SANTA PASQUA 2020 – Messaggio del Priore Generale

SANTA PASQUA 2020 – Messaggio del Priore Generale

In una situazione drammatica come quella odierna in cui tutti noi (direi a livello planetario) siamo stati proiettati, diventa difficile pensare a un Dio buono, misericordioso, onnipotente.

Credo che molti di noi siano stati assaliti da dubbi. Ma Dio, se c’è, perché non ci aiuta? Perché non sio occupa delle cose terrene? Come è possibile tutto questo dolore, questa sofferenza? Perché tutti questi morti!

Il primo pensiero, del tutto umano, è che Dio sia distratto. Perché non fa nulla per noi? Forse non ci vuole più bene?

Ci è stato tramandato (Mt 27,46 – Mr 15:34) che lo stesso Gesù, sulla Croce, gridasse “Eli, Eli, lamà sabactàni?” e cioè “Dio, Dio perché mi hai abbandonato?” Con questo illustre precedente direi che noi siamo giustificati ad essere affranti, depressi e a porci interrogativi profondi.

Tuttavia, dobbiamo ricordarci che è nostra abitudine (umana) proiettare in alto nel cielo problemi che sono del tutto terreni. Non possiamo certo incolpare Dio al posto di coloro che hanno manipolato geneticamente virus mortali come il Corona virus, il virus di Ebola o quello della Sars. Piuttosto dovremmo chiederci se è proprio necessario modificare geneticamente virus e batteri per crearne di nuovi, più aggressivi, da usare come armi letali in vista di una possibile guerra biologica. Si tratta di scelte umane, di scelte scellerate.

Nella Bibbia abbiamo due visioni sul tema del male: quella dello A.T. e quella del Vangelo. Nello A.T. Dio si era già espresso chiaramente: “Voi servirete al Signore, vostro Dio. Egli benedirà il tuo pane e la tua acqua. Terrò lontana da te la malattia” (Es 23:25), e ancora: “Ascoltami, figlio, e non disprezzarmi, alla fine troverai vere le mie parole. In tutte le azioni sii moderato e nessuna malattia ti coglierà” (Sir 31:22). 

Al contrario chi non ascolta la parola di Dio: “Chi pecca contro il proprio creatore cada nelle mani del medico” (Sir 38,15) e ancora: “Al giusto non può capitare alcun danno, gli empi saranno pieni di mali” (Pr 12:21).

Genesi 3 11 ci ricorda la disobbedienza di Adamo ed Eva: «Chi ti ha fatto sapere che eri nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?» La Genesi ci parla di un Dio che non agisce preventivamente, che ci lascia utilizzare il nostro libero arbitrio. Insomma: il Dio della Genesi è un Dio giusto il quale dialoga con Adamo, si accerta di come sono andate le cose e poi come avviene in ogni consesso umano, dinnanzi a un errore, a una trasgressione, emette una sentenza. Per Adamo la sentenza è che a causa della sua disobbedienza dovrà lasciare l’Eden e dovrà lavorare per vivere. La verità dello A.T. è che ognuno paga per i propri peccati.

L’esperienza quotidiana ci dice, tuttavia, che non è sempre così. Ci sono persone malvage che vivono bene, diventano anziane e persone pie che conducono una vita miserabile. Che cosa dire poi quando la sofferenza cade su un innocente, su un bambino? L’unica risposta possibile è che ci troviamo dinnanzi a un mistero. Il mistero della sofferenza.

Una prima risposta a questo quesito la troviamo già nel Libro di Giobbe dove questi è presentato come l’uomo che, pur essendo il più buono e pio della terra, è colpito da ogni sorta di male e malattia. Il messaggio che ne ricaviamo è che quindi non è vero che il male sia una punizione per le colpe degli uomini. Giobbe (2,10) ci ricorda: “Ma egli le rispose: «Come parlerebbe una stolta tu hai parlato! Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremo accettare il male?». Il male, il dolore, la sofferenza restano un mistero. A noi non è concesso andare oltre, sarebbe come volere entrare nei pensieri di Dio.

Concludo dicendo che questo disastro del Covid.19 è e resta un mistero anche se da alcune inchieste internazionali sta emergendo lo zampino umano. Certamente non si tratta di una punizione divina.

La colpa di Adamo è stata cancellata, il peccato rimosso (per tutti i credenti) dalla morte ingiusta di Gesù Cristo.  Il Vangelo ci ricorda come Gesù abbia ribaltato il problema della sofferenza e del male. Il nostro Maestro non ci ha imposto di accettare questa situazione come espressione della volontà divina. Lui, al contrario, ci offre un’altra prospettiva. Nel Getsemani Gesù è estremamente umano: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Però non la mia volontà, ma la tua sia fatta» (Lc.: 22, 42). Non si tratta di un obbligo ma di un atto di amore. Gesù ci fa capire che si può decidere di accettare la sofferenza per amore. Egli percorrerà questa via fino alla fine. In preda ai dolori della croce non imprecherà, non maledirà, non dirà “perché proprio a me è toccato tutto questo?” Al contrario testimonierà, urlando con l’ultimo fiato: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito» (Lc.: 23, 46).

Gesù Cristo ci ha offerto un modello forse non semplice a prima vista, ma umanamente percorribile. Con la sua vita, con lo scandalo della Croce e, attraverso la Risurrezione, ci ha liberati dalle paure della morte. Per amore.

Fratello Diego 06 aprile 2020 AD

2020-04-06T18:01:53+02:00 06 April 2020|ARCHIVE, ANNOUNCEMENT, ULTIME NOTIZIE, Uncategorized|