LA NOTTE DI NATALE

LA NOTTE DI NATALE

La natività

In questa notte buia e fredda che la tradizione fissa al 25 di Dicembre e che fa parte di quella serie di lunghe notti che noi conosciamo anche come “il tempo del solstizio di inverno” i Cristiani ricordano un grande evento.

Si ricorda il miracolo della nascita di Gesù; la notte in cui egli decise di rendersi visibile all’umanità.

Questo è il senso della memoria di quel santo giorno che la tradizione Cristiana da duemila anni ci propone come “la notte di Natale”.

Betlemme, Grotta della Nativita’: la stella indica il luogo dove, secondo la tradizione, è nato Gesù.

Certamente noi sappiamo che Gesù Cristo è vivo e siede alla destra del Padre, sappiamo anche che Egli è presente in ogni atomo dell’universo, in ogni goccia di rugiada, in ogni pietra del deserto, in ogni allodola, in ogni fiore di montagna; sappiamo che Egli è ovunque.

Tuttavia noi non possiamo vedere il suo volto, la sua presenza, ma solo intuirla a meno che Egli non decida di farsi vedere.

Il 25 dicembre noi ricordiamo e festeggiamo proprio quel giorno di tanti anni fa in cui Gesù decise di

rendersi visibile. Lo fece in grande semplicità, lui che avrebbe potuto nascere in una reggia; decise invece di nascere in una fredda grotta. La scelta del luogo, Betlemme, non fu casuale giacché in ebraico il termine significa “la casa del pane”.

Appena nato fu deposto in una mangiatoia.

Betlemme e la mangiatoia ci ricordano proprio che Gesù Cristo è il nostro pane e come tale va “mangiato”, assimilato, fatto nostro; ciò avviene puntualmente nell’eucarestia.

Natale non è solo festa per il cuore ma anche per il cervello. La luce che Gesù Cristo ci dona ci permette di squarciare le nostre tenebre e di comprendere quanto ancora ci resta da lavorare sulle nostre negatività, sul nostro egoismo, sulle nostre infedeltà, sul nostro orgoglio, sulle nostre paure, sulla nostra superbia.

Nel cuore Gesù bambino ci porta calore, affetto, bontà, carità, fedeltà, purezza, umiltà, speranza.

Ecco allora che l’augurio natalizio che ci scambiamo è: “impegnamoci ad essere buoni e giusti ed Egli si fermerà con noi a lungo”.

Di tutto ciò, del Santo Natale, abbiamo un disperato bisogno, non solo come Cavalieri, come Ordine, come Seborghini, come Italiani, ma come membri del genere umano.

Il Maestro Generale – Messaggio per il Santo Natale 2018 AD

2018-12-05T23:01:31+00:00 05 Dicembre 2018|ARCHIVIO, COMUNICATI|