Archivio Ordini Gemmati

Si definiscono “ Ordini gemmati ” quelli che derivano da un’Ordine madre, originario.

L’Ordine gemmato ha in comune coll’Ordine madre, la storia iniziale perché esso è il suo diretto figlio.

Nel prosieguo dell’escursus storico, i due ordini, spesso aventi uguale nome, acquisiscono, a seconda degli eventi che si susseguono, leggi, modalità e connotazioni diverse, come nel caso della discendenza dei figli di uno stesso genitore che nel tempo danno origine a due stirpi distinte e separate che possono giungere a differenziazioni anche sostanziali.

L’Ordine gemmato acquisisce una personalità giuridica internazionale indipendente, garantita dal diritto a favore del Gran Maestro, al pari di una rendita o di un possesso.
Tutti i giudicati della Magistratura Italiana, emessi negli ultimi 100 anni, sono concordi nel definire questa linea di principio e nell’asserire che i poteri Magistrali scaturiti dai vari rami di un Ordine di Cavalleria originario rimangono inalterati nella loro potestà sovrana e nella conseguente derivata nuova “fons honorum”, in più, gli Ordini gemmati nulla tolgono all’Ordine da cui derivano il quale prosegue la sua storia autonomamente, senza menomazioni o decurtazioni di importanza o dignità.

L’onore è cosa bastevole a se stesso per tutti coloro che lo vogliono possedere.

L’Ordine derivato deve comunque avere inizio da un atto sovrano legittimo che ne determini la gemmazione, o la scissione ovvero ne sancisce l’inizio di un’indipendenza: storica e di diritto.

La moderna giurisprudenza e i recenti giudicati hanno asserito che i legittimi discendenti possessori del primigenio diritto ancorché naturale, nulla possono pretendere, in quanto nulla è stato loro tolto, avendo inalteratamente ereditata la storia e la ” fons honorum ” equestre. La totalità dei giudici chiamati a risolvere la questione hanno all’unanimità, sempre sostenuta tale tesi, riconoscendo la piena legalità ed incontestabile diritto del possesso della “fons honorum” nei riguardi dei Gran Maestri degli ordini gemmati; è il caso dei vari Ordini Costantiniani nati vuoi dalla scissione di alcuni Gran Priorati, vuoi dall’acquisto in qualche caso anche al limite della legittimità, giustificata troppo oppressivamente dalla mera “ sovranità ”.

Tutti questi casi che precipuamente si riscontrano ad esempio nella storia dell’Ordine Costantiniano oltre a generare vari Ordini, aventi in comune la nascita, ma differiti eventi storici, dettero luogo alla creazione di realtà Cavalleresche internazionali autonome il cui prestigio derivò e derivatolo dal momento contingente sociale e politico, nonché dalla notorietà e dall’importanza acquisita a seguito di riconoscimenti: politici, religiosi, sociali, culturali o nobiliari, e, la legittimità dalla inoppugnabile documentazione derivata da una volontà regia d’imperio autonomo ed insopprimibile. Citiamo quale esempio esplicativo, la storia dell’Ordine Costantiniano Nemagnico di santo Stefano del Regno di Serbia il cui Gran Magistero appartiene incontrovertibilmente e legittimamente all’attuale capo di Nome e d’Arme dell’Imperiale e Reale Casa Lavarello Angelo Flavio d’Obrénovitsch d’Antica Serbia.

Quale sorte spetta agli altri Ordini Costantiniani di altre Case, quali: Tomassini Paternò, De Angelis d’Epiro, Paleologo Aleramico, Altavilla Sicilia Napoli, Borboni Parma ed ei vari rami superstiti dei Paleologo? Un esempio per tutti: il ramo Costantiniano dell’Imperiale Casa “ Paleologo-Colnett ” che tramandatasi decorosamente nel Regno Unito d’Inghilterra, pur non assurgendo alla notorietà per il numero dei suoi Cavalieri fu riconosciuto, ambito e stimato fino ai giorni nostri.

I discendenti della Famiglia Imperiale Paleologo-Colnett ancora oggi detengono il Gran Magistero di questo ramo dell’Ordine Costantiniano.

Il diritto al possesso delle legittimità del Gran Magistero di un ordine si sviluppa similmente al diritto di un possesso legittimo, ovvero al pari di un titolo nobiliare. La sovranità che genera l’inizio della nobiltà non appartiene solo ai “ Re ” ma anche al popolo e per lui in pieno diritto ad alcune Repubbliche le quali concedono o hanno concesso titoli nobiliari, quali: Venezia, Andorra, San Marino, ecc.; ricordiamo ancora, l’esempio delle “ fons honorum vassalle ”.

I Duchi di Urbino, vassalli dello Stato della Chiesa che esercitarono il diritto di nobilitazione, le ” fons honorum ” di Patriarchi e Vescovi, vedi gli esempi del Vescovo di Utrek, del Vescovo di Sarzana in Italia le cui nobilitazioni, di qualsiasi titolo, furono accettate e legittimate per la registrazione in prestigiosi nobiliari e dello Stato Pontificio, e del Sovrano Militare Ordine di Malta.

Ancora oggi vari Ordini nobiliari e nobilitanti, Chiese Cristiane autocefale e non concedono, in pieno diritto ed autonomia, titoli nobiliari e cavallereschi, per altro molto ambiti.

Ricordiamo, ad esempio, le legittimità riconosciute dal potere giudiziario Italiano al prof. dott. Giudice di Cassazione principe Federico Cornaro, Gran Maestro dell’Ordine Reale di Cipro, del Silenzio, della Spada; ed ancora si pensi agli Ordini Cavallereschi e titoli nobiliari concessi dai Patriarchi reggenti le varie Chiese Cristiane Ortodosse, autocefale e non, Antiche Cattoliche, Cattoliche Romane, dei Catholicatos indipendenti, tutti soggetti di diritto internazionale della cui autorità e legittimità, peraltro riconosciute da tutti i maggiori potentati del mondo non è più lecito dubitare, perché le “ fons honorum ” di queste indiscusse autorità sono state, da tempo, riconosciute e tutelate in tutti gli Stati democratici e liberi del mondo.

Ringraziamo il principe Enrico Filodoro Caracciolo Gran Maestro dell’Ordine Teutonico per averci fornito queste preziose informazioni, frutto della sua grande conoscenza araldica e storica.

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