giu
18

Altro sangue versato nelle comunità cristiane!

Da

Il Gran Maestro dell’Ordine Fra Diego fa pervenire il seguente comunicato.

Carissimi fratelli del Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri e carissimi fratelli tutti in Cristo!

Ciò che resta dopo le bombe islamiche.

Il sangue corre nelle comunità cristiane di Nigeria e bagna gli altari. Persone pacifiche che, come noi, fedeli inermi e miti, hanno scelto di seguire il Cristo, sono sterminati come agnelli sacrificali; addirittura nei luoghi di culto e di preghiera. La notizia è tragica, tanto più tragica in quanto scivola nell’indifferenza generale, tra le notizie di quinta pagina.

Altri martiri crisitiani!

Basta con questo buonismo e con questa tolleranza alla violenza che non ha nulla di cristiano.

Diciamo basta alla tolleranza, giacchè questa ha sconfinato da tempo ormai nella connivenza. Questi terroristi assassini che si sono mascherati dietro un’interpretazione fanatica dell’Islam, che uccidono cristiani in preghiera, solo perché sono cristiani, sono bestie che generano non solo enorme sconforto, tristezza e dolore ma soprattutto rabbia ed odio.

Una ferita profonda si è riaperta. Ricordiamoci allora, fratelli, di ciò che diceva San Bernardo “Avanzate dunque sicuri, o Cavalieri, e con animo intrepido sconfiggete i nemici della croce del Cristo!” Comportamenti come questi vanno sradicati, quanto prima. Gli organismi internazionali rispondono invece mandando “osservatori”, membri di istituzioni che mostrano sempre più la loro impotenza ed inutilità  in quanto non solo non sono in grado di fermare le atrocità, ma non sono neppure capaci di fare sentire una voce di dissenso forte e chiara.

Fumo es orrore nelle chiese nigeriane.

Altri lutti nelle chiese nigeriane.

A seguito di questi ripetuti assassinii noi chiediamo che le autorità islamiche che vivono nel nostro Paese e che godono di quella tolleranza e libertà di espressione che è propria della cultura europea  cristiana levino la loro  voce di dissenso verso queste stragi commesse da loro correligionari. Diversamente la loro presenza in questi luoghi potrebbe diventare un giorno irta di difficoltà.

Noi crediamo fermamente che la reciproca tolleranza debba essere la base della convivenza civile. Ma la tolleranza deve esserci da due parti. Se l’intolleranza continuasse a prevalere, se cristiani dovessero continuare a patire il martirio, noi dovremmo ritirare fuori un vecchio adagio: “ ad intolleranza, intolleranza e mezza”.

Per ordine del Gran Maestro