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SEBORGA È NUOVAMENTE SOTTO ATTACCO
SEBORGA È NUOVAMENTE SOTTO ATTACCO
Sì, ancora una volta Seborga è sotto attacco. E non ci riferiamo al COVID-19. Dopo il tempo della setta dei seguaci della Madonna di Alvenia, portata a Seborga da (†) Stéphane Ravel d’Estienne, dopo il tempo del tentato golpe del “Principe” francese Nicolas Mutte e fratello, dopo l’arrivo di associazioni sedicenti “Ordini Templari” quali il VEOSPSS, lo OSSCBS, lo OSB-Intenational (solo per citarne alcuni), dobbiamo aggiungere una “new entry”.
In questo gruppo il prefisso più
usato è “auto”, cioè “da sé”. Insomma, tutto è stato fatto in
casa, da loro stessi. Il carisma di questo singolare movimento sembra
che derivi da uno specialista in psichiatria che ha avuto la sfacciata fortuna di
iniziare la sua carriera religiosa come Patriarca.
Spinti forse dal tentativo di ammagliare i Seborghini e/o i turisti con litanie bizantineggianti, ecco giungere a Seborga (non senza avere registrato l’associazione nel Principato di Monaco) soggetti molto peculiari. Sono i “monaci” self-made nei loro abiti talari bizantini e con tanto di kamilavkion [copricapo della tradizione religiosa ortodossa].
Ecco allora che dalla mescolanza di membri della “neo” Chiesa Ortodossa Italiana con quelli dell’“Ordine” (leggasi associazione) del Pellicano, con quelli della Chiesa Ortodossa Italiana Autocefala Antico-Orientale e con quelli della Polish National Catholic Church of Resurrection è nato un nuovo ente autodefinitosi “Ordine Monastico di Seborga”. Ovviamente, nessuno di questi gruppi è in comunione con la Santa Sede. 
Veramente da ridere. Come se i Cistercensi di Lérins
non esistessero più. Come se a Lérins non operassero 21 monaci cistercensi della
Congregazione Cistercense
dell’Immacolata Concezione (CCIC).
Questi “monaci”, guidati da un immobiliarista monegasco, il sig. Giancarlo De Lucia (nella veste di Abate Mitrato), vorrebbero ripristinare a Seborga niente popo di meno che l’antico ordine di matrice Cistercense istituito sull’isola di Lérins secoli addietro.
Noi stiamo a guardare, fiduciosi. Il Vangelo ci ricorda che ci sarà un tempo in cui Egli verrà: … per ripulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel granaio; ma la pula, la brucerà con fuoco inestinguibile” (Lc.: 3, 18). La storia non è ad uso e consumo e, a parere di chi scrive, non la si può quindi rigirare a proprio comodo non essendo sufficiente fare un atto notarile nel tentativo di appropriarsene. Seborga è sempre stata legata spiritualmente alla Chiesa di Roma. Lo stesso vale per noi, Cavalieri del Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri.
Seborga non è mai stata terra di
conquista da parte di Islamici; non lo sarà neppure da parte di movimenti non in
comunione con la Santa Sede.
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