INTERVISTA AL MAESTRO GENERALE SUL TEMA DELL’ISLAM

INTERVISTA AL MAESTRO GENERALE SUL TEMA DELL’ISLAM

D. – Gran Maestro del V.O.S.S., come vede i rapporti tra mondo cattolico ed islamico?

R. – Il nostro Ordine non si è tramandato per secoli, passando attraverso situazioni complesse ed a volte anche ostili, per un caso della vita e neppure per nulla. Noi, Cavalieri bianchi, abbiamo una missione da compiere, chiara, antica; essa origina nel passato e passa per Seborga. Noi non siamo nati per contrastare l’Islam. Noi siamo stati e continuiamo ad essere tolleranti con gli altri quando gli altri cercano di capirci, sincetramente, quando l’altro ci stima, quando l’altro vede in noi un altro “se stesso”.

La tolleranza non può essere un concetto nidirezionale. Mi chiedo fino a quando essa possa essere applicata quando dall’altra parte c’è volontà di sopraffazione. Noi non abbiamo nulla contro l’Islam, religione importante, monoteistica, mediterranea come la nostra, né contro la realizzazione di moschee nel nostro paese. Le moschee sono un luogo di culto, servono per pregare e il mondo ha bisogno di persone fedeli a principi sani, religiosi e consolidati. Sono certo che il mondo sarebbe migliore se ci fosero più cristiani e più musulmani rispettosi della loro tradizione vera.

Il punto è che manca la reciprocità. Se nel 2000 in Italia sono state realizzate 351 moschee e nel 2010 le moschee funzionanti sono diventate 735, ciò vuol dire che il popolo italiano è ben aperto ad altre forme di spiritualità e di religione.

Fedeli islamici in preghiera in Milano

Tuttavia non possiamo dire che il mondo islamico si sia aperto al Cristianesimo in modo similare a quanto noi abbiamo fatto in Europa verso l’Islam.

Milano: Islamici in preghiera lungo le strade del centro.

Il mondo musulmano ha certamente la necessità di pregare il proprio Dio in un luogo di culto. Noi siamo così tolleranti che abbiamo concesso la costruzione di molte moschee. In dieci anni il numero delle moschee si è raddoppiato. Il problema è che in Medio Oriente così come in altri paesi a maggioranza islamica le altre fedi sono al bando. Essere trovati con anche un solo piccolo crocefisso od un libro del Vangelo o della Bibbia costituisce elemento sufficiente per avere problemi seri con la giustizia. In altri paesi quali ad es. l’Afganistan, il Kashmir, la Turchia, l’Iraq, la Siria, il Sudan ciò può essere sufficiente per finire ammazzati. Ciò noi non lo tolleriamo.  O meglio, non possiamo più tollerare questo tipo di comportamento.

Dinnanzi a questa assoluta intolleranza e mancanza di rispetto verso la tradizione di Cristo, che proviene da alcune frange del mondo islamico noi non possiamo continuare mostrando il ventre molle.

Milano: fedeli islamici in preghiera dinnanzi al Duomo.

In Arabia Saudita ad esempio il Cristianesimo è reato ed è perseguibile per legge. La conversione da Islam a Cristianesimo è un reato. I sacerdoti cristiani non possono entrare in Arabia a nessun titolo. Noi non possiamo continuare su questa strada. Se no saremo vigliacchi.

D.  – Come vede la situazion religiosa attuale?

R. – Bisogna avere il coraggio di affrontare la situazione e di dire come stanno le cose realmente, anche se ciò potrebbe apparire “politicamente scorretto”. In questa situazione di intolleranza e di pretese, il mondo islamico arriva in Europa attraverso una forte immigrazione, in un momento storico particolare per la nostra chiesa. I nostri giovani paiono disinteressarsi della fede mentre le chiese sono frequentate prevalentemente da un popolazione adulta, direi persino vecchia.

Anche le “vocazioni” si sono ridotte. L’età media dei nostri sacerdoti è attualmente di 61 anni. Il 13 % dei religiosi ha una età superiore a 80 anni mentre solo il 14% dei sacerdoti ha meno di 40 anni. Ciò significa che il calo di religiosi cattolici continuerà ben oltre l’attuale penuria. Basti ricordare che nel 1978 in Italia operavano 41.600 sacerdoti e che nel 2006 il numero era ridotto a 33.400.

Tutti noi ci rendiamo conto che molte piccole parrocchie sono senza parroco e che il funzionamento delle parrocchie più grandi lo si deve in larga misura alla presenza di sacerdoti cattolici giunti dal cosiddetto “mondo in via di sviluppo”. Senza di loro molte parrocchie sarebbero chiuse.  Mentre vi è un calo di spiritualità e di pratica di fede cristiana in Europa vi è un altro grave problema: il calo della natalità dei cristiani a fronte della natalità delle famiglie islamiche di recente immigrazione.

D. – Lei ritiene che l’Europa si stia realmente islamizzando?

R. – Da dati prospettici forniti da agenzie serie si ricava che in Russia a partire dal 2025 il 50% della popolazione sarà di religione islamica. In Gran Bretagna la popolazione islamica è passata in pochi anni da 82.000 a 2,5 milioni. Nel 2050 la popolazione islamica in Europa supererà i 52 milioni. Vorrei concludere dicendo, cari Fratelli, che i prossimi anni saranno impegnativi. Come il passato ci ha insegnato noi non abbiamo alcun problema ed alcun risentimento verso i fedeli dell’Islam, quelli pii, devoti, umili, così  come lo siamo noi per Cristo.

Purtroppo come stiamo amaramente constatando, non tutti sono così. Alcuni sono desiderosi di sovvertire le nostri tradizioni, di sostituire il nostro credo, di privarci della nostra fede. Ma noi non ci faremo né intimidire, né sopraffare.   Non sarà facile ma, assieme, ce la faremo.

Non nobis Domine, non Nobis, sed nomine tuo da gloriam!

2018-01-07T17:30:24+00:00 08 Novembre 2011|INTERVISTE, VARIE|