INDIGNAZIONE DEL PATRIARCATO GRECO CATTOLICO

INDIGNAZIONE DEL PATRIARCATO GRECO CATTOLICO

Riceviamo dal Patriarcato Greco Cattolico Melkita e pubblichiamo questa pressante lettera di Indignazione per ciò che sta avvenendo in Siria, per la persecuzione dei Cattolici, per l’incendio delle chiese, per la profanazione di Luoghi Sacri, per l’uccisione e le violenze alla popolazione cattolica costretta a fuggire dal paese che li ha visti vivere per oltre 2000 anni. I Governi e le Organizzazioni internazionali stanno chiudendo entrambi gli occhi dinnanzi a questo crimine contro l’umanità intera. E’ necessario un intervento immediato mirato a salvare queste popolazioni.  

Ecco il testo:

La Basilica di Santa Maria in Cosmedin dei Melkiti, dalla mia Persona retta e rappresentata, in unione di intenti con la Chiesa Melkita e tutti i Gerarchi Orientali, nonché la Cristianità intera, profondamente ferita e segnata dagli ultimi accadimenti che hanno coinvolto il popolo di Siria ed ora d’Iraq, esprime la sua massima riprovazione per tutto quello che l’efferato estremismo islamico, sotto ogni forma e bandiera, sta ponendo in atto ormai da tempo e per quanto di inaspettatamente più atroce ha iniziato a praticare di recente sotto il patrocinio di questo nuovo cosiddetto Califfato Islamico.Il rifiuto e la ferma condanna che con questa Nostra vogliamo esprimere a chiare lettere, a nome anche di tutti gli uomini di retta coscienza, sono diretti anche a stigmatizzare lo sconvolgente silenzio delle Istituzioni laiche (nazionali e internazionali) e religiose che ha accompagnato la gestazione, il sorgere e l’attività di detti gruppi di estremisti e ribelli che nelle loro efferate azioni offendono e calpestano non solo ogni sorta di diritto, se non il Diritto in genere, ma prima di tutto la dignità stessa del genere umano.

Chiediamo dunque che tutte le Autorità Musulmane civili, religiose e militari si adoperino senza ulteriori indugi in ogni modo e in ogni luogo inquinato dalla presenza di detti gruppi estremisti, per giungere a una condanna fattiva tale che li possa fermare ed eliminandoli, possa cancellare anche il ricordo dei loro deliranti richiami, che ingenerato inquietanti flussi migratori verso codesti, da parte di fanatici provenienti da ogni dove del mondo orientale come occidentale.

E’ inammissibile la feroce pulizia etnico-religiosa da costoro messa in atto, di fronte alla quale siamo costretti ad assistere impotenti, come sono inammissibili le crudeli pratiche attuate entro i confini di questo califfato illegittimo, che pure si stanno espandendo sotto gli occhi e all’eco dei già molti e inutili discorsi e condanne sollevatesi nell’ecumene intera. Dette pratiche, a dir poco medioevali, quasi preistoriche, non solo offendono il genere umano, ma inficiano lo stesso spirito della religione islamica in sé e la sua intelligenza, senza nulla togliere al fatto che costituiscono inequivocabilmente e senza alibi alcuni, chiari abusi intollerabili e crimini imperdonabili di una gravita tale da non poterli assolutamente lasciare impuniti.

Chiediamo a gran voce che i Capi religiosi musulmani di ciascuna confessione islamica si adoperino fattivamente per condannare e fermare le perpetrate barbarie e oltraggi portati al Cristianesimo in sé ed ai Cristiani. Non è più tollerabile la profanazione di Chiese, le esecuzioni capitali a motivo della fede cristiana e la vituperazione e le offese portate alla croce a mezzo delle ingiuriose e sconvolgenti crocifissioni che effondono vergogna su quanti si permettono di praticare questi strazi su corpi esanimi di innocenti cristiani già martoriati. Esigiamo, se non è alla loro portata il rispetto per la vita, portarne almeno alla morte e ai nostri sìmboli religiosi.

Chiediamo ai governanti di tutto il mondo, in particolar modo a quelli del Medio Oriente, che si adoperino per impedire le inammissibili e vergognose estorsioni di denaro fatte passare sotto il nome della riesumata tassa cosiddetta “Jizia”, anacronistico tributo riesumato da un passato ormai lontanissimo, che tale deve continuare ad essere.

Chiediamo l’impegno di tutto il mondo islamico affinchè si adoperi per arrestare questo crescendo di estremismi che altro non fa che effondere vergogna sulla stessa religione islamica, dal cui seno tali correnti sorgono e si ispirano.

Chiediamo a Dio di illuminare tutti i potenti del mondo affinchè trovino il coraggio di seguire una coscienza pura e retta abbandonando le politiche e le economie serve del danaro e del potere e dimentiche dell’unico valore primario ed importante che è l’uomo, affinchè possano uscire dal loro vergognoso silenzio e trovare il coraggio di porre fine a questa inutile escalation di prepotenza, violenza e barbarie.

Chiediamo agli Organismi Internazionali deputati all’applicazione e difesa del diritto, in qualità di garanti della perfetta messa in atto del diritto a salvaguardia degli equilibri mondiali, come possano continuare a tacere e restare impassibili davanti alle continue ed insistenti violazioni di ogni sorta di diritto.

Chiediamo quali altri limiti dovranno essere oltrepassati affinchè la diplomazia internazionale si mobiliti per ristabilire il rispetto dell’essere umano e l’ordine civile in questo mondo in cui è reato penale abbandonare gli animali ma non sembra esserlo istituire un califfato a cavallo di due Stati sovrani o mettere in atto una anacronistica pulizia etnico-religiosa. Se nessuno ha il coraggio di fare qualcosa di concreto, chiediamo almeno una risposta a tali domande, solo per placare tutte le rette coscienze tormentate da questo scenario assurdo. Mentre i nostri fratelli sono sgozzati, impiccati, violentati, spogliati di tutto, e dimenticati da tutti muoiono di fame, dormono per strada, vivono senza acqua, al caldo torrido dell’Oriente,

Aspettiamo una risposta,

Padre Mtanious Hadad
Rettore Basilica di Santa Maria in Cosmedin
Piazza Bocca della Varile, 18
00186 ROMA – (ITALIA)

Lettera di Padre Mtanious Hadad, rettore della Basilica di Santa Maria in Cosmedin, Patriarcato Greco Cattolico Melkita.

Lettera di Padre Mtanious Hadad, rettore della Basilica di Santa Maria in Cosmedin, Patriarcato Greco Cattolico Melkita.

2018-01-06T20:03:12+01:00 03 Agosto 2014|VARIE|