THE PAST

THE PAST 2018-03-06T17:35:54+00:00

Year 954: the Sovereign territory of Seborga is created. The Marquis Guidone, Count of Ventimiglia, yelds Seborga to Albert, abbot of the Monastery of Lérins. The vast territory also includes the Chapel of San Michele which includes the current city of old Ventimiglia. The foundation deed is present in the State Archives in Turin.

Year 1079: Seborga is confirmed as Imperial Principality, that is, part of the Holy Roman Empire by Pope Gregory VII and by the Germanic Emperor Henry IV.

Year 1666: Prince-Abbot Cesare Barcillon decides to contract to Bernardino Bareste from Mougins the management of a new mint to beat his own coins: the first “Luigini di Seborga” are produced.

Year 1708: in 1708, after being appointed to the post of Prince of Seborga, Giuseppe Antonio Biancheri, opposed to the attempt to sell Seborga. Biancheri sided with the White Knights of Seborga and, joining the Chapter of Seborga stood against the continually attempted sales by the Chapter of the Triple Congregation that resides on the islet of St. Honorat, slowing down the drafting of compromises.

Year 1729: The territory of Seborga is sold. The deed was signed in Paris in the presence of the lawyer Francesco Lea, representing the King of Sardinia, and the Fathers Benoît de Benoît and Lambert Jordany, respectively bursar and dean of the Lèrins monastery, representing the Prince-Abbot Fauste de Ballon.
This act, which was never recorded, however, did not explicitly stipulate that the King of Sardinia would acquire sovereignty over Seborga (so much so that the words “Prince of Seborga” never appears among his official titles), but simply that the territory of Seborga would become his personal possession, on which he would exercise the role of protector (ius patronatus); not by chance, the purchase was made with the personal finances of the king and not with those of the Savoy kingdom.

Year 1729: between “the inverse statements“, in addition to the doubts of the Parisian notary Chêvre who will annotate the observations in the “insinuation” (as reported in the last line of the seventh sheet transcribed by the Head of the City of Paris, February 4, 1729 ), the almost ninety-year-old Pope Benedict XIII, formerly a Dominican friar with the name of Vicenzo Maria Orsini (born Pier Francesco) and formerly Cardinal and Archbishop of Benevento, who rose to his pontificate in 1724, declares that he never authorized, either verbally or in writing, the sale of the Sovereign Principality of Seborga.

Year 1748: Treatise of Aix la Chapelle. This treaty puts an end to the war of succession of the House of Austria (France – Spain – Genoa against England – Sardinia – Austria). The Principality of Seborga is not included in the territories of the Republic of Genoa.

Year 1749: The right of Nullius Diocesis already granted to the Principality is confirmed by the king of Sardinia Vittorio Amedeo III and by Cardinal Delle Lanze. The Holy See adds the Ius Patromatus right that the House of Savage transforms into a de facto protectorate over the Principality of Seborga.

 

 

 

Anno 954: Viene creata la signoria Sovrana di Seborga. Il Marchese Guidone, Conte di Ventimiglia cede Seborga ad Albert, abate del Monastero di Lerins. Il vasto territorio comprende anche la Cappella di San Michele che comprende l’attuale Ventimiglia. Atto di fondazione presente in Archivio di Stato a Torino.

Anno 1079: Seborga è confermata Principato Imperiale e cioè facente parte del Sacro Romano Impero da papa Gregorio VII e dall’Imperatore Germanico Enrico IV.

Anno 1666: il Principe-Abate Cesare Barcillon decide di appaltare a Bernardino Bareste di Mougins la gestione di una nuova zecca per battere monete proprie: vengono prodotti i primi “Luigini di Seborga”.

Anno 1708: nel 1708, dopo essere nominato alla carica di Principe di Seborga, Giuseppe Antonio Biancheri, si oppone alla vendita. Biancheri si schiera con il Cavalierato del Santo Sepolcro e, unendosi al Capitolo seborghino, si pone contro la volontà di vendita continuamente tentata dal Capitolo della Triplice Congregazione che risiede sull’isolotto di St. Honorat, rallentandone la stesura dei compromessi.

Anno 1729: Il territorio di Seborga è venduto. L’atto fu sottoscritto a Parigi alla presenza dell’avvocato Francesco Lea, in rappresentanza del Re di Sardegna, e dei Padri Benoît de Benoît e Lambert Jordany, rispettivamente economo e decano dell’abbazia lerinese, in rappresentanza del Principe-Abate Fauste da Ballon.
Tale atto, che peraltro non venne mai registrato, non prevedeva esplicitamente che il Re di Sardegna avrebbe acquisito la sovranità su Seborga (tanto è che la dicitura “Principe di Seborga” non compare mai tra i suoi titoli ufficiali), ma semplicemente che il territorio di Seborga sarebbe diventato suo possedimento personale, sul quale avrebbe esercitato il ruolo di protettore (ius patronatus); non a caso, l’acquisto fu effettuato con le finanze personali del re e non con quelle del regno sabaudo.

Anno 1729: fra “le inverse dichiarazioni”, oltre ai dubbi del notaio parigino Chêvre il quale annoterà le su osservazioni nella “insinuation” (come riporta l’ultimo rigo del settimo foglio trascritto dal Capo del Comune di Parigi, il 4 febbraio del 1729), il quasi novantenne Pontefice Benedetto XIII, già frate domenicano col nome di Vicenzo Maria Orsini (al secolo Pier Francesco) e già Cardinale e Arcivescovo di Benevento assurto al pontificato nel 1724, dichiara di non aver mai autorizzato, né verbalmente né per iscritto, la cessione del Sovrano Principato di Seborga.

Anno 1748: Trattato dio Aix la Chapelle.
Questo trattato pone fine alla guerra di successione della Casa d’Austria (Francia – Spagna – Genova contro Inghilterra –Sardegna – Austria). Il Principato di Seborga non è incluso nei territori della Repubblica di Genova.

Anno 1749: Il diritto di Nullius Diocesis già accordato al Principato è confermato dal re di Sardegna Vittorio Amedeo III e dal Cardinale Delle Lanze. La Santa Sede aggiunge il diritto Ius Patromatus che la Casa Savoia trasforma in protettorato di fatto sul Principato di Seborga.