Archivio Posta ricevuta

Contaminazione religiosa è il titolo di una breve nota (a firma U.T) che abbiamo ricevuto da una nostra sostenitrice (E.B.) e che mettiamo a disposizione dei nostri lettori. E’ una delle voci fuori dal coro che ci giungono a testimonianza di come esista un forte dissenso interno alla Chiesa a causa di alcune fughe in avanti unilaterali.

Il 19 maggio e alle 21,30 in Piazza del Duomo a Milano sono radunate alcune decine di migliaia di persone. Non era ancora successo ma il principe della Chiesa di Cristo S. Em. il card. Scola ha deciso di celebrare la sua “prima” in occasione di EXPO 2015. In realtà a molti è parso che venisse celebrato lo sprezzante scioglimento ufficiale dell’identità cristiana nell’acido della confusione delle fedi e dell’ossessionante equivoco del dialogo interreligioso, di fatto ormai dogmaticamente spacciato come la quintessenza della missione ecclesiale.

Tania Kassis

Tania Kassis ha preso parte ad un esperimento di contaminazione religiosa tenutosi a Minano, in Piazza Duomo nel 05-2015.

Nel bel mezzo della poesia-preghiera “Ave Maria” (rallégrati, Maria!) cantata con angelico talento dalla cantante libanese Tania Kassis due muezzin intonano la loro ipnotica cantilena invocando “Allah u akbar”.

Mi scuso per il mio apparente analfabetismo nel leggere i segni dei tempi ma rifiuto l’accerchiamento modernista di considerare il magistero preconciliare come un ferro vecchio. Il 1965 non è l’anno zero della Chiesa e rabbrividisco di fronte a una simile mescolanza di voci. Una vera e propria contaminazione religiosa, cacofonia dello spirito.

Decisamente inopportune e fuori dal tempo della storia sono le invocazioni arabe  a noi tragicamente familiari in questo periodo e che riecheggiano alterate dai lugubri gorgoglii delle gole tagliate ai nostri fratelli barbaramente trucidati.

Perchè non facciamo queste manifestazioni spettacolari a Kobani, perchè non ad Aleppo; oppure perchè non in Arabia Saudita o in Turchia. Ci viene il dubbio che nella quiete degli ovattati appartamenti del card. Scola non sia percettibile la stessa eco che fa sussultare i nostri timpani sgomenti. Forse che lì non giungono i lamenti dei bimbi sgozzati, delle donne stuprate?

Non ci resta che prendere atto con dolore dell’eversivo sgretolarsi della colonna di verità quale è stata per venti secoli la nostra antica Chiesa. Vediamo oggi profilarsi all’orizzonte una novità in linea col dinamismo dei tempi ovvero la contaminazione religiosa. Per fortuna che ci siete voi cari Cavalieri. Voi siete la nostra garanzia, l’ultimo baluardo.

Padre Henri Boulard, SJ

Padre Henri Boulad, SJ

L’articolo qui pubblicato è stato scritto da Padre Henri Boulad il quale è un gesuita egiziano, già vice-presidente della Caritas International per il Medio Oriente e l’Africa del Nord. Egli, profondo conoscitore di cose egiziane e studioso dell’Islam oltre che padre Gesuita operante al Cairo, ci offre una visione della situazione egiziana interessante e che farà riflettere.

L’intero mondo occidentale è indignato, offeso e scandalizzato perché l’esercito egiziano ha osato sloggiare i Fratelli Musulmani dai due bastioni di Rabaa e Nahda, dove si erano barricati per diverse settimane. Risultato finale: più di seicento morti nei due campi.

In pochissimo tempo, i media occidentali benpensanti entrano in agitazione e chiedono al Consiglio di Sicurezza e alle associazioni internazionali per i diritti umani di condannare questa selvaggia aggressione con la massima fermezza.

Poveri Fratelli musulmani! Vittime di brutale repressione! Quelli agnelli così miti, ben noti in tutto il mondo per la loro dolcezza e innocenza! Oggetto di brutalità inaccettabile. Di conseguenza, è un dovere prenderne le difese contro i lupi divoratori dell’esercito e della polizia egiziana.
Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Germania, Turchia e ONU … dovrebbero quindi, all’unisono denunciare le ingiustizie, difendere quegli innocenti, ed invitare il mondo a intervenire in loro soccorso. I media internazionali immediatamente sono saltati in groppa a Pegaso far pagare ai colpevoli …

Questo sollevamento internazionale di scudi per ribadire, rivendicare e proclamare il diritto di ogni cittadino a protestare “pacificamente” ha qualcosa di tragicomico.

Consideriamo i fatti:

– la moschea di Rabaa, dove i Fratelli sono stati rintanati era un vero e proprio arsenale in cui è stata scoperto un incredibile quantità di armi. Nessun denunce da Ovest.

– Per settimane, le milizie della Fratellanza, armate fino ai denti, hanno seminato il terrore tra la popolazione d’Egitto: uccisioni, rapimenti, sequestri di persona, domande di riscatto, rapimenti e stupri di ragazze forzatamente costrette a sposare musulmani. Nessuna reazione da parte dell’Occidente.

– Più di 20 stazioni di polizia saccheggiate e bruciate; circa cinquanta poliziotti e ufficiali uccisi dopo essere stati torturati nel modo più selvaggio. Silenzio dall’Occidente.

– Mausolei Sciiti distrutti e famiglie sciite massacrate NON hanno prodotto alcuna reazione a livello internazionale.

– Circa 50 chiese, scuole e istituti Cristiani bruciati nella sola giornata del 14 agosto. Nessuna protesta da parte dell’Occidente.

Ciò che resta di una chiesa di Giza.

Ciò che resta di una chiesa di Giza.

– Sacerdoti e fedeli cristiani attaccati e uccisi – compresi i bambini in tenera età – per il solo fatto di essere cristiani. Nessuna denuncia occidentale. Forse qualcuno teme di essere accusato di “islamofobia”, che oggi pare essere il crimine dei crimini.

– Quasi 1.500 persone massacrate dalle milizie di Morsi durante il suo regno di un anno. Anche qui silenzio da parte dei media.

– Accordi-segreti di Morsi con i paesi vicini al fine di vendere l’Egitto, pezzo a pezzo: il 40% del Sinai ad Hamas e ai palestinesi, la Nubia a Omar al-Bashir, e la parte occidentale del territorio alla Libia … Questo è un regalo per l’Occidente, dal momento che è il loro fare …

Quando l’Egitto decide finalmente di reagire e di mettere ordine a casa propria… l’Occidente grida “persecuzione”, “ingiustizia” e “scandalo”!

E ‘un segreto di Pulcinella il fatto che le elezioni presidenziali sono state una grande farsa e che l’elezione è stata viziata da enormi brogli. Tuttavia, i media hanno persistito nell’affermare che Morsi è stato il primo presidente nella storia egiziana ad essere eletto “democraticamente” e che pertanto egli è un presidente “legittimato”.

E’ facile colpevolizzare il popolo Egiziano. Il popolo ha deciso di giocare a questo gioco, dicendo a se stesso: “Vediamo quello che sono capaci di fare”. Il risultato è stato catastrofico – l’insicurezza, la disoccupazione, l’inflazione, la carenza di pane e di benzina, l’economia in caduta libera, il turismo in forte calo, … ecco che, alla fine di un anno, tutta la popolazione ha chiesto a Morsi di andarsene.

In due mesi, il movimento Tamarrod ha raccolto più di 22 milioni di firme per chiedere le sue dimissioni. Invano! Di fronte alla sua ostinazione, decine di milioni di egiziani – la maggior parte delle quali erano le persone umili che inizialmente lo avevano sostenuto – hanno girato per le strade delle principali città per chiedere la sua partenza. Ancora invano!

Manifestanti anti Morsi per le vie del Cairo

Manifestanti anti Morsi per le vie del Cairo

L’Esercito – neutrale fino ad allora – ha deciso di intervenire a sostegno della popolazione e lanciare il grido “fuori i barbuti”, mantenendoli agli arresti domiciliari. Nel corso degli interrogatori, l’esercito ha avuto informazioni di colpe eccezionali che hanno riguardato sia la Fratellanza Musulmana che un certo numero di paesi stranieri.

Di fronte alla presa di potere dell’esercito, l’Occidente ha subito gridato “colpo di stato”! Se si è trattato di un ‘colpo di stato’, è stato un ‘colpo di stato del popolo’, piuttosto che militare. L’Esercito ha solamente preso atto della volontà del popolo. Le persone non ne potevano più di un presidente che aveva tradito, infiammato e ingannato, e hanno reagito con un riflesso di sopravvivenza, chiamando per la sua partenza.

Una deliziosa storia illustra quello che sto dicendo. Un tizio compra al supermercato una lattina. Giunto a casa la apre e il prodotto sembra avariato. Che cosa farne? Mangiarla o buttarla? Buttarla, ovviamente.

È un po ‘quello che il popolo egiziano ha fatto dopo Morsi ei Fratelli. Essi avevano promesso la luna e le stelle. Una volta che la lattina è stata aperta, ci si è resi conto che era tutto marcio. E così hanno reagito. Questa è la ragione del loro rifiuto.

A seguito degli arresti domiciliari di Morsi, l’esercito aveva richiesto ai Fratelli Musulmani di dare il loro contributo al nuovo governo, offrendo loro di collaborare con le altre forze politiche. La risposta è stata un rifiuto sistematico e ostinato.

Dopo numerosi ed infruttuosi tentativi di stabilire un dialogo e di instaurare negoziati con loro, si è deciso di istituire un nuovo governo provvisorio.

Fu allora che decisero di agire nell’ombra e di seminare il terrore. In questo genere di attività, sono stati veramente abili. Ma questa strategia ha solo aumentato la loro impopolarità e possiamo dire oggi che il popolo egiziano li disprezzano e li aborrisce.

Equipaggiati con le armi più sofisticate, i Fratelli sono ovunque: bruciano, attaccano, uccidono, distruggono …

Sostenitori di Morsi contrastano l'azione di sgombero della polizia.

Sostenitori di Morsi contrastano l’azione di sgombero della polizia.

L’esercito ha poi decretato lo stato di emergenza e imposto il coprifuoco dal tramonto all’alba. Ma i Fratelli Musulmani si consideravano esenti dal rispetto di questa norma. Ieri, 16 agosto, nella mia stanza vicino a Corso Ramses e Piazza Ramses (strade brullicanti della loro milizia), ho sentito le esplosioni, colpi singoli ed il fuoco di un mitragliatore provenire dalle strade circostanti.

Dopo diversi avvertimenti ai giovani di andare a casa, l’esercito ha deciso di fare intervenire i carri armati al fine di far rispettare il coprifuoco. Vedendo i danni collaterali, l’Occidentale ben-pensante ha accusato l’esercito di aver avuto il coraggio di attaccare “pacifici manifestanti”’!

Ma chi vogliono prendere in giro?

In data 22 Agosto riceviamo il seguente messaggio proveniente dal Cairo che volentieri pubblichiamo per conoscenza dei fratelli.

Per ragioni di sicurezza abbiamo eliminato la firma, il nome e la professione del soggetto inviante consci della drammaticità della situazione per coloro che vivono in Egitto e sono di fede cristiana. 

Lettera indirizzata alle persone di buona volontà, che ragionano con la loro testa, che sono istruite e che vivono in paesi sviluppati

Washington - Dimostranti favorevoli ai militari protestano dinnanzi alla Casa Bianca contro il governo USA che secondo loro sostiene i musulmani.

Washington – Dimostranti favorevoli ai militari protestano dinnanzi alla Casa Bianca contro il governo USA che secondo loro sostiene i musulmani.

I Fratelli Musulmani non hanno mai conosciuto e non conosceranno mai la pace. Coloro che hanno vissuto con la spada in pugno periranno di spada.

Prima di elezione di Morsi essi avevano pubblicamente dichiarato che avrebbero bruciato l’Egitto se il loro candidato non avesse vinto le elezioni. Questa fratellanza “moderata” in realtà sta coprendo al proprio interno un nucleo terroristico.

Costoro, che hanno mentito nel corso di tutto il processo politico, stanno finalmente dicendo il vero quando si riferiscono alle loro promesse … distruggeranno il paese se non riusciranno a soggiogarlo.

E’ ora che venga detto che quella dei Fratelli Musulmani è un’organizzazione terroristica internazionale. La loro maschera di islamici moderati si è dissolta con gli ultimi eventi accaduti in Egitto.

Voi europei dovreste essere consapevoli del fatto che questa organizzazione terroristica non solo opera in Egitto o in Medio Oriente o nei paesi islamici, ma anche nella vostra patria europea, così come in USA ed in Canada. Il fatto curioso è che l’organizzazione dei Fratelli Musulmani esiste legalmente e sembra godere di molte simpatie anche nelle vostre regioni, come si è potuto vedere in molti documenti presenti in file multimediali pubblicati nelle ultime 6 settimane.

Cari fratelli, vi imploro di aiutarci e di prendere in considerazione il fatto di contattare il vostro uomo politico di riferimento, deputato o senatore … e di spiegare loro, attraverso l’analisi dei fatti accaduti, che la Fratellanza Musulmana e tutti gli altri movimenti politici islamici operanti in Egitto non sono che espressioni fasciste e terroristiche.

Il Presidente degli USA non sta facendo molto per la giustizia e per la libertà. La attuale politica di Obama sembra quasi, lo diciamo ironicamente, volta al sostegno dell’Islam! (vale a dire dei terroristi .. come Al Qaeda). Ci pare incredibile che nessuno dei potenti si sia accorto che nel corso delle recenti manifestazioni del Cairo i Fratelli Mussulmani al Cairo sventolavano le bandiere nere di Al Qaeda?

La Chiesa di Cristo è stata oggetto di scandalo fin dall’inizio.

Non parlo di questioni giudiziarie contingenti quali quelle attuali, legate al basso profilo tenuto da alcuni dei suoi uomini. Mi voglio occupare invece di ben altro. Circa due mila anni sono passati da quando ha preso il via quello “scandalo” che si chiama cristianesimo. Ho usato il termine “scandalo” in quanto esso deriva dal sostantivo greco skàndalon e sta ad significare “ostacolo”, “inciampo”.

Perché Cristo è stato e continua ancora oggi ad essere scandalo? Semplice: perché ciò che ha proposto allora e che ci continua a proporre non rientra negli schemi: né in quelli correnti né in quelli passati. La società è stata sempre lontana da valori e ideali propri del cristianesimo. Potere, sesso, denaro, egoismo, arrivismo, materialismo, sono da sempre tra gli obiettivi più ricercati dall’uomo. Come si fa quindi a proporre un Dio che muore sulla croce come modello di vita? Questa morte non è forse un segno tangibile di un fallimento? Non c’è forse qualcosa di intimamente scandaloso nel fatto che Dio giunga a tollerare che suo figlio venga frustato, schernito e poi crocifisso? Non è forse scandaloso, ai più, pensare di avere Gesù come modello ispiratore della propria vita?

Non è per caso che noi Cristiani siamo dei pazzi? Marco, è davvero convinto di fare proseliti quando annota e poi fa eco alle parole del Maestro: “Chi vuol venire dietro di me prenda la sua croce” (Mc 8,34).

Oggi quale maestro direbbe una frase simile ai suoi seguaci? Non è tutto ciò scandaloso? Non sarebbe stato meglio seguire un maestro che dica: “chi vuole venire dietro di me sarà un uomo di successo, farà carriera, sarà ricco, ecc.”.

Qualunque “non Cristiano” ci direbbe che è scandaloso seguire un modello di vita come quello proposto da Gesù, del tutto irriguardoso dei modi di essere e del pensiero dominante nella società. Non sarebbe logico, per una persona di buon senso, ribellarsi alla richiesta di prendere la croce sulle spalle?

A quanti Gesù appare un vincente e per quanti sono invece coloro per i quali Gesù è un perdente? Non volevamo noi un Dio che ci liberasse dalla sofferenza? Non sarebbe stato meglio avere un Dio capace di impedire la tortura e la morte orrenda di suo figlio? Un Dio in grado di annientare i nostri nemici? Non sarebbe forse favoloso potere contare su un Dio capace di renderci potenti ed invincibili?

Ed invece Gesù morto in croce ci propone di seguirlo e di credere in Lui. Gesù è conscio di quanto il suo predicare si discosti dal pensiero corrente, tanto è che Matteo (11:6) annota: “e beato colui che non si scandalizza di me»”.

Ma riflettiamo sul senso di queste parole. Già Isaia (8:14) aveva detto: ”Egli sarà laccio e pietra d’inciampo e scoglio che fa cadere per le due case di Israele”. Paolo nella lettera ai Romani (9:33) afferma: “Ecco che io pongo in Sion una pietra di scandalo e un sasso d’inciampo; ma chi crede in lui non sarà deluso”. Un concetto simile lo troviamo anche nella prima lettera di Pietro (1Pietro 2:8): “sasso d’inciampo e pietra di scandalo. Loro v’inciampano perché non credono alla parola; a questo sono stati destinati”.

Qual’è allora l’intoppo, l’inciampo, lo scandalo? Certamente ce ne sono molti: il pregiudizio cioè la capacità di sparare sentenze prima ancora di capire, di sentire, di vedere è uno di questi inciampi.
In Matteo (13:57) sta scritto: “E si scandalizzavano per causa sua. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua»”. In un altro passo Marco (6:3) invece annota: “Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?». E si scandalizzavano di lui”.

Un’altra situazione scandalosa è quella messa in atto dai suoi concittadini di Nazareth; essa si concretizza quando essi si rendono conto che il giovane carpentiere sa molte cose, molte di più di quante ne dovrebbe sapere. Ciò ai più non va bene. Inoltre Gesù non ha fatto un regolare corso di studi rabbinici per cui ciò è ancora più scandaloso. Lo scandalo toccherà poi momenti altissimi quando, dinnanzi al Sinedrio, Gesù dichiarerà apertamente chi egli sia.

Un altro momento estremamente scandaloso della fede cristiana verrà poi toccato quando Gesù, rivolgendosi a Maria dirà: “ «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?».”

E’ proprio la semplicità disarmante di questa domanda a costituire elemento di scandalo. Ma come posso dire sì ad una simile richiesta? Come posso dire sì alla vita dopo la morte? Ho visto ovunque gente morie, essere poi sepolta ed in tal modo porre fine a qualsiasi velleità. In realtà noi possiamo rispondere positivamente alla domanda del Maestro in quanto Egli parla non solo di cose che sa, ma di cose che ha realizzato, ed anche dinnanzi a testimoni. Lazzaro, non era forse morto?

Lo scandalo cioè l’inciampo fa cadere uno schema mentale e ne fa aprire un altro. Solo così riusciremo a capire Gesù. Dobbiamo dimenticarci del razionalismo, delle nostre sensazioni fallaci, di ciò che ci appare. Dobbiamo penetrare la realtà oltre il velo delle apparenze.

Questo sentimento scandaloso che viene proposto ci permette di riflettere sul fatto che forse chi è morto di croce sul Golgota non era un perdente. Il Dio che ha permesso che suo figlio venisse crocifisso non era allora un Dio minore, né tanto meno debole od incapace.

Lo scandalo che c’è nasce dal non avere compreso il senso profondo di un amore infinito; dal non avere capito che ci troviamo dinnanzi ad un Dio che ci ama.

Matteo (16:23) ci da una connotazione di che cosa sia scandaloso: lo scandalo è pensare secondo gli uomini: “Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio ma secondo gli uomini” (Mt 16:23)”.

Ecco che la croce di Cristo è testimonianza anzitutto dell’amore infinito di Dio per le sue creature. “Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui?” (Rm 8,32).

Non si tratta di un amore qualsiasi. E’ un amore senza limiti, un amore provato dalla più drammatica delle esperienze umane: il sacrificio estremo. La prova che Dio ci dà del suo amore nei nostri confronti è una testimonianza che certamente noi non avevamo richiesto. Essa è stata, tuttavia, voluta da Dio per farci capire quanto Egli ci ama.

Questo evento scandaloso, questo inciampo in realtà ci porta alla riflessione. Ed è così nella quiete del nostro cuore che ci rendiamo conto che ciò che ci pareva un ostacolo insormontabile non lo è più. Anzi la pietra di inciampo è diventata per noi pietra angolare, fondamenta di un nuovo modo di vivere, di un nuovo ordine mondiale: il Cristianesimo.

Lettera ricevuta da Fra Alessandro e letta in occasione del rito di investitura avvenuto il 21 Maggio 2011 AD a Marmora (CN):

Carissimo Gran Priore, Cavalieri, Scudieri, Novizi e Postulanti riuniti nella chiesa di San Massimo di Marmora,
 
come ci ricorda la vicenda della fenice, con la sua capacità di risorgere dalle ceneri, anche noi, dopo alcune turbolenze che hanno segnato il nostro recente passato, con l’incontro di oggi testimoniamo la nostra capacità a proseguire nel mandato ricevuto con la perseveranza ed il contributo irrinunciabile di ognuno.
 
Il Nostro Ordine ha progetti precisi ed ambiziosi. Essi potranno realizzarsi esclusivamente con la dedizione, l’amore e l’apporto che ognuno di noi, nelle rispettive qualità sia professionali che spirituali, metterà a disposizione.
 
Fare il proprio ingresso nell’Ordine, così come diventare Cavalieri, non vuol significare solo indossare un saio, ricevere una spada ed ogni tanto partecipare a qualche incontro.

Abbiamo anche una spada. Non la portiamo con finalità folkloristiche. Essa sta a significare la nostra volontà di incidere profondamente nella società contemporanea. Ciò sia attraverso un’azione di difesa dell’Ordine da parte di ogni Cavaliere, sia come capacità dell’Ordine di intervenire in difesa di ogni singolo fratello, ogni qualvolta ve ne sia necessità e giusta motivazione.

Oggi, nello scenario nazionale, molte associazioni, ordini e confraternite nascono con idee ambiziose le quali man mano si frantumano per la presenza di persone che null’altro bramano se non arrivismo personale, voglia di primeggiare e ricerca di vantaggi personali. Spesso questi soggetti, alcuni dei quali non sono riusciti a realizzare nulla nella vita profana, sviluppano la “ sindrome del capo stazione”. Si tratta di soggetti che cercano di primeggiare ad ogni costo e non si fermano dinnanzi ad alcuna regola morale oltre ad avere una alta propensione alla calunnia. Di tale condizione potrei fare numerosi esempi.

Il nostro Ordine, dopo varie scremature, può dire, con orgoglio, che non è fondato su questa tipologia di persone.

Ogni fratello del V.O.S.S. rappresenta una certezza di comportamento cristiano, trasparente, onesto. Sono loro i veri pilastri dell’Ordine, soggetti testati in circostanze difficili e trovati sempre adeguati alle aspettative.

Ci chiamiamo fratelli non certo per gioco. Essere investito cavaliere richiede di entrare in una condizione mentale diversa, di dare corso ad una grande possibilità, quella dove ognuno di noi può finalmente essere come avrebbe voluto essere e cioè migliore.

Il nostro Ordine nasce sulla convinzione che nella qualità non possa albergare la quantità. Ricordiamoci di Hugues de Payns e dei suoi Confratelli i quali, dieci anni dopo l’assunzioni della regola dei Canonici di Sant’Agostino, erano ancora in otto.

Non preoccupiamoci se siamo ancora pochi. Concentriamoci invece sulla necessità che ogni postulante possegga grandi doti di umanità, di umiltà e di obbedienza. Cerchiamo i futuri postulanti tra Uomini veri. Cerchiamoli tra coloro che hanno capito realmente il senso del messaggio di Cristo, che pratichino la carità, l’onestà, che conoscano il senso della parola data, che sappiano lottare nella vita quotidiana per difendere ed estendere tali valori. Cerchiamoli tra soggetti desiderosi di contribuire alla espansione della vita interiore, spirituale e palingenetica del gruppo.
 
Mi rivolgo altresì a coloro i quali oggi rinsalderanno il loro vincolo all’Ordine. Essi devono sapere che militare nel V.O.S.S. non è facile. L’Ordine ha subito, nel suo lungo percorso attraverso i secoli, numerosi attacchi e ciò perché la via perseguita fa paura a molti. Specialmente a coloro che amano muoversi protetti dalle tenebre.

Noi costituiamo un’alternativa a quegli Ordini improntati solo sulla esteriorità, sulla voglia di emergere, di esibirsi, di pavoneggiarsi, di confondere le idee. La militanza nel V.O.S.S. non dà vantaggi ed in compenso chiede molto.

Infatti noi intendiamo l’Ordine come una condizione in cui potere esercitare nel quotidiano la nostra visione cristiana del mondo, la nostra capacità di ascolto, il nostro profondo senso di giustizia.  Noi non potremmo mai essere silenziosi spettatori.

Noi riteniamo che appartenere all’Ordine sia un privilegio e che questa condizione offra profonde gratificazioni sul piano umano, spirituale e della solidarietà. Sentirsi uniti da finalità elettive e da un vincolo di vera fratellanza non può che arrecare gioia e ridurre il nostro senso di solitudine esistenziale.

Sono lieto pertanto che i Novizi ed i futuri Scudieri siano giunti alla consacrazione odierna dopo un’attenta ed oculata valutazione, dopo un periodo di riflessione utile ad evitare dannose discrasie capaci a loro volta di ingenerare potenziali disarmonie.

Si diventa Cavalieri perché il nostro cuore lo desidera. Lo si desidera perché, ad un certo punto della nostra vita, avvertiamo la necessità di lottare per portare la Luce anche là dove c’erano le tenebre, per essere “testimoni dell’Agnello” così come recita il nostro motto.

Concludo nel rappresentare le mie congratulazioni a tutti i convenuti a Marmora ed in particolare a coloro che oggi hanno deciso di onorare la Rossa Croce Patente del VOSS.