Archivio Commemorazioni

Cari fratelli,

oggi 25 Novembre 2011, a due anni esatti dalla prematura scomparsa del nostro amato Giorgio, Principe di Seborga, voglio ricordarlo come Cavaliere e fratello in Cristo.

Giorgio I° Carbone sulla Piazza dei Cavalieri Bianchi davanti alla chiesa di San Martino

Il mio ricordo non è di quelli lunghi una vita. Il nostro incontro data meno di un decennio. E’ stato comunque un incontro profondo a livello personale e famigliare oltre che spirituale e storico. La professione di medico, l’essergli stato vivino nel periodo della diagnosi del morbo di Gehrig mi hanno concesso di conoscerlo nella sua  profondità.

Di lui ci resta oggi la sua guida, che percepiamo quotidianamente. Non riesco a parlare dell’Ordine o di Seborga senza vedermelo li davanti, in piazza,  a casa sua, in chiesa, per le strade del suo amato Principato. Di lui ci resta, tra le tante cose che ci ha insegnato privatamente, questa bella poesia/preghiera che credo ogni Cavaliere del V.O.S.S. debba conoscere e recitare spesso e che è un po’ il suo testamento spirituale: Si chiama “ Ai Cavalieri Bianchi ”di Seborga.

Quando saremo sopra le acque e gli uccelli voleranno sotto di noi
e le nubi che vi copriranno per noi saranno tappeti,
e la nostra voce più sarà un richiamo per voi, ricordate:
dovrete proseguire il percorso che vi è stato assegnato.
Noi vi saremo accanto.
E ci sarà qualcuno che vi raggiungerà
e la volontà dell’alto vi farà sapere
e con gli altri, dal di fuori, vi guideremo
perché così dovrà essere per Noi, per voi e per quelli che seguiranno.
Il fuoco non distruggerà i vostri accampamenti!
Siate previdenti e noi lo terremo lontano.
Le nostre lacrime lo spegneranno se voi saprete commuoverci con il vostro comportamento.
I cavalieri debbono combattere:
con il cuore,
colla fede,
con la volontà,
con il sacrifìcio.
L’onore che vi accompagna sarà lo scudo contro le avversità e il maligno.
E la gloria nella lotta sarà per voi ricompensa dei sacrifìci che un cavaliere è destinato a compiere,
finché il percorso gli permetterà di indossare il bianco mantello
che gli è stato e gli verrà posto sulle spalle.
Così come a noi è stato imposto di compiere.
Niente e nessuno può mutare gli eventi
che sono stati scritti nel tempo da chi del tempo è al di fuori e al di sopra.
E tutto si compia per espletare il compito cui siete destinati.

Giorgio, il Principe atipico, il Gran Priore burbero, a tratti lontano, inavvicinabile, in realtà ha saputo parlare ai nostri cuori attraverso la sua sofferenza. Ricordo quando mi diceva che per lui l’Ordine di Seborga era come un peso. Lui percepiva chiaramente come nel suo ” Castrum Sepulchri ” le forze del fossero spesso prese d’assedio da quelle del male.

San Martino 2006: Giorgio, Gran Priore dell’Ordine e Diego Priore di Santa Maria Immacolata in Rodello.

 Nella penombra della sua casa tutta pieni di libri, sulle sedie, sugli scaffali, per terra, mi aveva preannunciato che avrei dovuto lottare e soffrire per l’Ordine.

Ciò si è puntualmente avverato. Come mi aveva detto, le tenebre hanno cercato di oscurare la luce ma non sono riusciti che a produrre effetti negativi minimi e temporanei.

Mi diceva: ” Ricordati! Dovrai fare un po’ di pulizia nell’Ordine “. Alcuni vengono qui a Seborga per ” fare ” i cavalieri, per fini diversi ed ignoti. Dopo di me, diceva Giorgio, ci saranno momenti difficili qui a Seborga, l’Ordine dovrà soffrire parecchio.

Così è stato. La notte nera dell’Ordine è stata difficile da passare. Poi siamo riusciti a percepire il soffio della provvidenza che sopraggiungeva in nostro soccorso.

E’ bello vedere oggi come persone buone, caritatevoli, umili e grandi in spirito si stanno interessando alla nostra via.

Fra Diego

Ai Cavalieri Bianchi, esortazione di fra Giorgio.

Ai Cavalieri Bianchi, esortazione di fra Giorgio.

Il 12 Ottobre 2010 si teneva a Roma, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli  la Messa funebre per Marco Pedone, Francesco Vannozzi, Gianmarco Manca e Sebastiano Ville, giovani militari italiani caduti in Afghanistan. 

Gianmarco Manca

Ad un anno dalla loro prematura e tragica morte di questi nostri connazionali Il Gran Maestro e tutti i fratelli cavalieri del Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri si sono stretti in preghiera per ricordare questi giovani messaggeri di pace, ed il loro sacrificio. 

Marco Pedone

Francesco Vannozzi

 

Un bambino afghano saluta un militare italiano in un villaggio afghano.

Sebastiano Ville

 

Basilica romana di Santa Maria degli Angeli; funerali solenni dei caduti dei militari caduti il 09-10-2010 in Afghanistan.Marco Pedone

Sinceri portatori della tradizione cavalleresca militare più nobile, veri cavalieri  “in pectore“, a loro non mancò certo umiltà, dedizione, abnegazione, obbedienza, rispetto ed amore per l’altro.  

Noi li ricordiamo oggi e li ricorderemo sempre come nostri fratelli.