L’AGNELLO TRIONFANTE

L’AGNELLO TRIONFANTE

Nella Bibbia l’agnello identifica il simbolo sacrificale per eccellenza. Basti ricordare il celebre passo in cui Abramo opta per immolare l’animale in luogo del figlio Isacco. Nel Cristianesimo questo episodio viene traslato nella figura del Cristo il quale diventa lui stesso agnello, sacrificato senza colpa per la salvezza dell’Umanità intera. Nella religione cristiana l’agnello è anche utilizzato come emblema degli apostoli e in genere di tutti  gli innocenti immolati, martirizzati senza colpa.

Ancora oggi Ebrei e Cristiani usano almentarsi ritualmente nel giorno della festa di Pesah (o del Passaggio) e della Pasqua cristiana con questo animale (l’agnello) che assume così un significato simbolico e religioso.

Nella iconografia medioevale cavalleresca della Paupera Militia Christi un posto centrale è occupato dall’Agnello trionfale. L’Agnello è rappresentato con il capo rivolto all’indietro e con lo zoccolo destro che trattiene il vessillo della croce, simbolo di martirio ed al tempo stesso di Risurrezione.

L’Agnello altro non è che il Cristo risorto e trionfante. L’Agnello/Gesù che era stato immolato è risorto, per la salvezza dell’umanità.  Egli trionferà al di sopra del bene e del male rappresentati dal punto di vista del colore come l’eterno dualismo del bianco e del nero.

Sigillo della Paupera Militia Christi

L’Agnello/Gesù avanza con il capo rivolto all’indietro. Egli non ha necessità di guardare innanzi giacché lui conosce bene la strada che porta nei celi. Guarda invece con attenzione, in modo amorevole e caritatevole allo stesso tempo il suo gregge. Per coloro che non riescono a capire/vedere che è l’agnello la nostra vera guida egli agita un vessillo, il vessillo della croce. L’Agnello/Gesù inoltre non è statico, fermo ma in cammino come il suo popolo e con il suo sguardo mite ci invita a seguirlo.

Nell’Apocalisse (21, 22-26) viene riportato che : …(la Gerusalemme celeste) “ non ha bisogno del sole né della luna che risplendano per essa; perché la gloria di Dio l’ha illuminata e la sua lampada è l’agnello….. e le sue porte non saranno chiuse di giorno; perché non ci sarà notte colà ”.

L’Agnello è al tempo stesso simbolo di Luce. La luce spirituale che l’Agnello emana è guida nella notte per tutto il suo gregge. Non a caso in diverse chiese l’Agnello veniva scolpito sui portali od in posizione elevata. Secondo San Bernardo dall’Agnello proviene così tanta Luce ed in modo così incessante da potere creare un “eterno solstizio“.
Sempre dall’Apocalisse (22,1) impariamo che alla fine dei tempi il posto di Gesù Cristo ovvero l’Agnello non sarà più quello alla destra di Dio padre ma addirittura sul trono che per l’appunto si chiamerà il “trono di Dio e dell’Agnello“.

Dobbiamo pertanto abituarci a considerare Gesù (il Figlio) non solo più come il rappresentante, l’inviato di Dio padre ma come tutt’uno con il padre. Ed è per ciò che egli avrà a disposizione, a pieno titolo, lo stesso trono del Padre.  Alla fine dei tempi Gesù Cristo riceverà atti di “adorazione vera e propria”.

2018-01-05T22:49:57+01:00 20 Agosto 2011|VARIE|