Archivio Per non dimenticare

Il Matrimonio: sacramento o compra-vendita?

Il matrimonio: sacramento o compra-vendita? Il mondo Cristiano e quello Islamico hanno visioni molto distanti per quanto riguarda il rapporto uomo/donna. Prendiamo il caso del matrimonio. Per il Cristiano il matrimonio è un sacramento che lega un uomo e una donna in un rapporto strettamente monogamico e indissolubile.

Per il mondo Islamico il matrimonio non è un sacramento ma un atto di compra vendita.

Per il mondo Islamico il matrimonio non è un sacramento ma un atto di compra vendita.

Per il mondo Islamico no. L’Islam inserisce il matrimonio all’interno delle attività contrattuali di compra vendita. Il matrimonio Islamico è solitamente un contratto di tipo coniugale poliginico e monoandrico (cioè un legame tra un uomo e più donne). Le mogli sono sposate al termine di un contratto di acquisto che prevede il conferimento di una dote alla famiglia dello sposo.

La legge mussulmana (Sharia) prevede che l’uomo possa avere fino a quattro mogli a patto che sia in grado di mantenerle e che le tratti con equità.

Altre differenze riguardano l’età della coniuge. Certamente nei secoli addietro anche in Europa l’età dei coniugi era bassa (12-14 anni per lei e 15-17 anni per lui) ma nei secoli l’età media si è allungata. In Italia l’età media degli sposi è passata dai 26 anni del 1991 ai 31,3 anni del 2014.

Nel 2012 (dati pubblicati dal Gulf News) in Arabia Saudita ci sono stati 5622 matrimoni tra uomini maturi e spose di età inferiore ai 14 anni (dati della “Imam Mohammad Bin Saud Islamic University”).

Nella cultura occidentale il matrimonio con una ragazza giovanissima è considerato immorale.

Nella cultura occidentale il matrimonio con una ragazza giovanissima è considerato immorale.

Ciò non deve stupire giacché la Sura 35 (detta la Sura del Divorzio) al versetto 4 recita:

“Se avete qualche dubbio a proposito di quelle delle vostre donne che non sperano più nel mestruo, il loro termine sia di tre mesi. Lo stesso valga per quelle che non hanno ancora il mestruo. Quelle che sono incinte avranno per termine il parto stesso. A chi teme Allah, Egli facilita i suoi intenti”.

Nella cultura europea contemporanea, i matrimoni con giovanissime spose sono ritenuti immorali. Diversa la situazione nell’Islam. Dalla lettura della Sura 35, vv 4, ricaviamo che nella cultura Islamica non è immorale avere rapporti sessuali con una “donna” (io le chiamerei bambina) purché questa abbia avuto il menarca da almeno tre mesi.

Che questa abitudine fosse diffusa 1400 anni fa la possiamo anche accettare anche perché casi di mogli bambine ci sono stati anche nell’Europa medioevale ma che la stessa regola sia invocata ancora oggi ci lascia molto perplessi.

‘A’isha era una ragazza [io continuo a dire bambina] di sei anni quando l’Apostolo di Allah (il profeta Maometto) che aveva già compiuto 50 anni decide di prenderla in moglie. Egli tuttavia, in ossequio alla legge islamica, aspetterà tre anni prima di consumare il matrimonio. (Sahih Muslim 8:3311).

Il matrimonio che per noi cristiani è un sacramento per gli Islamici è una compra vendita.

Ai Seborghini, alle Dame e ai Cavalieri

Allocuzione del Maestro Generale in occasione del 20 Agosto, anniversario della morte di San Bernard de Clairvaux.

Ai Seborghini, alle Dame e ai Cavalieri

Cav.Diego Beltrutti

Cav.Diego Beltrutti

Carissimi,

in questa calda estate a Seborga ci sono stati molti eventi che hanno fatto ribollire gli animi. Sappiamo che tra questi c’è il venir meno del nostro sostegno a Marcello Menegatto sedicente Marcello I.

Si è parlato addirittura di colpo di stato ma ovviamente questi termini sono inappropriati e non corretti in relazione a ciò che è realmente avvenuto e soprattutto al fatto che Seborga non è (ancora) uno stato.

Quindi, dopo avere ribadito che non si è trattato di un colpo di stato, ci sentiamo di affermare che in realtà l’Ordine ha effettuato una scelta ponderata e meditata a sostegno di un sistema amministrativo più efficace ed efficiente come quello messo in atto “pro tempore” dal  Principe Nicolas.

Come è facile constatare, in questa nostra decisione, non c’è  e  non c’è stato nulla di personale verso la famiglia Menegatto.

Il fatto è che il Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri, ordine Templare, ordine che appartiene alla storia plurisecolare di Seborga, ordine costituito per difendere la Cristianità, Ordine composto da soggetti difensori del vero e del giusto, non poteva restare indifferente dinnanzi all’abbandono dei valori centrali e fondanti il Principato.

E’ vero che in data 27 marzo 2010 il Consiglio dei Priori annunciava l’accettazione della candidatura del sig. Menegatto, ma è altrettanto vero che si è trattato di una decisione improvvida. Ciò in quanto l’elettorato allora non è stato messo al corrente di alcuni particolari della storia personale del candidato Marcello Menegatto i quali avrebbero sicuramente modificato l’esito delle votazioni qualora fossero stati conosciuti dall’elettorato.

Perché il Consiglio dei Priori abbia taciuto ai Seborghini ed ai Cavalieri non si sa anche se si fanno alcune ipotesi. Certo è che alcuni di essi sono stati prontamente inseriti dal neo eletto come “ministri”.

Nonostante questo vizio, il 25 aprile 2010 il Sig. Menegatto era eletto dalla popolazione votante (composta dai Seborghini e dai Cavalieri) assumendo il nome di Marcello I.

Dal momento che i votanti sono stati 156, che i voti contrari , composti in prevalenza da Cavalieri non residenti sono stati 67, possiamo dedurre che Marcello Menegatto è stato eletto da una piccola porzione della popolazione di circa 400 abitanti.

Credo che il Sig. Menegatto condivida con noi il fatto che non sia necessario entrare nei dettagli, che peraltro sono rintracciabili su internet, e si ricordi bene di cosa sia successo quel giorno a Sainte Agnes.

Noi riteniamo che il Consiglio dei Priori, nel momento in cui non ha fatto menzione e in buona sostanza ha tenuto nascosto all’elettorato e in particolare ai Cavalieri (che compongono da sempre, assieme ai residenti, la base elettorale del Principato) una vicenda giudiziaria non marginale che ha visto il sig. Menegatto come protagonista, ha determinato l’illegittimità dell’elezione del suddetto sig. Menegatto e ci consente di affermare oggi che la posizione di Principe di Seborga è vacante.

L’Ordine dei Cavalieri Bianchi (VOSS) ritiene che i candidati del Principato di Seborga debbano avere un passato limpido e tenere un comportamento trasparente e lineare. Va ricordato che coloro che si candidano alla carica di Principe di Seborga , da quel preciso momento, hanno giustamente addosso molti occhi e ciò che prima poteva essere un fatto privato diventa giocoforza un fatto pubblico. Non è certo facoltà dei Priori tenere nascosti fatti che riguardino i candidati. Non è questione di privacy.

Seborga: la cappella di Saint Bernard de Clairvaux

Seborga: la cappella di Saint Bernard de Clairvaux

Un altro fatto per noi inopportuno e inaccettabile è che Marcello I, il quale si definisce Principe di uno stato sovrano (sebbene ancora non riconosciuto come tale) paladino da secoli della Cristianità, culla della Povera Milizia di Cristo che ha avuto in Saint Bernard de Clairvaux il suo mentore, abbia preso residenza nella Penisola Araba, e precisamente a Dubai, uno degli Emirati Arabi Uniti.

L’Ordine non ha nulla contro l’Islam e condivide totalmente il pensiero di Papa Francesco quando afferma «Non è giusto dire che l’Islam sia terrorista, a me non piace parlare di violenza islamica».  Condividiamo anche quanto ha detto recentemente la sceicca del Qatar, Mozah bint Nasser al Missned, quando afferma “L’ulivo cresce sia nel mondo arabo sia in Occidente“.

Noi del VOSS siamo assolutamente consapevoli che l’Islam non è Daesh.

Resta tuttavia il fatto che in Europa non ci sono casi come quello di Asia Bibi, la madre da sette anni in carcere con una condanna a morte per essere cristiana. Diciamolo pure, la residenza a Dubai del sig. Marcello Menegatto imprenditore è accettabile; quella del Principe di Seborga è assolutamente inopportuna e inaccettabile.

Ritornando a Seborga, voglio ricordare un’altra vicenda, quella del 44enne ungherese che svolge la funzione di Consigliere per la Motorizzazione e l’Anagrafe nel Consiglio della Corona di Seborga. In virtù dello stile sobrio dei Cavalieri del VOSS non scenderemo in particolari ma certamente noi abbiamo ritenuto non solo inopportuno ma totalmente errato e inaccettabile che il Principe che rappresenta uno stato da sempre baluardo dei valori Cristiani affidi un’importante carica governativa a questo signore dal passato di pornoattore.

La domanda che molti si sono posti, domanda legittima,  è stata: ma Marcello non aveva nessun altro candidato da potere nominare su quella carica?

Non sono queste le scelte che l’Ordine si aspettava da chi porta le insegne di Principe di Seborga.

Molto bene ha fatto Nicolas, che noi riconosciamo come persona seria e sicuramente capace di riportare Seborga a quel ruolo che la Storia le ha conferito, a ribadire che Seborga è un Principato Cristiano.

Ci pare che in questi lunghi sei anni molti lo abbiano scordato.  Io capisco, conoscendo bene molti Seborghini a causa della lunga frequentazione con quel territorio ridente e mite, che la popolazione è oggi disorientata e disamorata. E’ evidente che vi è uno scollamento tra la popolazione, il Consiglio dei Priori e il sedicente Principe Marcello.

A causa di decisioni improvvide miranti a blindare “il palazzo”, a garantirsi la rielezione facile facile e a escludere eventuali voci fuori dal coro, sono stati adottati provvedimenti che ci limitiamo a definire antistorici (a quanto mi risulta provvedimenti sempre avvallati da un Consiglio dei Priori che pare avere perso il ruolo originario di garante della legittimità degli atti e dei diritti della popolazione Seborghina) .

Sei anni sono trascorsi dalla cosiddetta elezione e la gestione Menegatto non ha concluso nulla di rilevante in relazione agli interessi generali della comunità seborghina. Basta prendere il programma elettorale del sig. Menegatto e leggerlo. Non è un segreto: il golf course non è stato fatto, gli hotel non ci sono, i turisti non vengono più a Seborga come un tempo, i ristoranti hanno i tavoli vuoti e soprattutto non si è più parlato di indipendenza.

Recentemente abbiamo sentito fare riferimento alla figura di Giorgio e all’elezione del Principe come elemento specifico e di alta democrazia del Principato.  Questo era sicuramente valido all’epoca di SAS Giorgio.

Il fatto è che, come ricordato più sopra, le manovre condotte dal  sedicente Principe di Seborga Marcello negli ultimi anni hanno letteralmente stravolto lo spirito originario del Principato, culla della cavalleria del Tempio, dove per ben 15 volte la sedia di Principe nei secoli è stata occupata da un Maestro dell’Ordine.

Non tutti sanno che il sig. Menegatto, adducendo futili motivi e con l’avvallo del Consiglio dei Priori (immaginiamo dopo avere preso atto che il VOSS è sempre stato critico sul suo operato scarsamente caratterizzato da momenti di spiritualità e molto da sagre paesane) ha promulgato l’editto di estromissione dei Cavalieri dalle prossime votazioni per la carica di Principe.

Di fronte a questi provvedimenti meschini, antistorici e protezionistici che snaturano la tradizione Seborghina, l’Ordine, garante da sempre del diritto e della sacralità di questo territorio ha dovuto intervenire.

Come ricordato, molti i motivi per cui l’Ordine ha deciso di non appoggiare più il governo del Sig.  Menegatto.

SAS Nicolas e fra Diego

SAS Nicolas di Seborga e fra Diego

L’Ordine ha deciso di appoggiare il Sig. Nicolas Mutte che ben si merita il titolo di SAS Nicolas I, Principe di Seborga, per quanto è riuscito a fare ed ottenere in favore della comunità di Seborga in pochi mesi.

Il titolo di Principe se l’è guadagnato sul campo, con un duro e impegnativo lavoro di tessitura a livello politico, diplomatico, finanziario internazionale.

In altre parole in poco tempo Nicolas ha fatto per Seborga molto di più di quanto il sig. Menegatto ha fatto in sei anni.

Ricordo a chi lo avesse dimenticato, che dal loro venire a Seborga, i cavalieri del VOSS non hanno mai tratto vantaggi o benefici.  I nostri Cavalieri vengono a Seborga perché amano Seborga. Non vengono per ottenere licenze edilizie, o vantaggi economici o di altra natura. Tutt’al più essi portano un po’ di lavoro nei ristoranti e nei B&B.

Ciò che l’Ordine fa con maggiore passione è portare il nome di Seborga e di Giorgio Carbone (il nostro amato Principe Giorgio) in giro per l’Italia e per l’Europa.  Per questa ragione siamo conosciuti e stimati.   Se nelle librerie si trovano i libri del Principe Giorgio, è perché l’Ordine li ha editati e realizzati.

Negli anni abbiamo avuto anche noi detrattori e denigratori. Personaggetti che ci hanno anche diffamato. Sempre succede quando si combatte contro le prevaricazioni, le ingiustizie e le falsità; ma questi tentativi meschini di ostacolarci sono stati vani.

Voglio concludere questa mia allocuzione in occasione dell’anniversario della morte di Saint Bernard de Clairvaux, giorno speciale per l’Ordine e per Seborga, dicendo che  Seborga merita di più. E’ l’ora che si passi da un finto Stato, gestito come un condominio di periferia, da un principato folkloristico che fino ad oggi è riuscito a trovare il momento più alto e significativo nelle sagre della salciccia o delle cozze, a uno Stato vero, il Principaute de Seborga/Principato di Seborga.

I tempi delle “ordinanze di Menegatto”, delle “leggi” fatte “ad usum delfini” è finito. Questa pseudo democrazia portata avanti dal sig. Menegatto che serve solo a lasciare le cose come sono e che permette a qualcuno in paese di pavoneggiarsi con il titolo di “ministro” senza avere le competenze culturali, accademiche, lavorative utili e necessarie per tali cariche di alto rilievo non solo deve finire ma… è già finita, travolta dagli eventi.

A Seborga c’era bisogno di aria nuova, di persone competenti, soggetti che si occupino realmente dei bisogni della popolazione residente in difficoltà. Finalmente abbiamo chi si preoccupa davvero del calo dei redditi e in alcuni casi anche dell’azione opprimente del fisco italiano.

A Seborga c’è bisogno di soggetti limpidi, uomini di fede, non chiacchierati, di alto profilo morale e che non abbiano scheletri nell’armadio. Quelli che un tempo venivano chiamati “i galantuomini”.

Quando abbiamo avuto modo di conoscere il valore e lo spessore di questo “governo ombra” abbiamo deciso senza esitazione di appoggiarlo. E’ bene che i Seborghini lo sappiano. Quello che abbiamo sostenuto è un Governo vero, fatto di Ministri competenti con “curricula vitae” seri; c’era bisogno di un’amministrazione compatta, di soggetti preparati in diritto internazionale in grado di interloquire con capi di stato e di Governo a livello europeo come globale.

Seborga ha le carte in regola per essere Stato indipendente, neutrale e riconosciuto. E’ per questo motivo che abbiamo deciso di appoggiare l’amministrazione di Nicolas.

Recentemente ho sentito dire da alcuni Seborghini: “ma il Principe Nicolas parla solo francese….” . Questo è un falso problema e ciò per varie ragioni: innanzitutto ricordo che nell’amministrazione ci sono diversi soggetti di lingua e cultura italiana.  Inoltre, cari Seborghini, illustri Cavalieri e gentili Dame, ricordo che il Principe Giorgio ha sempre parlato di Seborga come di una regione bilingue, italiano e francese.

Noi che come Ordine abbiamo le radici storiche in Francia non siamo minimamente preoccupati;  sappiamo che per secoli in Piemonte e parti della Liguria si è parlato la lingua francese. San Bernard era francese… anche i Savoia parlavano francese. Tutto ciò non ci deve spaventare. Anche a Monaco si parla francese e nessuno si scandalizza.

Pertanto se Nicolas attualmente preferisce parlare in francese…. vuol dire che sarà nostro compito incitarlo ad incrementare il suo italiano… ma vuole anche dire che per reciprocità di rapporti molti di noi dovranno migliorare il loro francese.

 

Un saluto fraterno a tutti i nostri concittadini Seborghini, ai Cavalieri e alle Dame, nel nome del nostro Comandante Gesù Cristo,

 

Cav. fra Diego Beltrutti

Maestro generale dell’Ordine, Comandante della Confederazione Templare Internazionale “Bernard de Claivaux”, Cavaliere di San Silvestro Papa.

 

Dal Quartier Generale del VOSS – Busca 17 Agosto 2016

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C.T.I. Comunicato Stampa – Comunicato Stampa della Confederazione Templare Internazionale “Bernard de Clairvaux”.

Comunicato Stampa "L'Italia è vicina al popolo Siriano" della Confederazione Templare Internazionale "Bernard de Clairvaux". Roma 28 febbraio 2016.

Comunicato Stampa “L’Italia è vicina al popolo Siriano” della Confederazione Templare Internazionale “Bernard de Clairvaux”. Roma 28 febbraio 2016. Pag. I.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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COMUNICATO STAMPA

L’Italia è vicina al popolo Siriano.

Domenica 28 febbraio si é svolto a Roma un intenso incontro tra l’Archimandrita della Chiesa Cattolica d’Oriente in Italia, Mons. Mtanios Hadad, e una folta delegazione  della C.T.I. “San Bernardo di Chiaravalle” guidata dal prof. Diego Beltrutti, l’imprenditore Davide Nanni, il regista Massimo Civale , l’avv. Antonino Aloi e il patron del film festival Ephizefiri Renato Mollica.

Toccante e profondo il discordo di Mons. Mtanios Hadad il quale ha affrontato temi scottanti del Medio Oriente  a due giorni dalla tregua. Sono state stigmatizzate le grani responsabilità degli Stati Uniti d’America e della Arabia Saudita nella guerra in Siria. «Questa è la guerra del mondo arabo, ma gli interessi sono stranieri. Il mondo avrebbe dovuto aiutare la Siria invece è rimasto immobile e continua a osservarci mentre sprofondiamo in un bagno di sangue».

Questa non è una guerra siriana ma una guerra che stranieri combattono in Siria per interessi sovranazionali.

Le armi che uccidono migliaia di bambini, poveri, inermi, islamici e cristiani sono armi prodotte principalmente negli USA, in Europa. Si tratta di armi pagate dall’Arabia  Saudita e dal Qatar, giunte in loco con i terroristi grazie all’attiva collaborazione dei Turchi.

Chi ha organizzato il Daesh? Chi fornisce la tecnologia militare e gli istruttori? Chi recluta e paga mensilmente i mercenari Daesh vale a dire le migliaia di ceceni, europei, indonesiani, turchi, ecc.?

Mentre l’Europa vigliaccamente tace, rendendosi  complice di un genocidio che bussa comunque alle sue porte attraverso un massiccio esodo di profughi, la Turchia che non si dimostra certo paese dalla vocazione europea, fa mercimonio inverecondo.

La solidarietà attiva promessa dagli italiani presenti all’incontro si è manifestata con apporto concreto di finanziamenti per gli asili e le strutture distrutte, con un sostegno sociale e culturale agli esuli e con una ferma posizione di difesa delle popolazioni mediorientali e della Chiesa Cattolica in Siria.

Noi non potremo mai accettare la creazione ufficiale di stati etnici, o di stati confessionali in quanto ciò avverrebbe a detrimento dei Cristiani del Medio Oriente.  Già oggi, sebbene non dichiarati, è evidente che siano presenti i germi di stati etnici / confessionali e quanto essi siano pericolosi per la popolazione Cristiana verso la quale è avviata una pulizia etnica/religiosa.

Quale futuro per i Cristiani del Medio Oriente? Quale futuro per i monaci e per i monasteri? Quale futuro per la Basilica della Natività, e per quella della Resurrezione (che per i latini è il Santo Sepolcro)?

Se tacciono i governi, deve sollevarsi la coscienza dei popoli.

A giorni altre iniziative saranno concordate anche in funzione di una nuova importante visita in Italia di Gregorios III Laham, Patriarca Cattolico Siriano di Antiochia, di tutto l’Oriente, di Alessandria e di Gerusalemme.

Abbiamo urgenza di una sua visita pastorale in Italia e in Europa per scuotere le coscienze dei Cristiani

e soprattutto dei governanti. Fino da ora chiediamo la fine di un embargo che ha gettato la popolazione inerme in una situazione ormai insostenibile.

N.N.D.N.N.S.N.T.D.G.

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Prega con noi!

Questa sera, prima di dormire, ricordati di pregare per tutti i nostri fratelli e sorelle in Cristo e soprattutto per i bambini che in Siria, nel Medio Oriente ed un po’ dovunque da mesi sono uccisi a causa della loro fede.

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Monastero della Trasfigurazione. Santa Caterina (Egitto). Fino a quando resisterà? Stiamo facendo qiualcosa di concreto in difesa dei monaci che colà risiedono?

Monastero della Trasfigurazione. Santa Caterina (Egitto). Fino a quando resisterà? Stiamo facendo qiualcosa di concreto in difesa dei monaci che colà risiedono?

Abbiamo perduto tutto … anche l’onore? Questa è la domanda che oggi assilla il Tempio. Se non abbiamo ancora perso l’onore è perché in Medio Oriente sparute comunità continuano a testimoniare la loro fede in Cristo spesso con il loro martirio.

Ad Aleppo questa chiesa è stata distrutta, molti i morti, ma questi giovani ci fanno capire di che pasta sono fatti i Cristiani di Aleppo.

Ad Aleppo questa chiesa è stata distrutta, molti i morti, ma questi giovani ci fanno capire di che pasta sono fatti i Cristiani di Aleppo.

Lo stesso dicasi per quei gruppi di monaci che In Siria, Iraq, Afganistan e nel Sinai si ostinano a presidiare luoghi di culto millenari incuranti dei rischi mortali cui vanno incontro.

Che cosa dire dei Cristiani dell’emisfero occidentale i quali, dimostrando scarso interesse per le vicende Medio Orientali, di fatto lasciano perire i loro confratelli in Cristo? Che cosa dire di quei Cristiani i quali, facoltosi e non, ma accomunati da un’ignavia imperante, non muovono un dito per portare un aiuto concreto ai correligionari che si trovano in grave e imminente pericolo di vita?

Probabilmente diranno che loro sono per la pace! Che la nostra religione ci insegna a porgere l’altra guancia e a perdonare. Oppure diranno semplicemente che il Medio Oriente non interessa a loro.

La scure dell'ISLAM più becero e criminale si abbatte anche oggi.

La scure dell’ISLAM più becero e criminale si abbatte anche oggi.

Una volta si diceva “lontano dagli occhi è lontano dal cuore”. Ne consegue che forse sarebbe meglio non sapere delle atrocità commesse in Medio Oriente, non vedere le gole tagliate e le persone crocifisse. Ma oggi ci sono i mass media. Ci pensano loro a riportare ogni giorno, spesso all’ora di pranzo e con dovizia di particolari queste quotidiane tragedie.

Qualcuno dirà: ma che fastidio questi Cristiani di Siria, di Iraq … se non ci fossero Cristiani in MO forse sarebbe meglio, no? Sarebbe meglio che quegli arabi non si fossero mai convertiti al Cristianesimo.

Di fronte a tali scemenze va detto a coloro che non sanno o che volutamente non ricordano, che i Cristiani di etnia araba vivevano in Medio Oriente da oltre sei secoli quando arrivarono le orde di Maometto.

Altri diranno: il Medio Oriente è lontano; a noi Europei “che ce ne frega” di cosa avviene la! Altri ancora: ma lì se le sono sempre date, e poi da noi queste cose non succedono.

Non crediamo serva un commento.

Non crediamo serva un commento.

Parliamo ora di Europa: l’Europa della democrazia greca, del diritto romano, della Magna Carta, del Bill of Rights, dell’Illuminismo, della Rivoluzione francese, dei Diritti e dei Doveri, delle Carte dei Diritti del Cittadino, dei Diritti dell’Uomo … Parliamo di questa Europa che oggi vede nel vicino MO solo la proiezione dei propri interessi economici spiccioli e particolari. “Pensa te, se la Turchia entrasse in Europa quanti frigoriferi potremmo vendere… e quante lavatrici…”.

E poi vi è la Chiesa di Roma. Assolutamente buona e misericordiosa. Secondo alcuni troppo buona, forse troppo misericordiosa. E’ certamente nobile avere buone intenzioni e cercare doi comprendere l’Altro. Ma se l’albero si giudica dai suoi frutti, dobbiamo ammettere che i frutti di questo Islam del Califfato dell’Iraq e del Levante sono tossici, puro veleno.

Questa foto ha 100 anni.  Oggi la posizione dei governanti turchi nei confronti di IS o ISIL o ISIS che dir si voglia non pare chiara. Un secolo fa fu certamente molto chiara la posizione contro i Cristiani di Armenia.

Questa foto ha 100 anni. Oggi la posizione dei governanti turchi nei confronti di IS o ISIL o ISIS che dir si voglia non pare chiara. Un secolo fa fu certamente molto chiara la posizione contro i Cristiani di Armenia.

L’Outremar vale a dire quella terra tragica posta al di là del nostro bel mare, terra di avamposti spirituali, terra di aspre e cruente battaglie continua ad esistere anche se si tratta di una terra polverosa che oggi evoca solo indifferenze… a meno che non si parli del petrolio iracheno o libico oppure delle risorse idriche del Kurdistan, o del progetto di una Grande Turchia, o della necessità di avere basi militari che guardino ad Oriente.

E con tutti questi problemi incalzanti dove è la Cavalleria di Cristo?

Stendardo della Confederazione Templare "Bernard de Clairvaux".

Stendardo della Confederazione Templare “Bernard de Clairvaux”.

Noi riteniamo che la nostra vecchia e cara Europa debba accettare la sfida. Alla domanda: abbiamo perduto tutto … anche l’onore dobbiamo dare una risposta forte. Ne consegue che il Tempio, l’Ospedale e i fratelli Teutonici riflettano seriamente e rapidamente su che cosa sta succedendo in Medio Oriente avendo bene a mente che “si può perdere tutto … ma non l’onore”.