SANTO NATALE 2013 A.D.

SANTO NATALE 2013 A.D.

In occasione del Santo Natale 2013 fra Diego, Maestro Generale dell’Ordine, invia ai confratelli Cavalieri, alle Dame ed a tutti gli Uomini di buona volontà il seguente messaggio:

buon-natale1Negli anni, la festa del Natale ha subito modificazioni non sempre condivisibili: a fianco del Bambinello nella grotta è giunto Babbo Natale con le renne. Questa contaminazione nordica stride con la tradizione cristiana.  Diciamo pure che se da un lato non c’è alcun modo di inserire Babbo Natale nella grotta è altrettanto difficile allontanare questa simpatica tradizione che piace tanto ai bambini in quanto Babbo Natale è colui che porta loro i giocattoli.

Gesù, Giuseppe e Maria, la Sacra Famiglia.

Gesù, Giuseppe e Maria, la Sacra Famiglia.

 Va detto però chiaramente che la storia del Bambinello è diversa. Non dimentichiamoci che colui il quale viene chiamato famigliarmente il “bambin Gesù”, è pur sempre Gesù, l’unigenito figlio di Dio. Gesù non nasce tra le palline colorate dell’albero o tra le luci multicolori ad intermittenza. Lo ricordiamo invece come ce lo riporta la tradizione cristiana e cioè  in una grotta fredda, poco illuminata posto sulla paglia della mangiatoia, tra un bue ed un asinello, per la gioia di Maria e di Giuseppe.

Oggi si dice anche che il Natale costituisca il culmine della “stagione natalizia”. Questo termine quantunque tanto utilizzato, non ci piace. Esso ricorda uno dei periodi di vendita in cui i negozianti dividono l’anno: la festa del papà, della mamma, la stagione natalizia, la stagione dei saldi, ecc. periodi temporali in cui molti si dedicano ad andare nei centri commerciali per estenuanti ricerche dei regali da fare.

Per il Cavaliere, il Natale è altra cosa. Il Natale non è bello perché si mangia il panettone con lo spumante. Facciamo pure un regalino ai bimbi o a chi ne ha bisogno (inteso come atto di carità), ricordandoci specialmente di coloro che non hanno nulla, ma il vero motivo per cui dopo duemila anni ancora ricordiamo quella nascita e per testimoniare la gioia che Dio ci ha dato con la Sua decisione di scendere sulla terra e di nascere come uomo in una famiglia economicamente modesta ancorché ricca di spiritualità.

Quando facciamo riferimento allo “spirito del Natale” vogliamo dire che questa festa presuppone in noi il raggiungimento ed il mantenimento di uno stato della coscienza particolare, caratterizzato dall’avere nel cuore una gioia immensa e tanta  misericordia.

Il Cavaliere di Cristo in questo momento di gioia e di festa si ricorda tuttavia il male non si ferma. In varie parti del mondo persone malvagie si preparano per compiere attentati, per fare saltare in aria le chiese, per uccidere fedeli cristiani o religiosi, oppure in modo meno violento ma altrettanto devastante operano nel tentativo di sradicare le radici cristiane dell’Europa.

Noi portiamo la spada per ricordarci che quella contro il male è una lotta vera e non è pacifica.VOSS-libro-1 bozza 1 b

L’Ordine non può stare a guardare. La lotta va portata contro coloro che non si accorgono o che fanno finta di non accorgersi della presenza del male, delle sofferenze e dei disagi, contro coloro che non vedono quanto la nostra società sia corrotta, ingannatrice, immorale,  prevaricatrice e violenta. La nostra lotta è rivolta a coloro che che negano che il mondo necessiti di amore, di moralità, di pace e di spiritualità.

La nostra testimonianza di fede in Gesù Cristo non può limitarsi a generiche e vuote parole ma deve tradursi in opere concrete. Il Cavaliere sa che Natale è una festa che si rinnova ogni giorno.  Nell’aiutare gli ultimi, i sofferenti, i bisognosi, nel vivere modestamente, in umiltà ed obbedienza, lontano dal lusso, dai clamori e testimoniando quotidianamente la nostra fede noi comprendiamo il senso profondo del Natale.

2018-01-05T20:19:36+01:00 24 Dicembre 2013|VARIE|