SEBORGA: SUL PRINCIPATO LASCIAMO PARLARE I COMPETENTI!

SEBORGA: SUL PRINCIPATO LASCIAMO PARLARE I COMPETENTI!

Seborga: sul Principato lasciamo parlare i competenti!

Commento all’articolo del 14 Gennaio 2017 uscito sul giornale “La Stampa Imperia Sanremo” a firma di Daniela Borghi e dal titolo: “PRINCIPATO DI SEBORGA, TUTTO E’ COMINCIATO CON GIORGIO I CUSTODE DELLA STORIA E PRIMO SOVRANO. Come è nato il piccolo regno «da cartolina»”.

Mi permetto di intervenire in qualità di Maestro Generale del Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri, ordine equestre fondato nel 1365 dal monaco/cavaliere e abate Pons Lance e giunto fino ai giorni nostri.

Lasciando perdere le cose “da cartolina”, devo puntualizzare che il principato non è iniziato nel 1963 con fra Giorgio Carbone ma svariati secoli prima. L’affidamento del feudo di Seborga ai monaci di Saint Honorat è antico e qui aggiungerò solo che essi esercitarono a lungo il loro diritto feudale sul territorio e sulla popolazione del Castrum de Sepulchro.

E’ vero che il Cav. Giorgio Carbone nel 1963 decise di farsi votare dai suoi concittadini, anche se ciò non era necessario dal momento che (come i documenti storici giunti fino a noi testimoniano chiaramente) la carica di Principe “pro tempore” ricadeva sul Maestro dell’Ordine o su un suo fiduciario.

Ci tengo a precisare che quando si parla di Ordine Equestre del Principato di Seborga ci si riferisce all’Ordine Sovrano di Seborga e non ci si riferisce a quelle associazioni cavalleresche che spuntano come funghi (e che dal 1951 l’Italia definisce illegittime e illegali).

Ci tengo a precisare che il vero e unico ordine cavalleresco di Seborga è quello che ho l’onore di presiedere. Noi non abbiamo bisogno di alcun riconoscimento dal cosiddetto “Principe Marcello” di cui non riconosciamo né il ruolo, né il titolo

Quello di Marcello e dei suoi amici è un “principato – tutt’altra cosa”. Da un lato il sedicente Principe Marcello parla di sacralità del Principato e delle nobili tradizioni di Seborga e dall’altro è evidente a tutti come ci sia un tentativo in atto di trasformare un Principato Abbaziale in un Principato “da cartolina” con tanto di “principessina”, di “corona”, di “cocchio”, di “elezioni”, di sagra della porchetta, ecc. Ma quando mai!?

Le sorprendenti e vulcaniche “teste d’uovo” del sedicente “principe Marcello”, quelle che confidano nella “autodeterminazione del Principato di Seborga”, sono recentemente giunte a definire le peculiarità del “candidato principe”. Pensate un po’! Come volano in alto! Cercano un soggetto “che parli italiano, che non abbia avuto condanne penali alle spalle e che “viva” in Seborga”. Nessun riferimento a qualità morali, o alla difesa della Cristianità.

I Cavalieri, da lontano, osservano divertiti questa farsa. Una cosa è certa: l’Ordine andrà avanti facendosi carico da solo della propria missione. Noi tireremo dritto lungo la nostra via adempiendo al compito che ci è stato affidato con uomini valorosi e virtuosi, testimoni e difensori del messaggio di Gesù Cristo.

I Cavalieri del VOSS e lo scrivente saranno contenti se in futuro il Principato di Seborga vedrà un incremento del turismo ma vogliamo ricordare, a chi se ne fosse scordato, che il feudo di Seborga è stato costituito e si è mantenuto nei secoli per difendere la Cristianità e con una missione ben precisa. E’ su questa linea che noi continueremo a operare.

Cav. Diego Beltrutti di S. Biagio

2018-01-10T19:41:02+01:00 08 Febbraio 2017|ARCHIVIO, CASTRUM SEPULCHRI, ULTIME NOTIZIE|