Archivio Commemorazioni

Ancora sangue cristiano versato in Egitto.

Ancora sangue cristiano versato in Egitto.

Il nome di Padre Mina Abud Sharobim si aggiunge alla lista dei martiri cristiani. Il sacerdote cristiano copto è stato ucciso, crivellato di colpi da  arma da fuoco, in seguito ad un attacco vigliacco condotto da infami soggetti islamisti simpatizzanti dei Fratelli Musulmani. L’attacco è avvenuto nella città di El Arish nella provincia egiziana del nord Sinai.

Padre Mina Abud Sharobim, 39 anni, assassinato davanti alla sua parrocchia da spietati miliziani islamisti.

Padre Mina Abud Sharobim, 39 anni, assassinato davanti alla sua parrocchia da spietati miliziani islamisti.

Il 6 Luglio alcuni terroristi sopraggiunti in motocicletta hanno sparato al sacerdote davanti alla chiesa di el-Massaid, di cui Mina era parroco. Padre Mina, che aveva 39 anni, era anche il segretario del vescovo copto di El Arish Kosman.

L’omicidio di padre Mina ci permette di intravedere le possibili mosse, le strategie future delle frange integraliste e terroriste islamiste. Bruciare le chiese cristiane, instaurare un regime di terrore e fare in modo che la minoranza copta così come quella cattolica alla fine, stufa ed impaurita, lasci progressivamente il paese.

Tuttavia sappiamo quanto determinati siano i fratelli cristiani d’Egitto, come essi abbiano resistito con la loro serietà e con il loro esempio a periodi ancora più tragici e violenti. Siamo certi che essi sapranno resistere alle pressioni ed agli atti intimidatori. E’ tuttavia necessario un forte sostegno da parte dell’Europa.

I fratelli cavalieri del V.O.S.S. sono vicini alla comunità copta italiana in questo momento di dolore.

 

Padre François Mourad è stato ucciso il 23 Giugno a Ghanassieh, piccolo villaggio a maggioranza cristiana nel distretto di Jisr al-Shughur nella provincia Siriana di Idlib.

Padre Mourad nel corso di una funzione religiosa.

Padre Mourad nel corso di una funzione religiosa.

Padre François Mourad, nato 49 anni fa in un villaggio della provincia di Lattakia nel nord ovest della Siria, era un eremita siro cattolico.

Dopo una permanenza con i Padri Francescani di Terra Santa, Franҫois completa i suoi studi presso i Trappisti di Latroun (Palestina). Rientra poi in Siria per essere ordinato sacerdote dal Vescovo Siro Cattolico di Hassaké nel Giaziret siriano.

Successivamente costituisce una fondazione monastica, ispirata a San Simeone lo Stilita e ad Hwar, nella provincia di Aleppo, getta le basi di un piccolo monastero dedicato alla vita contemplativa.  Ad Hwar rimane fino al 2013. Poi con l’aggravarsi del conflitto interno siriano e le lotte fra i ribelli islamici ed il regime è costretto a rifugiarsi a Ghassanieh, sul fiume Oronte. Qui viene accolto dai frati francescani del convento di Sant’Antonio da Padova, di pertinenza della Custodia di Terra Santa.

Lo scorso 23 giugno un gruppo islamista appartenente alla galassia estremista ed integralista degli insorti assalta e saccheggia il convento. La popolazione fugge. Nel convento c’erano, oltre a Padre Franҫois alcuni frati francescani, quattro suore e dieci cristiani.

I ribelli distruggono rapidamente ogni cosa e saccheggiato il convento. Padre Franҫois cerca di opporre resistenza per difendere le suore e le altre persone. Gli islamisti lo uccidono barbaramente.

I Cavalieri del V.O.S.S. vogliono ricordare ed onorare il martirio di Padre Franҫois Mourad, membro della comunità siro-cattolica.  L’Ordine esprime tutta la propria vicinanza alla comunità siro-cattolica italiana per questa grave perdita.

 

Oggi, 8 Dicembre, i Cavalieri del Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri (VOSS) celebrano la festa dell’Immacolata Concezione della Vergine Maria, Nostra Signora.

La Vergine Maria, Immacolata Concezione.

Immacolata Concezione significa che Maria è l’unica creatura ad essere nata priva del peccato originale e cioè a partire dal momento del suo concepimento da parte dei genitori, Anna e Gioacchino, ma non solo: Maria, in quanto madre di Dio, è immacolata (e cioè è stata priva di qualsiasi tipo di peccato) per tutta la sua vita.

Questa affermazione è frutto di un lungo dibattito teologico all’interno della Chiesa che ha preceduto il pronunciamento dogmatico di Papa Pio IX.

Infatti le discussioni teologiche su Maria ed in particolare sul tema della concezione della Vergine di Nazareth sono andate avanti per secoli. Si deve arrivare infatti all’8 Dicembre 1854 per apporre il sigillo definitivo alle discussioni ed interpretazioni di eminenti teologi. Come ricordato sarà papa Pio IX con la bolla “Ineffabilis Deus”, a sancire come la Vergine Maria sia stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento e priva di qualsiasi macchia per tutta la sua esistenza terrena.

La gardenia bianca

Per secoli i teologi orientali e latini, pur tra complesse disquisizioni,  avevano concordato nella eccezionalità ed unicità della figura della Vergine Maria, donna certamente immacolata, senza tuttavia entrare nel merito delle problematiche connesse alla presenza o meno il Lei di un peccato di origine. In parole semplici, la purezza di Maria rappresentava un’eccezione al dogma della natura umana macchiata dal peccato di origine ed in attesa della redenzione universale operata dal Salvatore.

Nel XII secolo Anselmo d’Aosta sosteneva che Maria, concepita come tutti gli uomini nel peccato originale, fosse stata “anticipatamente” redenta da Dio, prima della nascita del Salvatore. Hanno condiviso questa linea di pensiero illustri uomini di Chiesa quali San Bernardo di Chiaravalle, Alessandro di Hales detto il  Theologorum Monarcha , Sant’Alberto Magno, San Tommaso d’Aquino, San Bonaventura.

Un contributo diverso a queste dispute teologiche arriva da Giovanni Duns Scoto, conosciuto anche come Doctor Subtilis (1265 – 1308). Il teologo francescano sostiene non la “redenzione anticipata” di Anselmo e degli scolastici, ma la “redenzione preventiva” o “preservativa”. Diversamente dai predecessori infatti non dice che Maria fu concepita nel peccato originale e poi redenta da un intervento divino, ma che fu concepita senza peccato originale in modo preventivo.

Da sempre i fiori bianchi sono simbolo di purezza.

Nei secoli successivi i teologi cattolici sono stati sostanzialmente divisi sulla questione in due grandi fazioni: mentre i domenicani sostenevano la redenzione anticipata degli scolastici (“macolisti”), i francescani sostenevano la redenzione preventiva di Scoto (“immacolisti”).

Fu così che nel 1854 Papa Pio IX decise di porre fine ad ogni discussione all’interno della Chiesa di Roma con la Bolla “Ineffabilis Deus”.

Il Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri esprime attraverso il suo Gran Maestro Fra Diego il suo dolore e prende parte al lutto  della famiglia per la prematura scomparsa, avvenuta  il I° agosto 2012, di  Alfredo Da Frè, imprenditore affermato nel settore alberghiero (titolare tra l’altro dell’Hotel Des Anglais di Sanremo) e Cavaliere dell’Ordine di San Bernardo.

Alfredo Da Frè, Cavaliere di San Bernardo

Alfredo Da Frè, Cavaliere di San Bernardo

Caro Alfredo, voglio dirti che l’Ordine ha di te un ottimo ricordo. Lo dimostra il fatto che in questa triste circostanza molti fratelli hanno telefonato per esprimere a me, come intermediario, il loro affetto fraterno e la profonda stima nei tuoi riguardi. In particolare mi è stata ricordata la grande disponibilità ad accoglierci nel tuo albergo in occasioni di incontri cavallereschi; ho avuto poi testimonianze della tua semplicità, ottimismo, della tua generosità, capacità di lottare per tutto ciò che è giusto. Tutti noi abbiamo invidiato la tua capacità di venire fuori da qualsiasi problema.   

La tua militanza cavalleresca era storica, coem il tuo rapporto con il compianto Principe Giorgio. Con la tua scomparsa si potrebbe dire che se ne va un pezzo della recente storia seborghina. In realtà non è così. E’ proprio grazie a soggetti come te, alla tua figura decisa, al tuo impegno, all’esempio, che altri individui, hanno preso successivamente sulle loro spalle l’oneroso compito di continuare la missione cavalleresca di Seborga.

E sta pure certo che si andrà avanti  così, per anni ed anni, finché ci sarà qualcuno come te in grado di dare emozioni, di suscitare rispetto e di essere di esempio per i giovani.

Come Gran Maestro dell’Ordine, a nome e per conto dei Cavalieri tutti, in questo giorno di Aprile in cui si festeggia San Giorgio, voglio ricordare i nostri fratelli operatori di pace, i nostri militari caduti per la libertà. In particolare oggi voglio ricordare e caduti della missione ISAF-Afghanistan del periodo 2011-2012.

In questa giornata importante per l’Ordine sentiamo la necessità di fermarci un attimo per ringraziare coloro che sono morti in terre lontane combattendo per l’Italia, per contribuire alla difesa dell’occidente, lottando contro il terrorismo internazionale.

Mi auguro che tutti coloro che avranno modo di leggere queste brevi righe, si sentano in dovere di fare altrettanto.

Spero che i nostri caduti, da dove sono ora, possano sentire tutto il nostro affetto, la nostra fratellanza ed il nostro ringraziamento.

Gradi diversi, morti diverse, situazioni diverse. Morti tra le braccia di un commilitone, morti in ospedale nel corso di un intervento chirurgico disperato, morti sotto il sole, morti dietro un sacco di sabbia. Morti nel fango in un Lince ribaltato. Morti pensando alla famiglia, alla moglie, al piccoletto che stava per nascere. Morti improvvise, come quando la strada si trasforma in un cratere ed il blindato sembra una scatola di sardine aperta.

Poi il C-130, le bare allineate, la bandiera, la tromba che strappa il cuore. Mamme, fidanzate, mogli in lacrime. Sofferenze, dopo di che ancora sofferenze e poi tanto dolore.

Cari fratelli, noi vi siamo debitori. Qualcuno ha deciso che quelle erano operazioni giuste e voi siete partiti, novelli cavalieri. Il minimo che oggi noi possiamo fare per voi è fermarci, in un attimo di raccoglimento, per dirvi dal profondo del cuore: grazie ragazzi. Lo faremo tutti gli anni.

CADUTI IN AFGHANISTAN in corso della Missione ISAF (2011)

18 gennaio

  • Luca Sanna (anni 33), caporal maggiore in forza all’8º Reggimento alpini;

    La città di Cuneo onora i suoi alpini caduti in Afghanistan

28 febbraio

  • Massimo Ranzani (anni 34), tenente in forza al 5º Reggimento alpini;

4 giugno

  • Cristiano Congiu, (anni 50), tenente colonnello della DCSA (Direzione Centrale dei Servizi Antidroga) dei Carabinieri, in servizio presso l’Ambasciata italiana di Kabul;

2 luglio

  • Gaetano Tuccillo, (anni 34), caporal maggiore scelto in forza al Battaglione logistico “Ariete”;

    Il saluto del presidente.

12 luglio

  • Roberto Marchini (anni 32), caporal maggiore in forza al 8º Reggimento Genio Guastatori Folgore di Legnago;

    Il tricolore è a mezz'asta.

25 luglio

  • David Tobini (anni 28), primo caporal maggiore in forza al 183º Reggimento paracadutisti “Nembo” di Pistoia;

16 settembre

  • Matteo De Marco (anni 54), maggiore dei Carabinieri comandante dell’ RC-West Training Center;

23 settembre

  • Riccardo Bucci (anni 34), tenente del Reggimento Lagunari “Serenissima” di Venezia;
  • Mario Frasca (anni 32), caporal maggiore del Comando Forze Operative Terrestri (COMFOTER) di Verona;

    Il momento del funerale

  • Massimo Di Legge (anni 28 ), caporal maggiore del Raggruppamento Logistico Centrale di Roma.

CADUTI IN AFGHANISTAN nel 2012 in corso della Missione ISAF

La sofferenza di chi si ritrova orfano.

13 gennaio

  • Giovanni Gallo (anni 49 anni), tenente colonnello (152º Reggimento fanteria “Sassari”);

20 febbraio

  • Francesco Currò, (anni 33), caporal maggiore capo del 66º Reggimento fanteria aeromobile “Trieste” di Forlì;
  • Francesco Paolo Messineo, (anni 29), primo caporal maggiore del 66º Reggimento fanteria aeromobile “Trieste” di Forlì;
  • Luca Valente (anni 28), primo caporal maggiore del 66º Reggimento fanteria aeromobile “Trieste” di Forlì;

24 marzo

  • Michele Silvestri, (anni 34), sergente del 21º Reggimento genio guastatori di Caserta.