai accettare la creazione ufficiale di stati etnici, o di stati confessionali in quanto ciò avverrebbe a detrimento dei Cristiani del Medio Oriente.  Già oggi, sebbene non dichiarati, è evidente che siano presenti i germi di stati etnici / confessionali e quanto essi siano pericolosi per la popolazione Cristiana verso la quale è avviata una pulizia etnica/religiosa.

Quale futuro per i Cristiani del Medio Oriente? Quale futuro per i monaci e per i monasteri? Quale futuro per la Basilica della Natività, e per quella della Resurrezione (che per i latini è il Santo Sepolcro)?

Se tacciono i governi, deve sollevarsi la coscienza dei popoli.

A giorni altre iniziative saranno concordate anche in funzione di una nuova importante visita in Italia di Gregorios III Laham, Patriarca Cattolico Siriano di Antiochia, di tutto l’Oriente, di Alessandria e di Gerusalemme.

Abbiamo urgenza di una sua visita pastorale in Italia e in Europa per scuotere le coscienze dei Cristiani

e soprattutto dei governanti. Fino da ora chiediamo la fine di un embargo che ha gettato la popolazione inerme in una situazione ormai insostenibile.

N.N.D.N.N.S.N.T.D.G.