Archivio Cattolici di Oriente

Lettera Patriarcato Greco Cattolico MelkitaCarissimi Cavalieri, Scudieri, Dame, amici, simpatizzanti,
 
le preghiere sono certamente necessarie, ma il logorio del tempo e soprattutto la costante distruzione, la morte, i feriti, le devastazioni e tutto ciò che comporta una situazione drammatica quale quella in cui versa la Siria al momento attuale, richiedono anche risposte concrete, tangibili.
 
Una delle necessità dei nostri fratelli è quella di avere alcune ambulanze per il trasporto dei feriti.
L’Ordine fa suo l’invito ricevuto dal Patriarcato Greco Cattolico Melkita nella persona di Padre Mtanious Hadad.
Cari Cavalieri ed amici dell’Ordine, aiutateci a dare il nostro contributo a fratelli in gravi diffioltà, aiutateci ad essere concreti e con l’anima sempre orante.
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Gli Ulema. Sono loro a pronunciare una fatwa.

Gli Ulema. Sono loro a pronunciare una fatwa.

La chiesa Ortodossa di Qusayr, popo l'intervento delle bande islamiste.

La chiesa Ortodossa di Qusayr, popo l’intervento delle bande islamiste.

Damasco, 26 Settembre 2013.

In Siria i cristiani temono l’aumento della violenza su base settaria e confessionale. Ciò poichè trentasei Ulema siriani si sono rivolti ai loro fedeli musulmani sunniti che combattono contro gli alawiti (sciiti) di Assad pronunciando una fatwa che stabilisce  che: «È lecito confiscare i beni dei cristiani per acquistare armi».

Ciò è quanto avvenuto a Douma, quartiere popoloso di Damasco. Secondo questa fatwa pronunciata da un folto numero di leaders spirituali islamici i musulmani sunniti hanno il diritto di «requisire e appropriarsi di beni, case, proprietà appartenenti a cristiani, drusi, alawiti e membri di altre minoranze religiose che non professano la religione sunnita del Profeta». I soldi derivati dalla confisca delle proprietà cristiane devono essere usati per la rivoluzione, per «acquistare armi» e aiutare i poveri e le famiglie dei martiri caduti combattendo Assad. Per molti cristiani di Siria la permanenza nel paese diventa insostenibile senza il sostegno politico ed economico dell’occidente.

 

Il Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri si unisce alla giornata di preghiera e di digiuno indetta da Sua Santità Papa Francesco in data 07 Settembre 2013. L’Ordine rinnova il proprio desiderio e la propria preghiera affinché la pace e l’amore tornino ad albergare in quelle terre martirizzate di Siria.

Sigillo dell'Ordine con l motto "Testis Sum Agni"

Sigillo dell’Ordine con l motto “Testis Sum Agni”

I Cavalieri del V.O.S.S.  sono vicini a tutti i fratelli cristiani che soffrono a causa della guerra civile in corso in Siria. In particolare preghiamo per i fratelli di rito bizantino che vivono in Siria i quali sono in reale pericolo di vita solo per il fatto di avere il Cristo nel cuore.

Chiediamo all’Archimandrita Padre Hadad del Patriarcato Greco Cattolico Melkita di farsi portavoce di questi nostri sentimenti di fratellanza.

Il Maestro Fra Diego

Il Cancelliere fra Bruno

 

Invito Liturgia del 7 settembre.doc

Padre Henri Boulard, SJ

Padre Henri Boulad, SJ

L’articolo qui pubblicato è stato scritto da Padre Henri Boulad il quale è un gesuita egiziano, già vice-presidente della Caritas International per il Medio Oriente e l’Africa del Nord. Egli, profondo conoscitore di cose egiziane e studioso dell’Islam oltre che padre Gesuita operante al Cairo, ci offre una visione della situazione egiziana interessante e che farà riflettere.

L’intero mondo occidentale è indignato, offeso e scandalizzato perché l’esercito egiziano ha osato sloggiare i Fratelli Musulmani dai due bastioni di Rabaa e Nahda, dove si erano barricati per diverse settimane. Risultato finale: più di seicento morti nei due campi.

In pochissimo tempo, i media occidentali benpensanti entrano in agitazione e chiedono al Consiglio di Sicurezza e alle associazioni internazionali per i diritti umani di condannare questa selvaggia aggressione con la massima fermezza.

Poveri Fratelli musulmani! Vittime di brutale repressione! Quelli agnelli così miti, ben noti in tutto il mondo per la loro dolcezza e innocenza! Oggetto di brutalità inaccettabile. Di conseguenza, è un dovere prenderne le difese contro i lupi divoratori dell’esercito e della polizia egiziana.
Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Germania, Turchia e ONU … dovrebbero quindi, all’unisono denunciare le ingiustizie, difendere quegli innocenti, ed invitare il mondo a intervenire in loro soccorso. I media internazionali immediatamente sono saltati in groppa a Pegaso far pagare ai colpevoli …

Questo sollevamento internazionale di scudi per ribadire, rivendicare e proclamare il diritto di ogni cittadino a protestare “pacificamente” ha qualcosa di tragicomico.

Consideriamo i fatti:

– la moschea di Rabaa, dove i Fratelli sono stati rintanati era un vero e proprio arsenale in cui è stata scoperto un incredibile quantità di armi. Nessun denunce da Ovest.

– Per settimane, le milizie della Fratellanza, armate fino ai denti, hanno seminato il terrore tra la popolazione d’Egitto: uccisioni, rapimenti, sequestri di persona, domande di riscatto, rapimenti e stupri di ragazze forzatamente costrette a sposare musulmani. Nessuna reazione da parte dell’Occidente.

– Più di 20 stazioni di polizia saccheggiate e bruciate; circa cinquanta poliziotti e ufficiali uccisi dopo essere stati torturati nel modo più selvaggio. Silenzio dall’Occidente.

– Mausolei Sciiti distrutti e famiglie sciite massacrate NON hanno prodotto alcuna reazione a livello internazionale.

– Circa 50 chiese, scuole e istituti Cristiani bruciati nella sola giornata del 14 agosto. Nessuna protesta da parte dell’Occidente.

Ciò che resta di una chiesa di Giza.

Ciò che resta di una chiesa di Giza.

– Sacerdoti e fedeli cristiani attaccati e uccisi – compresi i bambini in tenera età – per il solo fatto di essere cristiani. Nessuna denuncia occidentale. Forse qualcuno teme di essere accusato di “islamofobia”, che oggi pare essere il crimine dei crimini.

– Quasi 1.500 persone massacrate dalle milizie di Morsi durante il suo regno di un anno. Anche qui silenzio da parte dei media.

– Accordi-segreti di Morsi con i paesi vicini al fine di vendere l’Egitto, pezzo a pezzo: il 40% del Sinai ad Hamas e ai palestinesi, la Nubia a Omar al-Bashir, e la parte occidentale del territorio alla Libia … Questo è un regalo per l’Occidente, dal momento che è il loro fare …

Quando l’Egitto decide finalmente di reagire e di mettere ordine a casa propria… l’Occidente grida “persecuzione”, “ingiustizia” e “scandalo”!

E ‘un segreto di Pulcinella il fatto che le elezioni presidenziali sono state una grande farsa e che l’elezione è stata viziata da enormi brogli. Tuttavia, i media hanno persistito nell’affermare che Morsi è stato il primo presidente nella storia egiziana ad essere eletto “democraticamente” e che pertanto egli è un presidente “legittimato”.

E’ facile colpevolizzare il popolo Egiziano. Il popolo ha deciso di giocare a questo gioco, dicendo a se stesso: “Vediamo quello che sono capaci di fare”. Il risultato è stato catastrofico – l’insicurezza, la disoccupazione, l’inflazione, la carenza di pane e di benzina, l’economia in caduta libera, il turismo in forte calo, … ecco che, alla fine di un anno, tutta la popolazione ha chiesto a Morsi di andarsene.

In due mesi, il movimento Tamarrod ha raccolto più di 22 milioni di firme per chiedere le sue dimissioni. Invano! Di fronte alla sua ostinazione, decine di milioni di egiziani – la maggior parte delle quali erano le persone umili che inizialmente lo avevano sostenuto – hanno girato per le strade delle principali città per chiedere la sua partenza. Ancora invano!

Manifestanti anti Morsi per le vie del Cairo

Manifestanti anti Morsi per le vie del Cairo

L’Esercito – neutrale fino ad allora – ha deciso di intervenire a sostegno della popolazione e lanciare il grido “fuori i barbuti”, mantenendoli agli arresti domiciliari. Nel corso degli interrogatori, l’esercito ha avuto informazioni di colpe eccezionali che hanno riguardato sia la Fratellanza Musulmana che un certo numero di paesi stranieri.

Di fronte alla presa di potere dell’esercito, l’Occidente ha subito gridato “colpo di stato”! Se si è trattato di un ‘colpo di stato’, è stato un ‘colpo di stato del popolo’, piuttosto che militare. L’Esercito ha solamente preso atto della volontà del popolo. Le persone non ne potevano più di un presidente che aveva tradito, infiammato e ingannato, e hanno reagito con un riflesso di sopravvivenza, chiamando per la sua partenza.

Una deliziosa storia illustra quello che sto dicendo. Un tizio compra al supermercato una lattina. Giunto a casa la apre e il prodotto sembra avariato. Che cosa farne? Mangiarla o buttarla? Buttarla, ovviamente.

È un po ‘quello che il popolo egiziano ha fatto dopo Morsi ei Fratelli. Essi avevano promesso la luna e le stelle. Una volta che la lattina è stata aperta, ci si è resi conto che era tutto marcio. E così hanno reagito. Questa è la ragione del loro rifiuto.

A seguito degli arresti domiciliari di Morsi, l’esercito aveva richiesto ai Fratelli Musulmani di dare il loro contributo al nuovo governo, offrendo loro di collaborare con le altre forze politiche. La risposta è stata un rifiuto sistematico e ostinato.

Dopo numerosi ed infruttuosi tentativi di stabilire un dialogo e di instaurare negoziati con loro, si è deciso di istituire un nuovo governo provvisorio.

Fu allora che decisero di agire nell’ombra e di seminare il terrore. In questo genere di attività, sono stati veramente abili. Ma questa strategia ha solo aumentato la loro impopolarità e possiamo dire oggi che il popolo egiziano li disprezzano e li aborrisce.

Equipaggiati con le armi più sofisticate, i Fratelli sono ovunque: bruciano, attaccano, uccidono, distruggono …

Sostenitori di Morsi contrastano l'azione di sgombero della polizia.

Sostenitori di Morsi contrastano l’azione di sgombero della polizia.

L’esercito ha poi decretato lo stato di emergenza e imposto il coprifuoco dal tramonto all’alba. Ma i Fratelli Musulmani si consideravano esenti dal rispetto di questa norma. Ieri, 16 agosto, nella mia stanza vicino a Corso Ramses e Piazza Ramses (strade brullicanti della loro milizia), ho sentito le esplosioni, colpi singoli ed il fuoco di un mitragliatore provenire dalle strade circostanti.

Dopo diversi avvertimenti ai giovani di andare a casa, l’esercito ha deciso di fare intervenire i carri armati al fine di far rispettare il coprifuoco. Vedendo i danni collaterali, l’Occidentale ben-pensante ha accusato l’esercito di aver avuto il coraggio di attaccare “pacifici manifestanti”’!

Ma chi vogliono prendere in giro?

Padre François Mourad è stato ucciso il 23 Giugno a Ghanassieh, piccolo villaggio a maggioranza cristiana nel distretto di Jisr al-Shughur nella provincia Siriana di Idlib.

Padre Mourad nel corso di una funzione religiosa.

Padre Mourad nel corso di una funzione religiosa.

Padre François Mourad, nato 49 anni fa in un villaggio della provincia di Lattakia nel nord ovest della Siria, era un eremita siro cattolico.

Dopo una permanenza con i Padri Francescani di Terra Santa, Franҫois completa i suoi studi presso i Trappisti di Latroun (Palestina). Rientra poi in Siria per essere ordinato sacerdote dal Vescovo Siro Cattolico di Hassaké nel Giaziret siriano.

Successivamente costituisce una fondazione monastica, ispirata a San Simeone lo Stilita e ad Hwar, nella provincia di Aleppo, getta le basi di un piccolo monastero dedicato alla vita contemplativa.  Ad Hwar rimane fino al 2013. Poi con l’aggravarsi del conflitto interno siriano e le lotte fra i ribelli islamici ed il regime è costretto a rifugiarsi a Ghassanieh, sul fiume Oronte. Qui viene accolto dai frati francescani del convento di Sant’Antonio da Padova, di pertinenza della Custodia di Terra Santa.

Lo scorso 23 giugno un gruppo islamista appartenente alla galassia estremista ed integralista degli insorti assalta e saccheggia il convento. La popolazione fugge. Nel convento c’erano, oltre a Padre Franҫois alcuni frati francescani, quattro suore e dieci cristiani.

I ribelli distruggono rapidamente ogni cosa e saccheggiato il convento. Padre Franҫois cerca di opporre resistenza per difendere le suore e le altre persone. Gli islamisti lo uccidono barbaramente.

I Cavalieri del V.O.S.S. vogliono ricordare ed onorare il martirio di Padre Franҫois Mourad, membro della comunità siro-cattolica.  L’Ordine esprime tutta la propria vicinanza alla comunità siro-cattolica italiana per questa grave perdita.