apr
08

Messaggio a tutti i cavalieri in occasione della Santa Pasqua 2012 A.D.

Da
Pasqua 2012 -messaggio 1

Messaggio del Maestro ai Cavalieri

messaggio pasquale del GM pag 2

Messaggio del Maestro ai Cavalieri

 

Carissimi Fratelli,
nella vicinanza della Pasqua di Cristo giungano i miei  più cari auguri a voi ed alle vostre famiglie.
Ho pensato di condividere con voi alcune riflessioni sul senso della Pasqua. Paolo, nella Prima Lettera ai Corinzi (15:14) ci conduce per mano a comprendere il senso profondo ed allo stesso tempo il mistero insito nella Pasqua cristiana.

“Ma se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede”.

Noi cavalieri continuiamo a dire, con orgoglio, “Testis sum Agni” cioè “sono un testimone dell’Agnello”. Ma che cosa vogliono dire esattamente queste tre parole? Quali implicazioni sottendono? Perché proprio un agnello?  L’agnello ricamato sui nostri stendardi, sulle nostre insegne, quello con il capo rivolto fieramente all’indietro nell’atto di sorreggere la nostra rossa croce templare altri non è che il Cristo. Il Cristo/Agnello ha una duplice valenza. Si tratta del Cristo/Agnello sacrificale che si immola per la nostra salvezza ma al tempo stesso è anche Cristo/Agnello che risorge e trionfa sulla morte.

Ed allora che cosa vogliamo dire quando ci definiamo “testimoni dell’Agnello/ Cristo”?. Che cosa è che testimoniamo?
Qualcuno potrà dire: beh! Testimoniamo che Gesù è il Cristo, che è nato a Betlemme, in una grotta. Si, certamente ciò è vero ma c’è dell’altro.  Testimoniamo che Cristo è vissuto in Palestina, che ha predicato, che è stato a Nazaret, a Tiberiade, sul monte Tabor. Si, certamente. Anche questo è vero, ma … tutto qui? In realtà, quale è la cosa più importante che noi possiamo testimoniare?

Paolo ce lo ha già detto chiaramente: se Cristo non è risorto la nostra fede è vana.  Ecco quindi la verità: il Gesù/Cristo/Agnello è stato crocifisso, sotto Ponzio Pilato, è morto  ed è risorto. In questo atto c’è la sintesi suprema tra la nostra fede e il nostro agire come cristiani. La nostra testimonianza, come qualsiasi testimonianza, non si basa su congetture, interpretazioni o filosofie ma su fatti reali, concreti, su certezze, su verità immutabili e immutate.  E’ la sua resurrezione reale che permette a noi di continuare ad essere suoi testimoni. Questo è il passaggio essenziale che la Pasqua cristiana ci ricorda.
Il nostro essere “Testis Agni” ci rende felici, capaci di amare, capaci di aprirci all’altro, capaci di operare correttamente nella società. Non abbiamo più paura. La morte, il dolore, la sofferenza non ci  spaventano più. Il Cristo, la sua nascita, la sua vita ma soprattutto la sua risurrezione sono la nostra certezza. Ecco perché noi, Cavalieri della Povera Milizia alimentiamo nella Pasqua di Cristo la nostra fede, le nostre certezze ed il nostro agire.

Fra Diego