Considerazioni sugli eventi degli ultimi anni
Negli ultimi anni nel Principato di Seborga sono avvenuti alcuni accadimenti che hanno costretto l’Ordine dei Cavalieri Bianchi ad assumere una ferma posizione politica. Con la “elezione” priva di significato e di valenza storica e politica del sig. Marcello Menegatto il Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri, l’Ordine Cavalleresco Sovrano di Seborga, ribadisce la volontà di non intrattenere con questo soggetto alcun rapporto, oltre a non riconoscerne né la carica né il ruolo.
Lo stesso dicasi per quelle Associazioni/Confraternite che pomposamente si fregiano di essere da questi riconosciute. Questi “riconoscimenti” dati dal Sig. Menegatto sono privi di qualsiasi fondamento storico e valore giuridico.
Il Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri ricorda che nel 1079 l’abate del Monastero di Lérins riceveva dall’Imperatore Enrico IV il titolo di Principe del Sacro Romano Impero, titolo avvallato anche da Papa Gregorio VII (Ildebrando di Soana).
La popolazione di Seborga ha avuto per secoli una guida ferma e sicura nel nome dell’Abate di Lérins il quale ha sempre potuto contare sull’appoggio dell’Ordine dei Cavalieri Bianchi. I Principi di Seborga, e i documenti ce lo testimoniano, sono sempre stati espressione del Capitolo Generale Lérinense. La carica di Principe in diversi casi è stata posta nelle mani del Maestro Generale dell’Ordine Equestre. Non ci sono stati Principi provenienti da altri settori. I documenti ci raccontano come i Seborghini (ovvero i residenti in Seborga) abbiano sempre prestato giuramento di fedeltà al feudatario Abate in occasione delle sue visite a Seborga.
Il Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri afferma che la situazione attuale di un “Principe eletto dai sudditi”, è tragicomica e testimonia la confusione mentale e l’ignoranza storica abissale dei personaggi coinvolti in questa vicenda. La storia ci ricorda come il Principe debba provenire dalle file dell’Ordine, debba appartenere ad una famiglia nobile, ed essere nominato dal Capitolo Generale dell’Ordine.
Ovviamente oggi i cittadini residenti a Seborga hanno tutti i diritti per trovarsi, organizzarsi, discutere di qualunque cosa e su chicchessia; possono anche decidere di votare un loro “Principe”, ma ciò resta a livello folkloristico/turistico/gogliardico. In sostanza coloro che risiedono a Seborga possono fare tante cose, ma una cosa non la possono fare: stravolgere la storia. Il Principato di Seborga, anche dopo l’uscita di scena degli Abati di Lèrins, ha continuato a regolarsi su antiche e consolidate pratiche nobiliari che hanno concesso al Priore Generale dell’Ordine di operare egli stesso come Principe o di nominare uomini dell’Ordine di propria fiducia.
Il “Principe Marcello I.”, la “Principessa Nina”, i “Ministri”, il “Consiglio della Corona” sono tutte belle iniziative, che serviranno forse (lo speriamo) a portare qualche turista in più in paese ma giuridicamente non vogliono dire nulla. Ricordiamoci che nel passato i primi cittadini del Castrum Sepulchri sono sempre stati i Cavalieri/Monaci. Sono stati questi ad avere difeso non solo i valori della Cristianità, ma anche protetto la “Santa Reliquia” e difeso i confini del Principato dagli attacchi provenienti dall’esterno. La storia plurisecolare del Castrum Sepulchri ci conferma che il Principe è sempre stato l’Abate del Monastero di Santo Onorato in Lérins. Successivamente, con la chiusura del Monastero, tale prerogativa è passata nelle mani del Priore Generale dell’Ordine.
Veniamo a oggi: dopo avere costatato il fallimento dell’affidamento del Principato al sig. Nicolas Mutte, dopo avere preso atto di come la situazione a Seborga assomigli sempre più ad una piece da operetta, di come interessi economici stiano minando e snaturando la spiritualità da sempre connessa al Castrum Sepulchri, il V.O.S.S., nell’ultimo Capitolo del 2017 prendeva la decisione di avvalersi di quelle prerogative che la storia gli ha riservato e di candidare il Priore Generale Cav. Diego Beltrutti di San Biagio all’incarico di Principe di Seborga. Verosimilmente tale decisione verrà ratificata nel prossimo Capitolo Generale. Capitolo generale