LE ARMI DELLA LOTTA SPIRITUALE

LE ARMI DELLA LOTTA SPIRITUALE

Paolo tratta l’argomento della lotta spirituale nel Capitolo VI della lettera agli Efesini :

“Per il resto, rafforzatevi nel Signore e nel vigore della sua potenza. Indossate l’armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo”.

Paolo Di Tarso, Santo della Chiesa Cattolica

Paolo Di Tarso, Santo della Chiesa Cattolica

Paolo ci ricorda che la vera forza del Cristiano sta nel coprirsi con l’armatura di Dio, questa è la vera protezione contro le lusinghe del Maligno. Non è la solita armatura con cui si armano i militari, i combattenti delle lotte materiali. Si tratta di una armatura speciale e specifica. Questa armatura ci arriva direttamente da Dio. La battaglia di cui parliamo non è un combattimento con morti e feriti ma ugualmente morti. Si tratta della morte dello spirito, della fine dell’amore, dell’altruismo, dei valori. Per colui che perde vi è l’apertura all’egoismo, alla bramosia, alla sete di potere, di ricchezze di prevaricazione, al male.

La nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti”.

Non si tratta di un dialogo ma di una vera e propria battaglia, una lotta senza quartiere. Quindi la chiave di lettura di questo conflitto è il Signore stesso. E’ lui a fornirci gli strumenti per capire che l’oggetto dello scontro non è una battaglia del mondo reale ma una lotta senza quartiere contro gli spiriti del male i quali non sono soltanto relegati nelle aree oscure e tenebrose del mondo ma sono presenti addirittura nelle regioni celesti.

Quindi Paolo ci parla di una lotta difficile e pericolosa che prevede diverse prove, immaginiamo difficili da superare. Si tratta di una vera e propria sfida ove uno perde  e l’altro vince. Per questo genere speciale di lotta non è suficente una armatura di metallo temprato. L’armatura necessaria è Dio stesso.

“ Prendete dunque l’armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno cattivo e restare saldi dopo aver superato tutte le prove”.

Ma che cosa è questa “armatura di Dio?” L’armatura di Dio non è di metalo temprato. Si tratta del suo messaggio, la sua parola; questi valori non servono solo nel periodo della lotta ma sono indispensabili per rimanere puri e saldi nei propri principi quando il Maligno sferrerà l’attacco.

Non si sa quando ci sarà la battaglia. Si sa però che un giorno arriverà. D’altra parte il redatore di Qoeleth ( 3, 8 ) ci ricorda che c’è: “Un tempo per amare e un tempo per odiare, un tempo per la guerra e un tempo per la pace”. Insomma c’è un momento ottimale per ogni cosa.

 “State saldi, dunque: attorno ai fianchi, la verità; indosso, la corazza della giustizia;  i piedi, calzati e pronti a propagare il vangelo della pace”.

Ma quale è questa battaglia che stiamo combattendo? Perché dobbiamo armarci con tutte queste armi? Perché la Verità, la Giustizia, il Vangelo diventano armi? Questo è possibile in quanto per l’Uomo, per l’Umanità si profila un grande nemico. Non è un nemico fisico.

Afferrate sempre lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutte le frecce infuocate del Maligno; prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio”.

Solo la fede è in grado di proteggerci dalle frecce infuocate del Maligno.  Paolo ci spiega che la vera spada è la parola di Dio.

In ogni occasione, pregate con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, e a questo scopo vegliate con ogni perseveranza e supplica per tutti i santi. 
E pregate anche per me, affinché, quando apro la bocca, mi sia data la parola, per far conoscere con franchezza il mistero del Vangelo, 
per il quale sono ambasciatore in catene, e affinché io possa annunciarlo con quel coraggio con il quale devo parlare”.

Abbiamo assistito al racconto di Paolo finalizzato a come prepararci per la “nostra” battaglia. Ma allora esistono battaglie “nostre” ed altre “non nostre”? Le battaglie “nostre” sono quelle “giuste”. Iniziare una battaglia “giusta” vuole dire lottare contro il nemico “giusto”.

Quindi esistono battaglie che “non sono nostre” ed altre che ci appartengono.  Quelle che ci appartengono sono le battaglie giuste mentre quelle sbagliate non le vogliamo combattere. Giusta è la battaglia che porta a fare trionfare il bene e sconfigge il male. Questa è una lotta insidiosa. L’insidia nasce dal fatto che ci sono altri che vogliono prendere il nostro posto. Il termine insidia vuole appunto indicare questa possibilità, che un altro prenda il nostro posto. Questo altro è il Male.

E’ il male che desidera prendere possesso della nostra vita, delle nostre scelte, delle nostre abitudini.  Ecco allora che la parola di Dio è la nostra corazza, la nostra protezione che ci permette di essere e mantenerci liberi. Come si recita nel Pater Noster, “libera nos a malo” cioè liberaci o Signore dal Male. Fa in modo che il Male non ci asslga e nel caso lo faccia proteggici con le armi che ci hai donato.

La libertà è una condizione irrinunciabile per un combattente. Se io non sono libero, intrinsecamente libero da comportamenti deplorevoli, da menzogne, da azioni nefaste, non ho alcuna possibilità che altri siano in grado di renderci liberi. Combattere contro le proprie menzogne. E’ necessario un combattimento intenso contro chi ha lasciato entrare le tenebre, le potenze esterne nefaste nella nostra vita. L’uomo non è intrinsecamente cattivo, maligno. L’uomo non è il male, tutt’al più fa il male. Quando noi diciamo che l’Uomo è cattivo vogliamo dire “Captivus” cioè prigioniero di svariate situazioni negative.

Paolo ci ricorda che il nemico non è mai l’altro. La buona battaglia, la nostra battaglia non è mai contro una persona ma è per difendere un ideale, per mantenere la fede. Il campo di battaglia è il proprio cuore il quale non deve prestare ascolto alle domandi fuorvianti, alle insidie, alle lusinghe.

Quando il maligno ci tenta, la soluzione non è trovare risposte alle domande fuorvianti, ingannevoli che ci presentano una realtà illusoria.  Di fronte alle lusinghe tentatrici del maligno che ci chiede di cambiare vita non dobbiamo farci ingannare. Dobbiamo continuare  a lottare al fine di rompere le tenebre e permettere che la luce dell’amore divino illumini i nostri cuori.

2018-01-06T12:27:26+01:00 16 Maggio 2012|VARIE|