apr
19

Cristo è risorto, alleluja!

Da
"Sono risorto! Ora starò sempre con Te!"

“Sono risorto! Ora starò sempre con Te!”

Cristo è risorto, alleluja! La Pasqua è il tempo in cui Dio stesso ci viene incontro per darci una risposta ad una delle domande più inquietanti della nostra vita, domande che ci intimoriscono e che ci creano ansia: quale è il senso della morte? Quale il nostro futuro? Perché si raccontano menzogne? Perché si uccide? La risposta è la morte e la risurrezione di Cristo.  Risposta chiara, certa che tuttavia è anche ammantata da un alone di mistero.

Un fatto è certo: Gesù si è fatto carico dei nostri peccati ed ha sconfitto la morte. Gesù si è preso su di sé il fardello della disobbedienza di Adamo, dell’omicidio di Caino come di molti altri che in tutti i tempi hanno peccato. A costoro il Cristo risorto porta una certezza: la loro anima potrà vivere in eterno proprio perché risorta con Cristo. Tutto ciò che il peccato ci aveva tolto: la nostra umanità, la bontà, la dedizione, l’umiltà, l’obbedienza, in altre parole tutte quei valori che avevamo persi con il peccato sono ritornati con il Cristo risorto. “… questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato” (Lc 15:24).

La risurrezione che oggi noi testimoniamo è innanzitutto una rinascita del cuore, la fine di un dubbio; oggi con Lui acquisiamo un nuovo senso della nostra vita, nuova speranza. Oggi il Vangelo ci parla di Giovanni, il giovane discepolo, quello preferito da Gesù. Egli ci da una testimonianza di che cosa sia la fede del Cristiano. Non ci vanno complesse definizioni: bastano le sue scarne parole. Egli entrò nel sepolcro vuoto: “vide e credette” (Gv 20,8).

 La fede è indubbiamente un grazia, un dono di Dio, la quale ci permette di accontentarsi e di gioire da piccoli segni. Così come da qualche fiocco di neve si può intuire che ci sarà una lunga nevicata così Giovanni non vede il Cristo risorto tuttavia gli basta vedere il sepolcro vuoto per capire che cosa è successo. Il Maestro non è sparito. Gesù non potrà mai abbandonare i suoi discepoli.

In questo momento tragico della morte di Cristo sulla croce noi tocchiamo con mano quanto le sue non siano state vuote parole ma solide certezze. Gesù ci fa entrare in una nuova dimensione, quella della sua misericordia ed del suo amore. Amore non per i primi della classe ma per gli ultimi, per i peccatori.

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