RIFLESSIONI SUL SANTO NATALE

RIFLESSIONI SUL SANTO NATALE

Sarà capitato anche a voi, nel tentativo di rispondere ad un nipotino curioso, di riflettere sulle ragioni della presenza di un bue e di un asinello nella grotta di Betlemme.

Papa Ratzinger (Benedetto XVI) è stato molto chiaro sull’argomento. Il profeta Isaia (1:3) ha parlato del bue e dell’asino in questi termini: “il bue conosce il proprietario e l’asino la greppia del padrone; ma Israele non conosce e il mio popolo non comprende”.

I padri della Chiesa hanno dato a queste parole una dimensione profetica; coloro che si stavano avvicinando al Cristo: giudei e pagani erano come buoi e asini, quindi non certo esempi di intelligenza e conoscenza; tuttavia costoro avevano capito ciò che il popolo di Israele non è stato in grado di capire.

Nell’iconografia i due animali sono teneri, mansueti, con gli occhi languidi; con il loro fiato scaldano la grotta e danno calore al Bambinello. Il piccolo Gesù è nella mangiatoia; così come fieno per il bue e l’asinello egli si farà pane (Eucarestia) per gli uomini che credono in lui. Il bue e l’asinello hanno ascoltato la voce del loro padrone e hanno compreso.

Nella notte Santa, sia che siamo buoi o asinelli, l’importante è essere umili, con il cuore grande; solo così potremo ascoltare e comprendere. Solo così potremo vedere e seguire la Luce che squarcia le tenebre.

Ora comprendiamo perché in Betlemme (Bet Lem significa la casa del pane) il Bambinello, il nostro Signore, colui che si è immolato affinché noi potessimo essere liberi dal peccato commesso dal nostro antenato Adamo, si trova nella mangiatoia (luogo in cui gli animali assumono il fieno).

È interessante il passo in cui Isaia ci fa comprendere come esseri irragionevoli sono stati in grado di comprendere il messaggio del Nazareno mentre “il mio popolo non comprende”. Il senso di tutto ciò è che la ragione, utilissima in tanti aspetti della vita non ci aiuta a comprendere il messaggio di Gesù. 

In Gerusalemme tante le figure che non hanno compreso Gesù; partiamo da Erode, per arrivare ai farisei, ai dotti, ai sapienti. Quelli citati sono tutti soggetti dotati di grandi capacità intellettuali e di ragionamento.

Nella grotta, invece, non ci sono dotti, sapienti. Maria e Giuseppe non erano certo letterati o persone colte; lo stesso dicasi dei pastori. Il bue e l’asino stanno bene in questo contesto. Addirittura capirono soggetti di altre culture e tradizioni come i re Magi; come a dirci che si può essere studiosi, razionali, conoscere le stelle, senza anestetizzare il cuore.

La stalla e tutti coloro che la animano ci fanno capire che lo studio, la sapienza, la ragione, l’intelligenza non sono lo strumento principale e neppure indispensabile per avvicinarsi al Nazareno.

La soluzione è evidente: noi dobbiamo guardare il Bambino, contemplarlo e ascoltare. I ragionamenti complessi, come si dice in punta di fioretto, sono solitamente strumenti narcisistici che come dice il volgo spesso hannp, come unico risultato, quello di trattenere l’acqua sporca e buttare via il bambino.

Quindi, anche in questo Santo Natale 2021, uniamoci ai pastori, contempliamo la Luce che si spande dalla grotta e siamone felici.

2021-12-17T17:28:19+01:00 17 December 2021|AMICI DEL V.O.S.S., ARCHIVE, ANNOUNCEMENT, Uncategorized|