Archivio Riflessioni

Molto apprezzati dal pubblico i "Cavalieri"

Molto apprezzati dal pubblico i figuranti “Cavalieri”

A Seborga il folklore dura tutto l’anno. Su queste colline di Ponente si muovevano un tempo veri Cavalieri, veri Monaci e un vero Principe; per secoli questa terra è stata culla della Cristianità.

seborga-20-08-2017-marcello-alvenia-guerra e cOggi invece figuranti Cavalieri dai candidi manti si mescolano ai seguaci, anch’essi di bianco vestiti, di una religione che ci limitiamo a definire “innovativa”.

Alla fine tutti in posa per la foto di rito dinnanzi alla chiesa di San Martino, muta testimone del cambiamento.

Noi del Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri abbiamo un solo Credo; noi non facciamo parte delle tenebre e della notte; ecco perché noi, Cavalieri dell’Ordine Sovrano del Principato del Santo Sepolcro, non ci vedrete a queste sagre paesane. Non è che abbiamo qualcosa contro le sagre paesane ma è che non si possono confondere le due cose: la sacralità di una festa religiosa con il folklore ad usum turisti.

Diciamolo meglio: non ci vedrete fino a quando la sacralità della festa, la quale prevede la processione della statua del Santo BERNARDO guidata dal Parroco, sarà minata dalla presenza di così tanti figuranti impataccati. La festa del nostro Santo protettore non può essere momento per parodie o millanterie.

Forse i turisti e villeggianti che volevano assistere a un’investitura “vera” saranno rimasti delusi nel vedere quel signore di grigione vestito e munito di spadone “investire” con una modalità del tutto innovativa e sbrigativa un altro signore di grigio vestito.

Il punto è che non tutti saranno saliti a Seborga per farsi quattro risate. Certamente alcuni saranno stati desiderosi di vivere un momento di spiritualità, di serietà, di storia vera. Ahimè: tutto questo il 20 agosto è mancato.

Il Cavaliere è in marcia verso la Luce di Cristo. Riceviamo dal fratello Mario Parisi, Grande Ufficiale del Capitolo Italiano della “Sainte Alliance”, Corpo di Guardia del VOSS il quale ha come compito non solo quello di vigilare sul rispetto della Regola ma anche e soprattutto di vigilare sulla correttezza della rotta dell’Ordine.:

La luce di Cristo. Sono di questi giorni le notizie di venti di guerra che soffiano tumultuosi; essi ci portano alla mente oscuri presagi di morte e ritorna attuale il problema della bomba atomica.

Riflettendo su questo tema va detto che non esiste il problema della bomba atomica, ma esiste piuttosto il problema dell’uomo che la fabbrica e se ne serve. E’ l’uomo che deve essere ridimensionato e rifatto. Questi sono i sintomi del crollo universale di un ordine morale nel cuore degli uomini. Quando l’uomo si allontana dalla Grazia Divina si chiude la porta alla Grazia Santificatrice, la quale é l’unica in grado di elevare la natura umana e di combattere la degradazione umana.

Occorre elevare la realtà spirituale, quella realtà che viene direttamente da Dio, una realtà che noi stessi non possiamo meritare nel suo stesso significato del termine.

LA GRAZIA questo è il suo nome, è gratuita e libera. L’unione della grazia e della natura divinizza gli uomini. Quando DIO si fece uomo incarnandosi (Cristo-uomo) le sue azioni erano in pari tempo Divine e Umane. Così quando la Grazia entra nell’uomo le azioni diventano divine, in quanto compiute sia da Dio sia dall’uomo. Dio-uomo-Cristo è il capo di queste anime santificate ed esse diventano parti del suo corpo. Cristo-uomo insegna attraverso il suo corpo; perciò il suo insegnamento é infallibile.

Santifica attraverso il suo corpo, tramite i sacramenti indipendentemente da chi li somministra o dai loro caratteri o deviazione della personalità o dai loro peccati.

In questo aspetto fisico il Cristo-uomo è perfetto, in quello mistico cresce ancora di più perché incorpora anche noi con tutte le nostre imperfezioni. Riflettendo su questi concetti espressi notiamo alcuni che alcuni valori della vita che prima ritenevamo importanti assumono un valore insignificante e viceversa altri assumono essenza di vita. Il modo di vedere il matrimonio, la morte, l’istruzione, la ricchezza, la sofferenza, la povertà appaiono diversi; tutti questi problemi fondamentali della vita assumono un nuovo significato, perché si guardano all’interno della Fede.

In virtù di questo si nota un cambiamento un netto mutamento del comportamento e della condotta, quando l’anima si rivolge a DIO tutto cambia, tutto si trasforma, chi faceva la volontà propria cerca ora di fare la volontà di Dio, il peccatore cambia detestando il peccato sperando un giorno di contemplare il volto di DIO.

La coscienza che prima comandava si modifica, prima ostile e diffidente ed esigente adesso fa solo la volontà di DIO; non vi sono più due volontà, adesso é assorbita dall’amore e tra coloro che si amano non vi sono più obblighi né doveri, si va al di là del bene e del male verso la gioia di vivere. Tutto in virtù di Gesù Cristo, non vi deve essere altro che la sua volontà.

Da questo nuovo orientamento nasce la passione di cui S. Paolo: “ Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore.” (Rom 8: 38-39).

Vi é una prima fase, prima di tutto questo sapevamo qualcosa di Dio ed era teorica, astratta; dopo diventa reale, concreta e finisce per collegarsi coi sentimenti, emozioni, passioni.

E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli».” (Matt 16,17).

Questa conquista diventa convinzione della Verità Assoluta.

Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” (Giov 8:32)

Tutto questo porta alla pace dell’anima, occorre però capire la differenza tra la pace dell’anima da quella dello spirito. Questa pace nasce dalla tranquillità di un ordine in cui i sensi sono sottoposti alla ragionerà ragione alla fede, e l’intera personalità alla volontà di Dio. Tutti i pensieri sono rivolti alla sua Verità. Le false accuse, le gelosie, le amarezze della vita sono sopportate con pazienza, come le sopportò Cristo.

Ma in tutto questo occorre riflettere attentamente: chi sta vicino a Dio diventa oggetto di odio e di opposizione, perché i suoi amici sanno che egli non condivide più lo spirito del mondo ma lo spirito Santo; egli é divenuto unito con la Divinità tramite un vincolo che è una sfida ed un rimprovero a quanti vorrebbero trarre profitto dai due mondi. Vi sarà diffidenza, odio, persecuzione ed attacchi senza fine; dovunque si senta la presenza divina, la ci sarà una opposizione tremenda; tutto ciò fu predetto:

Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia.” (Giov 15,19)

Di questa inimicizia Nostro Signore ne parlò:

Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada. Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera”. (Matt, 10: 34-35)

Perciò nessuno si accosta a Cristo senza una rivoluzione dello Spirito, senza cercare la luce di Cristo: “E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere”. (Giov, 3: 19-20).

Perciò ognuno di noi che volge la faccia verso la luce sarà salvo. Non vi è modo di iniziare questo cammino senza domandarci che cosa noi daremo a Dio. Non é un così grande sacrificio, perché, avendo Lui, avremo ogni altra cosa in abbondanza. Il Cavaliere è in marcia verso la Luce di Cristo.

Principato di Seborga: lasciamo parlare solo i competenti!

Cav Diego BeltruttiCommento all’articolo del 14 Gennaio 2017 uscito sul giornale “La Stampa Imperia Sanremo” a firma di Daniela Borghi e dal titolo: “PRINCIPATO DI SEBORGA, TUTTO E’ COMINCIATO CON GIORGIO I CUSTODE DELLA STORIA E PRIMO SOVRANO. Come è nato il piccolo regno «da cartolina»”.

Mi permetto di intervenire in qualità di Gran Maestro del Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri, ordine equestre fondato nel 1365 dal monaco/cavaliere e abate Pons Lance e giunto fino ai giorni nostri.

Lasciando perdere le cose “da cartolina”, devo puntualizzare che il principato non è iniziato nel 1963 con fra Giorgio Carbone ma svariati secoli prima. L’affidamento del feudo di Seborga ai monaci di Saint Honorat è antico e qui aggiungerò solo che essi esercitarono a lungo il loro diritto feudale sul territorio e sulla popolazione del Castrum de Sepulchro.

E’ vero che il Cav. Giorgio Carbone nel 1963 decise di farsi votare dai suoi concittadini, anche se ciò non era necessario dal momento che (come i documenti storici giunti fino a noi testimoniano chiaramente) la carica di Principe “pro tempore” ricadeva sul Maestro dell’Ordine o su un suo fiduciario.

Ci tengo a precisare che quando si parla di Ordine Equestre del Principato di Seborga non ci si riferisce a quelle associazioni cavalleresche che spuntano come funghi (e che dal 1951 l’Italia definisce illegittime e illegali) ma al vero e unico ordine cavalleresco di Seborga, quello che ho l’onore di presiedere.

Oggi noi abbiamo un “principato – tutt’altra cosa”. Da un lato il sedicente Principe Marcello parla di sacralità del Principato e delle nobili tradizioni di Seborga e dall’altro è evidente a tutti come ci sia un tentativo in atto di trasformare un Principato Abbaziale in un Principato “da cartolina” con tanto di “principessina”, di “corona”, di “cocchio”, di “elezioni”, di sagra della porchetta, ecc. Ma quando mai!?

Le sorprendenti e vulcaniche “teste d’uovo” del sedicente “principe Marcello”, quelle che confidano nella “autodeterminazione del Principato di Seborga”, sono recentemente giunte a definire le peculiarità del “candidato principe”. Pensate un po’! Come volano in alto! Cercano un soggetto “che parli italiano, che non abbia avuto condanne penali alle spalle e che “viva” in Seborga”. Nessun riferimento a qualità morali, o alla difesa della Cristianità.

I Cavalieri, da lontano, osservano divertiti anche se non amano le farse. Una cosa è certa: l’Ordine andrà avanti. Noi tireremo dritto lungo la nostra via con uomini valorosi e virtuosi, testimoni e difensori del messaggio di Gesù Cristo.

L’Ordine e lo scrivente saranno contenti se in futuro il Principato di Seborga vedrà un incremento del turismo ma voglio ricordare, a chi se ne fosse scordato, che il feudo di Seborga è stato costituito e si è mantenuto nei secoli per difendere la Cristianità e con una missione ben precisa. Ciò è quanto continueremo a fare.

Fra Diego Beltrutti di S. Biagio

Il Matrimonio: sacramento o compra-vendita?

Il matrimonio: sacramento o compra-vendita? Il mondo Cristiano e quello Islamico hanno visioni molto distanti per quanto riguarda il rapporto uomo/donna. Prendiamo il caso del matrimonio. Per il Cristiano il matrimonio è un sacramento che lega un uomo e una donna in un rapporto strettamente monogamico e indissolubile.

Per il mondo Islamico il matrimonio non è un sacramento ma un atto di compra vendita.

Per il mondo Islamico il matrimonio non è un sacramento ma un atto di compra vendita.

Per il mondo Islamico no. L’Islam inserisce il matrimonio all’interno delle attività contrattuali di compra vendita. Il matrimonio Islamico è solitamente un contratto di tipo coniugale poliginico e monoandrico (cioè un legame tra un uomo e più donne). Le mogli sono sposate al termine di un contratto di acquisto che prevede il conferimento di una dote alla famiglia dello sposo.

La legge mussulmana (Sharia) prevede che l’uomo possa avere fino a quattro mogli a patto che sia in grado di mantenerle e che le tratti con equità.

Altre differenze riguardano l’età della coniuge. Certamente nei secoli addietro anche in Europa l’età dei coniugi era bassa (12-14 anni per lei e 15-17 anni per lui) ma nei secoli l’età media si è allungata. In Italia l’età media degli sposi è passata dai 26 anni del 1991 ai 31,3 anni del 2014.

Nel 2012 (dati pubblicati dal Gulf News) in Arabia Saudita ci sono stati 5622 matrimoni tra uomini maturi e spose di età inferiore ai 14 anni (dati della “Imam Mohammad Bin Saud Islamic University”).

Nella cultura occidentale il matrimonio con una ragazza giovanissima è considerato immorale.

Nella cultura occidentale il matrimonio con una ragazza giovanissima è considerato immorale.

Ciò non deve stupire giacché la Sura 35 (detta la Sura del Divorzio) al versetto 4 recita:

“Se avete qualche dubbio a proposito di quelle delle vostre donne che non sperano più nel mestruo, il loro termine sia di tre mesi. Lo stesso valga per quelle che non hanno ancora il mestruo. Quelle che sono incinte avranno per termine il parto stesso. A chi teme Allah, Egli facilita i suoi intenti”.

Nella cultura europea contemporanea, i matrimoni con giovanissime spose sono ritenuti immorali. Diversa la situazione nell’Islam. Dalla lettura della Sura 35, vv 4, ricaviamo che nella cultura Islamica non è immorale avere rapporti sessuali con una “donna” (io le chiamerei bambina) purché questa abbia avuto il menarca da almeno tre mesi.

Che questa abitudine fosse diffusa 1400 anni fa la possiamo anche accettare anche perché casi di mogli bambine ci sono stati anche nell’Europa medioevale ma che la stessa regola sia invocata ancora oggi ci lascia molto perplessi.

‘A’isha era una ragazza [io continuo a dire bambina] di sei anni quando l’Apostolo di Allah (il profeta Maometto) che aveva già compiuto 50 anni decide di prenderla in moglie. Egli tuttavia, in ossequio alla legge islamica, aspetterà tre anni prima di consumare il matrimonio. (Sahih Muslim 8:3311).

Il matrimonio che per noi cristiani è un sacramento per gli Islamici è una compra vendita.

I mille volti del Templarismo sui social.

rosslyn-mille-volti-templarismoCari fratelli, sorelle, amici e simpatizzanti, non so come la pensiate voi, anche se devo dire che non credo che il pensiero di tanti non sia diverso dal nostro. Mi piacerebbe avere qualche vostro commento su questi gruppi di Cavalieri che sono presenti sui “social”.

Vi sono quelli che compaiono qua e la, ogni volta con nomi diversi … ; poi vi sono quelli che potremmo definire  i soliti “quattro gatti”, presenti con con mogli ed amici al seguito!

Poi ci sono quelli che pur essendo stati costituiti ieri pomeriggio si ammantano di una patina di “antico”.

Poi ci sono quelli che, per aumentare la confusione (si vede che questa modalità rende) si chiamano in modo simile ad ordini storici esistenti.

Poi ci sono quelli che una volta appaiono come Congregazione, una volta come Ordine, una volta come Associazione, una volta sono Cristiani, una volta Cattolici, una volta Ecumenici, una volta Massoni, ecc.

Non vi è mai venuto di pensare che tutto ciò non è altro che un gran Caos? A volte addirittura una carnevalata? Io, sono onesto, ho avuto questo brutto pensiero. A me sembra che su questi “social” ci sia tanta immagine, tanto “voler apparire” e il più delle volte ciò si accompagni a una povertà di contenuti.

Capiamo come mai la Chiesa abbia tante resistenze ad affrontare il tema del Templarismo.Manca quello che in altri settori viene chiamato “marchio di qualità”.

Capita anche di leggere “post” contenenti strafalcioni nella lingua italiana che non promettono niente bene e fanno pensare ad un profilo culturale molto limitato.

Posto che la spiritualità, la storia e perfino l’esoterismo non siano cose da tutti e per tutti, l’importante (per la categoria dei Cavalieri) è non cadere nello show o nel grottesco. Non facciamo rigirare nella tomba i nostri Avi.