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Seborga. Fra Diego continua.

Su alcuni quotidiani online sono apparse nei giorni passati notizie relative ai risultati delle elezioni della associazione denominata V.E.O.S.P.S.S. ed operante a Seborga.

Al fine di fare chiarezza in tema, la Cancelleria del V.O.S.S. comunica che a differenza delle associazioni a sfondo cavalleresco operanti a Seborga, il Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri essendo un Ordine Sovrano, segue l’antica Regola per cui il Maestro Generale, chiamato anche Gran Maestro, ricopre la carica a vita, a meno che questioni di salute o altri motivi gravi non richiedano la sua sostituzione.

Cav. Diego Beltrutti di San Biagio

Cav. Diego Beltrutti di San Biagio

Attualmente la carica di Maestro Generale è ricoperta dal Cav. Diego Beltrutti di San Biagio, medico chirurgo, scrittore.

 

 

 

 

 

 

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Intervista concessa dal Gran Maestro Fra Diego Beltrutti di San Biagio in data 25-04-2017 AD

Egregio Gran Maestro, a Seborga recentemente sono avvenute le votazioni e il sig. Marcello Menegatto è stato eletto Principe. Lei come vede questa elezione?

R.: Vedo che c’è tanta confusione, superficialità ed ignoranza. Se uno si occupa, anche come dilettante, di araldica sa che il Sig. Menegatto non è e non può essere “Sua Altezza” e tanto meno “Altezza Reale” come i turisti ma anche alcuni giornalisti lo hanno chiamato. Sulla carta d’identità c’è scritto Marcello Menegatto,  così come sul suo passaporto. La cosa giusta è riferirsi al Menegatto chiamandolo Signore o, nel caso avesse una laurea, Dottore.

Egregio Gran Maestro, cosa ne pensa di tutti quei personaggi che sembra millantino titoli che non possiedono?

R.: E’ certamente un problema attuale. Recentemente sono entrato in polemica con il sig. Massimo Civale. Egli si firma su facebook come “Massimo Maria Civale Di San Bernardo”. Io non credo che il Civale possieda un predicato nobiliare per cui dovrebbe togliersi quel ridicolo “Di San Bernardo” che proprio non gli si addice e che può fare credere ai lettori che lui sia imparentato con il Santo di Chiaravalle o che comunque sia un Nobiluomo.  Sarebbe preferibile che lui, come chiunque, usasse il proprio cognome che a quanto mi risulta è Civale e basta.

Sempre in quell’associazione, che pomposamente si è autoproclamata Ordine, esistono altri personaggi che su internet compaiono con titoli altisonanti quali “generali”. Credo che tutto questo rientri in una strategia volta a creare nella gente l’illusione che entrando a fare parte di quell’ associazione si entri in un mondo di eletti, di wip, di personaggi del jet set.

Egregio Gran Maestro, abbiamo letto che a Seborga è nato un altro Ordine di Cavalieri Bianchi, Lei cosa ne pensa?

R.: Penso che l’Italia è un paese libero dove ognuno può recarsi da un notaio con quattro amici e registrare un’associazione e poi se lo desidera depositare uno o più marchi. Va però detto che queste sono associazioni e non Ordini. Il V.O.S.S. è un Ordine; alle spalle abbiamo oltre sei secoli di storia ininterrotta. Dopo la fine del monastero di Lérins lìOrdine, tramite i suoi Gran Maestri, ha governato per secoli il Principato. In questa linea di Gran Maestri che inizia con il Gran Maestro Pons Lance, io occupo la LXVI posizione.

Non basta che qualcuno in vena di scherzi scriva sul web che noi non siamo riconosciuti dal Principato. Ciò ci fa sorridere in quanto noi siamo il Principato, per storia, per tradizione e per legge araldica.

Egregio Maestro, ci sono personaggi che sono perennemente in movimento in Italia e all’estero a fare manifestazioni cavalleresche, lei cosa ne pensa?

R.: grazie di questa domanda interessante. Io vedo attorno a noi personaggi che non si sa bene di che cosa vivano, che lavoro facciano, che denuncia dei redditi presentino. Tuttavia sono sempre in giro, in auto, treno, aereo. La domanda che mi pongo è: ma costoro fanno i Cavalieri di mestiere? Non hanno un lavoro? Chi è che paga tutti questi spostamenti su e giù per l’Italia? Quanti soldi girano intorno a queste investiture? Non è un tema che  interessa a noi, tutt’al più alla guardia di finanza.

La ringraziamo per questa intervista.

nov
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Dimissioni?

Di:

DIMISSIONI IN MASSA PER MINISTRI E FUNZIONARI INADEGUATI: questa è la richiesta. 

In un Paese normale, le dimissioni della Presidente della Camera e del Ministro degli Interni sarebbero atti già avvenuti. Sarebbero già tornati a fare quello che facevano prima, posto che prima abbiano fatto qualche cosa.

Quando mesi fa noi segnalavamo i pericoli di una immigrazione senza regole, di una invasione annunciata e silenziosa, quando denunciavamo la folle idea di accettare nel nostro Paese chiunque, senza porre limiti numerici, quando contrastavamo le affermazioni della Presidente della Camera sugli immigrati clandestini tipo: “L’Africa ne ospita circa 14 milioni. In uno Stato fragile con una popolazione di dodici milioni di persone,  come il Ciad, hanno trovato rifugio quasi mezzo milione di persone. E, dunque, è dall’Africa che dobbiamo imparare, è all’Africa che dobbiamo guardare quando parliamo di ospitalità, di generosità, di responsabilità“, non eravamo ben visti dalle istituzioni.

Pareva quasi che il vero problema non fosse questo attacco all’identità sociale e politica del nostro Paese certamente non contrastato da alte cariche dello Stato. Noi sosteniamo che nel 2014 sia avvenuto un attacco al cuore dello Stato (attacco incoraggiato da rappresentati dello Stato stesso). Noi sostenevamo che i clandestini (Che la presidente della Camera Boldrini ama chiamare migranti) non dovevano essere accettati giacché la loro mancata esibizione di generalità certe, di  documenti, poteva celare l’ingresso di terroristi.

Ed allora si è cercato di fare in modo che il problema vero fossimo noi Cavalieri. Noi … noi che ci lamentavamo e ci preoccupavamo per un ingresso stimato per il 2014 di (soli!) 600-800 mila clandestini dei quali nulla si sapeva sulle loro reali motivazioni di ingresso in Italia.

Già allora riportavamo la voce che forse qualche politico italico stava già ponendo la propria candidatura per il posto di prossimo Segretario Generale delle Nazioni Unite. In fondo ci aveva già provato Craxi in passato… e questa volta potrebbe andare meglio.

Nei mesi trascorsi abbiamo parlato anche della Marina. Che bello essere in missione, tutti quanti, per tutto l’anno. Stipendi più alti e in fondo… pochi rischi. Ma la Marina non si è mossa autonomamente: si è mossa sotto la spinta del ministero degli Interni e della Difesa. Ecco perché entrambi dovrebbero avere da mesi presentato le loro rispettive dimissioni, unitamente alla presidente della Camera dei Deputati. Ma qui non si usa. E’ comunque molto probabile che le loro dimissioni … avverranno alle prossime elezioni.

Gli ordini impartiti alla Marina erano quelli di raccogliere in mare i “migranti” salpati dalla Libia e portarli in Italia. Panorama del 13 Maggio 2014 scriveva: “Nulla di meglio per incoraggiare un incremento dei flussi specie se si considera che solo l’Italia li accoglie in massa. Un vero regalo ai trafficanti a cui basta mettere in mare i barconi con pochi litri di carburante poiché dopo poche miglia pensa a tutto la Marina Militare al costo (per il contribuente italiano) di 9,5 milioni al mese solo per i costi di gestione delle navi più altri 210 milioni da novembre (ma già finiti) per l’assistenza ai clandestini, o almeno a quelli che non fuggono dai centri d’accoglienza per vagare per l’Italia o cercare di raggiungere altri Paesi europei“.

Ora che il danno è fatto a livello sociale, danno creato immettendo in comunità rurali o nelle periferie delle grandi città clandestini spacciati pomposamente per “migranti”, sono tutti pronti a dire che è colpa di qualcun altro. Non ci viene detto che la più parte dei soggetti provenienti da MO sono soggetti che non si integrano perché non vogliono integrarsi in quanto odiano in gran parte l’occidente, odiano la nostra cultura e la religione cristiana. Fisicamente sono qui per ragioni economiche ma la loro mente è lontana, Molti, se potessero applicherebbero la Sharia e sarebbero pronti a trasformare le chiese in moschee.

Abbiamo anche segnalato i costi dell’operazioni militari, costi di educazione, costi sanitari, costi di assistenza, ecc. Tutti costi che alla fine graviteranno sulle comunità locali, provinciali e regionali.

In tutta questa vicenda va detto che sono inadeguati molti politici i quali non sono stati capaci di comprendere il sentimento delle popolazioni delle varie regioni Italiane, chiusi e barricati come sono nei loro palazzi pronti ad uscire solo con nutrite scorte. Non a caso la forte crescita di un movimento xenofobo non è stata capita né prevista.

Nello Stivale esistono ormai almeno due paesi che tra loro non hanno più punti di contatto: c’è il paese di coloro che si girano con le scorte , sulle auto blu e la gente normale che lavora e ad ogni incrocio deve fare i conti con un clandestino, con un lavavetri, con un venditore di borse false ecc…

Poi ci siamo noi, i Cavalieri. Noi che cerchiamo di ricostruire l’Italiano disilluso attraverso la Regola dell’Ordine che si basa sulla applicazione di una auto disciplina e dell’etica cristiana. Quest’ultima non scivola mai nel buonismo idiota e suicida ma trova le sue basi nella testimonianza della parola di Cristo e nella non commistione tra le cose di Cesare e quelle di Dio. Non dimentichiamo che la misericordia di Dio è enorme ma è sempre pervasa e permeata dal suo profondo senso di giustizia.


Cristiani e Musulmani: Intervista rilasciata alla Giornalista Susanna Agnese del Corriere di Saluzzo (Giovedì 2 Ottobre 2014)

 Domanda – Dr. Beltrutti, Lei, in qualità di Maestro del V.O.S.S., pensa che sarà sempre più difficile (se non impossibile) una pacifica convivenza tra fedeli di religioni diverse?

No. Io credo che una pacifica convivenza sia possibile. Dipende tutto dagli uomini. Non tanto dai Libri quanto da chi li interpreta. Se si pensa all’Islam (che letteralmente significa “sottomissione”) e si legge il Corano si capisce che non vi può essere sottomissione “moderata”. Specialmente l’Islam Sunnita che non prevede alcuna interpretazione del Corano l ma la sua accettazione integrale così come è, non è una religione moderata. Basta guardare alla storia. Sicuramente ci sono uomini moderati anche tra i fedeli musulmani né più né meno che individui moderati in qualsiasi altra fede. Tuttavia leggendo il Corano non si ricava l’impressione che sia un libro “moderato”.

Per noi Europei, che siamo passati attraverso quell’immenso bagno di sangue che è stata la Rivoluzione Francese, è evidente che la convivenza tra fedi diverse è oggi possibile specialmente se ci si riferisce ai concetti espressi da Voltaire nel suo Elogio alla Tolleranza.

Ma il Medio Oriente ha avuto nulla di simile. Mi pare di capire che oggi nel mondo arabo la tolleranza sia un non valore. La convivenza sarà possibile quando anche in quelle aree saranno accettati concetti quali quello di reciprocità. Vi è poi un altro problema: fino a quando gli Europei potranno continuare ad essere tolleranti verso gli Islamici se essi continueranno ad essere intolleranti verso tutti quelli che non sono Islamici? Questo è un bel quesito. Quando Ebrei, Cristiani, Yazidi, Zoroastriani, ecc non saranno più oggetto di persecuzioni, solo allora si comincerà a parlare di pacifica convivenza tra fedeli di religioni diverse.

Domanda – Maestro, Lei condivide l’ipotesi di intervento militare contro l’ISIS?

Certamente sì. L’ISIS è una manifestazione del Male. Potremmo paragonarli ai Nazisti, agli Kmer Rossi, forse agli Unni di Attila, o ad uno dei vari gruppi che nella storia hanno tentato di imporre con la violenza la supremazia di una razza, di una religione. L’ISIS non solo è una faccia del Male ma rappresenta anche un’importante realtà mediatica. Sa farsi pubblicità molto bene. In questo mondo occidentale privo di ideologie, con una moralità ridotta ai minimi termini, ove molti giovani paiono pensare solo ai videogiochi, alle chat, agli SMS, a facebook e you-tube, l’ISIS dice: unitevi a noi e proverete l’ebbrezza di decapitare un prigioniero, di pestarlo a sangue; unitevi a noi e proverete realmente che cosa si prova a violentare una donna!

Dobbiamo chiederci: che cosa è che attira un Italiano in Medio Oriente? Che cosa è che lo spinge nelle braccia dell’ISIS? L’islam? Pensiamo davvero che si tratti di giovani estremamente religiosi? No. Non c’è niente di religioso nell’ISIS. Piuttosto c’è la possibilità di essere branco, di dare libero sfogo agli istinti più bassi e di essere impunito. C’è la possibilità di fare in reale ciò che fino ad ora si era solo provato in modo virtuale sui giochi della play station, ed alla fine del mese di essere anche pagato.  E poi, ribadire la supremazia assoluta dell’uomo sulla donna, la possibilità di ripudiare una moglie senza correre il rischio di essere lasciato dalla stessa, la possibilità di avere quattro mogli, ecc, sono tutti fattori che suscitano e solleticano molto la fantasia di giovani disillusi dalle difficoltà della vita occidentale. 

Domanda – Nel comunicato stampa che annuncia l’incontro del 3 ottobre scrive“da allora poco è stato fatto in quelle regioni al fine di aiutare la permanenza dei Cristiani ed anzi alcune azioni intraprese sono state anche sbagliate, dirompenti e devastanti su equilibri precari che comunque si mantenevano da tempi lontani”. A quali azioni si riferisce?

Guardiamo a com’era quel territorio alcuni anni fa. In Siria c’era Hafiz al-Asad, padre dell’attuale presidente Bashar, un alawita (gruppo religioso considerato dagli integralisti islamici come covo di “nemici di Allah”). In Iraq comandava Saddam Hussein, in Egitto Mubarak, in Libia Gheddafi. Poi a qualcuno è venuta l’dea di esportare la democrazia (che negli Usa aveva già superato i 200 anni di vita). Ma la democrazia non è facile da esportare come le arance o le lavatrici. Non a caso i latini dicevano “natura non facit saltus”. Cioè ci sono processi che prendono tempo, decenni, a volte secoli.

Senza addentrarci nelle ragioni più profonde di natura economica dietro la morte di Gheddafi e di Saddam Hussein, va detto che questi eventi hanno determinato una cosa sola: la sostituzione di dittatori sanguinari con gruppi ancora più sanguinari e violenti.

Solo recentemente gli Usa si sono accorti che il ruolo di Bashar al-Asad in Siria era funzionale al mantenimento di un equilibrio tra le varie componenti religiose del paese (soprattutto comunità islamiche e Cristiane). Oggi tutti hanno capito che rimuovere Bashar significherebbe consegnare la Siria ai gruppi estremisti islamici. Lo stesso è successo in Egitto. E’ grazie alla pressa di potere del gen. Al Sissi se in Egitto i Cristiani copti possono ancora uscire di casa.

Domanda – A proposito della presenza sempre più numerosa di immigrati musulmani nel nostro Paese, secondo Lei qual è l’atteggiamento “giusto” che un Cristiano deve tenere nei loro confronti? Condivide l’allarme lanciato da Oriana Fallaci nel 2001?

Oriana Fallaci era una giornalista che aveva capito, prima degli altri. Il suo grido “Svegliati Occidente, stiamo diventando l’Eurabia”, uscito 12 anni fa sulle colonne del Corriere della Sera, non solo è stato inascoltato ma Oriana è stata accusata di razzismo.

L’Italia è l’unico paese al mondo che investe risorse per la propria autodistruzione. Infatti il nostro Governo sta favorendo un’immigrazione incontrollata, un multiculturalismo che ovunque ha dimostrato di essere un fallimento, sta contribuendo a provocare la perdita d’identità storica e culturale oltre alla disgregazione del nostro modello di società.

Ci stanno raccontando la favola dei “migranti”. In tutto il mondo coloro che cercano di entrare in uno stato senza documenti, senza soldi, senza un lavoro sono chiamati “clandestini” ma da noi questa parola è stata vietata. Fateci caso: è sempre usato il termine “migrante”.

Noi non stiamo facendo del bene. Il nostro è un “buonismo suicida” in quanto ai clandestini non siamo in grado di offrire nulla. Abbiamo pensioni sociali da fame per i nostri anziani, non abbiamo lavoro per i giovani e ci andiamo a caricare di stranieri senza un soldo, senza lavoro, senza casa, spesso con gravi problemi di salute… che cosa farà tutta questa gente? Non stupiamoci poi se tra tutti questi alcuni abbracceranno l’estremismo islamico.

Il Cristiano deve essere vicino a questi clandestini con azioni caritatevoli, aiutandoli nel ciibo e nel vestiario… ma lo Stato e la Chiesa devono seguire binari distinti. Come potrà un poliziotto fare la multa ad un ragazzino che gira in moto senza casco quando abbiamo centinaia di migliaia di persone clandestine che impunemente girano senza patente, senza assicurazione, senza documenti. Comportiamoci pure da uomini che seguono la legge di Cristo, ma lo Stato Italiano non si lasci andare ad una impunità dilagante.

Domanda – Dr. Beltrutti, come nasce il suo interesse per questi temi?

Il mio interesse nasce casualmente, una decina di anni fa quando un amico mi dice: perché non vieni con me a Seborga? Ti farò conoscere il Principe Giorgio. Così fu e da allora qualcosa è cambiato in me. I Cavalieri del Tempio, il loro credo, la loro vita, la loro storia mi hanno affascinato.

Non dimentichiamo che fu San Bernardo a scrivere la regola dell’Ordine dei Cavalieri del Tempio e che Bernardo, assieme a Francesco è un colosso della Chiesa cattolica. Francesco e Bernardo sono due giganti del pensiero cristiano con fortune diverse. Tutti e due parlano a soggetti malefici (cioè che si comportano mele, generatori di Male). Tuttavia mentre il primo riesce a farsi ascoltare, il secondo parla a gente che non lo ascolta.

In sintesi estrema questa è la differenza tra i due. Sono entrambi uomini di Dio che si scontrano con realtà diverse. Pensiamo ad oggi: come sarebbe bello se il califfo dell’ISIS, sentendo le dolci parole di Papa Francesco decidesse di deporre la armi e di fare come il lupo di Agubbio fece con san Francesco e cioè di ascoltare e diventare buono. Saremmo tutti felici. 

Purtroppo non è così. Ecco allora che noi dobbiamo ricorrere a Sant’Agostino, a San Tommaso d’Aquino, a San Bernardo e ricominciare a parlare di “guerra giusta”. Perché in mezzo a tante guerre stupide ed ingiuste esistono guerre giuste. Ma quali sono queste guerre giuste? Se volessimo filosofeggiare, astrarci dalla realtà dovremmo dire che di guerre giuste non ne esistono. Tuttavia siccome noi viviamo nella realtà, nella polvere delle strade, dobbiamo ammettere che il tema della guerra giusta non è peregrino neppure per un fervente Cristiano.

A testimonianza di questo travaglio interno alla Chiesa che tuttora esiste se ne fece interprete il cardinale Carlo Maria Martini: “In questi giorni di guerra ripenso al lungo, difficile cammino della coscienza cristiana durante due millenni nel giudicare la guerra e gli armamenti. Prima delle armi nucleari e chimiche il principio della legittima difesa poteva in certi casi condurre a parlare di guerra giusta. La domanda ora è di tipo strettamente etico: ciò che si è fatto e si sta facendo contro il terrorismo specialmente a livello bellico rimane nei limiti della legittima difesa, o presenta la figura, almeno in alcuni casi, della ritorsione, dell’eccesso di violenza, della vendetta? E’ chiaro che il diritto di legittima difesa non si può negare a nessuno, neppure in nome di un principio evangelico. Occorre tuttavia una continua vigilanza, un costante dominio su di sé e delle passioni individuali e collettive per fa sì che nella necessaria azione di prevenzione e di giustizia non si insinui la voluttà della rivalsa e la dismisura della vendetta”.

Non intervenire in Siria ed in Iraq, essere indifferenti alle violenze, alle decapitazioni alle uccisioni effettuate su individui “colpevoli” di portare una croce al collo significherebbe essere conniventi con il Male. Certamente entrare in guerra non è mai una passeggiata; come ha detto il Card. Martini è necessaria una continua vigilanza. Il problema sta tutto in quel sottile limite tra una giusta legittima difesa ed una efferata ritorsione.

La guerra significa che ci saranno lutti, soldati che non torneranno, drammi di singoli e drammi famigliari. Tuttavia non possiamo permettere che il Male prenda il sopravvento su tanta povera gente, innocente e disperata. Non possiamo permettere che continuino a fare saltare le chiese con i fedeli dentro, a decapitare i prigionieri,  a violentare le donne, a venderle come schiave sessuali … ed essere impuniti. 

Bobbiamo porre fine al nostro “buonismo suicida”.

D.: Gentile Maestro, vorrebbe esporci quali sono le posizioni dell’Ordine nei confronti dell’Islam?

 R.: L’Islam è una grande religione che merita grande rispetto. E’ una delle “religioni del Libro”, unitamente al Cristianesimo ed all’Ebraismo. Oggi il mondo cattolico ha un importante e costruttivo dialogo aperto con il mondo islamico.

Papa Benedetto XVI e re Abdullah dell'Arabia Saudita si incontrano in Vaticano.

Papa Benedetto XVI e re Abdullah dell’Arabia Saudita si incontrano in Vaticano.

Tuttavia non dobbiamo confondere l’Islam, religione che non costituisce certamente un problema di per se stessa, con lo stile di vita di alcuni suoi fedeli e con la incessante migrazione di soggetti islamici in Europa in atto.

Non possiamo infatti dimenticare che il mondo islamico ha da sempre cercato di penetrare l’Europa, tradizionalmente cristiana. Molte le battaglie combattute nei secoli trascorsi dalle forze europee per impedire che ciò si avverasse. Basti ricordare la battaglia di Lepanto o quella di Vienna o le guerre condotte dai Croce segnati e dall’Ordine del Tempio.

Come Ordine noi non abbiamo preclusioni verso l’Islam o verso i fedeli musulmani a patto che si tenga conto che l’Europa è una realtà non solo geografica ma anche storica, politica, sociale e religiosa, con una tradizione e valori diversi rispetto a quelli imperanti nella penisola araba.

Le vicende storiche a volte anche cruente avvenute all’interno dell’Europa, in associazione col sorgere del pensiero filosofico illuminista, colla stesura delle carte costituzionali nazionali, con la fine delle monarchie assolutiste, hanno dato vita e definito chiaramente il senso di concetti quali tolleranza, libertà, uguaglianza, fratellanza, legalità. I problemi della religione sono stati separati definitivamente da quelli dello stato.

 D.: Ma Lei ritiene che l’Islam persegua comportamenti non in linea con la tradizione Europea?

R.: Si, proprio così. Nel dialogo con i Musulmani manca innanzitutto il concetto di reciprocità, valore a loro probabilmente non chiaro se non sconosciuto.

Islamici radunati dinnanzi al Duomo di Milano, simbolo della antica cristianità del sud Europa. Sarebbe possibile avere una simile riunione di cristiani a La Mecca?

Islamici radunati dinnanzi al Duomo di Milano, simbolo della antica cristianità del sud Europa. Sarebbe possibile avere una simile riunione di cristiani a La Mecca?

Una religione aperta, non invasiva, segue il principio di reciprocità secondo il quale se un gruppo religioso quale ad esempio quello islamico chiede di potere aprire una moschea qui, in un’area prevalentemente e storicamente cristiana, deve essere possibile per i Cristiani costruire una chiesa in un’area prevalentemente islamica.

Così non è. Dopo avere constatata questa realtà bisogna chiudere la possibilità di realizzare moschee in Europa. La debolezza mostrata dai Cristiani con la concessione della costruzione della moschea a Roma rappresenta un momento di totale debolezza e non di magnanimità. Dalle nostre parti c’è un proverbio che dice essere tre volte bravi significa essere scemi. La magnanimità non può essere gettata al vento. La nostra magnanimità va offerta a coloro se sono e si dimostrano magnanimi. Provate  a pensare che cosa sarebbe successo se i Cristiani avessero chiesto di aprire una chiesa a La Mecca.

Noi abbiamo compreso da lungo tempo ed adottato il concetto di “libera chiesa in libero stato” ed abbiamo mantenuto ben diviso il potere temporale da quello spirituale.

Tutto ciò ci porta a dire che quanto vediamo proposto e richiesto a livello europeo da molti militanti islamici è per noi un inaccettabile “ritorno al passato”. Noi potremmo modificare la nostra visione quando il mondo islamico si accorgerà che noi abbiamo un Diritto ed anche doveri ai quali tutti devono adeguarsi.

D.: Ma in pratica, sinteticamente, perché voi siete contrari alla diffusione dell’Islam in Europa?

R.: La nostra contrarietà poggia su fattori definiti e non è preconcetta. Prenda ad esempio la parità uomo donna. Per noi questo è un dato di fatto ampiamente assodato e lo è in tutte le democrazie europee.

E' così che vorremo fare viaggiare le donne in Europa?

E’ così che vorremo fare viaggiare le donne in Europa?

Non lo è invece nella cultura islamica. Nè ci risulta che da parte del mondo islamico sia giunta notizia circa la volontà di cambiare questo tipo di trattamento riservato alle donne. Le differenze sono molto evidenti: noi non chiediamo alle nostre donne di velarsi o di portare il burqa. Noi non spingiamo le nostre figliole a praticare l’infibulazione o mutilazioni rituali. Noi non pratichiamo la poligamia e nella nostra cultura occidentale industrializzata non abbiamo equivalenti alla sharia.

 

Questo è un segno di uguaglianza sociale?

Questo è un segno di uguaglianza sociale?

E' così che vorremo farle girare per le strade?E’ così che vorremo farle girare per le strade?

I precetti religiosi li accettiamo, li facciamo nostri ma non pretendiamo che essi abbiano valore di Legge, né pretendiamo che essi debbano essere imposti a tutta la popolazione.

D.: Ma allora il vostro Ordine che cosa propone?

R.: Noi chiediamo alla nostra Chiesa cattolica di non continuare sulla strada di un buonismo suicida. La interpretazione corrente del pensiero francescano (che a nostro avviso non è quella più autentica), ha favorito ed incoraggiato l’arrivo in Italia di un numero elevato di soggetti dalle aree nordafricane e del sud mediterraneo.

Come mai paesi cristiani ed europei, come ad esempio Malta o la Spagna, non sono oggetto di flussi migratori simili a quelli riscontrabili in Italia? Come mai tutti vogliono venire in Italia? Ci sono forze politiche o singoli politici che spingono sottobanco? Ci sono personalità politiche che si stanno occupando di rifugiati che incoraggiano questo flusso incessante? Vedremo forse qualcuno di questi candidato all’ONU dopo Ban Ki Moon?

Noi riteniamo che l’aiuto debba essere fornito ai migranti anche se molti non meritino il nostro aiuto. Mi riferisco a coloro che dopo due giorni dall’arrivo si lasciano andare ad atti di vandalismo, che distruggono ogni cosa, mi riferiscono a coloro che pretendono che la comunità locale si dia immediatamente da fare per realizzare una moschea, a coloro che vogliono avere il ricongiungimento famigliare portando così nei vari paesi europei importanti gruppi famigliari celando magari le quattro mogli come cugine o nipoti.

E’ indubbio che vi siano soggetti che vogliono godere ipso facto dei privilegi dei cittadini europei i quali questi diritti se li sono guadagnati con onerosi  versamenti (vedi ad es.: il servizio sanitario nazionale).

Noi non vogliamo avere in Europa soggetti che, approfittando della nostra non conoscenza della loro lingua predicano nei circoli culturali e nelle moschee odio e incitano alla violenza. Noi chiediamo che si vigili affinché non possano essere praticate tecniche di brain washing o di plagio su alcuni giovani psicologicamente fragili. Noi dobbiamo capire il grado di libertà o di condizionamento presente in quei ragazzi che, come Giuliano Delnuovo, (il giovane genovese morto in Siria combattendo a fianco dei ribelli) decidono di abbracciare la lotta armata sotto le bandiere dell’Islam.

Noi chiediamo che venga bloccata e controllata la rete di finanziamenti stranieri grazie ai quali giovani europei girano mezzo mondo passando da un campo militare all’altro per essere addestrati alla guerriglia ed al terrorismo.

Noi chiediamo che coloro che si dichiarano Imam vengano controllati affinché si conosca se la loro formazione è stata davvero di tipo religioso e spirituale o se sia stata piuttosto di tutt’altra natura. Noi chiediamo che i loro sermoni se tenuti in lingua araba vengano registrati e che siano a disposizione dell’autorità o di coloro che vogliono ascoltarli.

burqa-chador-niquabNoi siamo consci che sia necessario giungere alla definizione ed alla regolamentazione dell’uso dei simboli religiosi nei luoghi pubblici. Noi siamo altrettanto consapevoli che il portare a collo un crocefisso o una stella di David non possa essere motivo di turbamento per alcuno così come non può turbare il vedere una signora islamica con i capelli raccolti sotto un velo.

non-e-per-noiBen diverso è l’uso del burqa o del niqab. Non dobbiamo poi dimenticarci del tentativo operato da soggetti gentilmente ospitati sul nostro suolo di rimuovere i crocefissi dalle scuole, o dai tribunali, là dove la presenza di questo simbolo era consolidata da secoli. E’ questo un fatto grave. E’ minare, tentare di distruggere le nostre tradizioni, le nostre radici, le nostre usanze.

D.: Lei ritiene che la Chiesa si stia occupando adeguatamente di questi problemi?

 R.: La Chiesa di Roma è sempre stata prudente. Questo ce lo insegna la storia e lo abbiamo visto nella gestione di qualsiasi problematica interna od esterna. Tuttavia non dobbiamo dimenticare che noi abbiamo fratelli cattolici e cristiani di altre confessioni in Siria, Libano, Iraq, Iran, insomma in tutto il Medio Oriente, per non parlare poi dei cristiani del Pakistan o dell’Indonesia. Essi stanno soffrendo molto. Per tutti questi fratelli cristiani, tutti i giorni, non hanno la certezza, una volta usciti di casa, di potervi fare ritorno.

Noi non posiamo lasciarli soli.

La Chiesa è per la pace ed anche noi siamo per la pace. La Chiesa è per la non violenza ed anche noi siamo per la non violenza. D’altra parte Francesco a Gubbio ha predicato al lupo e lui è cambiato. Questa è quanto ci è stato riportato. Ma che cosa sarebbe successo invece se il lupo, non accogliendo le parole del santo, gli avesse morso una mano o lo avesse sbranato?

Dobbiamo sempre ricordarci che ci sono molti che sono in grado di cambiare, di ritornare sui loro passi, insomma di convertirsi. Tuttavia non è la totalità. Che cosa fare negli altri casi? Noi cavalieri amiamo Francesco ma non possiamo dimenticare quanto Bernardo ha fatto per l’Ordine, per la Terra Santa, per la Chiesa e per l’Europa.

Oggi la domanda da porsi è: ma esistono azioni violente che siano allo stesso tempo giuste? In sostanza, esistono guerre giuste? La risposta più immediata è No.

Tuttavia, ripensandoci un attimo, partono considerazioni del tipo: ma allora hanno fatto male i nostri padri a combattere le dittature del terrore? combattere i nazisti è stato sbagliato? Avremmo dovuto lasciare che i nazisti continuassero con le loro sperimentazioni criminali sui gitani, sui piccoli ebrei? Avremmo dovuto lasciare che continuassero a gassificare gli ebrei? Avremmo dovuto non intervenire in Iraq, in Libia, in Serbia, ecc.

Noi possiamo accogliere color che provenendo da aree diverse del mondo, spesso aree povere, giungono in Europa a patto che si impegnino a rispettare la nostra cultura, i nostri valori; a patto che si adeguino alle nostre usanze. Così hanno fatto i nostri emigranti per decenni andando verso le Americhe. Questa è la base per giungere ad un rispetto reciproco.

Qui stiamo parlando di una cultura che tratta l'adultera con la lapidazione. E purtroppo non sono finzioni cinematografiche.

Qui stiamo parlando di una cultura che tratta l’adultera con la lapidazione. E purtroppo non sono finzioni cinematografiche.

Noi non possiamo accogliere le insistenti richieste di coloro che vorrebbero farci modificare la nostra cultura e le nostre tradizioni in modo da potere impiantare sic et simpliciter le loro usanze.

E per favore smettiamola di parlare di jus soli.