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Ai Seborghini, alle Dame e ai Cavalieri

Allocuzione del Maestro Generale in occasione del 20 Agosto, anniversario della morte di San Bernard de Clairvaux.

Ai Seborghini, alle Dame e ai Cavalieri

Cav.Diego Beltrutti

Cav.Diego Beltrutti

Carissimi,

in questa calda estate a Seborga ci sono stati molti eventi che hanno fatto ribollire gli animi. Sappiamo che tra questi c’è il venir meno del nostro sostegno a Marcello Menegatto sedicente Marcello I.

Si è parlato addirittura di colpo di stato ma ovviamente questi termini sono inappropriati e non corretti in relazione a ciò che è realmente avvenuto e soprattutto al fatto che Seborga non è (ancora) uno stato.

Quindi, dopo avere ribadito che non si è trattato di un colpo di stato, ci sentiamo di affermare che in realtà l’Ordine ha effettuato una scelta ponderata e meditata a sostegno di un sistema amministrativo più efficace ed efficiente come quello messo in atto “pro tempore” dal  Principe Nicolas.

Come è facile constatare, in questa nostra decisione, non c’è  e  non c’è stato nulla di personale verso la famiglia Menegatto.

Il fatto è che il Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri, ordine Templare, ordine che appartiene alla storia plurisecolare di Seborga, ordine costituito per difendere la Cristianità, Ordine composto da soggetti difensori del vero e del giusto, non poteva restare indifferente dinnanzi all’abbandono dei valori centrali e fondanti il Principato.

E’ vero che in data 27 marzo 2010 il Consiglio dei Priori annunciava l’accettazione della candidatura del sig. Menegatto, ma è altrettanto vero che si è trattato di una decisione improvvida. Ciò in quanto l’elettorato allora non è stato messo al corrente di alcuni particolari della storia personale del candidato Marcello Menegatto i quali avrebbero sicuramente modificato l’esito delle votazioni qualora fossero stati conosciuti dall’elettorato.

Perché il Consiglio dei Priori abbia taciuto ai Seborghini ed ai Cavalieri non si sa anche se si fanno alcune ipotesi. Certo è che alcuni di essi sono stati prontamente inseriti dal neo eletto come “ministri”.

Nonostante questo vizio, il 25 aprile 2010 il Sig. Menegatto era eletto dalla popolazione votante (composta dai Seborghini e dai Cavalieri) assumendo il nome di Marcello I.

Dal momento che i votanti sono stati 156, che i voti contrari , composti in prevalenza da Cavalieri non residenti sono stati 67, possiamo dedurre che Marcello Menegatto è stato eletto da una piccola porzione della popolazione di circa 400 abitanti.

Credo che il Sig. Menegatto condivida con noi il fatto che non sia necessario entrare nei dettagli, che peraltro sono rintracciabili su internet, e si ricordi bene di cosa sia successo quel giorno a Sainte Agnes.

Noi riteniamo che il Consiglio dei Priori, nel momento in cui non ha fatto menzione e in buona sostanza ha tenuto nascosto all’elettorato e in particolare ai Cavalieri (che compongono da sempre, assieme ai residenti, la base elettorale del Principato) una vicenda giudiziaria non marginale che ha visto il sig. Menegatto come protagonista, ha determinato l’illegittimità dell’elezione del suddetto sig. Menegatto e ci consente di affermare oggi che la posizione di Principe di Seborga è vacante.

L’Ordine dei Cavalieri Bianchi (VOSS) ritiene che i candidati del Principato di Seborga debbano avere un passato limpido e tenere un comportamento trasparente e lineare. Va ricordato che coloro che si candidano alla carica di Principe di Seborga , da quel preciso momento, hanno giustamente addosso molti occhi e ciò che prima poteva essere un fatto privato diventa giocoforza un fatto pubblico. Non è certo facoltà dei Priori tenere nascosti fatti che riguardino i candidati. Non è questione di privacy.

Seborga: la cappella di Saint Bernard de Clairvaux

Seborga: la cappella di Saint Bernard de Clairvaux

Un altro fatto per noi inopportuno e inaccettabile è che Marcello I, il quale si definisce Principe di uno stato sovrano (sebbene ancora non riconosciuto come tale) paladino da secoli della Cristianità, culla della Povera Milizia di Cristo che ha avuto in Saint Bernard de Clairvaux il suo mentore, abbia preso residenza nella Penisola Araba, e precisamente a Dubai, uno degli Emirati Arabi Uniti.

L’Ordine non ha nulla contro l’Islam e condivide totalmente il pensiero di Papa Francesco quando afferma «Non è giusto dire che l’Islam sia terrorista, a me non piace parlare di violenza islamica».  Condividiamo anche quanto ha detto recentemente la sceicca del Qatar, Mozah bint Nasser al Missned, quando afferma “L’ulivo cresce sia nel mondo arabo sia in Occidente“.

Noi del VOSS siamo assolutamente consapevoli che l’Islam non è Daesh.

Resta tuttavia il fatto che in Europa non ci sono casi come quello di Asia Bibi, la madre da sette anni in carcere con una condanna a morte per essere cristiana. Diciamolo pure, la residenza a Dubai del sig. Marcello Menegatto imprenditore è accettabile; quella del Principe di Seborga è assolutamente inopportuna e inaccettabile.

Ritornando a Seborga, voglio ricordare un’altra vicenda, quella del 44enne ungherese che svolge la funzione di Consigliere per la Motorizzazione e l’Anagrafe nel Consiglio della Corona di Seborga. In virtù dello stile sobrio dei Cavalieri del VOSS non scenderemo in particolari ma certamente noi abbiamo ritenuto non solo inopportuno ma totalmente errato e inaccettabile che il Principe che rappresenta uno stato da sempre baluardo dei valori Cristiani affidi un’importante carica governativa a questo signore dal passato di pornoattore.

La domanda che molti si sono posti, domanda legittima,  è stata: ma Marcello non aveva nessun altro candidato da potere nominare su quella carica?

Non sono queste le scelte che l’Ordine si aspettava da chi porta le insegne di Principe di Seborga.

Molto bene ha fatto Nicolas, che noi riconosciamo come persona seria e sicuramente capace di riportare Seborga a quel ruolo che la Storia le ha conferito, a ribadire che Seborga è un Principato Cristiano.

Ci pare che in questi lunghi sei anni molti lo abbiano scordato.  Io capisco, conoscendo bene molti Seborghini a causa della lunga frequentazione con quel territorio ridente e mite, che la popolazione è oggi disorientata e disamorata. E’ evidente che vi è uno scollamento tra la popolazione, il Consiglio dei Priori e il sedicente Principe Marcello.

A causa di decisioni improvvide miranti a blindare “il palazzo”, a garantirsi la rielezione facile facile e a escludere eventuali voci fuori dal coro, sono stati adottati provvedimenti che ci limitiamo a definire antistorici (a quanto mi risulta provvedimenti sempre avvallati da un Consiglio dei Priori che pare avere perso il ruolo originario di garante della legittimità degli atti e dei diritti della popolazione Seborghina) .

Sei anni sono trascorsi dalla cosiddetta elezione e la gestione Menegatto non ha concluso nulla di rilevante in relazione agli interessi generali della comunità seborghina. Basta prendere il programma elettorale del sig. Menegatto e leggerlo. Non è un segreto: il golf course non è stato fatto, gli hotel non ci sono, i turisti non vengono più a Seborga come un tempo, i ristoranti hanno i tavoli vuoti e soprattutto non si è più parlato di indipendenza.

Recentemente abbiamo sentito fare riferimento alla figura di Giorgio e all’elezione del Principe come elemento specifico e di alta democrazia del Principato.  Questo era sicuramente valido all’epoca di SAS Giorgio.

Il fatto è che, come ricordato più sopra, le manovre condotte dal  sedicente Principe di Seborga Marcello negli ultimi anni hanno letteralmente stravolto lo spirito originario del Principato, culla della cavalleria del Tempio, dove per ben 15 volte la sedia di Principe nei secoli è stata occupata da un Maestro dell’Ordine.

Non tutti sanno che il sig. Menegatto, adducendo futili motivi e con l’avvallo del Consiglio dei Priori (immaginiamo dopo avere preso atto che il VOSS è sempre stato critico sul suo operato scarsamente caratterizzato da momenti di spiritualità e molto da sagre paesane) ha promulgato l’editto di estromissione dei Cavalieri dalle prossime votazioni per la carica di Principe.

Di fronte a questi provvedimenti meschini, antistorici e protezionistici che snaturano la tradizione Seborghina, l’Ordine, garante da sempre del diritto e della sacralità di questo territorio ha dovuto intervenire.

Come ricordato, molti i motivi per cui l’Ordine ha deciso di non appoggiare più il governo del Sig.  Menegatto.

SAS Nicolas e fra Diego

SAS Nicolas di Seborga e fra Diego

L’Ordine ha deciso di appoggiare il Sig. Nicolas Mutte che ben si merita il titolo di SAS Nicolas I, Principe di Seborga, per quanto è riuscito a fare ed ottenere in favore della comunità di Seborga in pochi mesi.

Il titolo di Principe se l’è guadagnato sul campo, con un duro e impegnativo lavoro di tessitura a livello politico, diplomatico, finanziario internazionale.

In altre parole in poco tempo Nicolas ha fatto per Seborga molto di più di quanto il sig. Menegatto ha fatto in sei anni.

Ricordo a chi lo avesse dimenticato, che dal loro venire a Seborga, i cavalieri del VOSS non hanno mai tratto vantaggi o benefici.  I nostri Cavalieri vengono a Seborga perché amano Seborga. Non vengono per ottenere licenze edilizie, o vantaggi economici o di altra natura. Tutt’al più essi portano un po’ di lavoro nei ristoranti e nei B&B.

Ciò che l’Ordine fa con maggiore passione è portare il nome di Seborga e di Giorgio Carbone (il nostro amato Principe Giorgio) in giro per l’Italia e per l’Europa.  Per questa ragione siamo conosciuti e stimati.   Se nelle librerie si trovano i libri del Principe Giorgio, è perché l’Ordine li ha editati e realizzati.

Negli anni abbiamo avuto anche noi detrattori e denigratori. Personaggetti che ci hanno anche diffamato. Sempre succede quando si combatte contro le prevaricazioni, le ingiustizie e le falsità; ma questi tentativi meschini di ostacolarci sono stati vani.

Voglio concludere questa mia allocuzione in occasione dell’anniversario della morte di Saint Bernard de Clairvaux, giorno speciale per l’Ordine e per Seborga, dicendo che  Seborga merita di più. E’ l’ora che si passi da un finto Stato, gestito come un condominio di periferia, da un principato folkloristico che fino ad oggi è riuscito a trovare il momento più alto e significativo nelle sagre della salciccia o delle cozze, a uno Stato vero, il Principaute de Seborga/Principato di Seborga.

I tempi delle “ordinanze di Menegatto”, delle “leggi” fatte “ad usum delfini” è finito. Questa pseudo democrazia portata avanti dal sig. Menegatto che serve solo a lasciare le cose come sono e che permette a qualcuno in paese di pavoneggiarsi con il titolo di “ministro” senza avere le competenze culturali, accademiche, lavorative utili e necessarie per tali cariche di alto rilievo non solo deve finire ma… è già finita, travolta dagli eventi.

A Seborga c’era bisogno di aria nuova, di persone competenti, soggetti che si occupino realmente dei bisogni della popolazione residente in difficoltà. Finalmente abbiamo chi si preoccupa davvero del calo dei redditi e in alcuni casi anche dell’azione opprimente del fisco italiano.

A Seborga c’è bisogno di soggetti limpidi, uomini di fede, non chiacchierati, di alto profilo morale e che non abbiano scheletri nell’armadio. Quelli che un tempo venivano chiamati “i galantuomini”.

Quando abbiamo avuto modo di conoscere il valore e lo spessore di questo “governo ombra” abbiamo deciso senza esitazione di appoggiarlo. E’ bene che i Seborghini lo sappiano. Quello che abbiamo sostenuto è un Governo vero, fatto di Ministri competenti con “curricula vitae” seri; c’era bisogno di un’amministrazione compatta, di soggetti preparati in diritto internazionale in grado di interloquire con capi di stato e di Governo a livello europeo come globale.

Seborga ha le carte in regola per essere Stato indipendente, neutrale e riconosciuto. E’ per questo motivo che abbiamo deciso di appoggiare l’amministrazione di Nicolas.

Recentemente ho sentito dire da alcuni Seborghini: “ma il Principe Nicolas parla solo francese….” . Questo è un falso problema e ciò per varie ragioni: innanzitutto ricordo che nell’amministrazione ci sono diversi soggetti di lingua e cultura italiana.  Inoltre, cari Seborghini, illustri Cavalieri e gentili Dame, ricordo che il Principe Giorgio ha sempre parlato di Seborga come di una regione bilingue, italiano e francese.

Noi che come Ordine abbiamo le radici storiche in Francia non siamo minimamente preoccupati;  sappiamo che per secoli in Piemonte e parti della Liguria si è parlato la lingua francese. San Bernard era francese… anche i Savoia parlavano francese. Tutto ciò non ci deve spaventare. Anche a Monaco si parla francese e nessuno si scandalizza.

Pertanto se Nicolas attualmente preferisce parlare in francese…. vuol dire che sarà nostro compito incitarlo ad incrementare il suo italiano… ma vuole anche dire che per reciprocità di rapporti molti di noi dovranno migliorare il loro francese.

 

Un saluto fraterno a tutti i nostri concittadini Seborghini, ai Cavalieri e alle Dame, nel nome del nostro Comandante Gesù Cristo,

 

Cav. fra Diego Beltrutti

Maestro generale dell’Ordine, Comandante della Confederazione Templare Internazionale “Bernard de Claivaux”, Cavaliere di San Silvestro Papa.

 

Dal Quartier Generale del VOSS – Busca 17 Agosto 2016

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Tiziana e Daniele in Municipio

Tiziana e Daniele in Municipio

Auguri agli sposi. In una giornata tersa e fredda, nella bella cornice di Moriondo, la nostra Dama Tiziana convolava a nozze con il suo Daniele.

In chiesa, nel corso del rito del matrimonio.

In chiesa, nel corso del rito del matrimonio.

Tanti gli amici, grande la partecipazione del paese. Al rito ha preso parte una delegazione dell’Ordine a testimoniare la vicinanza e la comunione con la sorella Tiziana.

Al rito civile che si è svolto in Comune, dove lavora il marito Daniele, rito presieduto dal Sindaco, ha fatto seguito il rito religioso cattolico officiato nella chiesa parrocchiale da padre Lorenzo.

Grande la gioia per i Cavalieri del V.O.S.S. non solo per avere assistito e partecipato al coronamento del sogno di Tiziana e Daniele ma anche per avere avuto la possibilità di venerare una reliquia di San Bernard de Clairvaux gelosamente custodita nella chiesa di Buttigliera e portata nell aparrocchia di Moriondo da padre Lorenzo.

Sorella Tiziana si reca in chiesa accompagnata dai fratelli cavalieri

Sorella Tiziana si reca in chiesa accompagnata dai fratelli cavalieri

Gli sposi, con un atto di grande coraggio e a testimonianza della loro grande caratura spirituale, hanno chiesto agli amici di non fare regali ma di effettuare libere donazioni in denaro a favore di sacerdoti e comunità cattoliche estremamente sofferenti in questa confusa situazione politica ed economica a livello globale. Le offerte sono partite così per comunità cattoliche di Siria, Iraq e Pakistan.

Sorella Tiziana

Sorella Tiziana si intrattiene con Padre Lorenzo al termine del rito del matrimonio religioso.

La delegazione dei Cavalieri del V.O.S.S. all'uscita dalla chiesa.

La delegazione dei Cavalieri del V.O.S.S. all’uscita dalla chiesa.

Sua Beatitudine il Patriarca Cattolico siriano Gregorio III Laham ed il Maestro del V.O.S.S. dr Diego Beltrutti

Sua Beatitudine il Patriarca Cattolico siriano Gregorio III Laham ed il Maestro del V.O.S.S. dr Diego Beltrutti nel corso dell’incontro avuto in Santa Marta (SCV – Roma).

Sua Beatitudine Gregorio III riceve il V.O.S.S. rappresentato da fra Diego Beltrutti. L’incontro è avvenuto in Santa Marta.

Il 15 Ottobre 2014, in Santa Marta (SCV – Roma) Sua Beatitudine Gregorio III Laham (in arabo: غريغوريوس الثالث لحام), Patriarca cattolico siriano, Patriarca melchita di Antiochia, di tutto l’Oriente, di Alessandria e di Gerusalemme  ha concesso una udienza privata al dr Diego Beltrutti, Gran Maestro del Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri, Ordine dei Cavalieri Bianchi di Seborga.

Nel lungo colloquio sono trattati temi relativi alla sofferenza dei cattolici, e dei cristiani in generale, con particolare riferimento a quanto sta avvenendo in Siria e in Iraq. Sono stati condannati i crimini e le atrocità compiute sulla popolazione di fede cristiana ma anche su fedeli di altre confessioni da quel gruppo di islamisti fanatici ed assassini che fanno capo all’ISIS.

Si è parlato delle iniziative umanitarie e formative messe a disposizione dalla Chiesa melchita e delle possibilità di aiuto da parte dei Cavalieri del V.O.S.S.

 

La colpa di Meriam-Yehya Ibrahim è di essere cristiana e di avere sposato un cristiano. La foto la  ritrae nel giorno del matrimonio.

La colpa di Meriam-Yehya Ibrahim è di essere cristiana e di avere sposato un cristiano. La foto la ritrae nel giorno del matrimonio.

Meriam Yehya Ibrahim che qui vediamo con suo marito, Daniel Wani, un ingegnere biochimico che vive a Manchester, New Hampshire (USA), è una donna sudanese di 27 anni, di fede cristiana attualmente allo ottavo mese di gravidanza.

Meriam è stata rinchiusa in carcere  con la sua prima figlioletta di 20 mesi dopo avere ricevuto il 15 Maggio una condanna alla pena di 100 frustate per avere sposato un Cristiano (considerato adulterio) e poi alla pena di morte per impiccagione e per avere rifiutato di rinunciare alla fede cristiana. Il tribunale aveva dato alla donna tre giorni per rinunciare alla sua fede, ma la donna si è rifiutata.

Sebbene sia stata cresciuta da una madre Etiope Cristiana Ortodossa Meriam è considerata Musulmana perchè suo padre, assente dalla famiglia a lungo, era Musulmano.

Meriam era stata arrestata e accusata di adulterio nell’agosto del 2013 dopo che un suo familiare avrebbe riferito che la donna stava commettendo adulterio perché aveva spostato un uomo di fede cristiana del Sud Sudan.

Secondo la legge della Shari’a, così come applicata in Sudan, a una donna musulmana non è permesso sposare un uomo non musulmano e questo matrimonio è pertanto considerato adulterio. Il tribunale ha successivamente aggiunto l’accusa di apostasia nel febbraio del 2014, quando Meriam ha affermato di essere cristiana e non musulmana. Meriam sostiene di essere stata educata da cristiana ortodossa, la religione di sua madre, perché suo padre, un musulmano, era assente durante la sua infanzia.

Il codice penale sudanese prevede, all’articolo 146, un massimo di 100 frustate per adulterio; l’articolo 126 prevede la pena di morte qualora vi fosse il rifiuto di rinunciare alla fede cristiana.

Considerare l’adulterio e l’apostasia come reati di natura penale non è conforme al diritto internazionale dei diritti umani, tra cui il Patto internazionale sui diritti civili e politici di cui il Sudan è parte. Inoltre, considerare l’adulterio un reato viola i diritti alla libertà di espressione e di associazione e discrimina sempre le donne nella sua applicazione. Parimenti, la criminalizzazione dell’apostasia è incompatibile con il diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione.

Meriam Ibrahim, pertanto, è una prigioniera di coscienza, condannata solo per la religione che ha scelto di professare e per la sua identità e deve essere rilasciata immediatamente e senza condizioni.

Questa sentenza è barbara, inumana, e va assolutamente sospesa per palese violazione dei diritti umani.

Si ringrazia Amnesty International per quanto sta facendo, così come il segretario USA Kerry, il governo inglese e numerose associazioni. Questo è un volto dell’Islam che non vorremo mai vedere.

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Abubakar Shekau, leader del movimento terroristico Islamico Boko Haram

 

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Abubakar Shekau con i suoi militanti

Abubakar Shekau, qui affiancato dalle sue guardie del corpo è il leader del movimento terroristico nigeriano di matrice islamica che si è macchiato, tra il resto, anche del rapimento di circa 300 ragazze nigeriane.

Abubakar Shekau ha minacciato di vendere le ragazze sequestrate e rapite in una scuola nigeriana (che qui vediamo riprese da qualche parte in Nigeria) come schiave. L’intenzione del leader di Boko Haram è quella di forzare le ragazze a sposare estremisti islamici ai quali le ragazze verrebbero vendute per 12 dollari. Pare che durante la prigionia due ragazza siano morte per morsi di serpente. 

ragazze nigeriane rapite

Forte l’impegno internazionale per trovare le ragazze, liberarle e sgominare il movimento Boko Haram.