INTERVISTA AL MAESTRO GENERALE FRA DIEGO – 02 OTTOBRE 2014

INTERVISTA AL MAESTRO GENERALE FRA DIEGO – 02 OTTOBRE 2014

Intervista al Maestro Generale fra Diego – 02 ottobre 2014.

Cristiani e Musulmani: Intervista rilasciata alla Giornalista Susanna Agnese del Corriere di Saluzzo (Giovedì 2 Ottobre 2014)

 Domanda – Dr. Beltrutti di San Biagio, Lei, in qualità di Maestro Generale del V.O.S.S., pensa che sarà sempre più difficile (se non impossibile) una pacifica convivenza tra fedeli di religioni diverse?

No. Io credo che una pacifica convivenza sia possibile. Dipende tutto dagli uomini. Non tanto dai Libri quanto da chi li interpreta. Se si pensa all’Islam (che letteralmente significa “sottomissione”) e si legge il Corano si capisce che non vi può essere sottomissione “moderata”. Specialmente l’Islam Sunnita che non prevede alcuna interpretazione del Corano l ma la sua accettazione integrale così come è, non è una religione moderata. Basta guardare alla storia. Sicuramente ci sono uomini moderati anche tra i fedeli musulmani né più né meno che individui moderati in qualsiasi altra fede. Tuttavia leggendo il Corano non si ricava l’impressione che sia un libro “moderato”.

Per noi Europei, che siamo passati attraverso quell’immenso bagno di sangue che è stata la Rivoluzione Francese, è evidente che la convivenza tra fedi diverse è oggi possibile specialmente se ci si riferisce ai concetti espressi da Voltaire nel suo Elogio alla Tolleranza.

Ma il Medio Oriente ha avuto nulla di simile. Mi pare di capire che oggi nel mondo arabo la tolleranza sia un non valore. La convivenza sarà possibile quando anche in quelle aree saranno accettati concetti quali quello di reciprocità. Vi è poi un altro problema: fino a quando gli Europei potranno continuare ad essere tolleranti verso gli Islamici se essi continueranno ad essere intolleranti verso tutti quelli che non sono Islamici? Questo è un bel quesito. Quando Ebrei, Cristiani, Yazidi, Zoroastriani, ecc non saranno più oggetto di persecuzioni, solo allora si comincerà a parlare di pacifica convivenza tra fedeli di religioni diverse.

Domanda – Illustre Maestro, Lei condivide l’ipotesi di intervento militare contro l’ISIS?

Certamente sì. L’ISIS è una manifestazione del Male. Potremmo paragonarli ai Nazisti, agli Kmer Rossi, forse agli Unni di Attila, o ad uno dei vari gruppi che nella storia hanno tentato di imporre con la violenza la supremazia di una razza, di una religione. L’ISIS non solo è una faccia del Male ma rappresenta anche un’importante realtà mediatica. Sa farsi pubblicità molto bene. In questo mondo occidentale privo di ideologie, con una moralità ridotta ai minimi termini, ove molti giovani paiono pensare solo ai videogiochi, alle chat, agli SMS, a facebook e you-tube, l’ISIS dice: unitevi a noi e proverete l’ebbrezza di decapitare un prigioniero, di pestarlo a sangue; unitevi a noi e proverete realmente che cosa si prova a violentare una donna!

Dobbiamo chiederci: che cosa è che attira un Italiano in Medio Oriente? Che cosa è che lo spinge nelle braccia dell’ISIS? L’islam? Pensiamo davvero che si tratti di giovani estremamente religiosi? No. Non c’è niente di religioso nell’ISIS. Piuttosto c’è la possibilità di essere branco, di dare libero sfogo agli istinti più bassi e di essere impunito. C’è la possibilità di fare in reale ciò che fino ad ora si era solo provato in modo virtuale sui giochi della play station, ed alla fine del mese di essere anche pagato.  E poi, ribadire la supremazia assoluta dell’uomo sulla donna, la possibilità di ripudiare una moglie senza correre il rischio di essere lasciato dalla stessa, la possibilità di avere quattro mogli, ecc, sono tutti fattori che suscitano e solleticano molto la fantasia di giovani disillusi dalle difficoltà della vita occidentale. 

Domanda – Nel comunicato stampa che annuncia l’incontro del 3 ottobre scrive“da allora poco è stato fatto in quelle regioni al fine di aiutare la permanenza dei Cristiani ed anzi alcune azioni intraprese sono state anche sbagliate, dirompenti e devastanti su equilibri precari che comunque si mantenevano da tempi lontani”. A quali azioni si riferisce?

Guardiamo a com’era quel territorio alcuni anni fa. In Siria c’era Hafiz al-Asad, padre dell’attuale presidente Bashar, un alawita (gruppo religioso considerato dagli integralisti islamici come covo di “nemici di Allah”). In Iraq comandava Saddam Hussein, in Egitto Mubarak, in Libia Gheddafi. Poi a qualcuno è venuta l’dea di esportare la democrazia (che negli Usa aveva già superato i 200 anni di vita). Ma la democrazia non è facile da esportare come le arance o le lavatrici. Non a caso i latini dicevano “natura non facit saltus”. Cioè ci sono processi che prendono tempo, decenni, a volte secoli.

Senza addentrarci nelle ragioni più profonde di natura economica dietro la morte di Gheddafi e di Saddam Hussein, va detto che questi eventi hanno determinato una cosa sola: la sostituzione di dittatori sanguinari con gruppi ancora più sanguinari e violenti.

Solo recentemente gli Usa si sono accorti che il ruolo di Bashar al-Asad in Siria era funzionale al mantenimento di un equilibrio tra le varie componenti religiose del paese (soprattutto comunità islamiche e Cristiane). Oggi tutti hanno capito che rimuovere Bashar significherebbe consegnare la Siria ai gruppi estremisti islamici. Lo stesso è successo in Egitto. E’ grazie alla pressa di potere del gen. Al Sissi se in Egitto i Cristiani copti possono ancora uscire di casa.

Domanda – A proposito della presenza sempre più numerosa di immigrati musulmani nel nostro Paese, secondo Lei qual è l’atteggiamento “giusto” che un Cristiano deve tenere nei loro confronti? Condivide l’allarme lanciato da Oriana Fallaci nel 2001?

Oriana Fallaci era una giornalista che aveva capito, prima degli altri. Il suo grido “Svegliati Occidente, stiamo diventando l’Eurabia”, uscito 12 anni fa sulle colonne del Corriere della Sera, non solo è stato inascoltato ma Oriana è stata accusata di razzismo.

L’Italia è l’unico paese al mondo che investe risorse per la propria autodistruzione. Infatti il nostro Governo sta favorendo un’immigrazione incontrollata, un multiculturalismo che ovunque ha dimostrato di essere un fallimento, sta contribuendo a provocare la perdita d’identità storica e culturale oltre alla disgregazione del nostro modello di società.

Ci stanno raccontando la favola dei “migranti”. In tutto il mondo coloro che cercano di entrare in uno stato senza documenti, senza soldi, senza un lavoro sono chiamati “clandestini” ma da noi questa parola è stata vietata. Fateci caso: è sempre usato il termine “migrante”.

Noi non stiamo facendo del bene. Il nostro è un “buonismo suicida” in quanto ai clandestini non siamo in grado di offrire nulla. Abbiamo pensioni sociali da fame per i nostri anziani, non abbiamo lavoro per i giovani e ci andiamo a caricare di stranieri senza un soldo, senza lavoro, senza casa, spesso con gravi problemi di salute… che cosa farà tutta questa gente? Non stupiamoci poi se tra tutti questi alcuni abbracceranno l’estremismo islamico.

Il Cristiano deve essere vicino a questi clandestini con azioni caritatevoli, aiutandoli nel ciibo e nel vestiario… ma lo Stato e la Chiesa devono seguire binari distinti. Come potrà un poliziotto fare la multa ad un ragazzino che gira in moto senza casco quando abbiamo centinaia di migliaia di persone clandestine che impunemente girano senza patente, senza assicurazione, senza documenti. Comportiamoci pure da uomini che seguono la legge di Cristo, ma lo Stato Italiano non si lasci andare ad una impunità dilagante.

Domanda – Illustre Maestro Beltrutti di San Biagio, come nasce il suo interesse per questi temi?

Il mio interesse nasce casualmente, una decina di anni fa quando un amico mi dice: perché non vieni con me a Seborga? Ti farò conoscere il Principe Giorgio. Così fu e da allora qualcosa è cambiato in me. I Cavalieri del Tempio, il loro credo, la loro vita, la loro storia mi hanno affascinato.

Non dimentichiamo che fu San Bernardo a scrivere la regola dell’Ordine dei Cavalieri del Tempio e che Bernardo, assieme a Francesco è un colosso della Chiesa cattolica. Francesco e Bernardo sono due giganti del pensiero cristiano con fortune diverse. Tutti e due parlano a soggetti malefici (cioè che si comportano mele, generatori di Male). Tuttavia mentre il primo riesce a farsi ascoltare, il secondo parla a gente che non lo ascolta.

In sintesi estrema questa è la differenza tra i due. Sono entrambi uomini di Dio che si scontrano con realtà diverse. Pensiamo ad oggi: come sarebbe bello se il califfo dell’ISIS, sentendo le dolci parole di Papa Francesco decidesse di deporre la armi e di fare come il lupo di Agubbio fece con san Francesco e cioè di ascoltare e diventare buono. Saremmo tutti felici. 

Purtroppo non è così. Ecco allora che noi dobbiamo ricorrere a Sant’Agostino, a San Tommaso d’Aquino, a San Bernardo e ricominciare a parlare di “guerra giusta”. Perché in mezzo a tante guerre stupide ed ingiuste esistono guerre giuste. Ma quali sono queste guerre giuste? Se volessimo filosofeggiare, astrarci dalla realtà dovremmo dire che di guerre giuste non ne esistono. Tuttavia siccome noi viviamo nella realtà, nella polvere delle strade, dobbiamo ammettere che il tema della guerra giusta non è peregrino neppure per un fervente Cristiano.

A testimonianza di questo travaglio interno alla Chiesa che tuttora esiste se ne fece interprete il cardinale Carlo Maria Martini: “In questi giorni di guerra ripenso al lungo, difficile cammino della coscienza cristiana durante due millenni nel giudicare la guerra e gli armamenti. Prima delle armi nucleari e chimiche il principio della legittima difesa poteva in certi casi condurre a parlare di guerra giusta. La domanda ora è di tipo strettamente etico: ciò che si è fatto e si sta facendo contro il terrorismo specialmente a livello bellico rimane nei limiti della legittima difesa, o presenta la figura, almeno in alcuni casi, della ritorsione, dell’eccesso di violenza, della vendetta? E’ chiaro che il diritto di legittima difesa non si può negare a nessuno, neppure in nome di un principio evangelico. Occorre tuttavia una continua vigilanza, un costante dominio su di sé e delle passioni individuali e collettive per fa sì che nella necessaria azione di prevenzione e di giustizia non si insinui la voluttà della rivalsa e la dismisura della vendetta”.

Non intervenire in Siria ed in Iraq, essere indifferenti alle violenze, alle decapitazioni alle uccisioni effettuate su individui “colpevoli” di portare una croce al collo significherebbe essere conniventi con il Male. Certamente entrare in guerra non è mai una passeggiata; come ha detto il Card. Martini è necessaria una continua vigilanza. Il problema sta tutto in quel sottile limite tra una giusta legittima difesa ed una efferata ritorsione.

La guerra significa che ci saranno lutti, soldati che non torneranno, drammi di singoli e drammi famigliari. Tuttavia non possiamo permettere che il Male prenda il sopravvento su tanta povera gente, innocente e disperata. Non possiamo permettere che continuino a fare saltare le chiese con i fedeli dentro, a decapitare i prigionieri,  a violentare le donne, a venderle come schiave sessuali … ed essere impuniti.  Dobbiamo porre fine al nostro “buonismo suicida”.

2018-01-07T17:29:55+00:00 02 Ottobre 2014|ARCHIVIO, INTERVISTE, ULTIME NOTIZIE|