Archivio Cistercensi

Bernard de Clairvaux alias Bernardo di Chiaravalle (1090 - 1153)

Raccontare la vita di San Bernardo non è semplice. Il fatto che fosse un monaco e che ufficialmente risiedesse nel monastero di Clairvaux non ci aiuta in quanto, fatto curioso per un monaco di quel periodo, Bernardo viaggiò moltissimo. Si può dire che nella prima metà del XII° secolo non vi fu questione di rilievo nella vita ecclesiastica della chiesa cattolica romana nella quale non sia stato coinvolto.

Bernardo (o Bernard) è stato un religioso, abate e teologo francese, fondatore della celebre abbazia di Clairvaux e di altri monasteri.

Bernard nasce a Fontaine-lès-Dijon nell’anno 1090. Suo padre, Tescelino il Sauro, era vassallo del Duca Oddone I di Borgogna, mentre la madre Aleth o Aletta, era figlia di Bernard di Monbard, anche egli feudatario del Duca di Borgogna. Bernardo prende il nome del nonno materno, Bernard di Montbard. Si sa che Bernardo aveva sei fratelli, cinque maschi ed una femmina. La sua prima educazione avviene presso la scuola dei canonici secolari di Notre Dame di Saint Vorles presso Chàtillon-sur-Seine. Non si sa esattamente il livello di educazione ricevuta a Chàtillon; probabilmente vi frequentò solo il “trivium”. Si racconta di lui che fosse un giovane portato all’introspezione ed alla meditazione, di animo molto sensibile e riservato.

Il biografo ci racconta che Bernardo, da bambino, fu profondamente toccato da un sogno; una notte di Natale sognò il Bambin Gesù ed il sogno fu così intenso e gli provocò così tanta emozione, così tanta commozione, tanta pietà e passione da lasciare nel suo animo un solco profondo.

Aveva solo 17 anni quando sua madre morì. Per lui, giovinetto chiuso e sensibile, la morte della madre fu una immensa tragedia. Con la madre Bernardo, giovane buono e sensibile, aveva un legame affettivo profondo e privilegiato. Si narra che Aleth, prima della nascita di Bernardo, abbia avuto un sogno premonitore, una visione rivelatrice sul futuro del piccolo che stava per nascere e sul suo ruolo all’interno della chiesa.

Non fu certamente la morte della madre l’unico motivo a spingere Bernardo verso la preghiera  e la vita meditaviva ma certamente il dolore patito per sua prematura scomparsa fu uno dei motivi che lo spinsero a legarsi in modo forte ed indissolubile a Maria, la madre celeste.

Non si sa molto degli anni successivi al tragico lutto. Tuttavia si presume che furono anni di forte travaglio interiore e disorientamento. E’ così che, nell’anno 1111, all’età di 21 anni, Bernardo da inizio alla sua vita “ritirata”.  Dalla casa di Chàtillon, primo rifugio dalla vita profana, nel 1112 Rernardo entra a Citeax. Con lui entreranno in monastero tutti i suoi fratelli, alcuni congiunti e suo padre.
Da questo evento si può già capire come Bernardo fosse un trascinatore, oggi diremo un leader. Le sue capacità comunicative, organizzative, didattiche, la sua capacità a vivere totalmente la regola benedettina vengono ben presto riconosciute anche all’interno del monastero. Basti pensare che dopo soli tre anni viene scelto come abate per la fondazione di un nuovo monastero.

Fu così che Bernardo, dopo avere ricevuto la benedizione e probabilmente anche l’ordinazione presbiterale da Guglielmo di Champeaux, Vescovo di Chàlons-sur-Marne, inizia con dodici confratelli la sua avventura monastica a Clairvaux (Clara Vallis), località messa a disposizione dal Conte di Troyes. Ben presto il monastero di Clairvaux diverrà famoso per l’austerità ed il modo di osservanza totale della regola. Il modello di vita monastica proposto da Bernardo farà breccia tra i giovani che in quel secolo aspiravano alla vita monastica. Ne consegue che il numero dei postulanti al monastero cresceva costantemente. Non potendo dare accoglienza a tutti presso Clairvaux, Bernardo intraprese un’opera di fondazione di nuovi monasteri. Alla sua motre si conteranno 68 monsateri “gemmati” da Clairvaux.

Bernardo resta un monaco ed abate atipico: ufficialmente resterà Abate di Clairvaux per 38 anni anche se in realtà moltissimi saranno i periodi in cui Bernardo si verrà a trovare fuori dell’abbazia, preso e coinvolto da problematiche ecclesiastiche a livello europeo. Possiamo qui solo ricordare le dispute con i monaci di Cluny (suo monastero di origine) sulla interpretazione corretta della Regola di Benedetto. Secondo Bernardo la regola seguita a Cluny si era addolcita con il tempo; ciò non accadeva in Clairvaux ove i monaci si attenevano alla Regola originaria in modo esemplare.   

Ma le ragioni che porteranno Bernardo ad attraversare più volte l’Europa mettendone in luce le sue doti di mediatore e di uomo d’azione sono quelle legate allo scisma verificatosi nella Chiesa Romana con la duplice elezione, nel 1130, di Innocenze» II e di Anacleto II, esponenti di due opposti schieramenti. Bernardo da subito si schiera con Innocenzo II e, per perorare la sua causa, percorre non solo la Francia di Luigi VI, ma l’ Inghilterra di Enrico I (1130). Nel 1133 riesce ad ottenere l’appoggio di Pisa e Genova, nel 1135 ottiene l’adesione di Milano e nel 1137 riesce a farsi ascoltare anche da Ruggero II, re di Sicilia, che era un deciso sostenitore di Anacleto.

Dopo avere riportato Innocenzo II sul trono di Pietro, nel 1140, viene coinvolto in un’altra operazione assai delicata: l’esame della posizione di Pietro Abelardo che si concluderà al concilio di Sens con la condanna di Abelardo.

Nel 1144 – 45, interviene a sostegno di papa Lucio II contro le pretese del senato romano e contro le innovazioni introdotte nell’Urbe. Interviene anche contro Arnaldo da Brescia e le sue teorie contro la ricchezza della chiesa e le teorie patarine.

Nel 1145, un suo discepolo viene eletto al soglio pontificio ed assume il nome di Eugenio III. Saranno i successivi anni in cui Bernardo eserciterà un grande influsso su tutta la chiesa.
Nel 1146-47 l’abate di Chiaravalle riceve dal papa l’incarico ufficiale a predicare a favore di una seconda crociata. Riesce ad avere importanti adesioni sia in Francia che in Germania.
Nel 1146 Corrado, dopo aver ascoltato Bernardo di Chiaravalle predicare la Crociata, partirà con Luigi VII di Francia per la Terrasanta.

Nell’ottobre del 1148 le armi cristiane vennero sconfitte dai Turchi a Dorylaeum, nei pressi di Eskişehir. Corrado e molti dei suoi cavalieri scamparono, ma molti dei soldati appiedati furono uccisi o catturati.
Il fallimento dell’impresa amareggia profondamente Bernardo. Nel 1150 l’Abate cercherà di convincere papa Eugenio III a una nuova crociata; ma il piano non si realizzerà. Bernardo verrà ancora chiamato in causa dal papa nel 1148. Al Concilio di Reims il nostro contribuirà alla condanna delle teorie trinitarie di  Gilbert de la Porrée (Gilberto Porretano) logico, teologo e vescovo cattolico francese.

Il 20 Agosto 1153, all’età di 63 anni, Bernardo muore a Clairvaux, circondato dai suoi confratelli.