QUANDO LA “CONTAMINAZIONE” RELIGIOSA E’ INOPPORTUNA

QUANDO LA “CONTAMINAZIONE” RELIGIOSA E’ INOPPORTUNA

Contaminazione religiosa è il titolo di una breve nota (a firma U.T) che abbiamo ricevuto da una nostra sostenitrice (E.B.) e che mettiamo a disposizione dei nostri lettori. E’ una delle voci fuori dal coro che ci giungono a testimonianza di come esista un forte dissenso interno alla Chiesa a causa di alcune fughe in avanti unilaterali.

Il 19 maggio e alle 21,30 in Piazza del Duomo a Milano sono radunate alcune decine di migliaia di persone. Non era ancora successo ma il principe della Chiesa di Cristo S. Em. il card. Scola ha deciso di celebrare la sua “prima” in occasione di EXPO 2015. In realtà a molti è parso che venisse celebrato lo sprezzante scioglimento ufficiale dell’identità cristiana nell’acido della confusione delle fedi e dell’ossessionante equivoco del dialogo interreligioso, di fatto ormai dogmaticamente spacciato come la quintessenza della missione ecclesiale.

Tania Kassis

Tania Kassis ha preso parte ad un esperimento di contaminazione religiosa tenutosi a Minano, in Piazza Duomo nel 05-2015.

Nel bel mezzo della poesia-preghiera “Ave Maria” (rallégrati, Maria!) cantata con angelico talento dalla cantante libanese Tania Kassis due muezzin intonano la loro ipnotica cantilena invocando “Allah u akbar”.

Mi scuso per il mio apparente analfabetismo nel leggere i segni dei tempi ma rifiuto l’accerchiamento modernista di considerare il magistero preconciliare come un ferro vecchio. Il 1965 non è l’anno zero della Chiesa e rabbrividisco di fronte a una simile mescolanza di voci. Una vera e propria contaminazione religiosa, cacofonia dello spirito.

Decisamente inopportune e fuori dal tempo della storia sono le invocazioni arabe  a noi tragicamente familiari in questo periodo e che riecheggiano alterate dai lugubri gorgoglii delle gole tagliate ai nostri fratelli barbaramente trucidati.

Perchè non facciamo queste manifestazioni spettacolari a Kobani, perchè non ad Aleppo; oppure perchè non in Arabia Saudita o in Turchia. Ci viene il dubbio che nella quiete degli ovattati appartamenti del card. Scola non sia percettibile la stessa eco che fa sussultare i nostri timpani sgomenti. Forse che lì non giungono i lamenti dei bimbi sgozzati, delle donne stuprate?

Non ci resta che prendere atto con dolore dell’eversivo sgretolarsi della colonna di verità quale è stata per venti secoli la nostra antica Chiesa. Vediamo oggi profilarsi all’orizzonte una novità in linea col dinamismo dei tempi ovvero la contaminazione religiosa. Per fortuna che ci siete voi cari Cavalieri. Voi siete la nostra garanzia, l’ultimo baluardo.

2018-01-06T20:54:13+01:00 05 Giugno 2015|VARIE|