LE DONNE E LA MILITANZA NELL’ORDINE

LE DONNE E LA MILITANZA NELL’ORDINE

Domanda – Ill.mo Gran Maestro, oggi che molti club esclusivi e tradizionalmente maschili hanno dato libero accesso al gentil sesso, che cosa pensa dell’ingresso delle donne nell’Ordine?

Oggi l’uguaglianza tra le donne e gli uomini è uno dei principi fondamentali della nostra società occidentale, sancito anche dal diritto comunitario europeo. Dopo una lunga marcia, durata secoli, si è finalmente compreso ed accettato che i diritti delle donne debbono essere uguali a quelli degli uomini in quanto uomo e donna appartengono allo stesso genere, quello umano.

Oggi si è d’accordo che, a parità di mansioni, uomini e donne debbano ricevere lo stesso salario,  che entrambi abbiano lo stesso diritto nei confronti dell’accesso allo studio, al lavoro, alla sanità, alle sfere decisionali più alte.

Il punto qui non è se ci debba essere o no parità tra i sessi, dal momento che tutti siamo convinti che questo obiettivo stia per essere raggiunto a breve, ma se sia opportuno che tutte le organizzazioni debbano garantire comunque e sempre l’apertura e la militanza all’altro sesso. Per quanto ci riguarda dobbiamo chiederci se la chiusura dell’Ordine alle donne sia un retaggio del passato privo ormai di valore o se si siano solide basi ancora per continuare con tale visione.

E’ vero che nel passato medioevo le donne, tranne pochi esempi, non hanno mai combattuto in quanto inserite in formazioni regolari. Certamente la vita monastica femminile era ed è possibile. Nel nostro caso noi dobbiamo proiettarci in una prospettiva storica medioevale. Inoltre dobbiamo riferirci ad un Ordine equestre, di derivazione per una parte militare combattente e per l’altra di derivazione monastica. La storia ci dice che questi erano tutti soggetti maschi. Questo fatto non deve e non può essere inteso come una misogenia da parte del V.O.S.S. ma quella era la Regola.

Domanda – Eppure le donne sono già entrate nell’esercito e in club un tempo assolutamente maschili come il Rotary. Perchè allora non farle entrare in un Ordine cavalleresco come il V.O.S.S.?

Certamente si potrà obiettare che oggi esistono donne tra le varie armi dell’esercito, che esistono donne astronauta, donne paracadutiste, donne pilota di jet operative anche in prima linea, donne chirurgo, donne palombaro. Le donne sono entrate stabilmente anche in un club che era considerato tra quelli più rigorosamente maschili come il Rotary.

Se esaminiamo il Rotary vediamo che la regola originaria prevedeva: “Possono diventare membri dei Rotary Club soltanto gli uomini, intesi come esseri umani di sesso maschile”. Dal 1989, a seguito di azioni legali condotte negli USA, la regola prevede: “Possono diventare membri di un Rotary Club esseri umani di entrambi i sessi, anche di quello femminile”.  Per quanto attiene al Rotary le donne oggi possono essere ammesse come soci di sesso femminile in quanto le leggi di certi stati lo hanno imposto. In altre occasioni è stato il Club ad avere effettuato questa scelta.

In realtà le donne sono entrate nei Rotary della California in quanto la legge recitava che “tutte le persone soggette alla giurisdizione dello Stato della California sono libere ed uguali, e devono avere accesso, senza distinzione di sesso, razza, colore, religione, antenati, origine nazionale, ad agevolazioni, vantaggi, privilegi e servizi in tutte le attività di affari, di qualunque specie essi siano”.

Quindi l’ingresso delle donne nei Club nordamericani è stato determinato, in una società volta al profitto, dalla giusta aspirazione delle stesse a migliorare i propri affari, aspirazione fatta propria dalla Corte la quale sentenziava che i vantaggi economici erano “un fattore che motivava ad aderire ai Club locali”.

Domanda – Perché secondo Lei, Gran Maestro, queste motivazioni non valgono per la cavalleria templare? Perchè escludere le donne dal V.O.S.S.?

Se parliamo di cavalleria templare credo che queste motivazioni non siano valide su basi storiche e tradizionali. Nel XII secolo non esiste menzione che in Oltremare operassero cavalieri donna o che donne abbiano combattuto regolarmente inquadrate nella Milizia di Cristo. Basti poi leggere la Regola dei Cavalieri del Tempio per accorgersi che le donne non vengono praticamente menzionate se non all’articolo XLII e LXXII.

L’articolo XLII tratta de “La confessione delle proprie colpe” e recita: “Poiché ogni parola oziosa si sa che genera il peccato, che cosa essi diranno ostentatamente riguardo alle proprie colpe davanti al severo giudice. Dice bene il profeta che se occorre astenersi dai buoni discorsi per il silenzio, quanto più occorre astenersi dalle cattive parole per la penda del peccato. Vietiamo quindi che un fratello professo osi ricordare con un suo fratello, o con qualcun altro, per meglio dire, le stoltezze, che nel secolo nel servizio militare compì in modo enorme, e i piaceri della carne con sciaguratissime donne, o qualsiasi altra cosa: e se per caso avesse sentito qualcuno che riferisce tali cose, lo faccia tacere, o appena può si allontani per obbedienza, e al venditore d’olio non offra il cuore”.

L’articolo LXXII, che è anche l’ultimo ha come titolo: “Si evitino i baci di tutte le donne”. Esso recita: “riteniamo pericoloso per ogni religioso fissare lungamente il volto delle donne: perciò un fratello non osi baciare né una vedova, né una nubile, né la madre, né la sorella, né un’amica, né nessuna altra donna. Fugga dunque la milizia di Cristo i baci femminili, attraverso i quali gli uomini spesso sono in pericolo: così con coscienza pura e vita libera può perennemente conversare al cospetto del Signore”.

Non nego che in alcuni ordini neo templari siano stati ultimamente alquanto di manica larga. Non escludo che alcuni lo abbiano fatto forse per motivi di  proselitismo, altri sotto la spinta insistente di donne desiderose di entrare in un qualche cosa per loro precluso ed irraggiungibile, altri per sensazionalismo, altri ancora per vanagloria o per la gioia dei mass media.

Domanda –Illustre Gran Maestro, che cosa pensa di quegli Ordini cavallereschi che hanno già fatto entrare le donne?

Penso che dovrebbero studiare maggiormente la storia degli ordini equestri. Certamente qualcuno potrà obiettare che ci sono stai casi singoli di donne cavaliere. Tuttavia se ciò è avvenuto davvero non è certamente questo lo spirito medioevale sul quale si basava la cavalleria di Cristo. Certamente ciò non può valere per quegli Ordini “ rigorosi ” come il nostro che si vanta della propria tradizione storica combattente. Per cui non possiamo fare altro che prendere atto che sull’onda del femminismo, del liberalismo, dell’abbattimento delle frontiere alcuni abbiano acconsentito alle donne di entrare nell’Ordine.

Non è così per noi in quanto riteniamo questo fatto antistorico e potenzialmente pericoloso per il corretto funzionamento dell’Ordine che non può prescindere, anche a distanza di secoli dalla visione dei Padri fondatori.

Domanda – Ritiene Lei che le motivazioni della Corte Suprema americana potrebbero essere adottate anche in Italia?

Certamente, se andiamo a ben vedere, tra le motivazioni che hanno spinto la Corte Suprema americana a fare entrare le donne nel Rotary vi è stata la constatazione che il Club non poteva appellarsi ai diritti costituzionali che garantivano l’autonomia decisionale di un’associazione privata. In altre parole il Club, potendo contare su un elevato numero di membri, avendo una diffusione pressochè capillare su tutto il territorio, non poteva essere qualificato come  associazione intima e privata. Inoltre secondo la Corte, l’ingresso delle donne non avrebbe potuto costituire un limite od un impedimento alla missione del Club. Inoltre, sempre nel caso del Rotary americano, la Corte poi ha affermato la precisa volontà di agire nell’interesse pubblico generale al fine di eliminare qualsiasi discriminazioni nei confronti delle donne.

Credo che queste motivazioni non siano applicabili ” tout court ” alla situazione italiana ed in particolare alla attività degli Ordini cavallereschi. Un eventuale cambio di rotta rispetto alla situazione attuale che è di tipo tradizionale potrà anche avvenire. Credo però più a seguito, eventualmente. di una maturazione interna piuttosto che in seguito ad una sentenza. Tutte le volte che tradizioni si portano avanti per secoli c’è da chiedersi se si porta avanti una visiona retrograda o se quello che si sta facendo corrisponde a qualcosa di assolutamente di immodificabile.

Le donne entrate in alcuni ordini cavallereschi lo hanno fatto perché i responsabili di questi Ordini hanno ritenuto che i tempi erano maturi per poterlo fare.  Si tratta di decisioni assolutamente personali non sempre condivisibili forse anche sofferte ma certamente non facilmente condannabili.

In Italia una legge che prevedesse o tollerasse discriminazioni tra uomo e donna sarebbe illegittima. La storia è diversa quando ci si riferisce ad associazioni tradizionali che da secoli operano allo stesso modo incuranti di mutamenti nella società civile. Il  V.O.S.S. è un ordine equestre sovrano, militare, per sua natura elitario, fortemente legato alla fede cattolica ed alla tradizione cistercense che certamente privilegia il sesso maschile tuttavia, forse anche da noi, è giunto il tempo di riconsiderare la presenza femminile all’interno dell’Ordine.

Il passato ha certamente poggiato esclusivamente su una  presenza maschile ma oggi non siamo più certi che questa debba essere la unica via. La difesa della fede in Gesù Cristo non potrà continuare a lungo ad essere appannaggio dei maschi soltanto.

2018-01-16T15:43:22+00:00 29 Luglio 2011|ARCHIVIO, DOCUMENTI, VARIE|