Archivio Per non dimenticare

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Pray with us!

This evening, before bed, remember to pray for all our brothers and sisters in Christ, and especially for children that in Syria, the Middle East and a bit anywhere, from months, are killed because of their faith.bambini-cristiani1

 

Queste non sono azioni di guerra. Si tratta di assassini brutali di vittime inermi.

Queste non sono azioni di guerra. Si tratta di assassini brutali di vittime inermi.

ISIS ama vincere facile. Ecco perché riteniamo che voi dell’ISIS non siate Uomini.

Gli Uomini sono decisamente diversi. Gli uomini si differenziano dalle bestie in vario modo. Non certo e non solo per portare vestiti, scarpe e copricapi. Gli Uomini potranno avere fedi religiose diverse, idee politiche diverse, essere tifosi di squadre diverse, ma sono accomunati da leggi e principi sotto i quali non si può scendere.

Voi siete diversi. A voi piace vincere facile. Basta vedere nei vostri stessi filmati le vostre “gesta eroiche”. Voi volete farci credere che siete dei duri, dei veri combattenti. Ma non è così.

Sgozzare un giovane legato mani e piedi, tenuto in ginocchio davanti a voi non è un atto eroico, è un atto da vigliacchi. Bruciare vivo un giovane chiuso in una gabbia parla solo delle vostre paure. Se così non fosse perché essere completamente mascherati? Perché essere irriconoscibili? Voi stessi ci dimostrate che siete dei criminali e nulla più.

C’è differenza tra combattere e commettere un omicidio. Voi non siete valorosi combattenti, sapete solo assassinare persone inermi, anziani, ragazzini, donne… La vostra sceneggiatura hollywoodiana è miserabile e non riesce a coprire il vostro comportamento vile.

In questa come in altre immagini si vede tutta la vigliaccheria di questi pazzi assassini.

In questa come in altre immagini si vede tutta la vigliaccheria di questi pazzi assassini.

Gli unici eroi, nei vostri filmati, sono questi giovani vestiti di arancione che muoiono senza paura e che testimoniano a noi ed al mondo intero il loro valore, il loro martirio, esempio fulgido per le generazioni che verranno.

Noi Testimoni dell’Agnello sopravviveremo. Il Bene prevarrà sul Male anche perché siamo certi che tutte queste vittime innocenti, ci aiuteranno dall’alto del cielo. Il vostro tempo è contato e si sta riducendo.

 

 

Esodo biblico per i Cristiani in Iraq: oltre centomila sono i Cristiani in fuga dal nord dell’Iraq. Fuggono con l’unico obiettivo di salvare le loro vite. I fanatici islamici dell’ISIS stanno avanzando rapidamente. Il Patriarca Caldeo Mar Louis RaphaelI Sako così descrive la situazione: “si tratta di un esodo, di una vera via crucis, con i cristiani in marcia a piedi, nella torrida estate irachena, verso la salvezza nelle città curde di Erbil, Duhok e Soulaymiya”. Si tratta di un vero e proprio esodo biblico.

Ci sono tutti i prodromi di un genocidio. I macellai dell’ISIS non si fermano certo dinnanzi ai vecchi cristiani, ai bambini, alle donne incinte. E l’Europa sta a guardare! Dove sono finiti i principi fondanti del mondo occidentale?

Le bandiere nere dell'ISIL: violenza e terrore allo stato puro.

Arrivano le bandiere nere dell’ISIS: violenza e terrore allo stato puro.

 

Arriva l'ISIL. Ciò che colpisce sono le vetture sempre nuovissime. Ma chi è che finanza tutta questa immane operazione militare di pulizia etnica?

Arriva l’ISIS. Ciò che colpisce sono le vetture sempre nuovissime. Ma chi è che finanza tutta questa immane operazione militare di pulizia etnica?

Cristiani in fuga: in Iraq ad Agosto l'acqua è fondamentale.

Cristiani in fuga: in Iraq ad Agosto l’acqua è fondamentale.

Cristiani in fuga: ma non è così facile. I terroristi dell'ISIL controllano ormai molte strade.

Cristiani in fuga: un vero e proprio esodo biblico. Ma non è così facile andarsene. I terroristi dell’ISIS controllano ormai molte strade.

Cristiani in fuga dal nord Iraq: qualsiasi mezzo va bene, basta di scappare.

Cristiani in fuga dal nord Iraq: qualsiasi mezzo va bene, basta di scappare.

Cristiani in fuga dal Nord Iraq: chi può scappa.

Cristiani in fuga dal Nord Iraq: chi può scappa, anche a piedi.

La colpa di Meriam-Yehya Ibrahim è di essere cristiana e di avere sposato un cristiano. La foto la  ritrae nel giorno del matrimonio.

La colpa di Meriam-Yehya Ibrahim è di essere cristiana e di avere sposato un cristiano. La foto la ritrae nel giorno del matrimonio.

Meriam Yehya Ibrahim che qui vediamo con suo marito, Daniel Wani, un ingegnere biochimico che vive a Manchester, New Hampshire (USA), è una donna sudanese di 27 anni, di fede cristiana attualmente allo ottavo mese di gravidanza.

Meriam è stata rinchiusa in carcere  con la sua prima figlioletta di 20 mesi dopo avere ricevuto il 15 Maggio una condanna alla pena di 100 frustate per avere sposato un Cristiano (considerato adulterio) e poi alla pena di morte per impiccagione e per avere rifiutato di rinunciare alla fede cristiana. Il tribunale aveva dato alla donna tre giorni per rinunciare alla sua fede, ma la donna si è rifiutata.

Sebbene sia stata cresciuta da una madre Etiope Cristiana Ortodossa Meriam è considerata Musulmana perchè suo padre, assente dalla famiglia a lungo, era Musulmano.

Meriam era stata arrestata e accusata di adulterio nell’agosto del 2013 dopo che un suo familiare avrebbe riferito che la donna stava commettendo adulterio perché aveva spostato un uomo di fede cristiana del Sud Sudan.

Secondo la legge della Shari’a, così come applicata in Sudan, a una donna musulmana non è permesso sposare un uomo non musulmano e questo matrimonio è pertanto considerato adulterio. Il tribunale ha successivamente aggiunto l’accusa di apostasia nel febbraio del 2014, quando Meriam ha affermato di essere cristiana e non musulmana. Meriam sostiene di essere stata educata da cristiana ortodossa, la religione di sua madre, perché suo padre, un musulmano, era assente durante la sua infanzia.

Il codice penale sudanese prevede, all’articolo 146, un massimo di 100 frustate per adulterio; l’articolo 126 prevede la pena di morte qualora vi fosse il rifiuto di rinunciare alla fede cristiana.

Considerare l’adulterio e l’apostasia come reati di natura penale non è conforme al diritto internazionale dei diritti umani, tra cui il Patto internazionale sui diritti civili e politici di cui il Sudan è parte. Inoltre, considerare l’adulterio un reato viola i diritti alla libertà di espressione e di associazione e discrimina sempre le donne nella sua applicazione. Parimenti, la criminalizzazione dell’apostasia è incompatibile con il diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione.

Meriam Ibrahim, pertanto, è una prigioniera di coscienza, condannata solo per la religione che ha scelto di professare e per la sua identità e deve essere rilasciata immediatamente e senza condizioni.

Questa sentenza è barbara, inumana, e va assolutamente sospesa per palese violazione dei diritti umani.

Si ringrazia Amnesty International per quanto sta facendo, così come il segretario USA Kerry, il governo inglese e numerose associazioni. Questo è un volto dell’Islam che non vorremo mai vedere.