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Il cappellano fra Don Paolo ci aiuta a riflettere

Da

Si apre il mese di febbraio, mese nel quale la Chiesa ci invita a riflettere sul senso della vita. Come vecchi amici stiamo camminando assieme, facendo del nostro meglio per portare luce a chi è triste. Anche nel nostro servizio di Cavalieri del V.O.S.S. siamo chiamati a vivere la fede, una fede  centrata sul valore degli altri e della vita.

Voglio condividere con voi cari fratelli questa poesia che può aiutarci a vivere meglio questo mese:

“La vita è come un viaggio in treno:
spesso si sale e si scende, ci sono incidenti, a qualche fermata
ci sono delle sorprese piacevoli e a qualcun’altra profonda tristezza.

Quando nasciamo e saliamo sul treno, incontriamo persone,
in cui crediamo, che ci accompagneranno durante buona parte
del nostro viaggio: i nostri genitori.

Capita spesso che loro scendano in una stazione prima di noi
lasciandoci un grande vuoto in termini di amore e affetto,
senza più la loro amicizia e compagnia.

Ma altre persone salgono sul treno; e qualcuna sarà per noi molto
importante, sono i nostri fratelli e sorelle, i nostri amici e tutte le
persone meravigliose che amiamo, e qualcuna di queste persone
che sale, considera il viaggio come una breve passeggiata.

Altri trovano, invece, una grande tristezza nel loro viaggio.

E poi ci sono altri ancora, sul treno, sempre presenti e  sempre
pronti ad aiutare coloro che ne hanno bisogno, qualcuno lascia,
quando scende, una nostalgia perenne…

Ci sorprende che qualcuno dei passeggeri, a cui vogliamo più bene,
si segga in un altro vagone e che in questo frangente
ci faccia fare il viaggio da soli. Allora facciamo in modo di trovarlo
spingendoci alla sua ricerca negli altri vagoni del treno.
Purtroppo, qualche volta, non possiamo accomodarci al suo fianco,
perché il posto vicino è già occupato.

Così è il viaggio: pieno di sfide, sogni, fantasie, speranze e addii…
Cerchiamo di compiere il nostro viaggio nel miglior modo possibile.
Il grande mistero del viaggio è che non sappiamo
quando scenderemo definitivamente, e tanto meno quando
i nostri compagni di viaggio lo faranno;
neanche colei (o colui) che sta seduta (o) proprio vicino a noi.
Mettiamocela tutta per lasciare, quando scendiamo, un posto vuoto, che
trasmetta nostalgia e bei ricordi in coloro che proseguono il loro viaggio.

A tutti coloro, che fanno parte del  “mio treno” auguro…

BUON VIAGGIO!   

Fra Don Paolo

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