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Tiziana e Daniele in Municipio

Tiziana e Daniele in Municipio

Auguri agli sposi. In una giornata tersa e fredda, nella bella cornice di Moriondo, la nostra Dama Tiziana convolava a nozze con il suo Daniele.

In chiesa, nel corso del rito del matrimonio.

In chiesa, nel corso del rito del matrimonio.

Tanti gli amici, grande la partecipazione del paese. Al rito ha preso parte una delegazione dell’Ordine a testimoniare la vicinanza e la comunione con la sorella Tiziana.

Al rito civile che si è svolto in Comune, dove lavora il marito Daniele, rito presieduto dal Sindaco, ha fatto seguito il rito religioso cattolico officiato nella chiesa parrocchiale da padre Lorenzo.

Grande la gioia per i Cavalieri del V.O.S.S. non solo per avere assistito e partecipato al coronamento del sogno di Tiziana e Daniele ma anche per avere avuto la possibilità di venerare una reliquia di San Bernard de Clairvaux gelosamente custodita nella chiesa di Buttigliera e portata nell aparrocchia di Moriondo da padre Lorenzo.

Sorella Tiziana si reca in chiesa accompagnata dai fratelli cavalieri

Sorella Tiziana si reca in chiesa accompagnata dai fratelli cavalieri

Gli sposi, con un atto di grande coraggio e a testimonianza della loro grande caratura spirituale, hanno chiesto agli amici di non fare regali ma di effettuare libere donazioni in denaro a favore di sacerdoti e comunità cattoliche estremamente sofferenti in questa confusa situazione politica ed economica a livello globale. Le offerte sono partite così per comunità cattoliche di Siria, Iraq e Pakistan.

Sorella Tiziana

Sorella Tiziana si intrattiene con Padre Lorenzo al termine del rito del matrimonio religioso.

La delegazione dei Cavalieri del V.O.S.S. all'uscita dalla chiesa.

La delegazione dei Cavalieri del V.O.S.S. all’uscita dalla chiesa.

Sua Beatitudine il Patriarca Cattolico siriano Gregorio III Laham ed il Maestro del V.O.S.S. dr Diego Beltrutti

Sua Beatitudine il Patriarca Cattolico siriano Gregorio III Laham ed il Maestro del V.O.S.S. dr Diego Beltrutti nel corso dell’incontro avuto in Santa Marta (SCV – Roma).

Sua Beatitudine Gregorio III riceve il V.O.S.S. rappresentato da fra Diego Beltrutti. L’incontro è avvenuto in Santa Marta.

Il 15 Ottobre 2014, in Santa Marta (SCV – Roma) Sua Beatitudine Gregorio III Laham (in arabo: غريغوريوس الثالث لحام), Patriarca cattolico siriano, Patriarca melchita di Antiochia, di tutto l’Oriente, di Alessandria e di Gerusalemme  ha concesso una udienza privata al dr Diego Beltrutti, Gran Maestro del Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri, Ordine dei Cavalieri Bianchi di Seborga.

Nel lungo colloquio sono trattati temi relativi alla sofferenza dei cattolici, e dei cristiani in generale, con particolare riferimento a quanto sta avvenendo in Siria e in Iraq. Sono stati condannati i crimini e le atrocità compiute sulla popolazione di fede cristiana ma anche su fedeli di altre confessioni da quel gruppo di islamisti fanatici ed assassini che fanno capo all’ISIS.

Si è parlato delle iniziative umanitarie e formative messe a disposizione dalla Chiesa melchita e delle possibilità di aiuto da parte dei Cavalieri del V.O.S.S.

 

La colpa di Meriam-Yehya Ibrahim è di essere cristiana e di avere sposato un cristiano. La foto la  ritrae nel giorno del matrimonio.

La colpa di Meriam-Yehya Ibrahim è di essere cristiana e di avere sposato un cristiano. La foto la ritrae nel giorno del matrimonio.

Meriam Yehya Ibrahim che qui vediamo con suo marito, Daniel Wani, un ingegnere biochimico che vive a Manchester, New Hampshire (USA), è una donna sudanese di 27 anni, di fede cristiana attualmente allo ottavo mese di gravidanza.

Meriam è stata rinchiusa in carcere  con la sua prima figlioletta di 20 mesi dopo avere ricevuto il 15 Maggio una condanna alla pena di 100 frustate per avere sposato un Cristiano (considerato adulterio) e poi alla pena di morte per impiccagione e per avere rifiutato di rinunciare alla fede cristiana. Il tribunale aveva dato alla donna tre giorni per rinunciare alla sua fede, ma la donna si è rifiutata.

Sebbene sia stata cresciuta da una madre Etiope Cristiana Ortodossa Meriam è considerata Musulmana perchè suo padre, assente dalla famiglia a lungo, era Musulmano.

Meriam era stata arrestata e accusata di adulterio nell’agosto del 2013 dopo che un suo familiare avrebbe riferito che la donna stava commettendo adulterio perché aveva spostato un uomo di fede cristiana del Sud Sudan.

Secondo la legge della Shari’a, così come applicata in Sudan, a una donna musulmana non è permesso sposare un uomo non musulmano e questo matrimonio è pertanto considerato adulterio. Il tribunale ha successivamente aggiunto l’accusa di apostasia nel febbraio del 2014, quando Meriam ha affermato di essere cristiana e non musulmana. Meriam sostiene di essere stata educata da cristiana ortodossa, la religione di sua madre, perché suo padre, un musulmano, era assente durante la sua infanzia.

Il codice penale sudanese prevede, all’articolo 146, un massimo di 100 frustate per adulterio; l’articolo 126 prevede la pena di morte qualora vi fosse il rifiuto di rinunciare alla fede cristiana.

Considerare l’adulterio e l’apostasia come reati di natura penale non è conforme al diritto internazionale dei diritti umani, tra cui il Patto internazionale sui diritti civili e politici di cui il Sudan è parte. Inoltre, considerare l’adulterio un reato viola i diritti alla libertà di espressione e di associazione e discrimina sempre le donne nella sua applicazione. Parimenti, la criminalizzazione dell’apostasia è incompatibile con il diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione.

Meriam Ibrahim, pertanto, è una prigioniera di coscienza, condannata solo per la religione che ha scelto di professare e per la sua identità e deve essere rilasciata immediatamente e senza condizioni.

Questa sentenza è barbara, inumana, e va assolutamente sospesa per palese violazione dei diritti umani.

Si ringrazia Amnesty International per quanto sta facendo, così come il segretario USA Kerry, il governo inglese e numerose associazioni. Questo è un volto dell’Islam che non vorremo mai vedere.

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Abubakar Shekau, leader del movimento terroristico Islamico Boko Haram

 

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Abubakar Shekau con i suoi militanti

Abubakar Shekau, qui affiancato dalle sue guardie del corpo è il leader del movimento terroristico nigeriano di matrice islamica che si è macchiato, tra il resto, anche del rapimento di circa 300 ragazze nigeriane.

Abubakar Shekau ha minacciato di vendere le ragazze sequestrate e rapite in una scuola nigeriana (che qui vediamo riprese da qualche parte in Nigeria) come schiave. L’intenzione del leader di Boko Haram è quella di forzare le ragazze a sposare estremisti islamici ai quali le ragazze verrebbero vendute per 12 dollari. Pare che durante la prigionia due ragazza siano morte per morsi di serpente. 

ragazze nigeriane rapite

Forte l’impegno internazionale per trovare le ragazze, liberarle e sgominare il movimento Boko Haram.