
Riportiamo l’intervista concessa nel novembre del 2009 da Padre Sergio, eremita sulle Alpi marittime, al giornalista Alberto Burzio (Barba Bertu). L’intervista è avvenuta a Marmora, nella casa monastero in cui il padre vive in solitudine da oltre trenta anni, a quasi 1600 metri di quota.
In un magnifico angolo della Valle Maira, baciato dal sole in tutte le stagioni, c’è la Biblioteca più alta d’Europa, a 1.580 metri di quota. Lui; Padre Sergio De Piccoli, è un monaco benedettino con tre lauree. Non fa la spesa ma ha sempre mangiato finora, grazie alla Provvidenza. La vecchia canonica dove vive è scaldata solo in cucina, il monaco dorme nella stanza gelida a volte come il ghiaccio. Piuttosto resta senza mangiare, se un povero gli bussa alla porta. Padre Sergio De Piccoli è nato il 7 gennaio 1931, vicino a Pavia.
I suoi genitori cosa facevano?
Eravate tanti figli?
Quando è nata in lei l’idea della vocazione?
Poi che cosa è successo?
E poi?
Chi è il monaco?
Lei a Roma, dove è stato fino al 1972, aveva incarichi importanti?
Come mai è arrivato a Marmora?
La filosofia sua quale è?
«E’ quella dell’accoglienza, e ho sempre accolto anche persone in difficoltà».
Come passa le sue giornate?
«All’insegna dell’ “ora et labora”. Mi alzo tardi, alle 6 del mattino, per via dei problemi alle gambe. Prego e lavoro in Biblioteca. Tutti i giorni celebro la Messa, il più delle volte non c’è nessuno e questo mi pesa un poco. Con i montanari ho rapporti buoni, vanno poco in chiesa ma mi vogliono davvero bene».
Il Dio in cui lei crede come è?
«E’ il Dio misterioso, che nessuno ha mai visto. Ma io sono sicuro che c’è».
Quanti libri ci sono nella sua Biblioteca?
«Sono più di 54 mila e 900, io amo i libri e il collezionismo. Nella mia Biblioteca ci sono tutti i tipi di volumi. La Biblioteca è aperta agli studiosi. Tutti i libri sono archiviati nel computer, oggi però mancano gli spazi e gli ultimi arrivi sono ammucchiati, nella vecchia casa canonica».
Che fine farà la Biblioteca?
«Ho già fatto una donazione al Comune di Marmora, che si è impegnato a costruire un edificio per ospitare tutti i volumi».
Perchè ha messo le campane?
«Sono sei campane grosse in bronzo, le ho messe nel 1991, io amo la musica».
Nell’arco della sua vita non ha mai sentito l’esigenza di farsi una famiglia?
«Raramente. Non mi manca una famiglia mia».
Le donne le piacciono?
Padre Sergio ride: «Certo che le noto. A volte ci sono state delle tentazioni, la rinuncia non è stata sempre facile, ma io ce l’ho fatta».
Alla sua veneranda età, l’idea della morte la sfiora?
«Certo! Ma non ho paura, perché la morte è andare con Dio. Si può morire a qualunque età e bisogna sempre essere pronti».
Cosa pensa della Chiesa Cattolica?
«Non è fatta solo di santi, ci sono uomini e donne che peccano. E’ santa e peccatrice. Io non sarei sfavorevole a permettere ai preti di sposarsi, perché il celibato è una istituzione dei monaci, non dei preti».
Le donne contano nella Chiesa?
«Dopo il Concilio Vaticano Secondo, la Chiesa ha considerato di più le donne».
Papa Benedetto XVI le piace?
«Questo non me lo deve chiedere, perché io non guardo la tv, non ascolto la radio, non leggo i quotidiani (se non quelli che ogni tanto qualcuno mi porta)».
La vita è bella?
«E’ bellissima, perché si vive! Io sono un monaco felice e fortunato, ho tutto quello che desideravo, sono riuscito a realizzare i miei sogni».


