LA CAVALLERIA TEMPLARE – NOVE SECOLI A DIFESA DELLA CRISTIANITA’

LA CAVALLERIA TEMPLARE – NOVE SECOLI A DIFESA DELLA CRISTIANITA’

Qualcuno forse potrà domandarsi: non vi sarà mai alcun progresso della religione nella Chiesa di Cristo? Vi sarà certamente e anche molto grande.  Tuttavia bisognerà stare molto attenti che si tratti di un vero progresso della fede e non di un mero cambiamento.

Il vero progresso avviene mediante lo sviluppo interno mentre dobbiamo parlare di cambiamento quando una dottrina si trasforma in un’altra.  È necessario dunque che, con il fluire del tempo, crescano e progrediscano quanto più possibile, la comprensione, la scienza e la sapienza sia dei singoli che di tutti; tanto di uno solo, quanto di tutta la Chiesa.

Devono però rimanere sempre uguali il genere della dottrina, la dottrina stessa, il suo significato e il suo contenuto. La religione delle anime segue la stessa legge che regola la vita dei corpi. Questi infatti, pur crescendo, sviluppandosi e modificandosi con l’andare del tempo, rimangono i medesimi di prima.

Vi è certamente molta differenza fra il fiore della giovinezza e la messe della vecchiaia, ma sono gli stessi adolescenti di una volta quelli che diventano vecchi.  Si cambia quindi l’età e la condizione, ma si resta sempre lo stesso individuo. Unica e identica resta la natura, unica e identica la persona.  Non vi è alcun dubbio in proposito. Questa è la vera e autentica legge del progresso organico.

Se col trascorrere del tempo la specie umana si modificasse a tal punto da avere una struttura diversa o, ad esempio, si arricchisse di nuove membra oltre a quelle ordinarie di prima, oppure nel caso invece ne perdesse qualcuna, si avrebbe, come conseguenza, che tutto l’organismo ne risulterebbe profondamente alterato o menomato. In ogni caso non si potrebbe più parlare dello stesso organismo di prima.

Anche il dogma [nota: termine greco che indica una opinione ben definita] della religione cristiana deve seguire queste leggi. Progredisce, consolidandosi con gli anni, sviluppandosi col tempo, approfondendosi con l’età. È necessario però che resti sempre assolutamente intatto e inalterato.

I nostri antenati hanno seminato già dai primi tempi nel campo della Chiesa il seme della fede. Sarebbe assurdo e incredibile che noi, loro figli, invece della genuina verità del frumento, raccogliessimo il frutto della frode cioè dell’errore della zizzania.

Leggendo questo passo se ne coglie una indubbia ed assoluta freschezza, una attualità e validità per cui non si penserebbe mai che esso abbia XVI secoli di vita. Esso è tratto dal “Commonitorium” di San Vincenzo da Lérins. Vincenzo lo scrisse, nel 434 d.C., con lo pseudonimo di “Peregrinus”.

San Vincenzo di Lérins

San Vincenzo di Lérins

In questo brano Vincenzo dibatte un tema sempre attuale: come fare a distinguere i veri dai falsi profeti, come smascherare i pastori autentici dai lupi vestiti da agnelli. Tema questo che interessa ogni cristiano e particolarmente coloro che hanno scelto la via della cavalleria celeste.

Dinnanzi al proliferare di Ordini, congregazioni, associazioni, gruppi che si definiscono “gli unici, i soli, i veri eredi dei templari”, dinnanzi a presenze che non si sa se collocarle nel folklore locale, nelle rievocazioni storiche partorite da vulcaniche pro loco, capiamo lo smarrimento della Chiesa e lo smarrimento di quei gruppi che operano su giusti binari.

Vincenzo aveva già trovato la risposta XVI secoli fa. La risposta che il Santo ci dà è precisa e valida ancora oggi: “devono però rimanere sempre uguali il genere della dottrina, la dottrina stessa, il suo significato e il suo contenuto”. Non basta dire io sono un cavaliere, non basta vestirsi con un mantello. E’ l’essenza, la struttura portante dell’Ordine, vale a dire che sono le sue regole di vita a dovere essere inalterate nei contenuti anche se con qualche aggiustamento nella forma.

Se vogliamo mantenerci su un discorso serio circa l’Ordine del Tempio dobbiamo sorvolare sulle leggende fiorite intorno alle vicende templari quali il rinvenimento dell’Arca dell’Alleanza e la conservazione del Santo Graal, la venerazione per il Bafometto per ricordare invece di come questi cavalieri siano sempre stati vicini all’ordine  Cistercense. E ciò non solo perché tra i fondatori dell’Ordine vi era lo zio di San Bernardo.

E’ certamente vero che i Cavalieri si sono occupati di moltissime cose che vanno dalla finanza (hanno inventato gli assegni e le carte di credito), all’ingegneria militare (basti pensare a Crack dei Cavalieri, allo Chateau Pélerin), all’ingegneria idraulica, alla costruzione e mantenimento delle vie di comunicazione, ecc.  Tuttavia noi non ricordiamo i Templari per questo. Il punto centrale di quel movimento chiamato indifferentemente Povera Milizia di Cristo, Ordine del Tempio o Cavalleria Celeste (punto che non va mai dimenticato) è che i loro appartenenti sono stati capaci di vivere sotto una regola militare e contemporaneamente sotto una regola monastica.

Non si può iniziare alcun discorso sulla Milizia del Tempio senza parlare della loro devozione verso il Signore, il quale non era certo il Maestro dell’Ordine ma bensì Gesù Cristo. Grande è la nostra ammirazione verso questi soggetti totalmente consapevoli del fatto che il valore dell’uomo è nullo, null’altro che un ammasso di polvere, quando questi perde di vista il suo Dio. Ed essi non lo hanno mai perso di vista, neppure nei momenti più bui delle sconfitte e poi dei roghi.

Diventa pertanto alquanto facile oggi discernere il grano dalla pula. Non si può parlare di Templari senza parlare di fede assoluta in Gesù Cristo, di devozione totale alla Madonna (la Maria madre di Dio che San Bernardo chiama affettuosamente “la Nostra Signora”), di difesa della Terra Santa, di difesa del sacro soglio pontificio e per esteso di difesa della Cristianità dell’Europa.  Senza di loro oggi non avremo verosimilmente una Spagna ed un Portogallo cattolici, ma probabilmente sede di un califfato islamico. Forse la storia e le vicende della stessa Europa e del Medio Oriente sarebbero state diverse.

Ma allora che cosa è che c’è da tenere nel messaggio che i cavalieri del Tempio di nove secoli fa hanno consegnato alla storia? Che cosa ci può essere di valido e di non anacronistico.  Dobbiamo rifarci a quanto detto da San Vincenzo: “bisogna progredire nel cammino attraverso uno sviluppo interiore, senza cambiare e senza stravolgere”.

Per progredire nel cammino templare è necessario restare fedeli allo spirito delle origini operando tuttavia un aggiornamento della regola in forza delle attuali mutate condizioni sociali, politiche, culturali.

L’Ordine del Tempio, dopo la tragica ed ingiusta fine dei suoi vertici, dopo la soppressione avvenuta nel 1312 da parte della Chiesa, con la bolla  “Vox in Excelso”, è stato clandestino e disperso per secoli in vari rivoli. Nel caso del Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri di Seborga esso è giunto fino ai nostri tempi, ed oggi può esibire ed essere fiero delle proprie sane radici cristiane.

2018-01-06T20:00:22+00:00 07 Dicembre 2013|VARIE|