CONFERENZA SUL TEMA DEL PROCESSO AI TEMPLARI

CONFERENZA SUL TEMA DEL PROCESSO AI TEMPLARI

Il due marzo 2018 presso l’Associazione Culturale Italiana (fondata da Irma Antonetto) nei locali del Polo Culturale Lombroso 16 in Torino il dr Diego Beltrutti di San Biagio, Maestro Generale del Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri conosciuto anche come Ordine dei Cavalieri Bianchi di Seborga,  ha svolto una conferenza sugli eventi e ragioni che portarono al Processo ai Templari. Numeroso il pubblico presente; diverse le domande al relatore al termine dell’incontro.

Ecco un breve resoconto sul tema trattato:

Alla fine del 1099 si presentò il problema di come difendere i luoghi santi che erano felicemente rientrati sotto il controllo cristiano al termine della prima crociata; si doveva, inoltre, garantire un passaggio sicuro alle migliaia di pellegrini che giungevano da tutta Europa. Nacquero così diversi ordini quali i Templari, I Teutonici, gli Ospedalieri, ecc.

Coloro che si sono occupati della storia del Tempio sanno che questa non è una storia facile da comprendere e da raccontare; in effetti ciò che è avvenuto nei 196 anni di attività dell’Ordine è per molti tratti oscuro, controverso e a volte contradittorio. Ciò anche in relazione al fatto che la storia del Tempio è stata complicata dal sovrapporsi di leggende, miti oltre che dal ritrovamento di documenti alcuni dei quali si sono rivelati successivamente falsi.

Nonostante i molti secoli trascorsi si tratta comunque di una storia che non lascia indifferenti e continua ad accendere gli animi. Non è una storia by partisan e neppure una storia da melting pot ma da prese di posizione precise. Non me ne vogliano coloro che sono per le “contaminazioni culturali” ma l’Ordine non è stato mai un melange di Catarismo, Bogomillismo, Sufismo e neppure seguiva una Chiesa Giovannita così come non è stato rifugio di esoterici. Il Cavaliere, ieri come oggi, segue la Regola; non ci sono vie di mezzo o scorciatoie.

Se vogliamo prendere poi in esame una parte molto dolorosa della storia del Tempio vale a dire il processo tenutosi in Francia tra il 1307 e il 1314 e concluso con la fine dell’Ordine e la morte per rogo di alcuni dignitari, dobbiamo fare alcune premesse:

  • la storia anche in questo caso è stata scritta dai vincitori per cui dovendo credere a quanto trascritto nel corso degli interrogatori e nelle deposizioni davanti ai giudici, non sapremo mai se quanto confessato sotto tortura sia la verità;
  • in queste vicende hanno operato giuristi a dir poco geniali, spie insospettabili, giudici corrotti i quali sono riusciti a incrinare quella corazza di onestà, serietà, dedizione, che aveva avvolto e protetto l’Ordine fin dai suoi esordi;
  • forse non sapremo mai se l’Ordine utilizzasse davvero una “regola segreta”. Ciò in quanto il Libro del Battesimo di Fuoco, opera ritrovata negli archivi del Vaticano nella seconda metà del XVIII secolo da Friederich Münter, vescovo cattolico di Copenhaghen, è considerato un falso. Non possiamo dimenticare che nel tardo Settecento la Libera Muratoria stava fiorendo in tutta Europa, e documenti sensazionali come questo sono emersi un po’ dovunque;
  • forse non sapremo mai la verità sugli sputi sul Crocefisso, sulla rinuncia a Cristo, su Baphometto, sui baci “nella parte inferiore della spina dorsale“oppure sul ruolo della sodomia tra i membri dell’Ordine, ma questo non è il problema.

Bisogna ammettere che il processo contro i Templari, svoltosi nei primi anni del XIV secolo, fu una grande tragedia, non solo per l’Ordine ma anche per la Chiesa. La prigionia e la morte di tanti Cavalieri tra cui il Maestro Generale Jacques de Molay, di Geoffrey de Charnay e altri cavalieri meno noti costituiscono una pagina buia della Chiesa Cattolica e ancora di più per la monarchia capetingia. 

Fu questo uno dei primi casi di “teorema giudiziario” in cui partendo da un risultato auspicato e cioè la colpevolezza dell’Ordine, si decise di costruire a tavolino le prove con ogni mezzo, tortura compresa.

La “cattiva reputazione” dell’Ordine conditio sine qua non per l’avvio di un’indagine processuale fu creata ad arte, utilizzando le stesse modalità con cui si crea qualsiasi calunnia e qualsiasi diffamazione. Fu così che dal semplice pettegolezzo in una prigione di Beziers, riportato da un infiltrato prezzolato, si potè passare a un livello più alto attraverso il coinvolgimento del re Jaime II di Aragona per poi avere quel minimo di credibilità che potesse giustificare l’intervento di Guillaume de Nogaret, Cancelliere del re Filippo.

Allo studioso di oggi poco importa se le accuse rivolte ai Templari fossero vere o false; ciò che importa è che le confessioni furono verbalizzate, ascoltate da testimoni e pertanto incontestabili e poco importava agli inquisitori se estorte con atroci torture. Oggi siamo certi che il processo contro il Tempio è stato una costruzione artificiosa; il vero obbiettivo era istituire in Francia, una nuova monarchia, al di sopra del papato, con a capo un re divenuto paladino della fede. Potremmo definirlo più papalino del papa. In questa operazione il cervello pensante è stato indubbiamente il Nogaret giurista fine e autore di vari scritti che teorizzavano l’autonomia e la supremazia del potere regio rispetto a qualsiasi altro potere.

I cavalieri del Tempio verosimilmente non erano né migliori ne peggiori dei cavalieri appartenenti ad altri Ordini Equestri dell’epoca. Luoghi comuni attribuiti ai membri di comunità dello stesso sesso quali gruppi militari, comunità monastiche, gruppi sportivi ecc., ce ne sono sempre stati e continuano a esserci.

Il convincimento oggi prevalente è che i Cavalieri si trovarono, loro malgrato, coinvolti in un gioco più grande di loro. Il loro ruolo fu quello tipico dello innocent bystander cioè di colui che, pur non avendo alcun ruolo, si trova nel posto sbagliato nel momento sbagliato. In buona sostanza l’Ordine si trova a essere preso nel mezzo tra due fazioni in lotta, vale a dire il papato di Bertrand de Goth (Papa Clemente V) e la monarchia capetingia di Filippo IV detto il Bello.

Le tensioni tra re Filippo IV e papa Clemente V altro non erano che la conseguenza di una lotta senza quartiere portata avanti da papa Bonifacio VIII nei confronti del re di Francia. Un’anticipazione del pensiero della corte di Francia nei confronti del papato la troviamo già nell’episodio del cosiddetto “schiaffo di Anagni”.

Il Tempio era un Ordine della Chiesa e pertanto esso era sottoposto alla sola autorità del papa; solo questi avrebbe avuto titolo per istruire un procedimento giudiziario.

L’arresto dei Cavalieri avvenuto il 13 Ottobre 1307 ad opera della gens du roi fu chiaramente un illecito ma, come si dice a Napoli, “cosa fatta capo ha”. Quando Clemente V decise di dire la sua in merito era ormai già tardi. Alla fine il papa, tenuto praticamente in ostaggio dal re Filippo, dovette cedere e provvedere alla sospensione dell’Ordine attraverso un escamotage di tipo amministrativo (Bolla Vox in excelso – 22 marzo 1312).

La responsabilità morale di quest’atto che pone la parola fine sull’Ordine del Tempio deve essere attribuita per la maggior parte sul Re di Francia anche se la Chiesa ha avuto le sue colpe. Successivamente il papa, al fine di non fare confluire i beni del disciolto Ordine nelle casse del re emanò altre due bolle le quali prevedevano anche il passaggio verso l’Ospedale dell’immane ricchezza accumulata in circa due secoli dai Templari.

Oggi, a distanza di 704 anni da quelle vicende, non ci resta che sperare che questa straordinaria virtù del Cristiano che si chiama “misericordia” possa essere praticata dai vertici della Chiesa anche nei confronti delle vittime di quell’obbrobrioso processo e degli eredi della Cavalleria del Tempio che da secoli operano in difesa della Cristianità nel silenzio con umiltà e dignità.

Confortati anche dalla recente “scoperta” della Pergamena di Chinon contenente gli atti della visita dei Cardinali inviati dal Papa per interrogare gli illustri Cavalieri (agosto 1308) colà reclusi, atti dai quali si evince l’assoluta fede in Cristo dei dignitari dell’Ordine, si può ragionevolmente pensare che la Chiesa abbia il dovere morale di rivedere il processo contro il Tempio e riabilitare l’Ordine e i suoi Cavalieri.

Molti si chiedono le ragioni per cui la bolla pontificia Vox in excelso di Clemente V, la quale ha di fatto disposto la sospensione dell’Ordine Templare, non sia stata ancora abrogata. Non è facile immaginarne le ragioni. Tuttavia non sarebbe troppo tardi per porre rimedio a ciò che sempre di più appare come uno sbaglio di un papa che non aveva certamente il cuor di leone.

A ben guardare, sia Jacques de Molay che Geoffroy de Charnay sono morti come “martiri della verità”, di quella verità che hanno voluto fare trionfare ad ogni costo, sprezzanti delle tragiche conseguenze che sarebbero scaturite da quell’atto.

Per coloro che volessero approfondire il tema va detto che sul processo sono stati scritti fiumi di inchiostro; moltissimi i documenti a disposizione. Tra gli studiosi autorevoli ricordiamo Dupuy Pierre (1654), Raynouard (1813), Michelet Jules (1888), Demurger; tra gli Italiani certamente Frale, Cardini, Raffi, Cerrini.

2018-03-09T00:37:31+00:00 02 marzo 2018|ARCHIVIO, INCONTRI, ULTIME NOTIZIE, VARIE|