Archivio Raimondo Lullo, Beato

Il libro sull’Ordine della Cavalleria (o come scrive l’autore in catalano “Il Libre del Ordre de Cavalleria” ) viene scritto tra il 1274 e il 1276.

Raimondo Lullo o Ramon Llull

Quando Lullo scrive Bernardo aveva già trattato l’argomento  oltre un secolo prima. Lullo però non si rivolge al “miles monachus” cioè a quella tipologia di monaco/asceta/guerriero descritto da Bernardo. Quando Lullo scrive dell’Ordine esso non è più esattamente come ai tempi di Hugues de Payns; esso si sta già modificando e si intravedono già i germi della decadenza. L’Ordine della Cavalleria che all’inizio era secolare e che diventa poi Cavalleria di Cristo con San Bernardo col passare del tempo asume connotazioni nuove e diverse. Diventa  un fatto sociale, economico, politico. Perde cioè via via quella forte connotazione religiosa e militare per diventare una potenza di dimensioni europee che suscita invidie e rivalità.

La prima Cavalleria non fa parte della Chiesa. E’ la cavalleria delle giostre e dei tornei. Essa non è al servizio di Cristo ma di Re e signorotti. Essa tuttavia la protegge con una sua propria autorità dall’esterno. A questa cavalleria “fuori dal tempo e fuori dalle nazioni” Bernardo da nuove motivazioni e scopi: proteggere la Terra Santa. Dopo un secolo di lotte la cavalleria mistica e guerriera, la cavalleria del Tempio è in declino. Le mutate condizioni sociali medioevali fanno intravedere la nascita di un nuovo tipo di cavaliere. Non solo più il cadetto di nobili famiglie in cerca di fama ed onore. Compare una nuova cavalleria: borghese, cortigiana, filosofica. Read More→

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Parte terza

Di:

L’ESAME DELLO SCUDIERO o   QUI  ESPECIFICA  LA  EXAMINACIÓ  QUI  COVE  ÈSSER  FETA  A L’ESCUDER CON  VOL  ENTRAR  EN  L’ORDE  DE  CAVALLERIA
 
1. Ad esaminare lo Scudiere che desidera entrare nell’Ordine  è d’uopo che sia chiamato un Cavaliere amante della Cavalleria,  poiché taluni amano più il numero che non  la qualità. Ma poiché la  Cavalleria   non   tiene alla qualità   ma alla nobiltà e agli ottimi costumi, se l’esaminatore ama più la folla che la nobiltà non è adatto a tale ufficio e sarebbe giusto   riprendere  la sua condotta per l’ingiuria che ne riceve l’onore della Cavalleria. Read More→

Categorie : Parte terza

DELL’UFFICIO DEL CAVALIERE o DE L’OFICI QUI  PERTANY  A CAVALLER 

1. L’Ufficio del Cavaliere è la ragione stessa per la quale venne istituito l’Ordine della Cavalleria ; quindi quel Cavaliere che  non esegua i  compiti  che gli sono propri è, in realtà, contrario all’Ordine ed ai principi della Cavalleria ; per tale ragione non è più un  Cavaliere,  anche se ancora vien reputato tale, ed è più vile di un tessitore o di un trombettiere che facciano bene il loro mestiere. Read More→

Ramon Llull, nato nelle isole Baleari e precisamente a Palma di Maiorca nel 1235, è un esponente di spicco della cultura catalana. In Italia è conosciuto con il nome di Raimondo Lullo o di Doctor Illuminatus. Lullo è stato nel suo periodo uno dei più noti filosofi di Europa. Morirà a Palma di Maiorca nel 1316. Raimondo Lullo può essere definito uno scrittore, viaggiatore, filosofo, religioso, oratore, missionario.

Raimondo Lullo alias Raimundo Lulio alias Ramon Llull, (1235 – 1316) è stato al tempo stesso filosofo, teologo, mistico, missionario e uomo di scienza.

A 22 anni, nel 1257 sposa Bianca Picany dalla quale ha due figli. Dopo avere condotto una vita dissoluta, nel 1262 avviene un qualche cosa di imprevedibile e di misterioso. Una sera, mente si trovava a letto e cercava di ricordarsi una canzone per una sua innamorata compare davanti a lui Gesù crocifisso e sofferente.

Statua di Raimondo Lullo alias Ramon LLull

Raimondo ci dice di avere avuto ben cinque visioni di questo tipo. Solo allora e dopo una aspra battaglia interiore tra sentimenti contrastanti giungerà a decidere che sia giunto il momento per lui di intraprendere nuova vita. Nonostante Raimondo sia convinto di essere un grande peccatore, viene letteralmente folgorato da questa esperienza e si converte così alla fede cristiana cattolica.

Decide di diventare missionario e di adoperarsi a convertire musulmani ed ebrei. Forte dell’insegnamento di Anselmo d’Aosta egli è convinto che ebrei e musulmani necessitino di un insegnamento adeguato. Solo così si riuscirà a convertirli e ad accettarli in quella che lui considera essere la più alta delle religioni, quella cristiana.

Tuttavia nonostante i buoni propositi continua a condurre una esistenza licenziosa. Ma un giorno, dopo avere sentito una predica su Francesco d’Assisi, e dopo essersi consigliato col il frate predicatore Raimondo di Peñafort, decide di porre drasticamente fine a quel tipo di vita che stava conducendo e sceglie di dedicarsi interamente ad una vita di preghiera e penitenza. Nel 1263 vende così tutti i suoi beni lasciandone una parte alla moglie e ai figli.

Si compra poi un servo ed attraverso di lui impara l’arabo che giunge a parlare ed a scrivere in modo fluente. Raimondo ritiene questa una tappa fondamentale al fine di potere convertire i falsi credenti.

Inizia un periodo di studio severo ed approfondito. Studia non solo Agostino d’Ippona, Anselmo d’Aosta, Aristotele, Platone, Riccardo di san Vittore, ma anche i principali filosofi arabi. Si perfeziona in filosofia ma anche in medicina, teologia; conosce non solo il catalano e il latino ma anche l’arabo ad un livello tale da potere discutere alla pari con i mufti arabi. Negli anni successivi viaggerà in lungo ed in largo per l’Europa e sulle coste del Mediterraneo frequentando re e papi chiedendo invano la ripresa delle crociate.

Nel 1295, ad Assisi, entra nell’Ordine terziario francescano. Negli anni successivi la sua vita è completamente protesa a scrivere e a dibattere contro arabi ed ebrei. Viaggia molto: lo vediamo a Cipro, Rodi, malta , in Armenia, a Genova, Parigi, Montpellier, Parigi, nel nord Africa.

Nel 1311 prende parte al Concilio di Vienne, dove chiede di vietare l’insegnamento dell’averroismo. Nonostante l’età riprende a viaggiare: a Tunisi viene aggredito dalla folla che non lo ama a causa del suo fervore nel fare proselitismo in terra araba. Dopo essere stato sottratto a stento al linciaggio e imbarcato in gravissime condizioni in una nave genovese. Vi giungerà solo per morire, nel 1315.  Papa Pio IX lo proclamerà beato nel 1850.

Lullo ci ha lasciato un numero elevato di libri e trattati.