Archivio Riflessioni

Il Cavaliere è in marcia verso la Luce di Cristo. Riceviamo dal fratello Mario Parisi, Grande Ufficiale del Capitolo Italiano della “Sainte Alliance”, Corpo di Guardia del VOSS il quale ha come compito non solo quello di vigilare sul rispetto della Regola ma anche e soprattutto di vigilare sulla correttezza della rotta dell’Ordine.:

La luce di Cristo. Sono di questi giorni le notizie di venti di guerra che soffiano tumultuosi; essi ci portano alla mente oscuri presagi di morte e ritorna attuale il problema della bomba atomica.

Riflettendo su questo tema va detto che non esiste il problema della bomba atomica, ma esiste piuttosto il problema dell’uomo che la fabbrica e se ne serve. E’ l’uomo che deve essere ridimensionato e rifatto. Questi sono i sintomi del crollo universale di un ordine morale nel cuore degli uomini. Quando l’uomo si allontana dalla Grazia Divina si chiude la porta alla Grazia Santificatrice, la quale é l’unica in grado di elevare la natura umana e di combattere la degradazione umana.

Occorre elevare la realtà spirituale, quella realtà che viene direttamente da Dio, una realtà che noi stessi non possiamo meritare nel suo stesso significato del termine.

LA GRAZIA questo è il suo nome, è gratuita e libera. L’unione della grazia e della natura divinizza gli uomini. Quando DIO si fece uomo incarnandosi (Cristo-uomo) le sue azioni erano in pari tempo Divine e Umane. Così quando la Grazia entra nell’uomo le azioni diventano divine, in quanto compiute sia da Dio sia dall’uomo. Dio-uomo-Cristo è il capo di queste anime santificate ed esse diventano parti del suo corpo. Cristo-uomo insegna attraverso il suo corpo; perciò il suo insegnamento é infallibile.

Santifica attraverso il suo corpo, tramite i sacramenti indipendentemente da chi li somministra o dai loro caratteri o deviazione della personalità o dai loro peccati.

In questo aspetto fisico il Cristo-uomo è perfetto, in quello mistico cresce ancora di più perché incorpora anche noi con tutte le nostre imperfezioni. Riflettendo su questi concetti espressi notiamo alcuni che alcuni valori della vita che prima ritenevamo importanti assumono un valore insignificante e viceversa altri assumono essenza di vita. Il modo di vedere il matrimonio, la morte, l’istruzione, la ricchezza, la sofferenza, la povertà appaiono diversi; tutti questi problemi fondamentali della vita assumono un nuovo significato, perché si guardano all’interno della Fede.

In virtù di questo si nota un cambiamento un netto mutamento del comportamento e della condotta, quando l’anima si rivolge a DIO tutto cambia, tutto si trasforma, chi faceva la volontà propria cerca ora di fare la volontà di Dio, il peccatore cambia detestando il peccato sperando un giorno di contemplare il volto di DIO.

La coscienza che prima comandava si modifica, prima ostile e diffidente ed esigente adesso fa solo la volontà di DIO; non vi sono più due volontà, adesso é assorbita dall’amore e tra coloro che si amano non vi sono più obblighi né doveri, si va al di là del bene e del male verso la gioia di vivere. Tutto in virtù di Gesù Cristo, non vi deve essere altro che la sua volontà.

Da questo nuovo orientamento nasce la passione di cui S. Paolo: “ Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore.” (Rom 8: 38-39).

Vi é una prima fase, prima di tutto questo sapevamo qualcosa di Dio ed era teorica, astratta; dopo diventa reale, concreta e finisce per collegarsi coi sentimenti, emozioni, passioni.

E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli».” (Matt 16,17).

Questa conquista diventa convinzione della Verità Assoluta.

Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” (Giov 8:32)

Tutto questo porta alla pace dell’anima, occorre però capire la differenza tra la pace dell’anima da quella dello spirito. Questa pace nasce dalla tranquillità di un ordine in cui i sensi sono sottoposti alla ragionerà ragione alla fede, e l’intera personalità alla volontà di Dio. Tutti i pensieri sono rivolti alla sua Verità. Le false accuse, le gelosie, le amarezze della vita sono sopportate con pazienza, come le sopportò Cristo.

Ma in tutto questo occorre riflettere attentamente: chi sta vicino a Dio diventa oggetto di odio e di opposizione, perché i suoi amici sanno che egli non condivide più lo spirito del mondo ma lo spirito Santo; egli é divenuto unito con la Divinità tramite un vincolo che è una sfida ed un rimprovero a quanti vorrebbero trarre profitto dai due mondi. Vi sarà diffidenza, odio, persecuzione ed attacchi senza fine; dovunque si senta la presenza divina, la ci sarà una opposizione tremenda; tutto ciò fu predetto:

Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia.” (Giov 15,19)

Di questa inimicizia Nostro Signore ne parlò:

Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada. Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera”. (Matt, 10: 34-35)

Perciò nessuno si accosta a Cristo senza una rivoluzione dello Spirito, senza cercare la luce di Cristo: “E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere”. (Giov, 3: 19-20).

Perciò ognuno di noi che volge la faccia verso la luce sarà salvo. Non vi è modo di iniziare questo cammino senza domandarci che cosa noi daremo a Dio. Non é un così grande sacrificio, perché, avendo Lui, avremo ogni altra cosa in abbondanza. Il Cavaliere è in marcia verso la Luce di Cristo.

Ai Seborghini, alle Dame e ai Cavalieri

Allocuzione del Maestro Generale in occasione del 20 Agosto, anniversario della morte di San Bernard de Clairvaux.

Ai Seborghini, alle Dame e ai Cavalieri

Cav.Diego Beltrutti

Cav.Diego Beltrutti

Carissimi,

in questa calda estate a Seborga ci sono stati molti eventi che hanno fatto ribollire gli animi. Sappiamo che tra questi c’è il venir meno del nostro sostegno a Marcello Menegatto sedicente Marcello I.

Si è parlato addirittura di colpo di stato ma ovviamente questi termini sono inappropriati e non corretti in relazione a ciò che è realmente avvenuto e soprattutto al fatto che Seborga non è (ancora) uno stato.

Quindi, dopo avere ribadito che non si è trattato di un colpo di stato, ci sentiamo di affermare che in realtà l’Ordine ha effettuato una scelta ponderata e meditata a sostegno di un sistema amministrativo più efficace ed efficiente come quello messo in atto “pro tempore” dal  Principe Nicolas.

Come è facile constatare, in questa nostra decisione, non c’è  e  non c’è stato nulla di personale verso la famiglia Menegatto.

Il fatto è che il Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri, ordine Templare, ordine che appartiene alla storia plurisecolare di Seborga, ordine costituito per difendere la Cristianità, Ordine composto da soggetti difensori del vero e del giusto, non poteva restare indifferente dinnanzi all’abbandono dei valori centrali e fondanti il Principato.

E’ vero che in data 27 marzo 2010 il Consiglio dei Priori annunciava l’accettazione della candidatura del sig. Menegatto, ma è altrettanto vero che si è trattato di una decisione improvvida. Ciò in quanto l’elettorato allora non è stato messo al corrente di alcuni particolari della storia personale del candidato Marcello Menegatto i quali avrebbero sicuramente modificato l’esito delle votazioni qualora fossero stati conosciuti dall’elettorato.

Perché il Consiglio dei Priori abbia taciuto ai Seborghini ed ai Cavalieri non si sa anche se si fanno alcune ipotesi. Certo è che alcuni di essi sono stati prontamente inseriti dal neo eletto come “ministri”.

Nonostante questo vizio, il 25 aprile 2010 il Sig. Menegatto era eletto dalla popolazione votante (composta dai Seborghini e dai Cavalieri) assumendo il nome di Marcello I.

Dal momento che i votanti sono stati 156, che i voti contrari , composti in prevalenza da Cavalieri non residenti sono stati 67, possiamo dedurre che Marcello Menegatto è stato eletto da una piccola porzione della popolazione di circa 400 abitanti.

Credo che il Sig. Menegatto condivida con noi il fatto che non sia necessario entrare nei dettagli, che peraltro sono rintracciabili su internet, e si ricordi bene di cosa sia successo quel giorno a Sainte Agnes.

Noi riteniamo che il Consiglio dei Priori, nel momento in cui non ha fatto menzione e in buona sostanza ha tenuto nascosto all’elettorato e in particolare ai Cavalieri (che compongono da sempre, assieme ai residenti, la base elettorale del Principato) una vicenda giudiziaria non marginale che ha visto il sig. Menegatto come protagonista, ha determinato l’illegittimità dell’elezione del suddetto sig. Menegatto e ci consente di affermare oggi che la posizione di Principe di Seborga è vacante.

L’Ordine dei Cavalieri Bianchi (VOSS) ritiene che i candidati del Principato di Seborga debbano avere un passato limpido e tenere un comportamento trasparente e lineare. Va ricordato che coloro che si candidano alla carica di Principe di Seborga , da quel preciso momento, hanno giustamente addosso molti occhi e ciò che prima poteva essere un fatto privato diventa giocoforza un fatto pubblico. Non è certo facoltà dei Priori tenere nascosti fatti che riguardino i candidati. Non è questione di privacy.

Seborga: la cappella di Saint Bernard de Clairvaux

Seborga: la cappella di Saint Bernard de Clairvaux

Un altro fatto per noi inopportuno e inaccettabile è che Marcello I, il quale si definisce Principe di uno stato sovrano (sebbene ancora non riconosciuto come tale) paladino da secoli della Cristianità, culla della Povera Milizia di Cristo che ha avuto in Saint Bernard de Clairvaux il suo mentore, abbia preso residenza nella Penisola Araba, e precisamente a Dubai, uno degli Emirati Arabi Uniti.

L’Ordine non ha nulla contro l’Islam e condivide totalmente il pensiero di Papa Francesco quando afferma «Non è giusto dire che l’Islam sia terrorista, a me non piace parlare di violenza islamica».  Condividiamo anche quanto ha detto recentemente la sceicca del Qatar, Mozah bint Nasser al Missned, quando afferma “L’ulivo cresce sia nel mondo arabo sia in Occidente“.

Noi del VOSS siamo assolutamente consapevoli che l’Islam non è Daesh.

Resta tuttavia il fatto che in Europa non ci sono casi come quello di Asia Bibi, la madre da sette anni in carcere con una condanna a morte per essere cristiana. Diciamolo pure, la residenza a Dubai del sig. Marcello Menegatto imprenditore è accettabile; quella del Principe di Seborga è assolutamente inopportuna e inaccettabile.

Ritornando a Seborga, voglio ricordare un’altra vicenda, quella del 44enne ungherese che svolge la funzione di Consigliere per la Motorizzazione e l’Anagrafe nel Consiglio della Corona di Seborga. In virtù dello stile sobrio dei Cavalieri del VOSS non scenderemo in particolari ma certamente noi abbiamo ritenuto non solo inopportuno ma totalmente errato e inaccettabile che il Principe che rappresenta uno stato da sempre baluardo dei valori Cristiani affidi un’importante carica governativa a questo signore dal passato di pornoattore.

La domanda che molti si sono posti, domanda legittima,  è stata: ma Marcello non aveva nessun altro candidato da potere nominare su quella carica?

Non sono queste le scelte che l’Ordine si aspettava da chi porta le insegne di Principe di Seborga.

Molto bene ha fatto Nicolas, che noi riconosciamo come persona seria e sicuramente capace di riportare Seborga a quel ruolo che la Storia le ha conferito, a ribadire che Seborga è un Principato Cristiano.

Ci pare che in questi lunghi sei anni molti lo abbiano scordato.  Io capisco, conoscendo bene molti Seborghini a causa della lunga frequentazione con quel territorio ridente e mite, che la popolazione è oggi disorientata e disamorata. E’ evidente che vi è uno scollamento tra la popolazione, il Consiglio dei Priori e il sedicente Principe Marcello.

A causa di decisioni improvvide miranti a blindare “il palazzo”, a garantirsi la rielezione facile facile e a escludere eventuali voci fuori dal coro, sono stati adottati provvedimenti che ci limitiamo a definire antistorici (a quanto mi risulta provvedimenti sempre avvallati da un Consiglio dei Priori che pare avere perso il ruolo originario di garante della legittimità degli atti e dei diritti della popolazione Seborghina) .

Sei anni sono trascorsi dalla cosiddetta elezione e la gestione Menegatto non ha concluso nulla di rilevante in relazione agli interessi generali della comunità seborghina. Basta prendere il programma elettorale del sig. Menegatto e leggerlo. Non è un segreto: il golf course non è stato fatto, gli hotel non ci sono, i turisti non vengono più a Seborga come un tempo, i ristoranti hanno i tavoli vuoti e soprattutto non si è più parlato di indipendenza.

Recentemente abbiamo sentito fare riferimento alla figura di Giorgio e all’elezione del Principe come elemento specifico e di alta democrazia del Principato.  Questo era sicuramente valido all’epoca di SAS Giorgio.

Il fatto è che, come ricordato più sopra, le manovre condotte dal  sedicente Principe di Seborga Marcello negli ultimi anni hanno letteralmente stravolto lo spirito originario del Principato, culla della cavalleria del Tempio, dove per ben 15 volte la sedia di Principe nei secoli è stata occupata da un Maestro dell’Ordine.

Non tutti sanno che il sig. Menegatto, adducendo futili motivi e con l’avvallo del Consiglio dei Priori (immaginiamo dopo avere preso atto che il VOSS è sempre stato critico sul suo operato scarsamente caratterizzato da momenti di spiritualità e molto da sagre paesane) ha promulgato l’editto di estromissione dei Cavalieri dalle prossime votazioni per la carica di Principe.

Di fronte a questi provvedimenti meschini, antistorici e protezionistici che snaturano la tradizione Seborghina, l’Ordine, garante da sempre del diritto e della sacralità di questo territorio ha dovuto intervenire.

Come ricordato, molti i motivi per cui l’Ordine ha deciso di non appoggiare più il governo del Sig.  Menegatto.

SAS Nicolas e fra Diego

SAS Nicolas di Seborga e fra Diego

L’Ordine ha deciso di appoggiare il Sig. Nicolas Mutte che ben si merita il titolo di SAS Nicolas I, Principe di Seborga, per quanto è riuscito a fare ed ottenere in favore della comunità di Seborga in pochi mesi.

Il titolo di Principe se l’è guadagnato sul campo, con un duro e impegnativo lavoro di tessitura a livello politico, diplomatico, finanziario internazionale.

In altre parole in poco tempo Nicolas ha fatto per Seborga molto di più di quanto il sig. Menegatto ha fatto in sei anni.

Ricordo a chi lo avesse dimenticato, che dal loro venire a Seborga, i cavalieri del VOSS non hanno mai tratto vantaggi o benefici.  I nostri Cavalieri vengono a Seborga perché amano Seborga. Non vengono per ottenere licenze edilizie, o vantaggi economici o di altra natura. Tutt’al più essi portano un po’ di lavoro nei ristoranti e nei B&B.

Ciò che l’Ordine fa con maggiore passione è portare il nome di Seborga e di Giorgio Carbone (il nostro amato Principe Giorgio) in giro per l’Italia e per l’Europa.  Per questa ragione siamo conosciuti e stimati.   Se nelle librerie si trovano i libri del Principe Giorgio, è perché l’Ordine li ha editati e realizzati.

Negli anni abbiamo avuto anche noi detrattori e denigratori. Personaggetti che ci hanno anche diffamato. Sempre succede quando si combatte contro le prevaricazioni, le ingiustizie e le falsità; ma questi tentativi meschini di ostacolarci sono stati vani.

Voglio concludere questa mia allocuzione in occasione dell’anniversario della morte di Saint Bernard de Clairvaux, giorno speciale per l’Ordine e per Seborga, dicendo che  Seborga merita di più. E’ l’ora che si passi da un finto Stato, gestito come un condominio di periferia, da un principato folkloristico che fino ad oggi è riuscito a trovare il momento più alto e significativo nelle sagre della salciccia o delle cozze, a uno Stato vero, il Principaute de Seborga/Principato di Seborga.

I tempi delle “ordinanze di Menegatto”, delle “leggi” fatte “ad usum delfini” è finito. Questa pseudo democrazia portata avanti dal sig. Menegatto che serve solo a lasciare le cose come sono e che permette a qualcuno in paese di pavoneggiarsi con il titolo di “ministro” senza avere le competenze culturali, accademiche, lavorative utili e necessarie per tali cariche di alto rilievo non solo deve finire ma… è già finita, travolta dagli eventi.

A Seborga c’era bisogno di aria nuova, di persone competenti, soggetti che si occupino realmente dei bisogni della popolazione residente in difficoltà. Finalmente abbiamo chi si preoccupa davvero del calo dei redditi e in alcuni casi anche dell’azione opprimente del fisco italiano.

A Seborga c’è bisogno di soggetti limpidi, uomini di fede, non chiacchierati, di alto profilo morale e che non abbiano scheletri nell’armadio. Quelli che un tempo venivano chiamati “i galantuomini”.

Quando abbiamo avuto modo di conoscere il valore e lo spessore di questo “governo ombra” abbiamo deciso senza esitazione di appoggiarlo. E’ bene che i Seborghini lo sappiano. Quello che abbiamo sostenuto è un Governo vero, fatto di Ministri competenti con “curricula vitae” seri; c’era bisogno di un’amministrazione compatta, di soggetti preparati in diritto internazionale in grado di interloquire con capi di stato e di Governo a livello europeo come globale.

Seborga ha le carte in regola per essere Stato indipendente, neutrale e riconosciuto. E’ per questo motivo che abbiamo deciso di appoggiare l’amministrazione di Nicolas.

Recentemente ho sentito dire da alcuni Seborghini: “ma il Principe Nicolas parla solo francese….” . Questo è un falso problema e ciò per varie ragioni: innanzitutto ricordo che nell’amministrazione ci sono diversi soggetti di lingua e cultura italiana.  Inoltre, cari Seborghini, illustri Cavalieri e gentili Dame, ricordo che il Principe Giorgio ha sempre parlato di Seborga come di una regione bilingue, italiano e francese.

Noi che come Ordine abbiamo le radici storiche in Francia non siamo minimamente preoccupati;  sappiamo che per secoli in Piemonte e parti della Liguria si è parlato la lingua francese. San Bernard era francese… anche i Savoia parlavano francese. Tutto ciò non ci deve spaventare. Anche a Monaco si parla francese e nessuno si scandalizza.

Pertanto se Nicolas attualmente preferisce parlare in francese…. vuol dire che sarà nostro compito incitarlo ad incrementare il suo italiano… ma vuole anche dire che per reciprocità di rapporti molti di noi dovranno migliorare il loro francese.

 

Un saluto fraterno a tutti i nostri concittadini Seborghini, ai Cavalieri e alle Dame, nel nome del nostro Comandante Gesù Cristo,

 

Cav. fra Diego Beltrutti

Maestro generale dell’Ordine, Comandante della Confederazione Templare Internazionale “Bernard de Claivaux”, Cavaliere di San Silvestro Papa.

 

Dal Quartier Generale del VOSS – Busca 17 Agosto 2016

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Confederazione_Templare_Bernard-de-Clairvaux

Prega con noi!

Questa sera, prima di dormire, ricordati di pregare per tutti i nostri fratelli e sorelle in Cristo e soprattutto per i bambini che in Siria, nel Medio Oriente ed un po’ dovunque da mesi sono uccisi a causa della loro fede.

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Massoneria e Cavalleria

Una riunione massonica

Una riunione massonica con un rito di iniziazione.

La Massoneria è un’associazione costituitasi nel settecento i cui aderenti seguono un cammino iniziatico e perseguono una fratellanza mondiale che poggia su un patto etico-morale tra uomini liberi.

La Libera Muratoria (o Massoneria) forma i “liberi pensatori”. Sono liberi pensatori quegli individui che rivendicano la possibilità di esprimersi liberamente e di manifestare la propria opinione senza essere impediti o censurati da qualsivoglia autorità.

I “Freethinkers” cioè i liberi pensatori sono gli esponenti di quella cultura e di quella vita sociale che si era affermata all’epoca del primo Illuminismo. Costoro, aderendo al deismo o assumendo posizioni esplicitamente atee, si contrapponevano in modo più o meno diretto alle posizioni etiche e teologiche del clero cristiano, in particolare nei confronti del dogmatismo religioso.VOSS_logo_grande_2013

La Cavalleria forma i Cavalieri. Non i cavalieri secolari ma i Cavalieri spirituali, secondo le indicazioni di Bernard de Clairvaux. I Cavalieri di Cristo operano seguendo una Regola imperniata sull’ubbidienza, povertà e castità. La loro attitudine mentale è bene espressa nei canti del servo di Jahvè, cioè nei quattro canti che sono inseriti nel cosiddetto deutero-Isaia e cioè dal capitolo 40 al 55 del libro del profeta Isaia. Infatti l’attitudine del Cavalierie è quella del “servo” di Jahvè, uomo umile che ha però una grande missione da compiere, quella di operare per Dio.

A.G.D.G.A.D.U e cioè Alla Gloria Del Grande Architetto dell'Universo.

A.G.D.G.A.D.U e cioè Alla Gloria Del Grande Architetto dell’Universo.

La Libera Muratoria opera alla gloria del Grande Architetto dell’Universo. Il fratello C.M.S. così definisce questo rapporto: “Per il fratello Libero Muratore il Grande Architetto dell’Universo (G.A.D.U.) è un principio regolativo, un’entità simbolica che si accetta e nel nome ed alla gloria del quale ogni Fratello compie il suo speciale e personale cammino iniziatico nella ricerca della Verità intimamente percepita ed entusiasticamente rintracciata nel proprio Io premio finale del percorso di introspezione e di ricerca.

Il Grande Architetto non è quindi il fine della ricerca, ma deve essere concepito ed interpretato operativamente nella sua semplificazione di utensile simbolico indispensabile per ottenere lo sgrossamento dalla pietra grezza ovvero unico e necessario strumento per il trovare, riscoprendola attraverso la Luce e l’Illuminazione, la pietra nascosta nel buio tenebroso dell’ignoranza di se stessi.

Nella forma-sostanza di principio trascendente il Grande Architetto non deve essere pensato né come realtà effettiva né come fenomeno messianico rivelato, in quanto ciò verrebbe ad esprimerne attributi che lo qualificherebbero come Dio di una religione e non come simbolo unificatore e principi o regolativo di tutti i credenti, perché strumento di luce per la libera strada dell’uomo libero, ricco del carico del proprio libero pensiero”.

La Cavalleria spirituale opera alla gloria del Dio che fu già di Abramo e di Giacobbe. cavaliericristianiconCristo1La Cavalleria mira a rafforzare nei suoi membri la pratica della vita cristiana, in obbedienza al Santo Padre, alle gerarchie dell’Ordine e secondo gli insegnamenti della Chiesa di Cristo. La Cavalleria aiuta e sostiene con modalità diverse la Chiesa Cattolica in Terra Santa, e in tutto il Medio Oriente.

Come si vede, Massoneria e Cavalleria non possono essere in conflitto in quanto non hanno punti di contatto. Esse sono due realtà, due entità diverse che partono da momenti storici diversi, che praticano metodologie operative e formative differenti e che hanno finalità differenti.

Il fatto che all’interno della Massoneria vi siano gradi che sono definiti “gradi Templari”, ciò sta a testimoniare come nel settecento alcuni Massoni abbiano cercato di trasferire dentro le Logge alcune peculiarità della vita cavalleresca. In realtà si è trattato di un tentativo di conciliare l’inconciliabile.

Da questa breve analisi si capisce come e perché i Liberi Muratori non possano operare all’interno della Cavalleria Spirituale. Non possono in quanto c’è una contraddizione intima che rende patetici coloro che cercano di percorrere contemporaneamente entrambe le vie. E questo non solo perché non si servono due padroni (Mt 6: 24-34).

E’ incredibile che uomini adulti, professionisti affermati, saggi, studiosi non riescano a comprendere che non si possono percorrer contemporaneamente vie così diverse e in netto contrasto tra loro. A meno che il soggetto non sia un dissociato psichico con doppia personalità.

Si apre il mese di febbraio, mese nel quale la Chiesa ci invita a riflettere sul senso della vita. Come vecchi amici stiamo camminando assieme, facendo del nostro meglio per portare luce a chi è triste. Anche nel nostro servizio di Cavalieri del V.O.S.S. siamo chiamati a vivere la fede, una fede  centrata sul valore degli altri e della vita.

Voglio condividere con voi cari fratelli questa poesia che può aiutarci a vivere meglio questo mese:

“La vita è come un viaggio in treno:
spesso si sale e si scende, ci sono incidenti, a qualche fermata
ci sono delle sorprese piacevoli e a qualcun’altra profonda tristezza.

Quando nasciamo e saliamo sul treno, incontriamo persone,
in cui crediamo, che ci accompagneranno durante buona parte
del nostro viaggio: i nostri genitori.

Capita spesso che loro scendano in una stazione prima di noi
lasciandoci un grande vuoto in termini di amore e affetto,
senza più la loro amicizia e compagnia.

Ma altre persone salgono sul treno; e qualcuna sarà per noi molto
importante, sono i nostri fratelli e sorelle, i nostri amici e tutte le
persone meravigliose che amiamo, e qualcuna di queste persone
che sale, considera il viaggio come una breve passeggiata.

Altri trovano, invece, una grande tristezza nel loro viaggio.

E poi ci sono altri ancora, sul treno, sempre presenti e  sempre
pronti ad aiutare coloro che ne hanno bisogno, qualcuno lascia,
quando scende, una nostalgia perenne…

Ci sorprende che qualcuno dei passeggeri, a cui vogliamo più bene,
si segga in un altro vagone e che in questo frangente
ci faccia fare il viaggio da soli. Allora facciamo in modo di trovarlo
spingendoci alla sua ricerca negli altri vagoni del treno.
Purtroppo, qualche volta, non possiamo accomodarci al suo fianco,
perché il posto vicino è già occupato.

Così è il viaggio: pieno di sfide, sogni, fantasie, speranze e addii…
Cerchiamo di compiere il nostro viaggio nel miglior modo possibile.
Il grande mistero del viaggio è che non sappiamo
quando scenderemo definitivamente, e tanto meno quando
i nostri compagni di viaggio lo faranno;
neanche colei (o colui) che sta seduta (o) proprio vicino a noi.
Mettiamocela tutta per lasciare, quando scendiamo, un posto vuoto, che
trasmetta nostalgia e bei ricordi in coloro che proseguono il loro viaggio.

A tutti coloro, che fanno parte del  “mio treno” auguro…

BUON VIAGGIO!   

Fra Don Paolo